JOHN UPDIKE.
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RIPOSA CONIGLIO.
Parte 3.
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Titolo originale: Rabbit at Rest. 1990.
Traduzione di: Mario Biondi.
2017. Giulio Einaudi Editore, TORINO.
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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
          Fondazione Ezio Galiano onlus
             http:\\www.galiano.it
      ad esclusivo uso dei privi della vista.
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Gli fa male lo stomaco, ma lui, Coniglio, non ricorda pi perch.
Dopo averlo sentito muoversi nel corridoio per andare
in bagno, i bambini vanno a trovarlo, poveri semi-orfani.
I loro quattro occhi, due verdi e due castani, lo divorano
dal bordo del letto. La faccia di Judy sembra pi lunga
e grave di quanto non fosse in Florida. Da grande avr
la magrezza tipica degli Angstrom, un aspetto da animale
braccato. Indossa un abito lilla con camicetta bianca.
Se lo immagina soltanto, oppure ha veramente un tocco
di rosso in pi sulle labbra? Pru glielo permette? Certamente
ai capelli  stata data un'ondulazione artificiale,
una piega color carota. - In ospedale hai sentito male, nonno? - chiede.
- Non molto, Judy. Pi che altro stare l mi faceva male
dal punto di vista psicologico.
- Ti hanno ficcato dentro quell'aggeggio?
- Oh, si. Ma non preoccuparti. I medici dicono che sono
pi in forma che mai.
- Perch ti sei messo a letto, allora?
- Perch la nonna stava studiando per il suo test e non volevo disturbarla.
- Dice che dormirai qui.
- Cos pare, eh? Facciamo un pigiama party. Prima che
nascessi tu, Judy, la nonna e io abbiamo abitato qui per
tanti anni, con la tua bisnonna Springer. Te la ricordi?
Gli occhi della bambina lo guardano fissi, il loro verde
reso ancora pi intenso dagli aceri fuori della finestra. - Un
pochino. Aveva le gambe grosse e si metteva dei calzettoni
arancione.
- Giusto -. Ma pu essere che nella memoria di questa
bambina non resti nient'altro della bisnonna? Ci riduciamo
cos in fretta al quasi nulla?
- Quelle calze le odiavo, - continua la piccola, quasi avvertisse
il bisogno del nonno di spremerle qualcosa di pi
e cercasse di accontentarlo.
- Erano le Support Hose, - le spiega lui.
- E poi portava quegli strani occhialini rotondi che non
si toglieva mai. Mi lasciava giocare con la custodia. Finch non si  rotta.
Roy, stufo di sentire tutte queste notizie su una donna
che non ha mai conosciuto, attacca a parlare. Il suo viso
rotondo si protende verso l'alto come se stesse cercando
di ingoiare qualcosa di ruvido, le sopracciglia inarcate gli
spalancano penosamente gli sfavillanti occhi scuri. - Pap...
Pap non ha detto... - O forse dice  andato; apparentemente
incapace di dare forma ai propri pensieri,
attacca una seconda volta con la strascicata parola: - Pap.
Impaziente, Judy gli d uno spintone che lo fa cadere
contro la colonnina del letto, nel ristretto spazio tra il bordo
del materasso e il muro. - Se non sei capace di parlare
sta' zitto, - gli ingiunge. - Pap  in un centro di riabilitazione e sta meglio.
Il bambino ha battuto la testa e fissa il nonno come in
attesa che gli venga detto che cosa fare. - Ohi! - esclama
Harry per lui; dopodich, tirandosi a sedere contro la vecchia
testiera marrone di mamma Springer, spalanca le braccia
perch vi si rifugi. Roy gli si tuffa sul torace e si lascia
andare a un profluvio di strepiti per il colpo che ha preso in
testa. I capelli, quando Harry vi passa la mano, sono appiccicosamente
sottili, come quelli di Janice il giorno prima,
quando si  messa a piangere. Probabilmente capita a tutti
quelli che si trovano a letto inermi: la gente viene a cercare
comprensione. Si  esattamente dove vogliono che si sia.
Judy parla sopra il baccano sempre pi forte del fratellino.
- Vuoi vedere uno dei miei film con me, nonno? Ho Dumbo, Tutti insieme appassionatamente e Dirty Dancing. Balli proibiti.
- L'ultimo, magari, prima o poi. Gli altri due li ho gi visti. Ma tu non dovresti fare i compiti prima di cena?
La bambina sorride. -  quello che dice sempre pap. Non vuole mai guardare un film con me -. Quindi osserva
il fratellino, che viene cullato, e gli d uno strattone. - Di,
scemo, andiamo. Non appoggiarti sul petto del nonno, che gli fai male.
Se ne vanno. Per un brevissimo istante, l in piedi accanto
al letto, Judy gli ha fatto venire in mente Jill, un'altra
tra le tante persone di sua conoscenza che sono morte. Il
numero sta crescendo. La vita  come quel gioco che faceva
una volta al campo giochi delle elementari, la Volpe
del mattino: ci si metteva tutti in fila su un lato della zona
asfaltata destinata ai giochi. Chi era sotto gridava:
Volpe del mattino, al che tutti dovevano scappare dalla
parte opposta e lui (o lei) doveva catturare una vittima,
trascinandola in un cerchio tracciato sull'asfalto; a quel
punto sotto ce n'erano due, che nel successivo galoppo
di massa verso la salvezza catturavano ancora qualcun altro,
finch i quattro diventavano otto e a centro campo si
era ammassata una piccola folla in caccia: le proporzioni
si erano ribaltate. L'ultimo a essere catturato era sotto la volta successiva.
Sui vetri sono comparse alcune sparse goccioline di
pioggia. Le palpebre sono tornate pesanti, nel corpo gli si
sta diffondendo una nebbia tesa a inghiottire il cervello.
Quando si ha sonno, il mondo interiore (che alla luce del
sole  pi piccolo di un seme) si va espandendo, facendosi
irresistibile, infrangendo il guscio della coscienza. Che
strano. Deve esistere un altro modo di essere vivi rispetto
a tutto questo mangiare e dormire, a questo ardere e gelare,
a questa alternanza di sole e luna. Giorno e notte si
fondono, ma rimangono ugualmente nulla.
Il richiamo ad andare a tavola arriva da lontano, attraverso
molti robusti strati di assicelle, intonaco e aria di
cavit: a giudicare dall'asprezza del tono dev'essere stato
ripetuto. Harry non pu credere di essersi addormentato:
non  trascorso nessun frammento di tempo, soltanto un
paio di pensieri, che nello svoltare l'angolo hanno assunto
una singolare forma elastica. Si sente la bocca rasposa. Le
goccioline di pioggia sui vetri sono ancora poche,  possibile
contarle. Gli viene in mente che quel giorno si  ricordato
del tipo di schermature che avevano alle finestre dell'appartamento
di Wilbur Street, di quelle che si compravano
dal ferramenta prima che gli uragani le rendessero superate.
Non erano mai della misura precisa, lasciavano sempre
delle fessure attraverso cui entravano zanzare e moscerini,
ma la tragedia non era li. No, consisteva piuttosto in
un certo alito estivo che lasciavano filtrare, un riverbero
di sole lungo dei segmenti della maglia, un trascurato fervore
nei particolari: la schermatura curva, la cornice aggiustabile
e scorrevole con sopra stampigliato il nome del
costruttore, la stessa modanatura immobile della finestra,
come i mattoni che per tutta Brewer continuano a esibire
fedelmente il loro disegno, anche se i muratori che li hanno
posati sono ormai morti da lungo tempo. Una tragedia
insita nella materia stessa, che si mantiene all'erta per
quanto grande sia la pena che ci si porta nell'animo. Quel
giorno, dopo la morte di Becky, era tornato nell'appartamento
e non era cambiato nulla. L'acqua era ancora nella
vasca, le braciole nella padella. Il richiamo ad andare a
tavola torna a farsi sentire, pi vicino, dalla voce aspra di
Janice ai piedi della scala: - Harry! E pronto.
- Vengo, Cristo, - risponde.
A chiamare era Janice, ma la cena  stata preparata da
Pru: leggera, squisita, sana. Pezzi di un pesce bianco insaporiti
con pepe e limone, asparagi serviti fumanti in un
piatto rettangolare per forno a microonde e, in una tazzona
di legno, un'insalata con sedano, fette di carota, datteri
e acini d'uva verdi. Insalatiera e microonde sono nuovi,
acquistati dopo la morte di mamma Springer.
Tutti mangiano, ma nessuno ha un granch da dire a
eccezione di Janice, che blatera baldanzosamente del suo
test, del corso, delle persone che lo frequentano, alcune
delle quali sono donne come lei, intenzionate a farsi una
carriera nella mezza et, altre invece sono giovani, molto
simili a come erano loro negli anni Cinquanta, sempre
preoccupate dal punto di vista economico e quindi desiderose
di correre ai ripari. Parla dell'insegnante, Mister
Lister, rima che fa scoppiare la bambina a ridere forte e
a ripeterlo. - Non ridere, Judy, - la esorta lei. - Ha una faccia tanto triste.
La bambina ha da raccontare una storia complicata su
un compagno che si  svolta quel giorno a scuola: ha rovesciato
accidentalmente del colore destinato a un poster che
stanno realizzando e poi, siccome la maestra lo ha sgridato,
ha preso in mano il barattolo rovesciato e, agitandolo nella
sua direzione, le ha fatto cadere alcune gocce sul vestito.
Inoltre hanno in classe un bambino di colore, la cui famiglia
si  appena trasferita a Mt Judge da Baltimora, che si
pittura in faccia dei segni che hanno un significato segreto.
Il modo di parlare della bambina somiglia a quello in
cui salta da un canale all'altro; secondo lui sta raccontando
storie di fantasia, oppure confonde la sua classe con altre
che ha visto in qualche spettacolo televisivo.
Pru gli chiede come si sente. Bene, risponde: dopo l'operazione,
- Cio, la procedura, come preferiscono dire
i medici, - sente effettivamente il respiro pi libero, e la
memoria gli funziona meglio. Roba da chiedersi quanto
stesse rimbambendosi senza rendersene conto. Sul serio,
continua, scusandosi con lei per il disturbo, ringraziandola
per il buon pasto salutare che  riuscito a mettersi in
corpo sopra al fermentante grumo di Corn Chips: quella
sera avrebbero potuto benissimo lasciarlo solo a casa sua.
Janice replica che anche se sa che  una cosa sciocca,
lei non potrebbe mai perdonarsi se gli capitasse qualcosa
mentre lei  al corso; d'altra parte, come avrebbe potuto
concentrarsi sui lien, sul curtilage e sulla lex loci, sapendo
che lui era l in casa ad affogare tutto solo?
Gli altri adulti al tavolo trattengono il fiato davanti a
quel lapsus; quando il silenzio si fa intollerabile, lui replica
con dolcezza: - Non intendevi dire affogare, vero?
- Ho detto affogare? - chiede lei, ora perfettamente consapevole,
sentendone l'eco nell'orecchio, di averlo proprio
detto. E lui capisce che Janice sembra soltanto aver rimosso
Rebecca, mentre in realt nell'animo rimane tuttora e
sempre rimarr la madre che ha lasciato affogare la sua
bambina. Trent'anni fa. Era lo stesso periodo dell'anno,
fine primavera, l'anniversario si sta avvicinando, in giugno.
Janice si alza, agitata, rossa in viso, piena di vergogna.
- Chi prende un caff con me? - propone, con tutti gli
sguardi addosso come un'attrice che debba togliersi dagli
impicci con una battuta qualsiasi.
- Ah, se qualcuno lo gradisce, per dessert c' un gelato
al burro di noci, - aggiunge Pru. Con il passare degli anni
la sua voce piatta di donna dell'Ohio ha ceduto ai modi di
dire locali, al premuroso modo di esprimersi tipico degli
abitanti della Pennsylvania, che sembrano voler mettere
in chiaro le cose in mezzo a uno straordinario annebbiamento.
Si  tolta il cardigan e ha rivoltato i polsini della
camicia cachi fino a lasciare scoperti a met gli avambracci
lentigginosi, l, al tavolo della cucina, sotto la lampada
sospesa al soffitto nel suo vetro sfaccettato.
- Il gusto che preferisco, - dice lui, pieno di compassione
per la moglie, di desiderio di aiutarla a togliersi da
sotto i riflettori che illuminano il centro della scena; persino
il piccolo Roy sta fissando Janice con i suoi occhi color
inchiostro, avvertendo qualcosa di strano, una maledizione
che nessuno nomina esplicitamente.
-  la roba che ti fa pi male al mondo, Harry, - ribatte
lei, contenta per l'opportunit che le fornisce di mettersi
a litigare, di fare una scenata. - Gelato e nocciole messi insieme.
- Pensando a lui, - interviene Pru, - ho preso anche
un po' di frozen yogurt. Alla pesca e alla banana, mi pare.
- Non  la stessa cosa, - ribatte Harry, mettendosi a fare
il pagliaccio per mantenere su di s l'attenzione delle due
donne. - Io voglio il burro alle noci. Con qualcosa. Che
cosa ne dite, per esempio, di uno strudel di mele vecchia
maniera, con dentro quella specie di colla per tappezzeria?
O di qualche focaccina appiccicosa. O di una shoo-fly pie. Gnam. Eh, Roy?
- Oh, Harry, finirai con l'ammazzarti! - grida Janice
in tono troppo concitato, mentre in realt il suo dolore  concentrato altrove.
- C' una cosa che si chiama latte gelato, - sta intanto
dicendo Pru, ma lui avverte che anche il cuore della nuora
 da un'altra parte, che per tutta la cena  stata impegnata
a manovrare cautamente attorno alla botola nascosta lasciata
dall'assenza di Nelson, un'assenza di cui nessuno ha
parlato, nemmeno i bambini, con quei loro occhi sgranati.
- Shoo-fly pie, - chiede il piccolo con una voce stranamente
profonda e virile; dopodich, quando gli viene
spiegato che in realt non ce n', che si tratta soltanto di
uno scherzo del nonno, capisce di aver fatto uno sbaglio e,
stanco di aver dovuto passare tutta la giornata a imparare
a essere pi indipendente, attacca a frignare.
- Ti si illumina lo sguardo, - gli canta Coniglio. - E la pancia dice opl.
Pru lo prende in braccio e lo porta di sopra mentre Janice
d a Judy un po' di gelato al burro di noci, sistemando intanto
le stoviglie nella lavapiatti. Quando gli gira la schiena,
Harry, che ha tenuto il cucchiaio, lo ficca nel piatto di
Judy. Che meraviglia l'attimo in cui la lingua lo schiaccia
contro la volta del palato, facendone emergere i frammenti
di noci come stelle nella sera. - Oh, nonno, non dovresti!
- protesta Judy guardandolo con autentico spavento
anche se le sue labbra vorrebbero sorridere.
Lui posa un dito sulle sue promettendo: - Soltanto un
cucchiaio, - mentre invece se ne fa un secondo.
La bambina invoca soccorso: - Nonna!
- Sta soltanto scherzando, - risponde Janice, poi, rivolta
a lui, chiede: - Ne vuoi un piatto anche tu?
Al che Harry si alza da tavola: - Il gelato non devo mangiarlo,
- ribatte. -  la cosa che mi fa pi male al mondo -.
Quindi, vedendo l'accozzaglia di piatti che ha sistemato
nella lavastoviglie di Pru (sempre quella vecchia della
mamma), la rimprovera. - Non hai nessun metodo. Guarda lo spazio che stai sprecando!
- Caricala tu allora, - replica lei, donna moderna, spostandosi
immediatamente - mentre lui procede, sistemando
i piatti pi vicini, in file simili ai denti di un erpice - a
raccattare dal tavolo della sala da pranzo i suoi fogli, il libro
e la borsetta. - Maledizione, - sbotta poi, tornando in
cucina per spiegare il problema al marito: - Tutti i ragionamenti
che ho fatto questa mattina su che cosa mettermi,
e poi mi sono dimenticata di prendere un impermeabile
Fuori infatti ha iniziato a piovere, la casa  avvolta da un intenso mormorio.
- Forse pu prestartene uno Pru.
- Mi starebbe enorme, - replica lei. Per sale di sopra,
dove Pru sta mettendo a letto Roy e da dove, a conclusione
di una serie di battute che lui non riesce a sentire, scende
indossando un impermeabile di plastica rosso ciliegia con
un ampio bavero, una cintura troppo lunga e una serie di
zig zag che luccicano sotto la luce. - Faccio ridere?
- Non esattamente, - risponde lui. Questa trasposizione
lo eccita: uno segue le pieghe a zig zag, su, su, pensando
di incontrare lo sguardo della rossa Pru e invece si trova
davanti il viso invecchiato di Janice, incorniciato in un vistoso foulard anch'esso non suo.
- E poi, dannazione, sono furente con me stessa. Ho
dimenticato la penna portafortuna sul tavolo di sopra, a
casa. E non ho tempo di tornare l a recuperarla.
- Forse questa faccenda la stai prendendo un po' troppo
sul serio, - fa lui. - Che cosa intendi dimostrare a questo insegnante?
- Intendo dimostrare qualcosa a me stessa, - ribatte lei.
- Di' a Pru che sono andata via e che torner alle dieci e
mezzo, o forse alle undici, caso mai dopo il test decidessimo
di andare a farci una birra. Tu va' a letto a riposare.
Hai un'aria stanca, tesoro -. Quindi, prima di uscire, gli
lancia un lungo bacetto sulle dita, grata per chiss cosa. E
contenta di andarsene. Tutti questi altri consiglieri maschi
che si  improvvisamente trovata - Charlie, Mr Lister, il
nuovo ragioniere - hanno l'aria di una subdola intrusione,
come quel catetere visto sul monitor, che si introduceva
a colpetti consequenziali nel suo cuore immerso nell'ombra
e avvolto da un reticolo.
Svaniti i passi di Janice sulla veranda e il rumore della
Camry che parte, il mormorio che avvolge la casa sembra
pi forte. Entra sempre in crisi, quella donna, ha un
modo tutto suo di far girare il motore prima di inserire la
marcia: va sempre a finire che parte di scatto come una
di quelle auto che fanno le gare di accelerazione. Janice 
drappeggiata nell'impermeabile di Pru, mentre lui  il maschio
nella casa di Pru.
Alla TV che c' in soggiorno guarda insieme a Judy la fine
del telegiornale dell'ABC su Canale 6 (quel Peter Jennings: 
l che spiega tutto sull'America agli americani, ma intanto,
canadese al cento per cento com', continua a pronunciare
aboot invece di about), poi, con la bambina che pesta sui
tasti del telecomando, si mettono a saltare tra Jeopardy!,
Simon & Simon e la replica delle sette dei Robinson e di Cin
cin. Finch Pru - sembra che aleggi - scende dopo avere
messo Roy a letto, andando in cucina per finire di pulire,
aggirandosi per la sala da pranzo per controllare che tutte
le finestre siano chiuse, visto che piove, e poi entrando nel
solarium, dove libera di qualche foglia morta le piante sul
vecchio tavolo in ferro di mamma Springer. E finalmente
eccola arrivare nel soggiorno, dove si siede sul vecchio
divano accanto a lui, mentre dalla Barcalounger Judy fa lo
zapping tra i canali. Nella replica dei Robinson, la famiglia
 impegnata in una tipica discussione sul modo di allevare
i figli, discussioni sempre destinate a dissolversi come
un grumo di zucchero nel caloroso buonumore, nell'affetto
reciproco: Vanessa e i suoi amici si agitano moltissimo
nell'attesa di una gara locale di danza, per la quale si fanno
dare istruzioni da una vecchia pianista di night club;
dopodich, arrivato il momento di esibirsi nel soggiorno
di casa davanti ai genitori, vanno a sbattere l'uno addosso
all'altro e si strofinano con una sensualit tanto singolare
e prematura che Mrs Robinson, Claire, interpretata dalla
formidabile Phylicia Rashad (nella vita vera  sposata con
quel telecronista sportivo di colore dagli occhi di rana) ristabilisce
la decenza fermando il disco e rispedendo le ragazze
di sopra, lasciando tuttavia intendere con quel suo
sorriso cos particolare - ampio, un po' a labbroni, tipico
delle donne di colore - che l'indecenza va benissimo, a suo
tempo e luogo, con saggezza, come per esempio durante
uno di quegli abbracci con reciproco scambio di occhi dolci
con cui si concludono tante puntate del serial. Di fianco
a lui, sul divano, Pru fissa lo schermo, come un gioiello una lacrima brilla nell'angolo dell'occhio dal suo lato.
Dalla Barcalounger Judy passa su un canale dove si vede
il panorama di un cielo tropicale con un'enorme tartaruga
che gira lentamente la testa mentre una voce di intensit
divina intona: ... fermamente determinata a difendere il
proprio ambiente riproduttivo.
- Maledizione, Judy, torna immediatamente ai Robinson!
- esplode lui, furente non tanto per s stesso quanto
per Pru, ai cui occhi lo spettacolo sembrava rivelare una
serie di opportunit perdute.
E Judy, stupita come le ragazzine dello spettacolo, lo
fa, ma ormai c' la pubblicit. Quindi, avvertita la portata
dell'oltraggio di cui  stata oggetto, strilla: - Voglio che
torni pap! Tutti gli altri sono cattivi con me!
E scoppia a piangere mentre Pru si alza per consolarla
e lui batte in ritirata, caduto in disgrazia. Si aggira per
la casa, ascoltando la pioggia, chiedendosi se veramente
sia vissuto li anche lui, ricordando le persone morte e le
versioni morte di quelle vive che hanno abitato l con lui,
trovando un barattolo semipieno di anacardi abbrustoliti
su un alto scaffale della cucina e sul televisore, sempre in
cucina, una replica via cavo della finale della sera prima
tra i Knicks e i Bulls. Il modo in cui Michael Jordan si fa
girare la lingua rosea in bocca mentre va a cesto in sospensione
gli d un fastidio tremendo. Lo ha visto intervistato,
 un ragazzo intelligente, perch diavolo deve far girare
la lingua in quel modo, come un idiota? I pochi giocatori
bianchi presenti sul campo sembrano pateticamente nudi,
con quel loro pallore sudato, il pelo scuro sotto le ascelle;
gli sembra incredibile avere praticato anche lui un simile
sport, tanto tempo prima, anche se allora i pantaloncini
erano un po' pi lunghi e il giro manica delle magliette
non era cos largo. Intanto ha fatto fuori il barattolo di
anacardi senza nemmeno accorgersene, finch di punto in
bianco la partita di basket - dove Jordan, in sospensione,
cambia direzione non una volta ma due, precipitando infine
in una goffa capriola all'indietro con la gigantesca mano
di Ewing piantata direttamente in faccia - gli d un senso
di pena con la sua elastica attivit, una forma estrema
di moto corporeo di cui possono avere memoria soltanto i
suoi nervi, non certamente i muscoli. Ha bisogno di una
delle Nitrostat dal flaconcino che ha lasciato nel giaccone
appeso nell'armadio di sopra. La spettralit di quel pianterreno
lo sta opprimendo. Spegne la luce della cucina e,
passando davanti alla vecchia credenza di mamma Springer
nella sala da pranzo oscurata, dove la tappezzeria formicola
alla luce dei lampioni stradali proiettata attraverso le
gocce di pioggia che colano sui vetri delle finestre, trattiene il fiato.
Nel corridoio al piano di sopra, dalla vecchia camera della
mamma che adesso  di Judy, sente arrivare il parlottio
di un televisore: osa picchiettare sulla porta ed entrare. La
piccola indossa una camicia da notte senza maniche e stringendo
in braccio il suo delfino di pezza se ne sta appoggiata
a due cuscini, con la madre seduta accanto sul letto.
L'apparecchio TV, che balugina ai piedi del medesimo letto,
illumina i dettagli chiari, il viso pallido di Judy, le sue
spalle nude, il ventre del delfino, il lungo avambraccio di
Pru steso sul petto piatto della bambina. Raschiandosi la
gola dice: - Ehi, Judy... mi spiace di essere stato un po' cattivo, di sotto.
Imponendogli silenzio con un movimento impaziente
della mano, la piccola gli fa capire che  stato perdonato,
entri pure e si metta li a guardare con loro. Nella tremolante
luce azzurra lui prende una sedia a schienale diritto,
da bambino, la accosta al letto e si abbassa fino ad accovacciarsi.
Sui vetri luccicano le gocce di pioggia illuminate
dai lampioni di Joseph Street. Harry scruta il profilo di
Pru, cercando lo scintillio di una lacrima, ma ora il volto
 composto, la linea del naso netta, le labbra serrate.
Stanno guardando Misteri irrisolti-, pallidi volti americani
troppo grassi che fluttuano nel campo visivo della telecamera
raccontando in totale sincerit storie di UFO avvistati
sopra campi di barbabietole da zucchero, sopra centri
commerciali, sopra riserve navajo: il mobilio ordinario e
la tappezzeria a strisce delle loro stanze, esposti alle accecanti
luci necessarie per le riprese, hanno la stessa dettagliata
e dura singolarit delle diatomee viste al microscopio.
Coniglio rimane sempre colpito dalla propriet di
linguaggio di questi sceriffi di cittadine, di queste massaie
da camper, persino i vagabondi e i barboni capitati per puro
caso in una piazzola per picnic proprio nel momento in
cui le gigantesche menti che comandano gli Ufo decidevano
di avvicinarsi per procedere a un esame ravvicinato
della fauna terrestre: sotto quelle luci  fiorito un popolo
di attori, di teste correttamente parlanti, tutti hanno provato
con la massima cura i loro trenta secondi di notoriet
nazionale. Durante gli spot pubblicitari Judy passa ad
altri canali, sintonizzandosi su Jacques Cousteau in muta
subacquea, sul maggiore dei tre porcellini con la sua giacchetta
celeste dai bottoni grossi ( ben strano che questi
animali dei fumetti vadano in giro tutti quanti con il didietro
scoperto), su un cantante rock dai capelli lunghi e
radi che muove la bocca davanti al microfono in stato di
affanno esagitato (sembra una pornostar che stia per affrontare
un lavoretto di bocca), su una scena di tribunale
dove dagli occhi sfuggenti di un giudice si capisce immediatamente
che anche lui fa parte del gioco, su un colibr
che sbatte al rallentatore le sorprendentemente flessibili
alucce, su un'Angela Lansbury dall'aria sconvolta, su una
Greer Garson in un bianco e nero leggermente sfocato e
infine di nuovo su Misteri irrisolti, che adesso si occupa di
un neonato scomparso da un ospedale di New York, conferendo
un'aria ancora pi interrogativa a Robert Stack nel
suo mistico impermeabile. Visto che prima  stato villano,
adesso Coniglio tiene a freno la lingua. Si sente fragile.
Le immagini baluginanti gli gravano addosso, implacabili come battiti del cuore. Prima ancora che il mistero del
bambino scomparso venga risolto si alza per dare il bacio
della buonanotte a Judy, sfiorando con il proprio il volto
pi grosso li accanto. - Ti voglio bene, nonno, - dice meccanicamente
Judy, magnanima o dimentica.
- Le luci di sotto le ho gi spente io, - mormora lui a Pru.
- Devo scendere comunque, - replica lei a bassa voce,
entrambi timorosi di spezzare l'incantato filo che lega la
bambina all'apparecchio televisivo.
Il volto della nuora, mentre il suo scorreva pi in l,
diretto a baciarne un altro, emanava una sua aura privatissima,
di shampoo e cipria, esattamente come le piante
intorno alla casa stanno trasmettendo alla pioggia un arboreo,
fresco odore di foglie.
Una fragranza umida e verde che aleggia anche in camera
sua, l'ex laboratorio di sartoria, dove dritto come un
fuso c' il vecchio manichino senza testa. Si mette il pigiama
pulito che Janice ha stranamente avuto la previdenza di
portargli. Lo assale una stanchezza fresca di cotone stirato,
che lo avvolge come la pioggia. In quella cameretta angusta
i rumori si sentono pi distintamente che altrove, rumori
complessi, una conversazione in cui sono impegnati il tetto
della veranda, la grondaia della casa, i gorgoglianti pluviali,
le elastiche foglie degli aceri, il sibilo scrosciante di
un'auto di passaggio. Vicinissimi a lui, periodici sgocciolii
tra la finestra doppia e il telaio di legno fanno pensare
che ci sia un'infiltrazione nelle pareti, con il rischio che
qualcosa possa marcire. Non  un problema suo. Ormai lo
 un numero sempre pi ridotto di cose.
La finestra  leggermente aperta, per far passare l'aria:
quando le si accosta un attimo, in piedi, per guardare
fuori, delle goccioline sparse gli picchiettano la pelle delle
mani. Mt Judge non  cambiata granch, almeno qui nella
zona pi vecchia: ma  scivolata via al di sotto della sua vita
come sotto un aereo al decollo. La sua vita  fluita lungo
quell'asfalto luccicante, oltre quei praticelli in pendio
e quelle verande dalle colonne in mattoni, senza lasciare
traccia. La citt non  mai arrivata a conoscerlo nel modo
in cui da bambino si immaginava che avvenisse, come
se ogni ciottolo, ogni contenitore del latte e ogni aiuola
di tulipani lo osservasse passare; ogni casa si  rivolta al
suo interno, dentro s stessa. Una finestra confusamente
illuminata, sull'altro lato della via, incornicia una poltrona
vuota, un'attrezzatura da camino con manopole in
ottone, una mensola di mattoni su cui stanno posati due
ignari candelieri.
Coniglio attraversa velocemente e a piedi nudi tutto il
corridoio, fino al bagno, poi allo stesso modo torna a letto,
prima ancora delle nove. All'ospedale a quel punto gli
ultimi visitatori se n'erano andati, si era placato anche il
trambusto di corse al bagno e ingollamenti di pillole, le
luci si spegnevano nel corridoio insieme alle voci delle infermiere.
In quella stanza non c' una lampada per leggere,
soltanto una luce sopra la testiera, col paralume in carta,
che lui resiste all'impulso di accendere. Nell'armadio
ha notato un fascio di vecchi Consumer's Digest, ma
immagina che ormai i prodotti valutati siano tutti fuori
mercato. Il libro di storia che gli ha regalato Janice e che
non riesce a finire, sebbene sia gi oltre la met,  nella
tana di Penn Park. Del resto la luce che arriva dalla strada
non  sufficiente per leggere, proietta fantasmi romboidali
dei vetri della finestra, vivacizzati in un movimento spasmodico
dalle gocce di pioggia che si raccolgono tremule,
esplodendo e colando in lampi improvvisi. Come le origini
della vita in uno degli spettacoli educativi che guarda alla
televisione: molecole che si vanno via via raccogliendo a
caso per essere rivitalizzate dal fulmine, con uno spasmo.
Dietro la sua testa, al di l della vecchia testiera scura con
le sue volute a traforo e le colonnine sormontate da un funghetto,
la macchina per cucire della sua defunta suocera 
in attesa che i gonfi piedi della proprietaria ridiano vita al
pedale, che le sue dita tozze e grassocce facciano passare
un filo inumidito nella cruna dell'ago, che  arrugginito.
Cose che potrebbero benissimo succedere, alla stessa stregua
della vita che sorge dalle molecole. Un rombo smorzato,
un tuono distante, rumori in direzione di Brewer, le
cime degli alberi che si agitano. Lui tiene la testa su due
cuscini, in modo che il senso di oppressione al torace trovi
sollievo. Il cuore non gli d nessun dolore, galleggia semplicemente
sul mare nell'ora dell'alta marea, ferito. Passa
un po' di tempo, non sa quanto, finch la maniglia della
porta gira con uno scatto, facendo penetrare dal corridoio
- nell'isolamento amniotico della piccola stanza che ha usurpato - un fascio di luce.
La testa di Pru, con riflessi di rame in cima ai capelli,
si sporge. - Sei sveglio? - chiede, quasi in un sussurro. La
voce sembra arrochita, il viso  un'ombra lattea a forma di cuore.
- S, - risponde lui. - Sono qui che ascolto la pioggia.
Judy sta dormendo?
- Finalmente, - risponde la giovane, e come spinta dalla
sua stessa enfasi di esasperazione entra definitivamente
nella stanza, rimanendo l in piedi. Indossa l'accappatoio
corto e le gambe appaiono contornate da un'ombra chiara
che scende fino alle caviglie. - E molto agitata per via di
Nelson, naturalmente.
- Naturalmente. Mi spiace di averla sgridata, - replica
lui. -  l'ultima cosa di cui abbia bisogno, povera bambina -.
Quindi si solleva sul gomito, con il cuore che di
fronte a una situazione tanto singolare martella, anche se
dopo i giorni passati in ospedale dovrebbe essere abituato
al fatto che qualcuno venga a trovarlo mentre  a letto.
- Non so, - continua lei. - Forse invece era proprio ci
di cui aveva bisogno. Pensa di avere un diritto inviolabile
su tutti i televisori di questo mondo. Ti d fastidio se fumo?
- Per niente.
- Voglio dire: vedo che la finestra  un po' aperta, ma se...
- No, - ribatte lui. - Mi piace. Il fumo degli altri. Buono
come se fosse tuo. Dopo trent'anni, ne ho ancora nostalgia.
Com' che non hai smesso, con tutte queste attenzioni
per la salute?
- Infatti avevo smesso, - risponde lei. Il suo volto, nel
riverbero verde azzurro dell'accendino Bic - un tubicino
simile a quello del rossetto - appare duro, determinato, ridotto
all'essenziale, con una lunga ombra che vibra tra la
guancia e il naso. La fiamma si spegne. Lei esala il fumo
rumorosamente. La sua voce continua nell'ombra ritrovata:
- Tranne una sera ogni tanto, per evitare di mangiare.
Ma adesso, con questa storia di Nelson, perch no? Che
importa, ormai? - Il suo viso, alto sopra su di lui, mostra
un profilo, poi l'altro. - Non c' un posto dove sedersi, qui
dentro.  una stanza tremenda.
Lui avverte l'odore non soltanto del fumo ma anche
della sua femminilit, il vago sentore dolciastro da grandi
magazzini che si portano dietro le donne, la crema che
usano, lo shampoo. - E intima, - ribatte lui, spostando le
gambe in modo da farle posto sul letto.
- Scommetto che ti eri addormentato, - continua lei.
- Resto soltanto il tempo di finire la sigaretta. Ho semplicemente
bisogno di un po' di compagnia di persone
adulte -. Quindi inala il fumo come un uomo, facendolo uscire contemporaneamente da bocca e narici e continuando
cos per diversi respiri. - Spero che mettere a
letto i bambini, adesso che Nelson non c' non sia un simile
incubo tutte le sere. Hanno tanto bisogno di essere
tranquillizzati.
- Credevo che lui passasse moltissime sere fuori.
- A quest'ora di solito era qui. Al Laid-Back il movimento
non comincia che verso le dieci. Lui tornava dal lavoro,
mangiava, stava un po' con i bambini e poi cominciava
ad agitarsi. Credo francamente che la maggior parte delle
sere non avesse in mente di uscire per farsi un altro paio
di sniffate, ma poi lo prendeva il bisogno e non riusciva
a resistere -. Tira un'altra boccata. Lui la sente inalare il
fumo con un sospiro a diversi livelli e gli torna in mente
com'era fumare. Creare un'estensione di s stessi nell'aria.
- Con i bambini mi dava una grossa mano. Per quanto con
tutti gli altri potesse essere una merda, non era un cattivo
padre. Non lo . Non devo parlarne come se fosse morto.
- Che ora , a proposito? - le chiede lui.
- Le nove e un quarto, pi o meno.
Janice non sar di ritorno che per le dieci e mezzo, se
non pi tardi. C' tutto il tempo di tirare fuori la faccenda.
Lui si lascia andare all'indietro sui cuscini. Meno male
che quel pomeriggio ha fatto un pisolino. -  cos che la
vedi? - chiede. - Lo consideri una merda?
- S, tremendo. Fuori tutta la notte a fare chiss cosa
per poi tornare qui a piagnucolare e chiedere perdono. Mi
dava persino pi fastidio lui delle difficolt che mi creava.
Mio padre era un ubriacone, e ci rendeva la vita difficile
anche lui, ma se non altro poi non veniva a piangere sulla
spalla della mamma: lasciava che a lamentarsi fosse lei.
Questa dipendenza di Nelson, da persona cos immatura,
 qualcosa di assolutamente nuovo.
La punta della sigaretta manda un bagliore. Un remoto
rimbombo di tuono si fa pi vicino. La presenza di Pru in
quella stanza gli brucia nella mente; nella sacca della coscienza
la nuora gli appare goffamente grande, tutta a spigoli
acuti. Anche il suo modo di esprimersi gli risulta spigoloso
e duro, dell'aspra durezza tipica di Akron, sottesa
al dimesso vocabolario imparato dai commercianti professionisti
di cavalli. Non gli piace sentir definire immaturo
suo figlio. - Quando eri alla Kent State lo conoscevi da
un bel po', - le fa notare in tono quasi ostile. - Lo sapevi
chi ti stavi prendendo.
- No, Harry, non lo sapevo, - ribatte lei mentre la punta
della sigaretta traccia un arco nervoso nell'aria. - Pensavo
che sarebbe cresciuto. Non mi sarei mai immaginata che
fosse cos intrappolato, con voi due.  ancora l che cerca
di capire a fondo quello che gli avete fatto, come se foste
gli unici genitori al mondo che non sono andati avanti a
pulire il sedere al figlio fino ai trent'anni. Apri gli occhi,
Nelson, gli dico io. I pessimi genitori sono la norma. Mio
Dio. L'ideale non esiste. Allora lui si incazza e mi dice
che sono un pesce lesso. Nel campo del sesso, intende. La
prima cosa che va a farsi fottere, con la coca,  il pudore.
Queste drogate farebbero qualsiasi cosa. Io gli rispondo
che non ho certamente intenzione di farmi attaccare l'AIDS
da quelle ragazze che frequenta lui, che la danno via per
un po' di coca. E allora lui esce di nuovo. E un circolo vizioso.
Va avanti cos da anni.
- Quanti, secondo te?
Pru risponde con una scrollata di spalle che fa tremare
tutto il vecchio letto della mamma. - Pi di quanto tu
creda. La gente che gira attorno a Slim si  sempre fatta di
coca e di anfetamine. I gay se ne sbattono, tutti i loro soldi
possono spenderli unicamente per s stessi. Sar stato un
paio di anni fa che Nelson  diventato un consumatore al
punto da avere bisogno di rubare. Sulle prime si  limitato
a sgraffignare qui, soldi che sarebbero dovuti servire per
la casa e roba del genere, poi si  messo a derubare voi, la
ditta, intendo. Spero che lo mandiate in galera. Dico sul
serio -. Ha chiuso una mano a coppa sotto la sigaretta, per
raccogliere la cenere, e ora si guarda intorno in cerca di un
portacenere, finch, non avendone visti, fa volare il mozzicone
verso la finestra, dove si schianta in una pioggia di
scintille contro il vetro andando a sfrigolare sul davanzale
bagnato. La sua voce si sta facendo pi rauca, sta assumendo
un certo impeto, diventa pi profonda. - Non gli servo
pi a niente. Da un lato ho paura di scopare e dall'altra di
essere legalmente unita a lui. Ho buttato via la mia vita.
Tu non sai com'. Sei un uomo, sei libero, della tua vita
puoi fare quello che credi: almeno fino ai sessantanni sei
uno di quelli che comprano. Mentre la donna vende. Per
forza. Ed  meglio che non stia troppo li a discutere sul
prezzo. Io di anni ne ho trentaquattro. La grande occasione
l'ho avuta, Harry. E l'ho sprecata con Nelson. La mia
piccola mano di carte mi  stata servita e io l'ho giocata, e
adesso sono fatta, finita. Mio marito mi odia e io odio lui,
e non abbiamo nemmeno un soldo da spartirci! Ho paura.
Una paura terribile. E hanno paura anche i miei figli. Non
sono che spazzatura, esattamente come me, e lo sanno.
- Ehi, ehi, - si sente costretto a ribattere Coniglio. - Di.
Nessuno  spazzatura -. Ma gi mentre lo dice si rende
conto che  un'idea antiquata, che farebbe fatica a difendere.
In realt siamo tutti spazzatura. Senza Dio a sollevarci
dalla polvere e a trasformarci in angeli non siamo altro.
I singhiozzi di Pru stanno facendo traballare il letto
al punto che nel suo delicato stato postoperatorio Harry
sente salire la nausea. Per acquietare il grosso corpo della
nuora allunga un braccio e la attira a s. Quasi fosse li ad
attendere il contatto, lei gli si serra contro, sebbene tra
di loro ci siano una coperta e un lenzuolo, continuando
a singhiozzare su un registro pi basso, amaro, facendogli
sentire l'alito rovente sul torace, dove un bottone del
pigiama si  slacciato. Il suo torace. Quello che vogliono
squarciare. - Se non altro hai la salute, - le dice. - Per
quanto mi riguarda, invece, basta che inchiodino il coperchio
alla bara. Non posso correre, non posso scopare, non
posso mangiare niente di ci che mi piace, so benissimo
che mi convinceranno a farmi mettere un by-pass. Tu hai
paura? Sei ancora giovane. Hai ancora un sacco di carte
da giocare. Pensa a quanta paura ho io.
Tra le sue braccia, con la voce di nuovo calma, Pru gli dice:
- Ma di! Ormai un sacco di gente si fa mettere i by-pass.
- Gi, facile per te dirlo. Come se io ti dicessi che capita
continuamente di sposare una merda. O se tu dicessi
a me che capita continuamente di scoprire che si ha un figlio
tossicodipendente e ladro.
Una risatina. Un lampo di luce, fuori, seguito dopo qualche
istante da un tuono. Rimangono entrambi in ascolto.
-  Janice a dirti che non puoi pi scopare? - chiede Pru.
-  un argomento di cui non parliamo mai. Non lo facciamo
un granch, da qualche tempo, e basta. Sono successe
troppe cose.
- Ma il medico che cosa dice?
- Non ricordo. Il cardiologo ha circa l'et di Nelson,
siamo troppo timidi per affrontare la questione.
- Odio la mia vita, - fa Pru, tirando su con il naso. Ora
a lui sembra innaturalmente immobile, come un coniglio
davanti a un paio di fari che avanzano.
Lui consente alla mano del braccio con cui la tiene stretta
di risalire sopra i rigonfiamenti dell'accappatoio fino al
serico incavo sotto la nuca e si mette a giocherellare con i
capelli caldi che trova l. - Sensazione che conosco benissimo,
- commenta, beato del gioco, cosciente lungo tutta
l'estensione del corpo della morbida sonnolenza che aspetta
di chiamarlo a s.
- Una delle cose che mi sono piaciute di Nelson eri proprio
tu, - replica lei. - Forse speravo che avrebbe finito
per diventare una persona come te.
- E forse cos  stato. Tu non hai mai avuto occasione
di vedere che razza di bastardo sono.
- Posso immaginarlo, - ribatte lei. - Ma ti provocano.
- Nel ragazzo vedo molto di me stesso, - continua lui.
La parte posteriore del collo, sotto le sue dita, si copre di
pelle d'oca, i capelli si rizzano per effetto dell'elettricit
che lui emana. - Mi fa piacere che ti lasci crescere i capelli.
- Stanno diventando troppo lunghi, - dice lei. Una mano
 venuta a posarsi sul suo torace scoperto, dove c' il
bottone aperto. Lui se le immagina entrambe, quelle mani,
con le loro nocche rosate, l'aspetto screpolato, vulnerabile.
Ricorda che  mancina. Singolarit che lo eccita ulteriormente.
Senza perdere troppo tempo a pensarci, con la
mano libera solleva quella della nuora dal petto scoperto,
portandola pi in basso, dove nel suo inguine parzialmente
rasato  imprevedibilmente spuntata un'erezione. Un gesto
connotato di presessualit, da bambino che divida con un
altro una scoperta interessante, una pietra che si muove,
una farfalla particolarmente grossa. Nel viso seminascosto
nella penombra, a pochi centimetri dal suo, sul cuscino,
gli occhi si spalancano. Nelle ciglia rimangono impigliati
tanti minuscoli puntolini di luce. Nella marea di sangue
che gli  montata dentro lui consente al proprio volto di
spostarsi a superare i pochi centimetri che bastano a far
accostare le loro due bocche, andando accuratamente in
cerca dell'angolazione giusta, mentre le dita di lei lo accarezzano
con un ritmo pi lento di quello del martellare
del cuore. Mentre lo spazio va riducendosi a nulla, lui
presta attenzione al proprio cuore, suo complice nel peccato.
Nel bacio sente il sapore del pesce che lei ha preparato
con tanta cura, con il limone e l'erba cipollina, oltre
a quello degli asparagi.
La pioggia batte sulla zanzariera. Lo sgocciolio sul davanzale
si fa pi intenso. Un lampo di estrema luminosit,
vicinissimo, sferza l'aria ovunque, il frantumarsi di un tuono
pesta una mazzata sulla casa. Quasi subisse sulla propria
persona il tracimare di tanto scatenarsi degli elementi, Pru
esclama - Merda! - saltando fuori dal letto, chiudendo di
schianto la finestra, abbassando la tendina, spalancando
l'accappatoio e buttandolo via, abbassandosi infine a tirare
su la camicia da notte facendosela scivolare sopra la
testa. La sua nudit, alta, larga di bacino, in quella stanza
immersa nella penombra gli appare piena di una grazia simile
a quella degli alberi di pero in fiore lungo quell'isolato
di Brewer, il mese prima: gli era parsa tutta roba sua,
un brandello di paradiso scoperto per caso, incredibile.


III.
Infarto miocardico.

Per la met di giugno le erbe infestanti hanno invaso
tutto: lungo gli aridi cordoli in pietra della Statale 111 bardana
e cicoria sono alte un metro; la piccola, stentata siepe
di tasso messa l per abbellire la base della vetrata della
Springer Motors  invasa dalla sanguinella spuntata attraverso
il pacciame marcescente che da un paio di anni
nessuno rinnova.  una delle cose che Harry continua ad
annotarsi mentalmente di fare: chiamare il servizio di giardiniere
per far rinnovare il pacciame e sostituire le siepi
secche, che sono circa un terzo e fanno schifo, come tanti
denti mancanti. Al di l dell'autostrada a doppia corsia,
con il traffico che diventa sempre pi intenso e veloce per
quanto lo stato continui a mantenere a cinquantacinque
miglia il limite di velocit, il ristorante di cibi da asporto
che si chiamava Chuck Wagon  stato sostituito da un Pizza
Hut, uno dei sei che ci sono ormai a Brewer. Che cosa
ci vedr, la gente? Certi gommosi pezzi di pasta e formaggio
che quando si cerca di mangiarli producono lunghi fili davanti al naso. Ma ogni sabato, quando nel clima del
weekend Benny corre l a portare i loro ordini, lui si concede
una peperoni, pepe e cipolle ma senza acciughe, per
favore. Gli sembrano tanti serpentelli infilati in bocca.
Oggi per non  sabato ma il luned che segue la festa
del pap. Nessuno gli ha mandato una cartolina di auguri.
Lui e Janice sono andati due volte a trovare Nelson, per
partecipare alla terapia familiare di gruppo in questo tetro e
grosso centro di riabilitazione di Filadelfia, pieno di balaustre,
di tabelloni per i volantini e di un odore di ciclostile
umido che gli fa venire in mente il catechismo che frequentava
la domenica: in entrambi i casi  stato come litigare
al tavolo della cucina, con in pi un arbitro, una donna
di colore, magrolina e pallida, con un paio di occhiali chic
e uno di quei sorrisi dolci da devota che lui mentalmente
associa con il miglior tipo di neri di Filadelfia. Ripercorrono
le cose di un tempo, la morte della bambina, il casino
degli anni Sessanta, con la fuga di Janice e l'arrivo di Jill
e Skeeter, il folle modo in cui Nelson  andato a sposarsi
con questa segretaria della Kent State, due centimetri pi
alta di lui, pi vecchia di un anno e per di pi cattolica,
nonch l'assurdit per cui i due giovani sposi sono andati
ad abitare nella vecchia casa degli Springer mentre i due
genitori si trasferivano altrove (in realt andando a passare
met dell'anno in Florida), tutto perch il ragazzo potesse
gestire liberamente la concessionaria. Harry spiega
come dal suo punto di vista il medesimo ragazzo sia stato
eccessivamente viziato dalla madre a causa del suo complesso
di colpa, e che perci Nelson si sente autorizzato
a vivere in quel suo paese dei sogni, pieno di drogati e di
finocchi, facendo andare in giro la moglie e i figli vestiti
di stracci. Quando parla lui, il sorriso color moka della terapeuta
si fa ancora pi pio e paziente, finch la medesima
terapeuta passa a uno degli altri tre, lo stesso Nelson,
Janice o Pru, per chiedere il loro parere su quanto hanno
appena sentito, come se ci che lui ha detto non fosse una
descrizione dei fatti ma un insieme di suoni da rimestare
in un guazzabuglio generale. Questo continuo parlare
e questa analisi che piacciono tanto ai terapeuti immiseriscono
i fatti del mondo: le decisioni che al momento
erano le migliori che si potessero prendere vengono ridotte
a movimenti di sogno, a riflessi gi analizzati in un
milione di casi come tanti granelli di grano sminuzzato.
Harry si sente prevedibile, qualsiasi cosa dica, scontato,
oltre che sempre pi seccato, e di conseguenza ogni volta
finisce con il dire a Janice e a Pru di andarci senza di lui
la volta successiva.
Benny lo raggiunge davanti alla vetrina, da dove sta
guardando fuori, e gli chiede: - Che cosa ha fatto per la
festa del pap?
Lui  contento di avere una risposta da dare. - Nel pomeriggio
la moglie di Nelson ci ha portato i nipotini, e io
ho preparato da mangiare per tutti sulla griglia che abbiamo
in giardino -. Una scena idealmente americana, in apparenza,
ma che in realt ha avuto un suo sottofondo di
agitazione. La loro griglia, tanto per cominciare,  una sfera
metallica che secondo un numero di Consumer's Reports
di qualche anno fa sarebbe una cannonata e per la
quale invece lui non ha mai la pazienza necessaria: bisogna
aspettare che i bricchetti siano grigi e inceneriti, ma lui
ha sempre paura di aspettare troppo, per cui dopo hanno
dovuto restare l tutti un sacco di tempo a guardare i tondini
crudi degli hamburger che non cuocevano mai, finch
Janice lo ha irritato proponendo di prepararli in padella,
visto che i bambini erano divorati vivi dalle zanzare. Inoltre
i nipotini gli hanno portato delle buffe cartoline per
il nonno molto carine, entrambe di questo nuovo artista
che tutti considerano molto divertente, Gary Larson, che
per erano talmente uguali - le avevano persino firmate
con la stessa penna rossa, Judy con uno svolazzo da ragazzina
sulla y e Roy con una sequela di fendenti tirati a
caso seppure dotati di una loro prealfabetica intensit -
da dare l'impressione che fossero state prese all'ultimo
momento: una rapida tappa mentre venivano l dal Flying
Eagle. Pru e i bambini sono arrivati con i capelli ancora
bagnati per la piscina. Lei con un'insalata preparata a casa,
dentro una tazza.
- Fantastico, - commenta Benny con la sua vocetta roca.
- S, - conviene lui, aggiungendo, come se l'immagine
di Pru, con i lunghi capelli bagnati e con in mano questo
tazzone di legno pieno di lattuga e ravanelli a fette, fosse
visibile a entrambi: - Per la moglie di Nelson abbiamo
combinato un'iscrizione temporanea al club, per cui erano
stati l quasi tutto il giorno a nuotare.
- Ottimo, - commenta Benny. - Mi sembra una brava
ragazza, Teresa. Qui alla concessionaria non  venuta
spesso, ma in ogni caso mi d un fastidio tremendo vedere
in difficolt una famiglia come quella.
- Se la cavano, - replica lui, cambiando argomento. - Ha
visto un po' di Open? - Bisognerebbe veramente che qualcuno
andasse a raccogliere tutti i tovagliolini che arrivano l
svolazzando dal Pizza Hut per poi rimanere impigliati nella
stentata siepe di tasso. Ma a lui piegare la schiena non piace,
e d'altra parte non si sente di ordinare a Benny di farlo.
- Nah. Lo sport non riesce a piacermi, - risponde il
giovane venditore bassotto, in un tono pi aggressivo di
quanto non richiedesse la domanda. - Persino il baseball.
Un paio di partite bastano a stufarmi. Tutto l?, penso.
Non c' altro? No? Non so se mi spiego.
Una volta sull'altro lato della Statale 111 c'era un vecchio
acero maestoso, abbattuto dal Pizza Hut per poter
espandere la propria struttura dal tetto rosso. Tetto che ha
la forma di un cappello, con due spioventi. Dovrebbe fargli
piacere, pensa, avere l vicino un'attivit commerciale
cos piena di vita, in quell'angusta striscia di terra che
fatica a sopravvivere. - Be', - dice a Benny, non volendo
polemizzare, - con i Phillies ultimi in classifica non si perde
un granch. Il peggior risultato nella storia del baseball, e
adesso hanno anche venduto due dei loro vecchi campioni:
Bedrosian e Samuel. Lo spirito di squadra non esiste pi.
- Personalmente, - prosegue Benny come se parlasse a s
stesso, senza che ce ne sia alcun bisogno, - se la domenica 
bella preferisco fare qualcosa io, non stare l seduto come
un allocco davanti al televisore. No? Vado con la bambina
alla piscina del vicino, oppure esco con tutta la famiglia
per una passeggiata in collina, se non fa troppo caldo. No?
Questi tipi che continuano a dire no?: sembra abbiano
paura che se non riescono a tenere inchiodata alle loro
parole l'attenzione dell'interlocutore quella se ne possa
andare altrove. - Facevo cos anch'io, - dice Harry, rilassandosi
a mano a mano che l'immagine di Pru con la sua
tazzona premuta contro l'anca va svanendo, e sentendosi
pieno di una malinconia filosofica e gradevole, come gli succede
sempre quando sbircia fuori da quel vetro. Sopra la
sua testa lo striscione azzurro di carta con la scritta atoyot
attraverso cui splende il sole sta cominciando a scollarsi
dal vetro. - Da ragazzo ho sempre praticato qualche sport,
e fino a qualche tempo fa andavo al golf a colpire quella
stupida pallina.
- Potrebbe riprendere a farlo, - ribatte Benny con la sua
italica raucedine, il fiato un po' corto. - Anzi, scommetto
che il suo medico glielo consiglia. E comunque  quello che suggerisce il mio: fare movimento. Per il peso. No?
- S, probabilmente dovrei fare qualcosa per la circolazione,
- ammette lui. - Per il golf ha cominciato a un
tratto a sembrarmi stupido, non so. Mi sono reso conto
che ormai, arrivato a questo punto, non posso pi migliorare.
E poi i compagni di una volta sono spariti quasi tutti.
Adesso al club ci sono soltanto questi tipi yuppie, cos
biondi e bene in carne: gente che va in giro con il cart.
Cazzo, hanno una fretta tale di rimettersi a fare soldi che
corrono ovunque con il cart, schiacciando tutta l'erba del
percorso. Io invece ai miei tempi andavo a piedi e la sacca
la portavo in spalla. Si rinforzano le gambe. La forza dello swing, nel golf, sta tutta l, che ci si creda o no. Nelle
gambe. Io invece lavoravo soprattutto di braccia. Il movimento
giusto lo conoscevo alla perfezione, lo vedevo fare
dagli altri, o dai professionisti alla TV, ma di farlo io neanche
a parlarne.
La lunghezza del discorso e il suo carattere personale
hanno messo a disagio Benny. - Un po' di movimento dovrebbe
farlo, - insiste. - Specialmente visto il suo passato.
Lui non capisce se si riferisca a quello recente, di tipo
medico, o al suo remoto passato sportivo. Gli ingrandimenti
in cornice delle sue vecchie foto di basket sono
usciti dall'ufficio di Nelson per tornare sulle pareti sopra
il banco di prova, che ha lasciato nella loro tonalit rosa.
A questo ha provveduto, diversamente che al pacciame
marcio, angstrom segna 42 punti. - Quando Schmidt
ha smesso mi sono commosso, - continua sempre rivolto
a Benny, anche se quello non la smette di ripetere che di
sport non capisce un tubo. Forse si diverte a rompergli le
scatole, ad annoiarlo. Gli piacerebbe sapere quanto fosse
implicato nei traffici di Nelson, ma quando  tornato l a
mandare avanti il terreno non ha avuto il coraggio di licenziarlo.
Fa passare la giornata, e comunque le macchine
si vendono da s. Specialmente le Camry e le Corolla. Chi
potrebbe chiedere di pi?
- Per guadagnare ancora mezzo milione di dollari, -
spiega, - bastava che tenesse duro con la squadra fino al
quindici di agosto. E la stagione l'aveva cominciata come
un fulmine, due home run nelle prime due partite, appena
uscito da un'operazione al muscolo rotatorio. Ma, come
ha detto lui stesso, la situazione era arrivata al punto che
gli toccava ordinare al corpo di fare una certa cosa e quello si ribellava. Quello che doveva fare lo sapeva, ma non
ci riusciva; di conseguenza ha affrontato la questione da
vero uomo: tanto di cappello. Di questi tempi, ha saputo
anteporre la fama ai soldi.
- Otto errori, - grida con la sua voce profonda Elvira
Ollenbach dal spar che le  stato assegnato, sulla parete
verso il Paraguay, dove stava compilando l'atto di vendita
e la fattura fiscale per una Corolla LE color avorio che ha
venduto il giorno prima a uno di quegli omoni che vengono
l ed esigono di trattare soltanto con lei. Hanno tutte
quante un lavoro, e soldi, persino le giovani, quelle che
una volta stavano a casa a fare bambini. A guardare bene
si scopre che il numero di donne che guidano gli autobus
e i furgoni delle consegne  sempre pi alto. La situazione
sta diventando pesante come in Russia. Un giorno o l'altro
gli americani si ritroveranno in casa delle donne minatrici.
Forse ci sono gi. L'unica differenza tra le due superpotenze
di una volta  che vendono alberi ai giapponesi da
direzioni opposte. - Uno in ciascuna delle due partite con
i Giants, - recita Elvira, inesorabile, - ed  a quota zero
duecentotre: soltanto due punti nelle ultime quarantuno
volte che  andato alla battuta -. Tra le due graziose orecchie
a bricco ha la testa piena di cifre: suo padre era un
maniaco dello sport, gli ha raccontato, ed  stato per poter
comunicare con lui che si  messa a seguire tutta questa
roba, un'abitudine che non riesce a perdere.
- Be', - replica Coniglio, sentendosi senza forze, mentre
procede di qualche passo in direzione della scrivania,
- ma c' voluto lo stesso un sacco di classe. Appena una
settimana fa, non so se ha visto, c'era questa intervista su
un giornale di Filadelfia in cui spiegava che si sentiva da
dio, che stava soltanto attraversando un momento di crisi,
come un ragazzino pieno di voglia di strafare. Per poi
 stato abbastanza serio da cambiare idea. Mentre sarebbe
bastato che tenesse duro per portarsi a casa un totale
di un milione e mezzo di dollari. Il modo in cui  uscito di
scena mi  piaciuto, - conclude. - In quattro e quattr'otto,
e rimettendoci.
Elvira, senza sollevare lo sguardo dalle sue carte, con
il pendente d'oro che ballonzola mentre scrive, risponde:
- Visto l'andazzo, da qui ad agosto lo avrebbero fatto
fuori. Si  risparmiato l'umiliazione.
- Esatto, - dice lui, ma sempre senza energie, e lacerato
tra il desiderio di stringere un'alleanza con questa femmina
e l'impulso a conquistarla, a metterla a posto. Non che
avere a che fare con lei e Benny sia stato difficile. Sono
stati abbastanza docili, nel timore di poter essere sbattuti
fuori dalla concessionaria insieme a Lyle e Nelson. La soluzione
pi facile  stata quella di considerarli innocenti
e non devastare ancora di pi l'agenzia. Hanno entrambi
parecchie conoscenze, a Brewer, e le Toyota le fanno muovere;
se poi nei momenti di ozio - i momenti down li
chiamano adesso i giovani - le conversazioni non sono appaganti,
illuminanti come quelle che faceva un tempo con
Charlie Stavros, forse dipende dal fatto che il momento 
pi difficile da illuminare. Reagan ha lasciato tutti in uno
stato di confusione, e a questo punto sono confusi persino
i comunisti. - Che cosa ne dice di queste elezioni in
Polonia? - chiede. - Hanno votato contro il partito. Chi
avrebbe mai pensato di poter campare abbastanza da vedere
una cosa del genere? E Gorby, che spiattella davanti
a tutto il mondo come gli appaltatori che hanno costruito
quei castelli di sabbia in Armenia fossero degli imbroglioni?
E in Cina? La cosa stupefacente non  il crollo, ma il
fatto che tutto sia stato lasciato in mano ai ragazzini per
un mese senza che nessuno sapesse che cosa fare! Sembra
che dall'altra parte non ci sia pi un solo responsabile. Io
ne sento la mancanza... della Guerra fredda, voglio dire.
Ci dava un motivo per darci una smossa, ogni mattino.
Cose che dice tanto per essere provocatorio, per suscitare
una reazione da parte di Benny o di Elvira, ma le sue
parole scorrono via come le chiacchiere dei vecchi seduti
in veranda, quando lui era ragazzo. Non  la prima volta
da quando  tornato al terreno che gli sembra di non essere
davvero presente in forma fisica, di essere soltanto un
fantasma a cui si dice sempre di s. Nel vecchio ufficio di
Nelson, oltre che in quello accanto, un tempo di Mildred,
il ragioniere assunto da Janice su consiglio di Charlie 
tutto preso dall'esame dei libri contabili, impresa talmente
complessa che ha dovuto portarsi dietro un assistente.
Piuttosto giovani come sono, tutti in grigio e attenti a togliersi
la giacca non appena arrivano per appenderla e a
rimettersela quando se ne vanno, sembrano la vera direzione
della ditta.
- Elvira, - chiede Harry, sempre felice di pronunciare
il suo nome, - ha visto sul giornale di questa mattina la
storia di quei quattro che sono stati incriminati per essersi
incatenati a un'auto davanti a una clinica per aborti? Oltre
che per avere indotto a delinquere un minore, dato che tra
loro c'era un diciassettenne? - Sa benissimo da che parte
sia schierata: per la libera scelta. Lo sono tutte, queste
ragazzotte indipendenti. E allora lui prende la posizione
contraria, tanto per sfotterla un po', anche se in realt la
sua opinione non  affatto quella, come lei sa benissimo.
Abbandonata la scrivania Elvira arriva l a grandi passi, 
di una magrezza elettrizzante, con in mano la fattura fiscale
appena compilata, la testolina ben equilibrata, con le
mascelle larghe, i capelli tirati all'indietro sul collo sottile,
castani, lustri e quei grossi orecchini a forma di castagna
del Brasile. Harry arretra di un passo, e cos eccoli li tutti
e tre insieme dietro la vetrina, lui in mezzo, pi alto di
tutta una testa rispetto agli altri due.
- Non ha notato una cosa? - ribatte Elvira. - Erano
tutti uomini. Come mai si sbattono tanto? Perch giudicano
con tanta passione quello che fanno con il loro corpo
donne che non conoscono nemmeno?
- Lo considerano omicidio, - replica lui. - Secondo loro
il feto  gi una persona fatta sin dal mattino dopo.
Il modo in cui ha formulato la frase provoca uno sbuffo
furibondo da parte di Elvira. - Pfff, non lo sanno neanche
loro quello che pensano, - fa. - Se agli uomini potesse capitare
di restare con il pancione, non saremmo certamente
qui a discuterne. Vero, Benny?
Cerca di coinvolgere anche lui nella discussione per
sminuire il peso di dove Harry ha intenzione di condurla
con questa provocazione, dovunque sia. - Secondo la mia
Chiesa, - ribatte l'altro in tono cauto con la sua voce rauca,
- l'aborto  un peccato.
- E tu visto che ti fa comodo ci credi, vero? Parlaci di
quello che combini con Maria. Lo praticate il controllo delle
nascite? Lo fa il settanta per cento delle giovani coppie
cattoliche sposate.
Un aspetto singolare del rapporto che ha avuto con Pru,
ricorda Harry,  stato il preservativo che di punto in bianco
lei ha fatto comparire dalla tasca dell'accappatoio corto. O
ne tiene sempre l uno o aveva in mente di scopare con lui
ancora prima di entrare in quella camera. Lui non lo aveva
pi usato, almeno dal periodo del servizio militare, ma si 
adeguato di buon grado: quello cui stava assistendo era lo
show di Pru. Glielo strizzava fastidiosissimamente, tanto
che lui ha avuto paura che sotto la sua pressione l'erezione
non durasse; inoltre il pelo pubico - il poco che gli era rimasto
dopo che lo avevano rasato per l'angioplastica - gli
era rimasto impigliato alla base dell'affare, un piccolo pasticcio
di natura pratica per il quale lei ha dovuto aiutarlo
nella luce scarsissima; per forse lo ha fatto venire pi lentamente,
cosa non sgradevole, mentre lei veniva due volte,
prima sotto e poi a cavalcioni, con la pioggia che sferzava
la finestra al di l della tendina abbassata; le sue anche,
che stringeva tra le mani, erano talmente grosse e ampie
da non farlo sentire affatto grasso. Sbattendosi per cercare
di arrivare al secondo orgasmo faceva ballonzolare le tette,
tanto che lui era prossimo a svenire di preoccupazione per
tutti questi sforzi imposti al suo povero cuore difettoso.
Una certa concreta impudicizia di Pru ha sminuito un po'
la poesia della prima visione che aveva avuto del suo corpo
nudo, chiaro come quella via di alberi in fiore.  stata
lei a fare tutto, ma in una maniera brusca e vagamente legnosa,
come se al manichino che lui aveva alle spalle fossero
spuntate le braccia, le gambe e una testa dai capelli
color carota. Per mantenere l'erezione gli  toccato continuare
a ripetersi: E la prima volta che scopo una mancina.
Benny  arrossito. Non  abituato ad affrontare argomenti
del genere con una donna. - Pu darsi, - ammette.
- Quando un peccato non  mortale non  obbligatorio
confessarlo, se uno non vuole.
- Il che risparmia al prete un sacco di imbarazzo, - replica
Elvira. - E se per caso, nonostante il sistema che usate,
sia quello che sia, Maria restasse incinta lo stesso, che
cosa faresti? Non  certamente il caso che la tua bambina
si ritrovi la casa troppo affollata, no? Se le cose rimangono
cos puoi permetterti di darle il meglio. Che cos' pi
importante, la qualit della vita della famiglia che ti sei
gi formato o un grumetto di proteina non pi grosso di
una formica?
- Dacci un taglio, Ellie, - ribatte Benny con voce stridula,
femminea, emersa per l'agitazione. - Non farmici
pensare. Stai offendendo la mia religione. Un paio di figli
in pi non mi darebbero certamente fastidio. Eh, diavolo.
Sono ancora giovane.
Coniglio cerca di dargli una mano. - Chi pu dire che
cos' veramente la qualit della vita? - chiede a Elvira.
- Magari quel figlio in pi  destinato a inventare il fonografo.
- Non se si vive nel ghetto, per. Caso mai  il figlio
che sedici anni dopo ti aggredisce alle spalle per procurarsi
i soldi di cui ha bisogno per il crack.
- Non  il caso di essere razzisti in materia, - fa lui, visto
che in un certo senso ad aggredirlo alle spalle  stato
un figlio bianco, il suo.
- Ma quale razzismo. Casomai  il contrario. Significa
essere realisti, - replica Elvira. - Sono proprio le ragazze
madri nere e povere che questi dementi di fondamentalisti
stanno cercando di privare del diritto all'aborto.
- Bah, - ribatte lui. - Forse invece la ragazza madre nera
e povera vuole un bambino perch non ha mai avuto una
bambola con cui giocare, e soprattutto perch le piace l'idea
di metterlo in culo al contribuente con un altro costo
sociale. Vaffanculo, uomo bianco: ecco che cosa dicono i
dati statistici sulle nascite.
- Chi sarebbe il razzista?
- Il realista vorr dire.
Rilassato dal sesso, e contento di essere ancora vivo,
aveva chiesto a Pru quanto fosse gay Nelson secondo lei,
visto come continuava a farsela con Lyle e Slim. Il respiro
di lei, presa soltanto un po' alla sprovvista dalla domanda
e in pensosa ricerca della risposta, nella luce acquosa
filtrata dalla finestra era reso palpabile dai sottili getti di
fumo della sigaretta. No, a Nelson piacciono le donne.
 un cocco di mamma, ma sotto quel profilo ha preso da
te. Solo che a lui sembrano pi grosse che a te. Arrivata
in camera meno di un'ora pi tardi, Janice aveva sentito
nell'aria l'odore di fumo, ma lui aveva fatto finta di avere
troppo sonno per parlarne. Pru aveva portato via il secondo
mozzicone insieme al preservativo, ma il primo, immerso
nell'acqua sul davanzale, il mattino dopo era talmente
zuppo e appiattito che avrebbe potuto essere l da secoli,
una reliquia storica risalente ai tempi di Nelson e Melanie.
Coniglio sospira e conclude: - Ha ragione, Elvira. La
scelta deve essere libera. Anche se fosse la scelta sbagliata -.
Dalla stanza in cui era con Pru la sua mente si
sposta a quella che ha diviso con Ruth, in quel primo piano
di Summer Street, e all'ultima volta che l'ha vista: lei
gli aveva detto che era incinta e lo aveva chiamato Mister
Morte e lui l'aveva implorata di avere il bambino. Averlo?
Averlo, dici? E come? Mi sposi? Lo scherniva, ma gli stava
anche chiedendo aiuto, e alla fine, a voler essere realisti,
s, con ogni probabilit aveva effettivamente abortito. Se
non riesci a risolvere questa situazione, per te sono morta.
Sono morta io ed  morto anche questo tuo bambino.
Quell'infermiera del St Joseph, con la sua faccia tonda e
il suo carattere dolce, non ha nulla a che vedere con lui,
proprio come gli ha detto Ruth l'ultima volta che l'ha vista,
nella sua fattoria, dieci anni fa. Lui ha avuto una sola
figlia e lei  morta. Riattacca ad alta voce: - Schmidt ha
fatto quello che Rose  troppo stupido per imitare: quando
uno non ce la fa pi si ritira. Ingoia la pillola, non prolunga
la pena con tutti questi avvocati.
Benny ed Elvira lo guardano, messi in allarme dal modo
in cui la sua mente si  messa a saltare di palo in frasca.
Mentre lui questa sensazione di intime divagazioni se la
gode. Quando  diventato capo delle vendite l al terreno,
dopo la morte di Fred Springer, aveva paura di non cavarsela.
Mentre invece adesso che  anziano e che ha la testa
cos piena di ricordi se la cava senza nemmeno provarci.
Attraverso la vetrina vede una coppia, trent'anni passati
o forse anche qualcosa oltre i quaranta (ormai gli sembrano
tutti giovani), che gira tra le auto, chinandosi a scrutare
dentro oltre a controllare l'adesivo appiccicato sul finestrino.
La donna, bianca, rotondetta, indossa un prendisole
che le lascia scoperte le braccia lardose, mentre l'uomo,
pi scuro (molto di pi: i latinoamericani sono di tutte le
sfumature possibili) e magrissimo, porta una maglietta elastica
aderente, color uva, tagliata all'altezza del diaframma.
Le due teste chine si muovono con cautela, quasi temessero
un'imboscata di indiani in quella prateria di sfavillanti
tetti di automobile, coppia di pionieri anch'essi, a modo
loro, almeno in quella parte di mondo, dove le razze non
si mescolano pi di tanto.
- Li vuoi tu, - chiede Benny a Elvira, - o faccio io?
- Pensaci tu, - risponde lei. - Se poi la donna ha bisogno
di una spintarella in pi, portala dentro che me la
cucino io. Ma non puntare tutto su di lei soltanto perch
 bianca. Se snobbi il maschio, si scocciano tutti e due.
- Che cosa credi che sia, un bigotto? - replica Benny
facendole comicamente il verso. Per quando si avvia a
uscire dall'aria condizionata per affrontare l'umidit e il
calore di giugno lo fa con portamento triste e deciso.
- Non deve tormentarlo sulla sua religione, - dice Harry
a Elvira.
- Non lo tormento affatto. Penso soltanto che quel maledetto
papa andrebbe messo in galera per quello che fa alle donne.
Peggy Fosnacht, ricorda lui, prima che le tagliassero via
un seno e che morisse prematuramente, era piena di rabbia
verso il papa.  proprio la rabbia a provocare il cancro,
ha letto da qualche parte. Se stai a questo mondo abbastanza
a lungo, riflette, le senti dire tutte, tra le notizie e
tra i commenti, mescolate come la spazzatura dentro una
Disposali che non scarica niente: tutte le sere i mezzi di
informazione cercano di gettarti in uno stato di frenesia
totale, in modo da farti correre fuori a comprare tutta la
malinconica roba che reclamizzano, lassativi, pasta adesiva
per dentiere, Fixodent, Sominex, Tylenol, medicinali
antiemorroidi, risciacqui contro l'alito cattivo al mattino.
Chiss perch i telegiornali della sera sono convinti che i
loro spettatori siano tanto male in arnese e decrepiti? Lo
obbligano a cambiare canale. Gli spot pubblicitari lo disgustano,
con tutte quelle chiacchiere amichevoli tra bifolchi
su pruriti e bruciori rettali, per non parlare di quello in cui
una bella donna si stira lussuriosamente nel suo accappatoio
bianco di spugna, leggermente fuori fuoco, soltanto perch
si  appena fatta una cagata, e di tutti quei tizi, nella
pubblicit dell'Ex-Lax, che si augurano vicendevolmente
buon mattino: non si pu fare a meno di immaginarsi
il mondo che va via via riempiendosi di escrementi americani,
tutti sorridenti; fra non molto ci toccher pagare
i paesi poveri del Terzo mondo per accollarseli, come i
residui tossici. - Perch proprio il papa? - chiede. - Per
quanto concerne la libera scelta Bush  dello stesso parere.
- S, ma dovr cambiarlo, non appena le donne cominceranno
a sbattere fuori i repubblicani con il voto. Il papa,
invece, non lo si pu mandare via con il voto.
- Non ha mai la sensazione, - le chiede lui, - che con
Bush siamo messi un po' ai margini, che siamo diventati
una specie di grosso Canada, e che quello che facciamo
non importa un granch a nessuno? Ma magari  giusto
che sia cos.  un sollievo, mi pare, non essere pi il paese
a guida del mondo.
Elvira ha deciso di metterla sullo scherzo. Quindi giocherella
con uno dei suoi orecchini a castagna del Brasile
e lo guarda di sbieco, dal basso in alto. - Ci che riguarda
lei importa a tutti, Harry, se  a questo che mira
il suo discorso.
 la cosa pi affettuosa che lei gli abbia mai detto. Si
sente arrossire. - Non stavo pensando tanto a me stesso
quanto piuttosto al nostro paese. Lo sa di chi  la colpa, secondo
me? Del vecchio ayatollah, che ci definisce il Grande
Satana. E come se ci avesse messo addosso il malocchio
e di conseguenza ci fossimo ristretti. Sul serio. Ce l'ha veramente
messo in quel posto, in un modo o nell'altro.
- Non viva in un mondo di sogni, Harry. Qui abbiamo
ancora bisogno di lei.
Quindi Elvira esce dal salone, verso un quartetto di ragazze,
tutte in giacca di tela jeans scolorita. Mah, di questi
tempi persino le adolescenti hanno i soldi per permettersi
una Toyota. Magari  un gruppo rock femminile, in cerca
di un furgone per andare in tour. Harry torna lentamente in
ufficio, dove i contabili stanno nidificando con sempre pi
impegno, giorno dopo giorno, nei mucchi di carta. Quello
che comanda ha una faccia gommosa, stanca, con due cerchi
scuri sotto gli occhi, mentre l'assistente sembra una specie
di idiota, o per lo meno uno che si esprime come un minus
habens, uno che non ha in testa tutte le rotelle necessarie.
Quasi a compensare un'eventuale deficienza indossa sempre
una camicia bianca pulita, con la cravatta perfettamente
annodata e appuntata al petto con un fermacravatte.
- Ah, - dice quello che comanda. - Ecco la persona
che ci serve. Le dice qualcosa il nome Angus Barfield? -
Le occhiaie sono talmente profonde e livide che gli girano
tutto attorno alle orbite: sembra un procione. Dal viso
traspare un grosso affaticamento, i suoi capelli sono neri
come il lucido da scarpe e gli stanno cos appiccicati alla
testa che sembrano dipinti. Con tutti i numeri che scrivono,
questi contabili devono avere per forza un'aria impeccabile:
migliaia, milioni di dollari, e mai un tre che si
possa confondere con un cinque, o un sette con un uno.
Mentre gli rivolge di sbieco un solo occhio cerchiato in
attesa di una risposta, torce circolarmente la bocca morbida
in un moto connotato da profonda saggezza.
- No, - risponde lui. - Per... aspetti. Mi dice qualcosa.
Barfield.
- Direi che dovrebbe proprio conoscerlo, - replica il ragioniere,
con una smorfia scaltra e una torsione delle labbra.
- Tra dicembre e aprile ha comprato una Toyota al mese -.
E controlla su un documento che tiene sotto l'avambraccio
protetto dalla manica della camicia. - Una Corolla quattro
porte, una Tercel cinque marce con sportellone posteriore,
una station wagon Camry, una 4-Runner lusso due posti; in
aprile poi ha preso il volo e si  comprato una Supra Turbo
con tettuccio sportivo: venticinquemila settecento dollari.
Totale complessivo: settantacinquemila. Tutti con lo stesso
nome e lo stesso indirizzo in Willow Street.
- Dove sarebbe?
-  una di quelle laterali sopra Locust, ha presente? Una
zona che  diventata piuttosto chic.
- Locust, - ripete lui, sforzandosi di ricordare. Questo
strano nome, Angus, lo ha gi sentito pronunciare
dalle labbra di Nelson. Un party a Brewer nord, dove
era atteso.
- Bianco, single. Solidit economica. Non contrattava
molto sul prezzo, ma pagava ogni volta secondo listino.
L'unico problema ad averlo come cliente, - riprende l'uomo,
-  che secondo l'anagrafe sarebbe morto da sei mesi.
Prima di Natale -. E detto ci stringe le labbra a formare
una sporgenza sotto una delle narici, sollevando le sopracciglia
fino a far dilatare il naso per empatia.
- Ci sono! - esclama lui, avvertendo un tonfo fuori ritmo
del cuore. - E Slim. Angus Barfield  il vero nome di
un tale che tutti chiamano Slim. Un... un gay. Pi o meno
dell'et di mio figlio, credo. Aveva un buon lavoro in centro,
amministrava uno di quei programmi del dipartimento
per lo Sviluppo urbano e gestiva degli alloggi per l'avviamento
al lavoro di chi interrompe le superiori. Uno psicologo
diplomato, mi pare mi abbia detto una volta Nelson.
L'assistente scemo, che  stato l ad ascoltare con la laboriosa
fissit di sguardo propria delle teste in grado di contenere
un concetto solo per volta, esplode in un risolino:
lo humour della stupidit si riversa sugli psicologi. L'altro
torce la parte inferiore del viso in un modo nuovo, come se
la usasse per far vedere come si fanno i nodi. - I responsabili
dei prestiti, nelle banche, vanno pazzi per gli impiegati
statali, - dice. - Gente sicura e affidabile, mi spiego?
Visto che l'uomo sembra aspettarselo, Harry annuisce,
dopodich il ragioniere d uno schiaffo drammatico
all'ordinato caos di carte sparse sulla scrivania. - A questo
Angus Barfield, tra dicembre e aprile, la Brewer Trust ha
concesso cinque prestiti per l'acquisto di un'auto, trasferibili
alla Springer Motors.
- Com' possibile, alla stessa persona? Il buonsenso...
- Nell'ra dei computer, amico mio, il buonsenso  volato
dalla finestra. E andato a raggiungere il cappello con le
piume di struzzo della buona zia Matilda. Nelle banche il
reparto dedicato ai prestiti per l'acquisto di auto  ridotto
a un giochetto: il computer verificava le valutazioni di affidabilit
creditizia di quel signore, le trovava di suo gradimento
e il prestito era approvato. Gli assegni sono stati
incassati, per non sono mai comparsi tra le entrate della
ditta. Penso che il suo vecchio compare Lyle avesse aperto
un conto di comodo da qualche parte -. E picchia con
il dito su un fascio di estratti conto bancari; il dito ha dei
peli neri tra le giunture e si piega all'indietro, tanto che
Coniglio  costretto a guardare da un'altra parte con una
smorfia. Questo tizio di gomma  uno di quei sapientoni
nati che lui evita come la peste da una vita. - Mettiamola
cos. Un computer  come un francese. Sembra un vero
fenomeno, finch uno non impara la lingua. Quando la
si conosce si capisce che  un fesso totale. Veloce, certo.
Nessuno per ha mai detto che veloce  sinonimo di bravo.
- Ma... - si sforza di replicare lui. - Ma... che Lyle e
Nelson, e in particolare il primo, abbiano usato il nome del
povero Slim per un bidone del genere, subito dopo che era
morto, praticamente appena sepolto... hanno veramente
potuto agire in un modo cos cinico?
Il ragioniere si affloscia leggermente sotto il peso di tanta
ingenuit. - Avevano fame. E i morti non sentono niente,
che io sappia. Le valutazioni di affidabilit di quel tale
non sono state tolte dai computer dopo la sua morte, e di
conseguenza, tra questi prestiti della Brewer Trust e l'inventario
truccato nei confronti della Mid-Atlantic Toyota,
la cifra di cui parliamo si aggira intorno ai duecentomila
circa, allo stato attuale della verifica. Una bella torta.
L'assistente esplode in un altro risolino. Udita la cifra,
Coniglio si sente raggelare dal presentimento che da un simile
debito verr inghiottito. Tra quelle carte ben ordinate,
sulla scrivania che un tempo era sua, in cui teneva un
rotolo di Life Savers nel cassetto centrale sulla sinistra, si
 aperta una voragine. D un colpetto alla tasca della giacca
per sentire la rassicurante protuberanza del flacone di
Nitrostat. Non appena esce di l ne prender una. La sera
che Pru e lui hanno scopato, entrambi stanchi e destabilizzati
dagli eventi, il vecchio letto che scricchiolava sotto di
loro pareva un altro tipo di nido, un residuo intessuto di
fortune familiari, il muschioso sentore di mamma Springer
emanato per gli improvvisi sobbalzi dal materasso su
cui lei aveva dormito sola per anni, un aroma di vecchie
lenzuola messe in naftalina in solaio dentro cassepanche
in cedro (tra album di famiglia rilegati, dondoli in vimini
rotti e cappellini con veletta conservati in cappelliere rotonde),
un aroma esalato non soltanto dal letto malmesso
ma anche dalla vecchia apparecchiatura per cucire riposta
nella stanza, dalle cravatte di Fred dimenticate nell'armadio
e dai fiocchi di polvere accumulati sotto il venerando
letto a quattro colonne. Tutte queste tracce di famiglia
discendevano fino a loro, fino a questa unione accompagnata
da tuoni e lampi. Ora per sembra che tutto ci non
sia mai successo. Lui e Pru si comportano con seriet e
educazione l'uno con l'altra, mentre Janice, pi donna in
carriera che mai, non crea pi molte occasioni di incontro
tra le due famiglie. Il barbecue della festa del pap  stato
un'eccezione: quando gli hamburger alla griglia sono stati
finalmente pronti, i bambini erano stanchi, nervosi e pizzicati
dalle zanzare.
Si mette a ridere anche lui, stupidamente, come l'assistente.
- Povero Slim, - dice, cercando di mettersi in sintonia
con il tono colloquiale del ragioniere. - Bell'amico
che si  rivelato Lyle, a riempirlo di auto di cui non aveva
bisogno.
Il 4 luglio, per far piacere a Judy, avr un ruolo in una
delle parate di Mt Judge. Partecipa il gruppo di scout della
bambina, e il marito della caposcout, Clarence Eifert, fa
parte del comitato organizzatore. Avevano bisogno di un
uomo abbastanza alto da poter interpretare lo Zio Sam e
Judy ha detto a Mrs Eifert che suo nonno  meravigliosamente
alto. A dire la verit, secondo gli standard attuali,
un metro e novanta non significa affatto essere alti: nella
NBA con una statura del genere si verrebbe considerati
dei puffi, ma diversi membri del comitato, appartenendo
a una generazione pi anziana di quella di Mr Eifert e ricordando
ancora Coniglio Angstrom dai tempi delle glorie
scolastiche, avevano manifestato il loro entusiasmo, anche
se ormai lui vive a Penn Park, dall'altra parte di Brewer.
Un tempo era uno dei giovani di Mt Judge, e in certo senso
un suo eroe: si  fatto pi corpulento di quanto dovrebbe
essere il simbolo nazionale americano, ma ha la pelle
chiara che ci vuole, gli occhi azzurri e un bel portamento
militaresco. Ha adempiuto agli obblighi di leva durante la
guerra di Corea. Ha fatto la sua piccola parte.
Deve lasciare i pantaloni scampanati a larghe righe rosse
sbottonati sul ventre, ma non ha grande importanza, visto
che vengono tenuti su dalle bretelle tricolore e che un
panciotto azzurro tempestato di stelle scende a coprire la
zona della cintola. La settimana prima, lui e Janice si sono
dati parecchio da fare per sistemare il costume. Hanno
addirittura comprato un'austera camicia bianca con polsini
alla francese e colletto a punte ripiegate per abbinarla
al cravattino rosso e floscio, dopodich decidono che con
i pantaloni a righe rosse le scarpe scamosciate stanno meglio
delle eleganti scarpe nere, che lui usa per matrimoni
e funerali, perch richiamano vagamente degli stivali. La
giacca a coda di rondine, in una lana di un blu pi scuro
di quello del panciotto e con tre bottoni in ottone non
abbottonabili su entrambi i lati, gli va abbastanza bene, ma
il cilindro peloso svasato con la fascia di stelle d'argento
gli sta appollaiato sul cocuzzolo della testa in modo instabile,
reso un po' stretto dalla parrucca bianca di nylon: c'
il rischio che possa inclinarsi e cadere. I cappelli di quel
genere non gli sono mai piaciuti.
Janice si mordicchia pensosamente la punta della lingua.
- Hai proprio bisogno della parrucca? I tuoi capelli sono
cos chiari lo stesso.
- Ma sono troppo corti per essere quelli dello Zio Sam.
Se lo avessi saputo li avrei fatti crescere.
- Be', - replica lei, - perch mai lo Zio Sam non dovrebbe
avere un taglio di capelli moderno? Non  mica
morto, no?
Dopo essersi provato il cappello senza la parrucca lui
riconosce: - Cos mi sta meglio, in effetti.
- E se devo essere sincera, Harry, con la parrucca in testa
sei un po' strano. Sembri un enorme donnone paonazzo.
- Senti un po', tutto questo lo sto facendo per la nostra
nipotina. Non c' bisogno di insulti.
- Ma quali insulti. Ti trovo interessante, caso mai. Prima
d'ora non avevo mai scoperto il tuo lato femminile.
Scommetto che come donna saresti venuto meglio di tua
madre e di Mim. Mentre loro avrebbero dovuto essere uomini.
Tutt'e due.
La mamma si  comportata male con Janice fin dalla prima
volta che lui l'ha portata a casa dal Kroll, e Mim le ha
portato via Charlie Stavros, o perlomeno cos lei ha interpretato
la cosa. - Con questa roba addosso mi sta venendo
caldo e mi prude tutto, - traccheggia lui. - Proviamo
la barbetta a punta.
Dopo averla attaccata, Janice commenta: - Oh, st. Ti allunga
la faccia, smagrendola. Chiss perch non ti sei mai
fatto crescere la barba -. Nei commenti che fa su di lui si
insinua sempre questo subdolo tempo verbale al passato.
- Mr Lister se la sta facendo crescere proprio adesso, e gli
d un aspetto molto meno tetro. Ha certe guance cascanti.
- Non voglio sentirlo nominare, - ribatte lui. Poi aggiunge:
- Quando parlo, l'adesivo che la tiene su non mi
sembra abbastanza sicuro.
- Deve esserlo, dura da un sacco di cortei.
-  proprio quello il problema, rimbambita. Non c'
modo di cambiarlo?
- Basta che non muovi troppo il mento. Potrei far venire
qui Doris Eberhardt. Quando stava con Kaufmann,
erano due formidabili teatranti amatoriali.
- Non tirare in ballo con me quella troia ficcanaso. Magari
alla parata qualcuno ne ha un po' di riserva.
Invece il raduno della parata  confuso e sparso: si tiene
nel parco della vecchia scuola media superiore di Mt Judge,
ora divenuta media inferiore e destinata a essere abbattuta
a causa dell'amianto con cui  stata costruita in tutte
le sue parti e delle rate dell'assicurazione sui pavimenti
in legno. Quando la frequentava lui, l'amianto lo respiravano
tutti quanti, cos come tutti quanti rischiavano che
i pavimenti prendessero fuoco. Ci sono bande musicali,
auto antiche, carri delle 4-H e veterani nelle loro vecchie
uniformi, tutti che vagano senza meta sull'asfalto del parcheggio
e sull'erba scura fuori dal campo di baseball, cercando
di seguire le indicazioni fornite da uomini e donne
in T-shirt verdi con la scritta comitato festeggiamenti
independence day mt judge e con in testa quei berretti da
camionista in plastica con la visiera sul davanti e una striscia
di rete dietro. In cerca di qualcuno che gli dica dove
andare, Coniglio cammina per la zona in cui molto tempo
fa si aggirava con la pettinatura allora detta a coda d'anatra
(accurato lavoro di pettine sui capelli bagnati), la
camicia di velluto a coste attillata sulla schiena con le maniche
rimboccate e, dopo la fine della stagione di basket,
un pacchetto di sigarette a squadrare il taschino della camicia.
Si aspetta quasi di imbattersi nella sua vecchia ragazza,
Mary Ann, cos com'era allora, in scarpe basse da
passeggio con striscia di colore diverso, calze bianche e
gonna corta plissettata da ragazza pon pon, i polpacci diritti
e lisci, rotonda visione di muscoli nello spazio lasciato
scoperto tra la gonna e le calze, con quel visino che nel
vedere lui aveva un soprassalto di gioia, fossetta su una
guancia e punta di acne sulla fronte. Invece certa strana
gente con una disorientata aria anni Ottanta continua a
chiedere indicazioni a lui, visto che  vestito da Zio Sam
e che quindi dovrebbe sapere tutto. E lui ogni volta deve
spiegare che, al contrario, non sa un bel niente.
La vecchia scuola superiore, costruita negli anni Venti
con mattoni arancione, aveva sul retro un'alta parete senza
finestre, di fronte a una baracca in assi e cartone catramato
dove venivano riposte le attrezzature e che  stata
abbattuta da molto tempo. In mezzo c'era una zona nera
e ghiaiosa che risveglia in lui profonde associazioni di
idee, un potere, contenuto nel silenzio dei mattoni e nello
spazio appartato. Era l che dopo la scuola, finch il crepuscolo
non li richiamava a casa, tendevano a riunirsi i
ragazzi pi avventurosi e indipendenti della citt, maschi
e femmine, a bighellonare, a tirare la palla contro il tabellone
attaccato al muro di mattoni non intonacati (direttamente
sulla parete, come nella palestra di Oriole), a pomiciare
protetti dalle assi della baracca con il suo cartone
catramato tutto rotto, a chiacchierare (le femmine strette
tra le braccia incrociate dei maschi come in una schiera di
morbide gabbie), prendendosi in giro, scambiandosi segreti,
tastando il terreno, tanto per non andare a casa: quel
polveroso cortile inutilizzato, li dietro la scuola, appariva
loro carico di un'elettricit solenne, dell'avventurosa energia
dell'adolescenza. Ed  proprio l, in quella zona ripavimentata
e ripulita (sparite baracca e assi), che si imbatte
nel gruppo scout di Judy, alcune delle bambine in divisa,
altre che posano in costume su un camion senza sponde
(un carro allegorico della Libert), la pi alta e carina avvolta
in un lenzuolo bianco, con in testa una corona con
le punte e in mano un libro di bronzo e una torcia dorata,
mentre altre ancora sono raggruppate intorno alla pedana
di cartone del carro, con il viso dipinto di rosso, di marrone,
di nero e di giallo a rappresentare le diverse razze
del genere umano. Dipinte perch nella zona di Mt Judge
non ci sono bambine indiane, latinoamericane, africane e
asiatiche, perlomeno non tra le scout.
Judy  una di quelle che stanno attorno al camion in
divisa cachi con distintivo e treccia: vedendo il nonno
nel suo torreggiante costume si meraviglia talmente che
gli prende la mano quasi a vincolarlo alla terra, alla realt.
Intanto lui ha qualche difficolt a piegare la testa per
guardarla, ha timore che il cilindro caschi. Come se stesse
rivolgendosi alla distante rete di protezione del campo di
baseball le chiede: - Che te ne pare del pizzo? Cio, della
barbetta. Eh, Judy?
- Bella, nonno. Sulle prime mi hai fatto paura. Non capivo
chi fossi.
- A me sembra che possa staccarsi da un momento
all'altro.
- Ma no. Questi grossi pantaloni a righe mi piacciono.
Il gil non ti stringe la pancia?
-  il minore dei problemi. Senti, Judy, credi che potresti
farmi un favore? Mi  appena venuto in mente
che adesso fanno uno scotch che attacca da tutte e due le
parti. Se ti do un paio di dollari, pensi di poter fare una
corsa in quel negozietto dall'altra parte di Central Street
per portarmene un po'? - Sotto denominazioni e gestioni
via via diverse con il trascorrere degli anni, di fronte
alla scuola c' sempre stato un alimentari che vende agli
studenti gomme da masticare, caramelle, pistole giocattolo,
proiettili finti, cioccolata, sigarette, riviste porno
e tutto ci che i giovani ritengono indispensabile. Con
difficolt, tenendo la testa rigidamente diritta, infila la
mano attraverso gli strati del costume per raggiungere il
portafoglio che si trova in una tasca laterale dei pantaloni
a righe, da cui, sollevandolo all'altezza degli occhi, pesca
due banconote da un dollaro. Alle quali ne aggiunge una
terza. Non si sa mai. Ormai le cose costano sempre pi
di quanto lui si aspetti.
- E se non fosse aperta, oggi che  festa?
- Sar aperta. Lo  sempre.
- E se la parata comincia? Devo essere sul camion.
- Ma no che non comincia. Non pu partire senza di
me. Di, Judy. Pensa a come ti ho salvata, quella volta in
barca. E poi, chi  che mi ha trascinato in questa maledetta
parata? Tu.
Non pu abbassare lo sguardo, per paura che il cappello
caschi, ma dalla voce sente che la bambina  prossima alle
lacrime. Alla base del suo campo visivo i capelli formano
una sfocatura rossastra. - Okay, ci provo, per...
- Ricorda, - le spiega (e quando il mento si irrigidisce
nell'ammonimento sente la barbetta che si allenta), - deve
attaccare da tutte e due le parti. Lo produce la Scotch.
Corri, tesoro! - Ha il cuore che galoppa, fruga a tentoni
tra gli indumenti per controllare se si  ricordato di prendere
il flaconcino di nitroglicerina. Lo scopre in fondo a
una tasca, vitalizzante pepita. Quando poi si porta le dita
al volto per tamponare il pizzetto, vede che tremano. Se la
barbetta non rimane appiccicata lui non sar lo Zio Sam e
tutta la parata sar un disastro: rester bloccata all'infinito
nel parco giochi della scuola. Si aggira a piccoli passi ignorando
tutti, cercando di placare il cuore. Ecco una grana.
Quando finalmente torna l ansante, Judy gli dice: - Sono
degli idioti. Ormai vendono quasi soltanto roba da mangiare.
Porcherie tipo i Cheez Doodles. L'unico Scotch che
hanno attacca da una parte sola. Comunque ne ho preso un
po'. Ho fatto bene?
Per il parcheggio si diffonde un rullio di tamburi, dapprima
sparsi, mentre alcuni ragazzi fanno i pagliacci qua
e l, poi all'unisono, riunendo la massa, un evento implacabile.
I motori delle auto antiche e dei camion con i carri
allegorici si avviano, invadendo l'aria festosa con i loro scarichi
azzurri. - Benissimo, - risponde lui, impossibilitato
ad abbassare lo sguardo sulla nipotina per via del cappello,
mettendo in tasca il nastro adesivo e il resto dei tre dollari
che gli vengono porti dal basso. Estraniato dal proprio
corpo per via del costume, si sente come sui trampoli, con
i piedi incredibilmente piccoli.
- Mi spiace, nonno. Ho fatto meglio che ho potuto
La vocetta lieve di Judy, invisibile sotto di lui, tremola e
. si incrina per effetto delle lacrime, come acqua che gorgoglia
sotto il sole.
- E hai fatto benissimo, - mente lui.
Un'ansiosa donna tarchiata, con la T-shirt verde del
comitato e il berretto da camionista, viene l a trascinarlo
via in tutta fretta, verso la testa della parata, oltre i carri
allegorici e le bande di tamburi e corni, oltre le Ford A e
le autorit cittadine in cravatta, oltre una limousine bianca.
Ad aprire il corteo sar un'auto ufficiale della polizia
di Mt Judge, con il lampeggiante in funzione ma con la
sirena spenta, poi verr lui, a distanza. Come se la strada
non la sapesse: da piccolo partecipava sempre alle parate,
in mezzo alla folla dei bambini di tutta la citt in bici, con
i festoni di carta crespata bianca, rossa e blu infilati tra i
raggi. Gi per Central Street fino a Market Street, l'incrocio
prima della 422, in diagonale attraverso il cuore del
piccolo centro, poi a sinistra e su per Potter Avenue, oltre
diversi complessi di case in mattoni quasi isolate, collocate
dietro i muri di cinta e i prati all'inglese terrazzati, poi
gi, per Kegerise Alley, come si chiamava una volta, oggi
 Kegerise Street, dove c'erano le fabbriche di maglieria
e i negozi di macchinari, ora diventati Lynnex, Data Development
e Business Logistical Systems, quindi su fino a
Jackson Street, all'estremit superiore, a un incrocio dalla
sua vecchia casa, e di nuovo gi fino a Joseph Street, oltre
la grossa chiesa battista, e a una svolta brusca a destra
verso Myrtle Street, dopo la posta e la vecchia, sparuta
Oddfellow's Hall, per concludere infine al padiglione per
le parate sistemato davanti alla Borough Hall, nel piccolo
parco che negli anni Sessanta era pieno di ragazzi che fumavano
erba e suonavano la chitarra, ma dove ormai nei
giorni normali si vede solo qualche pensionato e qualche
vagabondo senza un tetto ma con un'abbronzatura da milioni
di dollari.
La verde pettoruta e un cerimoniere che sfoggia un grosso
distintivo di cartone, un gioielliere strabico e curvo di nome
Himmelreich - Coniglio a scuola era indietro di qualche
anno rispetto a suo padre, che tutti ritenevano ebreo -
si accertano che rimanga l fermo quanto basta perch si
formi una certa distanza tra lui e l'auto, in modo che lo
Zio Sam non sembri avere un legame troppo stretto con
la polizia. Immediatamente dietro c' la limousine bianca
che porta il magistrato di Mt Judge e i pochi membri del
consiglio comunale che non sono via, nelle Poconos o alla
Jersey Shore. Da pi indietro ancora sente il rumore della
banda di tamburi e corni, oltre a quello prodotto da alcuni
suonatori di cornamusa strappati a pagamento alla Chester
County e ai crepitanti motivi popolari che vengono suonati
sui diversi carri per contribuire a illustrare la Libert; lo
Spirito del 1776; le scritte one worldlun mundo e Head,
Heart, Hands and Health, mentre in coda marcia un cantante
rock della zona che si esibisce in estatiche imitazioni
di Presley, Orbison e Lennon, mentre un ventilatore elettrico
da un megawatt soffia rumorosamente sull'apparecchiatura
da amplificazione ammassata su un furgone senza
sponde. l davanti, comunque, in testa alla parata, c' un
singolare silenzio, come ammutolito: che strana sensazione
di precariet prova lui quando finalmente pu posare
per la prima volta il piede calzato nelle scarpe scamosciate
sulla doppia riga gialla della strada principale della citt e
iniziare a marciare! Si sente stordito, ridicolo, enorme. Appena
dietro di lui procede la limousine bianca che ronza in
una marcia bassa, per cui non pu smettere di camminare,
mentre molto pi avanti, oh, quanto pi avanti, ammicca
l'auto della polizia, che scompare al di l di spigoli e curve;
e immediatamente oltre non c' nulla se non l'arcano
deserto della normalmente trafficata Central Street, sotto
uno stupefatto cielo di luglio che si estende al di l dei
fili del telefono. Il traffico  rappresentato da lui, dal suo
corpo solitario ed eretto. La via bloccata esibisce le sue
macchie lunari, le sue butterature, le sue cicatrici, le sue
antiche palpebre metalliche. Mentre compie questi pochi
passi nel deserto asfaltato - a questa estremit del percorso,
ci sono soltanto pochi spettatori, pochi corpi seminudi
in pantaloncini corti, scarpe da ginnastica e camicie dai
colori sgargianti, tutti in fila lungo il cordolo - il tremito
che sente al cuore e nelle mani si converte in un esaltato
senso di sacrificio.
Gli lanciano grida. Lo salutano con gesti ironici delle
braccia, gridando yeeehi all'immagine dello Zio Sam,
bandiera marciante, incorreggibile impositore di tasse, vivace
produttore di guai a livello internazionale. Lui non pu
fare altro che rispondere a gesti, muovendo cautamente il
capo in modo da non far cascare il cappello e non perdere
il pizzetto. La folla, a mano a mano che va facendosi pi
fitta, grida sempre pi spesso il suo nome, Harry o Coniglio:
- Ehi, Coniglio! Ehi, vecchio leone! - Si ricordano
di lui. Erano ormai tanti anni che non sentiva pronunciare
cos spesso il suo nomignolo: in Florida non lo usa
nessuno e i suoi nipotini, se lo sentissero, rimarrebbero
confusi. Invece di punto in bianco eccolo di nuovo l, gridato
da quei paracarri, vivo, pieno di affetto. Questa folla
sembra una versione sfilacciata e riciclata di quell'altra,
che si ammassava nella vecchia palestra-auditorio le sere
del marted e del venerd (quelle degli incontri di basket,
nel cuore dell'inverno), producendo un intimissimo calore
estivo con tutti quei corpi: sul campo il sudore continuava
a bruciare gli occhi e a colare sotto i capelli, dietro
le orecchie, scorrendo di traverso sul collo. Ora invece il
sudore gli si va formando sotto la giacca di lana a coda di
rondine, sulla schiena e sul ventre, che  veramente strizzato
come ha detto Judy, e sotto il cappello, persino senza
la parrucca, meno male che Janice lo ha convinto se non
altro a fare a meno di quella, non  poi sempre una stupida.
Il sudore, a mano a mano che con sempre maggiore agio
e piacere Coniglio saluta a gesti la folla assiepata sugli angoli,
all'ombra degli aceri, sui muri di cinta in arenaria e
nei prati terrazzati, lass, nella fresca ombra dei portici,
gli allenta il pizzo minando l'adesivo alla base. Sente un
lato che si stacca morbidamente dal mento e allora, senza
cambiare passo - lo Zio Sam procede con un'andatura
a ginocchia piegate, serpeggiante, non esattamente uguale
alla sua, che invece  fatta di grandi passi impetuosi -,
pesca dal tascone il nastro adesivo e ne strappa un paio di
centimetri, con il talloncino di carta rossa a scacchi. Ma
gli rimane appiccicato alle dita e soltanto dopo diversi
scossoni sempre pi irritati se ne va a cadere svolazzando
sulla strada. Allora ne strappa un altro pezzo, premendolo
sopra il viso e il bordo di barba bianca sintetica che si sta
staccando. Tiene, anche se  probabile che gli crei in faccia
un bagliore rettangolare. Gli spettatori che lo vedono
improvvisare la riparazione applaudono. Al che lui prende
a togliersi il pesante cappello, procedendo a cauti inchini
con il capo rivolti verso entrambi i lati della via, cosa che
suscita ulteriori applausi e richiami cordiali.
La folla che vede al di l del proprio gesticolare, del
sorriso, del bagliore adesivo, lo lascia esterrefatto. La popolazione
di Mt Judge  in abiti estivi, esibisce una nudit
che dai tempi della sua infanzia  filtrata a poco a poco
dai bambini fino agli anziani. Donne dai capelli bianchi
siedono sulle loro sedie da giardino in metallo vicino al
marciapiede con abiti a scacchi e nastrini che le fanno assomigliare
a grosse neonate lasciando gaiamente esposte le
gambe informi e piene di vene varicose. Uomini di mezza
et hanno strizzato a forza le cosce a barilotto in pantaloncini
da ciclista pensati per gli adolescenti. Giovani madri
sono arrivate l dalle loro piscine rialzate nel giardino di
casa in bikini o con quelle vestagliette corte elasticizzate
che lasciano mezzo scoperti natiche e seni. Su un'anca
sporgente reggono bambini arrossati per il caldo, con addosso
nient'altro che il pannolino e le mutandine di gomma.
I giovani sembrano moltissimi, neonati, bambini, un
ribollire di generazioni dopo generazioni sorte dopo la sua.
Quando  nato lui la citt era piena di vecchi: la mattina,
quando andava a scuola, severe donne con dipinta in viso
un'espressione di rimprovero uscivano di casa per pulire
all'aria la scopa, indossando spesse calze scure e quei
vestiti da casa con una sfilza di bottoni sul davanti. Ora
invece lungo tutta Jackson Road si allinea una gaia, innocente
schiuma di carne. Ginocchia nude accostate a grappoli,
file di brune spalle nude che torreggiano nell'ombra a
chiazze lungo il marciapiede. Vede bandiere americane su
aste dorate e palloncini, palloncini di tutti i colori, persino
metallizzati, a forma di cuore o di cuscino, retti in mano o
legati ai cespugli, ai manici dei passeggini di ulteriori bambini.
Una generale benevolenza, una pulsione collettiva a
divertirsi circonda e sorregge la parata a mano a mano che
lui la guida attraverso questo sbalorditivo deserto, mantenendosi
al centro delle familiari vie in pendenza.
Harry mette un po' di adesivo sull'altro lato del pizzetto
e dalla stessa tasca pesca il flacone delle pillole e si infila
in bocca una Nitrostat. La salita lo ha messo a dura prova
e adesso la discesa gli fa cigolare caviglie e ginocchia. Se
si avvicina troppo all'auto delle guardie che ha davanti, il
monossido di carbonio gli invade i polmoni. Ma le musiche
che si mescolano dietro di lui continuano a sospingerlo: le
pause di American Patrol vengono riempite da frammenti
di Yesterday. Lui si concentra sulla riga gialla, macchiata
qua e l da tracce di frenata, tratteggiata nei pezzi in cui
 permesso il sorpasso, ma per lo pi doppia come gli inflessibili
vecchi binari del tram, ormai sepolti da tempo o
pronti per essere smaltiti. Macchine fotografiche lo inquadrano.
Voci lo chiamano con uno dei suoi tanti nomi. Lo
conoscono, ma lui non vede nessun viso noto, non uno,
nemmeno quello di Pru, a forma di cuore, circondato dai
capelli rossi, n lo sguardo fisso degli occhi scuri di Roy,
n la faccia bronzea come una noce di Janice, con la sua
espressione testarda. Hanno detto che lo avrebbero aspettato
all'angolo tra Joseph e Myrtle Street, ma da quelle parti,
vicino al palazzo del comune, la folla  pi fitta, i corpi
cotti dall'estate sono disposti su quattro o cinque file e i
suoi cari ne sono stati inghiottiti.
Come del resto  stata inghiottita tutta la citt che conosceva
lui, lasciando il posto a un'altra, pi giovane, pi
nuda, meno preoccupata, migliore. E che gli vuole ancora
bene, come quando per quella gente ha fatto quarantadue
punti in una sola partita in casa. E una leggenda, una nuvola
che cammina. Dentro di lui una gocciolina di esplosivo
ha aperto le sue vene come i petali di un fiore spalancati
sotto il sole. Gli occhi bruciano per effetto del sudore o di
qualcosa che gli d allergia, la testa duole sotto la pentola
a pressione che  l'alto cilindro. L'effetto serra, immagina.
Il buco nell'ozono. Quando il ghiaccio dell'Antartide non
ci sar pi, affogheremo tutti quanti. Facendo scorrere lo
sguardo su quel crogiolo umano in cerca del barlume di un
viso familiare avvista invece una lattina di birra sfrontatamente
passata di mano in mano, un lampo dei coscienziosi
occhiali di un bambino miope, un cerchietto d'oro al lobo
di una ragazza di aspetto ispanico. Marciando ha notato
diversi visi neri nella folla, allegri ed entusiasti come tutti
gli altri, e alcuni orientali, un orfano vietnamita adottato,
una tarchiata moglie filippina. Molto dietro di lui, nella
parte della parata che non si  ancora messa in movimento,
i suonatori di cornamusa innalzano un canto di morte
delle Highlands, mentre l'imitatore rock piagnucola una gine all the people e, pi vicino, da un crepitante nastro
attraverso due gracchianti casse acustiche, risuona la voce
di Kate Smith, morta com', portata nella fossa dal suo
puro e semplice peso cancrenoso: Dio benedica l'America...
fino agli oceani bianchi di schiuma. Gli occhi di
Harry bruciano: quasi fosse stato innalzato a contemplare
tutta la storia dell'uomo si sente schiacciare dall'idea che
tutto sommato il suo  il paese pi maledettamente felice
che il mondo abbia mai visto, idea che gli fa galoppare il
cuore sempre di pi.
Era una delle banali rivelazioni che un tempo avrebbe
potuto condividere con Thelma, nelle parole prive di imbarazzo
dette a bassa voce dopo aver fatto l'amore. Thelma
 morta all'improvviso. Di blocco renale, trombocitopenia
ed endocardite, verso la fine di luglio, mentre la fresca alba
di un'altra rovente giornata grigio azzurra stava irrompendo
sulle architetture a rientranze e sporgenze che abbelliscono
i tetti degli edifici di fronte al St Joseph's Hospital.
Povera Thelma, il suo corpo  stato completamente logorato
dalla lunga battaglia. Ronnie aveva cercato di tenerla
in casa, ma nell'ultima settimana era diventata impossibile
da gestire. Allucinazioni, parole in libert, un'ira carica
di sarcasmi. Un subisso di ira, e proprio nei confronti del
marito, che invece le si era dedicato con tanta devozione,
nonostante da giovane fosse un simile scavezzacollo,
prima di sposarsi. Aveva soltanto cinquantacinque anni,
uno meno di Harry, due pi di Janice. E morta la stessa
settimana che il Dc-10 pieno di gente in viaggio da Denver
a Filadelfia con scalo a Chicago  precipitato a Sioux City,
in Iowa; dopo essere atterrato a trecentocinquanta all'ora
senza comandi al di l della spinta dei due motori rimasti
in funzione, si era ribaltato sulla pista ed era andato in
frantumi in una gigantesca palla di fuoco, lasciando tuttavia
oltre un centinaio di sopravvissuti, alcuni dei quali ritrovati
a testa sotto appesi alle cinture di sicurezza in una
certa zona della fusoliera, mentre altri si erano allontanati
a piedi, perdendosi nei campi di grano che fiancheggiano
la pista. A lui sembrava la prima notizia di quell'estate che
non riguardasse il ventennale di qualcosa, di Woodstock,
degli omicidi di Manson, dell'incidente di Chappaquidick,
dell'allunaggio. I telegiornali erano pieni di foto di
repertorio.
Il funerale si tiene in una specie di chiesa di fede non
identificata a circa un miglio da Arrowdale. Cercandola,
lui e Janice si sono persi, andando a finire nel centro
commerciale di Maiden Springs, dove, su un tabellone
strapieno, un cinema a sei sale offriva tesoro mi si sono
RISTRETTI BATMAN GHOSTBUST II KARAT KID III L'ATTIMO
fugg great balls. La pigra ragazza al botteghino non sapeva
dove potesse essere, questa chiesa, e non lo sapeva
nemmeno la maschera con l'aria da ruffiano nel grande
atrio scarlatto deserto, odoroso di pop corn e di cioccolatini
squagliati. Harry se l' presa con s stesso. Chiss
quante volte se l' svignata ad Arrowdale per andare da
Thelma e adesso non  capace di trovare questa dannata
chiesa. Chiesa che quando finalmente arrivano a destinazione,
accaldati, imbarazzati e inferociti l'una con l'altro
per tanta incompetenza, si rivela niente pi di un comune
edificio non intonacato - un magazzino con finestre e un
mozzicone di campanile in alluminio anodizzato -, piazzato
al centro di un acro di terra rossa su cui  stata seminata
un'erba stentorea, arata in tutte le direzioni dalle
tracce degli pneumatici e priva di alberi.
All'interno le pareti sono in blocchi di calcestruzzo, la
luce che entra attraverso gli alti finestroni  dritta e priva
di clemenza. Sedie pieghevoli al posto dei banchi, infantili
stendardi in stoffa appesi in alto alle travi metalliche con
su ricamate croci, trombe, corone di spine frammiste a numeri
di versetti biblici: Marco 15,32; Apocalisse 1,10; Giovanni
19,2. Il sacerdote indossa un completo marrone, una
cravatta e una camicia con colletto normale ed  piuttosto
in disordine, oltre che senza fiato: sembra il paffuto giovane
direttore di un negozio di elettrodomestici che ogni
tanto deve dare una mano a spostare i cartoni pi pesanti.
La sua voce  amplificata da un minuscolo microfono a stelo,quasi invisibile nel leggio di quercia. Di Thelma parla
come di un modello di moglie, madre, credente, paziente.
Una descrizione che non descrive nessuno, come un vestito
non indossato. E il sacerdote evidentemente se ne rende
conto, visto che continua a parlare del suo speciale senso
dell'umorismo, del particolare modo di considerare la
vita che le ha reso possibile affrontare con tanto coraggio
la lunga battaglia contro la malattia. Durante una visita
pastorale che le aveva fatto nel corso dell'ultima tragica
settimana in ospedale si era avventurato a speculare con
lei sul mistero eterno per cui il Signore impone tormenti
ad alcuni e non ad altri, alcuni li guarisce e altri li lascia
soffrire. Persino nel Vangelo, ricordiamolo, avviene cos:
che cosa ne  stato, infatti, dei molti lebbrosi e posseduti
che non si sono trovati sul cammino di Ges o che non
sono stati abbastanza intraprendenti da farsi avanti tra le
immense folle che affluivano a Lui come greggi in pianura
e sul monte a Cafarnao come in Galilea? E qual era stata
la risposta di Thelma? L, in quel letto d'ospedale fatto di
pena e sofferenza, aveva detto che riteneva di meritarselo
come tutti gli altri. Una donna veramente umile, veramente
incapace di lamentarsi. In precedenza, in una situazione
meno tesa - ricorda ancora il sacerdote con un'accelerazione
della voce che stava a indicare l'approssimarsi di un
aneddoto - era invece andato a trovarla nella sua immacolata
dimora, dove lei gli aveva spiegato il proprio male
fisico nei termini di una complicazione di poca importanza,
il semplice accavallarsi di alcuni sottili fili del suo organismo.
Dopodich, con la dolce espressione venata di
umorismo che tutti i presenti a lei affezionati ricordano
tanto bene - ma allo stesso tempo in tutta la sua dolente
seriet - aveva concluso che forse Dio  responsabile soltanto
di ci che noi stessi possiamo sperimentare e vedere
di persona, non di ci che avviene a livello microscopico.
A quel punto l'officiante solleva lo sguardo, incerto
dell'effetto prodotto da questa sua reminiscenza e la piccola
adunanza di dolenti, cogliendo forse la voce di Thelma
dietro la singolare osservazione e sentendosi quindi
autorizzata a ripensare a ci che di sardonico e di angusto,
unito al tono di rimprovero, caratterizzava il suo modo di
fare, o forse avvertendo il bisogno del sacerdote di essere
salvato dallo spettro di una sofferenza ingiustificabile, si
abbandona a qualche cortese risolino. Con sollievo, l'uomo
in completo marrone, come l'ospite di un talk show televisivo
che si appresti a concludere, passa allora alle rassicuranti
espressioni di routine, i salmi sui verdi pascoli, i
versetti dell'Ecclesiaste sul momento giusto per ogni cosa,
l'inno che annuncia che la giornata  finita.
Seduto accanto a Janice, che continua a tirare su con il
naso nella sua divisa da poliziotto, Harry pensa alla scostumata
Thelma nuda che ha conosciuto lui; a quanto poco
avesse a che vedere con la persona raccontata dal sacerdote;
ma forse erano due Thelma ugualmente vere. Le donne
sono attrici, capaci di adattare il loro ruolo a ogni pubblico,
per quanto ristretto. La parte che recitava per lui era quella
adorante, metteva il proprio corpo al suo servizio come se
lo gettasse via. Un corpo malato e giallastro che conteneva
dentro di s la morte come una scatola di seta nera. C'era
qualcosa di vagamente insultante, una sorta di rigetto nel
suo atteggiamento di inerme remissivit a un tanto goffo
bisogno d'amore. Lui non la poteva amare come lei amava
lui: nella sua distanza trovava un appagante senso di
autopunizione, un lato comico di cui godeva moltissimo.
Eppure, per quanto lui continuasse ad abbandonarla, lei
non aveva mai desiderato che la lasciasse. Quando si alza
per la benedizione, il trasparente fantasma di Thelma
gli si accosta, gli appoggia la testa al petto e gli fa percepire
quel sentore di latte acido nell'alito: lo implora di non
andarsene. Janice tira su ancora una volta con il naso, ma
lui si tiene il proprio privatissimo dolore per Thelma ben
stretto al cuore, sapendo che la moglie non lo vuole vedere.
Fuori, nell'imbarazzante luce del sole, ecco Webb Murkett
con il viso sorridente pi che mai inciso da rughe profonde,
l'immancabile sigaretta appesa al labbro superiore lungo
come quello di un cammello: passa di gruppo in gruppo
per presentare la nuova moglie, una ragazza tra i venti e
i trenta, timida, pi giovane di Nelson e anche di Annabelle,
una morbida biondina in un abito in crespo scuro
e simile a una foca, priva di rientranze pronunciate come
una campionessa adolescente di nuoto. A Webb piacciono
zaftig. Ovvero: rotondette e sexy. Harry  dispiaciuto
per lei, trascinata in questo magazzino della fede per seppellire
la moglie di un vecchio compagno di golf di suo
marito. C' anche Cindy, l'ultima moglie di Webb, che
Harry stesso ha amato non pi di qualche anno fa;  sola,
ha un aspetto tarchiato e scocciato, oltre che instabile,
per via delle scarpe nere con i tacchi alti striminzite come
sandali: cerca di darsi un tono sugli erbosissimi solchi di
terra rossa che fanno da parcheggio per la chiesa. Mentre
Janice si attarda con Webb e la sua sposina, lui si avvicina
con galanteria a una Cindy l in piedi con aria rassegnata
a strizzare gli occhi sotto il sole rovente sebbene velato
da foschia.
- Ciao, - le dice, chiedendosi come abbia potuto lasciarsi
andare in quel modo. Le  venuta la corporatura tipica
delle donne della Diamond County: petto simile a una
mensola, culo che sembra che si portino dietro una panca
personale. Il suo caro visetto dalle fattezze delicate, ai
bei tempi addirittura enigmatico nella sua impertinenza
da maschiaccio, con quel nasino corto e quegli occhi distanziati,
ora appare incorniciato dal grasso e sottolineato
dal doppio mento; non possiede collo, come quelle bambole
russe che si incastrano l'una dentro l'altra. I capelli,
che una volta portava corti, sono stati tirati e sottoposti a
ripetute permanenti fino a formare quel look gonfio che
piace tanto alle giovani di oggi. E che d un ulteriore contributo
alla sua massa.
- Harry, come stai? - Nella sua voce si coglie un tono
di funebre cautela; gli tende da stringere una mano morbida,
grossa come la grinfia di un orso, lui la prende ma
in aggiunta, con la scusa della mesta occasione, si china a
piantarle un bacio sull'umida e vasta guancia. L'aspetto
di irritata rassegnazione si attenua leggermente. - Non 
terribile questa storia di Thelma? - gli chiede.
- Gi, - conviene lui. - Ma era ormai un pezzo che doveva
succedere. L'ha praticamente vista arrivare -. Pensa
che non ci sia niente di male a farle capire che i pensieri
della morta gli sono noti: c'era anche Cindy, ai Caraibi,
quella notte che hanno fatto lo scambio di coppie. E lui
avrebbe voluto lei, mentre poi era finito con Thelma. Ora
sono tutte e due al di l del desiderabile.
- Lo si capisce, vero? - chiede lei. - Voglio dire, con una
malattia cos grave si sente quando il momento  vicino. Si
sente tutto -. A Coniglio viene in mente il piccolo crocifisso
che le pendeva nell'incavo della gola e che si vedeva
quando era in costume da bagno; ricorda anche che, come
tante persone della sua generazione, aveva un'inclinazione
per l'esoterismo - astrologia, premonizioni -, anche se
non come Valerie, l'amica di Buddy Inglefinger, che era
un'autentica hippie vecchio stile, alta pi di un metro e
ottanta e ricolma di perline.
- Forse le donne pi degli uomini, - replica lui con tatto.
Quindi concede qualcosa in pi alla sincerit. - Recentemente
ho avuto qualche problema fisico, che mi ha
dato la sensazione di aver percorso tutta la vita in stato
confusionale.
Concetto troppo profondo per lei, troppo da confessionale.
Nella sua relazione con Cindy c' sempre stato
un muro, appena dietro i suoi occhi castano mielati, una
barriera contro cui i segnali si arrestavano. Cindy la scema,
la chiamava Thelma. Ma Coniglio, intrufolatosi nella
camera da letto dei Murkett una sera in cui era ubriaco,
aveva trovato certe polaroid da cui appariva evidente
come Cindy all'opera fosse magnifica. Scopava, ciucciava.
Mentre adesso ha veramente un'aria da scema, oltre
che infelice.
- Qualcuno, - riprende, - mi ha detto che lavori in uno
dei negozi nel nuovo centro commerciale vicino a Oriole.
- A dire il vero sto pensando di piantarla. Tutto quello
che guadagno viene detratto dagli alimenti che mi passa
Webb, quindi perch devo stare a rompermi? Se ne pu
dedurre come le madri che vivono di assistenza pubblica
prendano questa strada.
- Be', - ribatte lui, - un lavoro fa uscire nel mondo.
Mette a contatto con la gente -. Trovati qualcuno, risposati,
 il pensiero sotteso. Ma chi potrebbe mai avere voglia
di mettersi con un simile pezzo di carne? Farebbe andare
a fondo qualsiasi Sunfish su cui si salpasse insieme.
- Ho una mezza idea di mettermi a fare la fisioterapista.
Un'altra commessa li al negozio pratica il massaggio olistico.
- Ottimo, - commenta lui. - Che olio?
Battuta stupida quanto basta perch lei trovi il coraggio
di chiedere: - Tu e Thelma... - Ma si ferma e abbassa
lo sguardo a terra.
- S? - La vecchia barriera gli impedisce di incoraggiarla.
Non  lei il pubblico davanti al quale intende recitare la
parte dell'amante orbato di Thelma.
- Sentirai la sua mancanza. Lo so, - conclude lei debolmente.
Lui finge innocenza. - In tutta franchezza, ultimamente
Janice e io non frequentavamo granch gli Harrison. Ronnie
si  dimesso dal club perch secondo lui costa troppo,
e quest'estate non ho avuto occasione di andarci nemmeno
io. Non  pi lo stesso: la vecchia banda di una volta
 sparita. Ci sono un sacco di giovani, delle gran teste di
cavolo. Sparano la pallina a un paio di chilometri e vincono
tutte le gare dei weekend. Ma mia nuora ci va in piscina
con i bambini.
- Ho saputo che sei tornato alla concessionaria.
- Gi, - risponde lui, aggiungendo, caso mai lei ne fosse
gi al corrente: - Nelson me l'ha messo in quel posto.
E io sono l che difendo il fortino.
Quindi si domanda se non stia dicendo troppo, ma lei
sta guardando qualcosa al di l delle sue spalle. - Devo
andare, Harry. Non posso sopportare di stare qui un solo
istante di pi a vedere Webb che se la spassa con quella
sua ridicola bambolina tutta moine. Ha pi di sessant'anni!
Il rotto in culo. Ce l'ha fatta ad arrivare ai sessanta. Nel
breve silenzio che le brusche osservazioni sdegnate di Cindy
impongono all'aria circostante passa un aereo, trascinandosi
dietro, alto, il suo sordo rombo. Con un sorriso non
del tutto cordiale, ricordando le famose polaroid, lui ribatte:
- Lo hai mantenuto giovane -. A una donna per la
quale ha dovuto sopportare i morsi di un tormentato desiderio
non si pu non serbare un po' di rancore, una volta
scomparso il dolore.
Alcuni dei presenti se ne stanno andando alla chetichella,
per cui lui ritiene opportuno andare a dire qualcosa
a Ronnie. La sua nemesi di un tempo  in piedi tra un
gruppetto sciolto, con i tre figli e le loro compagne. Alex,
il mago dei computer, ha un taglio di capelli schiacciato e
un'aria miope da nerd. I capelli di Gergie, invece, l'aspirante
attore, sono lunghi e curatissimi: la giacca e la cravatta
che si  messo per il funerale della madre sembrano
un costume. Ron jr ha il viso pi amichevole, il sorriso 
quello di Thelma, oltre alla muscolatura e all'abbronzatura
di uno che fa lavori pesanti all'aria aperta. Stringendo
loro la mano, li meraviglia profondamente mostrando di
conoscerli per nome. Quando si ha un legame di natura
erotica con una donna, l'incanto coinvolge in parte i suoi
figli, poich anche per loro ha allargato le gambe.
- Come se la passa Nelson? - gli chiede Ron jr, con un'espressione
da cui  assente ogni ostilit. Dev'essere stato
lui, sempre in giro per Brewer, a raccontare a Thelma che
Nelson  un tossicodipendente.
Lui gli risponde da uomo a uomo. - Bene, Ron. Per un
mese si  disintossicato e adesso vive con altri venti, come
si dice, consumatori di sostanze stupefacenti in eccesso,
in quella che viene definita una dimora concettuale,
in un ambiente di transizione a nord di Filadelfia. Svolge
lavoro volontario con i ragazzi delle zone degradate della
citt, presso un campo giochi.
- Magnifico, Mr Angstrom. In fondo Nelson  un'ottima
persona.
- Io non vado pi a trovarlo. Non riuscivo a reggere la
terapia di famiglia che cercano di fare in quel posto, ma
sua madre e Pru giurano che lavorare con questi giovani
teppisti neri gli piace.
Gergie, il pi bello dei tre, il beniamino di Thelma,
ha teso l'orecchio per ascoltare, e di conseguenza interviene:
- L'unico problema di Nelson  che  troppo sensibile.
Si lascia travolgere dagli eventi. Mentre nello show
business impari a lasciarteli scivolare addosso. Vadano
a fottersi. Eh? Altrimenti uno si ammazza -. Si d un buffetto
sulla nuca.
Alex, il maggiore, con la sua aria compassata da scassacazzi,
aggiunge: - Mah, le dir, in California stavo per restare
impegolato anch'io nella droga, per questo sono stato
cos contento quando mi si  presentato questo lavoro a
Fairfax. Voglio dire: lo fanno proprio tutti. Dall'inizio alla
fine del weekend, in spiaggia, per strada. Sono tutti fatti.
Come si fa a crescere i figli, in una situazione del genere?
O a mettere da parte un po' di soldi?
I figli di Thelma ormai sono uomini, con qualche filo
grigio nei capelli e piccole pieghe assennate attorno alla
bocca, hanno mogli e figli, i suoi nipotini, bambini che
guardano al padre per averne protezione nell'intricato
sottobosco che  questo mondo. Gli sembrano pi maturi
di Ronnie, in cui vedr sempre il pestifero moccioso di
Wenrich Alley e lo sboccato esibizionista dello spogliatoio
dei tempi delle superiori. Le persone a cui ha voluto bene
si stanno allontanando a poco a poco da lui, ma Ronnie
 sempre l, come la maleodorante parte inferiore del
suo stesso corpo, come i boxer che si sporcano ogni giorno.
Ronnie recita alla perfezione il ruolo del vedovo in gramaglie;
sembra appena uscito da una lavatrice, le ciglia
spuntano bianche dalle palpebre rosse di lacrime, sopra le
orecchie a sventola i capelli ricci color ottone sono ridotti
a ciuffi grigi. Coniglio cerca di superare la propria antica
avversione, la loro vecchia rivalit, stringendogli la mano
con calore e dicendogli: - Mi spiace davvero.
Ma ancora una volta nel volto di Harrison, un tempo
bene in carne e ora teso, incavato e fibroso, si accende il
vecchio demonietto ostile. Con un'occhiata ai figli e puntando
leggermente la testa di lato, a indicare che sar meglio
spostarsi un po' pi in l, su quella collinetta arata e
disseccata, gli stringe il braccio in una morsa volutamente
troppo forte, portandolo lontano da orecchie altrui, seppure
soltanto di pochi passi. Quindi, con il tono frettolosamente
confidenziale che hanno gli uomini impegnati
insieme in una competizione sportiva, gli chiede: - Credi
non sappia che te la scopavi da anni?
- Non... non mi  mai interessato un granch quello
che sapevi o non sapevi, Ronnie.
- Figlio di una troia. Quella sera che abbiamo fatto lo
scambio delle coppie, gi nelle isole,  stata soltanto l'inizio,
vero? Hai continuato a vederla anche qui.
- Mi pareva avessi detto che sapevi tutto, Ron. Se eri
curioso avresti dovuto chiedere a Thelma.
- Non volevo avere una discussione con lei. Stava lottando
per la sua vita e io l'amavo. Per poi verso la fine
ne abbiamo parlato.
- Quindi alla fine avete discusso.
- Voleva scaricarsi la coscienza. Figlio di una troia.
Il Vecchio Maestro. Sei il bastardo pi maledettamente
egoista che io abbia mai conosciuto.
- Perch? Che cosa sarebbe a rendermi cos tremendo?
Forse mi desiderava. E forse il favore era reciproco -. Al
di l della spalla di Ronnie vede i dolenti in attesa di salutare,
esitanti, consapevoli del fervore di quella conversazione
frettolosa. Harrison si  colorito in volto, e forse
anche lui. - La gente ci sta guardando, Ronnie, - gli dice.
- Non  il momento pi adatto.
- Non ce ne sar un altro. Non voglio vederti mai pi
in vita mia. Mi fai schifo.
- D'accordo, e tu fai schifo a me. Da sempre, Ron. Al
posto della testa hai un cazzo. Come non capire Thelma se
di quando in quando si concedeva un po' di vacanza dalla
merda che le facevi mangiare tu?
Il viso di Ronnie  diventato rosso, gli occhi lacrimano;
ancora non gli ha lasciato andare l'avambraccio, come se
cercasse un ultimo contatto caldo con la moglie morta. La
voce cala di tono assumendo una nuova intensit, tanto
che Harry deve chinare la testa per sentire ci che dice.
- Non me ne importa un tubo che tu te la sia sbattuta: a
farmi diventare matto  l'idea che lo facevi senza che te
ne fottesse un cazzo. Era pazza di te, e tu ti ciucciavi tutto
senza stare a pensarci due volte. Narcisista di un pompinaro.
Con te Thelma si  buttata via. E andata contro
tutte le sue convinzioni, e tu non lo apprezzavi nemmeno.
Non l'amavi, e lei lo sapeva. Me l'ha detto lei stessa. In
ospedale, chiedendomi perdono -. Ronnie tira il fiato per
proseguire, ma le lacrime gli bloccano la gola.
Anche a Coniglio fa male la gola, pensando a Thelma
e Ronnie negli ultimi momenti, a lei che tradiva l'amante
quando il corpo non conteneva pi alcun amore. - Ronnie, -
replica a voce bassissima. - La apprezzavo, eccome.
Altroch. A letto era fantastica.
- Pompinaro, -  tutto ci che Ronnie riesce a farsi uscire
di gola, pi volte, dopodich si girano entrambi per affrontare
le persone in attesa di porgere i propri saluti prima
di rimontare in auto per andare a godersi quanto rimane di
quel rovente sabato di foschia, praticelli da falciare, giardini
da diserbare, in giro per tutta la Diamond County.
Tra coloro che li guardano a occhi spalancati ci sono Janice
e Webb. Devono aver capito l'argomento della conversazione,
come del resto l'hanno capito quasi tutti i presenti,
persino i tre figli. Durante le sue visite ad Arrowdale
 sempre stato discreto, nascondeva la Toyota nel garage
di Thelma e non si  mai fatto beccare a letto con lei da
un bambino tornato prima da scuola per colpa di un'indisposizione
o da un operaio entrato per sbaglio da una
porta non chiusa a chiave, ma sono cose che si diffondono
nell'aria da sole. Come uno pneumatico:  sufficiente una
minima fessura. La gente lo percepisce. La voce  circolata,
oppure lo far adesso. Be', vadano a fottersi, come ha
detto Gergie. Tutti quanti, compresa la sposa bambina
di Webb, che dalle dimensioni potrebbe anche essere incinta.
Quel Webb, che personaggio.
E a quel punto succede una bella cosa. Ronnie e Harry,
Harrison e Angstrom, con una precisione che farebbe
pensare a una mossa provata, eseguono un incrocio. Nonostante
le palpebre arrossate e la gola rauca, rivolgono
un sorriso alla piccola folla in attesa e si incrociano con assoluta
precisione dirigendosi alla volta dei loro cari, Harry
verso Janice nel suo completo blu con inserti bianchi e
spalline, Ronnie verso i figli e il nucleo centrale della mesta
occasione. Quando si  stati compagni di squadra una
volta, lo si rimane per sempre. Ma Coniglio memore della
volta in cui Ronnie, dopo essersi scopato Ruth ad Atlantic
City per tutto un weekend, era andato a vantarsene con
lui, non pu provare nessun dispiacere nei suoi confronti.
Grazie, Toyota, per ci che fai per me. Cos dice il nuovo
striscione che la casa automobilistica ha mandato da appendere
nella grande vetrina. A volte, l in piedi, quando
una nuvola gonfia di umidit rende pi cupa l'atmosfera
oppure un camion parcheggia appena al di l della siepe di
tasso per qualche consegna all'ingresso di servizio, bloccandogli
il campo visivo, Harry coglie il riflesso della propria
figura e rimane interdetto dalla sua stessa mole, da tutto lo
spazio che occupa in questo pianeta. Mentre marciava per
le strade deserte nei panni dello Zio Sam, il mese prima,
si era sentito arcanamente immenso, come se la sua testa
fosse un palloncino che aleggiava sopra le marce musicali.Sebbene l'idea che intimamente ha di s stesso sia di
un animo innocuamente passivo, una voce ferma che non
vuole avere noie, rimanere intrappolata in nessun posto
e nemmeno morire, c' questo suo altro io esterno, un ex
atleta alto pi di un metro e novanta, del peso di almeno
centodieci chili, un'apparizione che indossa un abito estivo
grigio che manda barbagli di luce in ogni direzione come se
fosse coperto di cera, con una testa i cui vaporosi capelli,
in ombra, sono stati tagliati dallo Shear Joy Hair Styling
(unisex, minimo quindici dollari) per fermarsi esattamente
sulle orecchie, spaventosa massa con occhi che vedono,
mani che afferrano e denti che mordono, corpo capace di
mangiare in un solo pasto quanto basterebbe a nutrire tre
etiopi per una giornata, spudorato consumatore di benzina,
elettricit, giornali, idrocarburi, carboidrati. Un capo,
in un completo nuovo fiammante. I recenti problemi cardiaci,
come i suoi denti molari incapsulati con alti costi e
molto dolore, sono rientrati a far parte del suo evolutissimo
equipaggiamento di rispettabilit.
Oggi ha bisogno di una buona immagine di s stesso, perch
alle undici verr in visita alla concessionaria un esponente
della Toyota Corporation, tale Natsume Shimada,
finora manifestatosi unicamente sotto forma di firma precisa,
ogni carattere ben separato dagli altri, su robusta carta
color crema della sede centrale dell'American Toyota
Motor Sales di Torrance, California. La notizia delle irregolarit
finanziarie messe scrupolosamente a nudo dai due
ragionieri assunti da Janice su consiglio di Charlie Stavros
dev'essere filtrata verso l'alto, sempre pi su, visto che
alcune lettere della Mid-Atlantic Toyota di Glen Burnie,
Maryland sono state seguite da altre della Toyota Motor
Credit Corporation e poi da alcune cortesi ma implacabili
comunicazioni provenienti dalla stessa Torrance e firmate
da Mr Shimada con quella che sembra un'antiquata penna
stilografica a pennino corto, in inchiostro blu.
- Nervoso? - chiede Elvira, scivolata accanto a lui con
addosso un ridottissimo abito in seersucker a righe bianche
e blu. Dato il caldo si  fatta accorciare i capelli sulla nuca
mettendo in mostra, subito sotto, una peluria scura molto
sexy. Chiss se Nelson se la sbatteva. Se Pru non gliela
dava, qualcuna doveva ben farsela. A meno che non gli
bastassero queste ragazze che la danno via per una sniffata
di coca, oppure sia segretamente gay. Ma nei limiti in cui
pu concedersi di speculare sulla vita sessuale del figlio,
Elvira gli sembra un po' troppo di classe, troppo poco sexy
per potercisi adattare. Ma forse sottovaluta la quantit di
energia che c' in questo mondo: ha la tendenza a farlo,
adesso che la sua sta calando.
- Non tanto, - risponde. - Come le sembro?
- Molto imponente. Questo vestito nuovo mi piace.
-  una specie di grigio metallizzato. Un tessuto che
hanno realizzato mentre facevano i lanci sulla luna.
All'esterno Benny sta compiendo il solito balletto fatto
di aperture di portiere e sollevamenti di cofani, in compagnia
di una coppia di giovani talmente giovani che continuano
a lanciarsi occhiate per rassicurarsi, parlando tutti
e due insieme e poi zittendosi di botto, paralizzati dal desiderio
di non farsi fregare un solo dollaro. Sono iniziate
le svendite di agosto e la Toyota offre uno sconto di mille
dollari. Una volta si vendeva soltanto a prezzo di listino,
senza discussioni, prendere o lasciare, la qualit costa. Ma
la vecchia purezza dell'azienda  stata corrotta dai metodi
americani. Anche la Toyota  dovuta scendere a patti.
- Sa, - dice a Elvira, - sebbene siano tanti anni che in questa
concessionaria si vendono Toyota, non  mai venuto
a trovarmi un giapponese vero e proprio. Credevo se ne
stessero tutti a Toyota City a godersi la cerimonia del t.
- E le geishe, - aggiunge lei con aria furba. - Come
quelle del primo ministro Uno.
Davanti a un'allusione tanto calzante lui sorride. La ragazza
- la donna - continua: - Per non  rimasto il numero
Uno molto a lungo, vero?
Quel giorno i suoi orecchini ricordano le campane dei
templi orientali, due coperchietti ricurvi di argento opaco
sono legati insieme a formare un tremolante rettangolo
grande come il bozzolo di una farfalla. Quando lui dice:
- Con questo Shimada dovrebbero vedersela Nelson e
Lyle, - mandano un vago bagliore di sdegno.
A cui lui risponde con una scrollata di spalle. - Che cosa
possiamo fare? L'avvocato  finalmente riuscito a parlare
con Lyle al telefono, ma quello gli ha riso in faccia. Gli ha
detto che doveva prendere l'ossigeno persino per uscire dal
letto e andare al cesso, che poteva morire da un momento
all'altro. Ha anche detto che la malattia gli era arrivata al
cervello e che di conseguenza non aveva la minima idea di
che cosa gli stesse dicendo. Quanto al computer, era stato
costretto a venderlo e i dischetti non li aveva pi. In altre
parole, gli ha detto di andare a... a quel paese -. Reprime
l'espressione a farsi fottere perch potrebbe sembrarle
un modo di farle la corte, lui non ne  sicuro. Per quanto
il gioco sia ormai avanti, si continua a provare. Le piace
che sia cos magra - da far sembrare robuste Pru e persino
Janice -, inoltre in lei c' qualcosa di fresco e tranquillo
che trova confortante, come lo schermo televisivo quando
hai tolto l'audio e vedi soltanto lo sfarfallare delle figure.
- Non ho potuto fare a meno di ridere, - conclude, riferendosi
alle ultime dichiarazioni di Lyle. - Anche morire
presenta i suoi vantaggi.
Al suo fianco lei gli chiede: - Nelson non dovrebbe tornare
a casa pi o meno tra una settimana?
- Se tutto va bene, - risponde lui. - L'estate vola, eh?
Ormai lo si nota di sera. Fa ancora caldo ma diventa buio
sempre pi presto.  una cosa che si dimentica da un anno
all'altro, questo buio da estate inoltrata. Le cicale. L'odore
dei prati bruciacchiati. Solo che questa estate  stata
maledettamente piovosa. Dio. Nel mio cortile le erbacce
non la smettevano di crescere e la lattuga e i broccoli sono
diventati cos lunghi che cascano di fianco. I viticci dei
piselli si sono sparsi dappertutto, come la vite del Canada,
oltre il recinto, fino al giardino del vicino.
- Per se non altro non  stata spaventosamente calda
come quella dell'anno scorso, - replica Elvira, - quando
nessuno la smetteva di parlare dell'effetto serra. Che magari
invece non esiste affatto.
- Esiste, esiste, - afferma lui, con una convinzione che
non sapeva affatto di avere. Sul lato opposto della Statale
111, sopra il rosso tetto a forma di cappello del Pizza Hut,
uno stormo di storni gi impegnati nella migrazione verso
sud  disposto in tante macchioline sui fili del telefono,
formando una specie di pentagramma. - Io non vivr tanto
da vederlo, - continua, - ma lei s, come anche i miei
nipotini. Una volta che l'Antartide avr cominciato a sciogliersi,
i dock di New York e di Philly finiranno sott'acqua.
Come tutta la Jersey Shore -. Ronnie Harrison con
Ruth: che merda quell'individuo.
- Come se la passa Nelson? Voglio dire: ha avuto notizie
da lui?
- Ci ha mandato un paio di cartoline con l'immagine
della Liberty Bell. Sembrava allegro. In un certo senso quel
ragazzo  sempre andato in cerca di un ambiente un po'
pi ordinato di quello che potevamo offrirgli io e Janice,
e immagino che un centro di riabilitazione sia una grossa
struttura. A Pru telefona, ma a questo stadio della cura
non incoraggiano particolarmente i contatti con l'esterno.
- E Pru che cosa ne pensa, nel complesso? - E una sua
impressione, questo accenno di interesse pi vivo, come
se l'audio del televisore fosse stato riacceso?
- Difficile capire cosa pensa Pru, - risponde. - Credo
che prima che lui se ne andasse fosse decisa a mandare tutto
all'aria... il matrimonio, voglio dire. Ora  su alle Poconos
con Janice e i bambini.
- E questo la fa sentire solo? - chiede Elvira Ollenbach.
Che stia tastando il terreno? Deve chiederle di andare
a fargli visita? Un paio di daiquiri nella tana, una carezzina
su quella nuca abbronzata, una controllata alla fica per
vedere se  della stessa tinta, nella obliqua camera degli
ospiti al piano di sopra, dove hanno chiuso nell'armadio
tutti i vecchi Playboy quando si sono trasferiti: il pensiero
di questo filiforme corpo giovane che cerca di appagare
i propri appetiti con lui lo travolge come una valanga. Il
suo tran tran andrebbe a farsi friggere. - Alla mia et non
importa, - risponde. - Posso guardare alla TV gli spettacoli
che preferisco. National Geographic, Disney, Il mondo della
natura. Quando c' Janice, invece, sono obbligato a vedere
tutte quelle sitcom dove i protagonisti fanno i pagliacci
in un soggiorno e nient'altro. Questo Pappa e ciccia, le ho
chiesto che cosa diavolo ci trovi e lei mi ha risposto: Mi
piace lei. E grassa, incasinata e sfortunata come la maggior
parte delle americane. Ma la TV la guardo sempre meno.
Pi che altro cerco semplicemente di farmi una birra e di
andare a letto presto.
La giovane fa silenziosamente il gesto di allontanarsi,
per tornare nel suo cubicolo in direzione del Paraguay. Ma
a lui piace che le stia vicino, per cui di punto in bianco le
chiede: - Lo sa di chi non ne posso pi di avere notizie?
- Di chi?
- Di Pete Rose. Ha letto, sullo Standard dell'altro
giorno, che gi un'altra volta sarebbe stato nei pasticci,
nel 1980, quando lui e altri giocatori dei Phillies sono stati
beccati a farsi di anfetamine e la squadra aveva venduto
Randy Leach, l'unico che avesse ammesso che era tutto vero,
mentre loro se l'erano cavata con la faccia tosta?
- Gli ho dato un'occhiata. A fornirgli le ricette era un
medico di Brewer.
- Esatto. Del nostro piccolo borgo.  per questo che
anche questa volta pensa di cavarsela bluffando. Nessuno
deve pi pagare per i propri delitti, ormai la fanno franca
tutti. Ollie North, i commercianti di droga; le galere sono
piene, e comunque si sentono tutti cos in colpa. Viola
pure la legge, brucia la bandiera, chi cazzo se ne frega?
- Non si agiti, Harry, - gli consiglia lei con il suo tono
materno, in ritirata. - Il mondo  pieno di imbroglioni.
- Gi. E chi pu saperlo meglio di noi?
Lei non d alcuna risposta, gli ha gi voltato la schiena.
Forse in definitiva era lei che si sbatteva Nelson.
- In ogni modo ho sempre pensato che non fosse un gran
giocatore, - si sente costretto a concludere, riferendosi a
Rose. - Se uno deve fare tutte quelle acrobazie, meglio
non scendere in campo.
L fuori, in quel caldo da cani, dove un afoso alternarsi
di luci e ombre gli restituisce un baluginante riflesso della
sua stessa persona, vede che nella rinnovata siepe di tasso
- ha fatto finalmente venire dei giardinieri a sostituire
i cespugli morti e a rinnovare il pacciame - si  andato a
impigliare un discreto numero di contenitori per la pizza
in carta paraffinata e di tazzine per il caff in Styrofoam,
svolazzati l dalla Statale 111. Al visitatore giapponese
non pu far vedere un casino del genere. Quindi esce nello spiazzo, dove l'aria rovente e inquinata, rimbalzando
sull'asfalto, gli toglie il respiro. Il lato sinistro della gabbia
toracica gli d una fitta. Si infila una Nitrostat a sciogliere
sotto la lingua e comincia a chinarsi. Pi cartacce raccatta,
pi sembrano essercene: carte di caramelle, cellofan di pacchetti
di sigarette, volantini pubblicitari, intere pagine di
giornale, sgualcite dalla pioggia e brunite dal sole, bicchieri
per bibite con ancora il coperchio di plastica, la cannuccia
infilata dentro e l'acqua sporca che sciaguatta, rimasta
dallo sciogliersi del ghiaccio. A questo mondo non c' limite
al lerciume. Avrebbe dovuto portarsi fuori un sacco
per la spazzatura, ormai ha entrambe le mani piene: il viso
gli  diventato paonazzo ma tenta di prendere un ultimo
pezzo di cartone appallottolato e appiccicoso tra le dita.
Una limousine entra nel terreno con un gran crepitio di
gomme mentre lui sta ancora raccogliendo la spazzatura,
per cui gli tocca correre dentro a ficcarla nel cestino della
carta straccia del suo ufficio. Dopodich, ansante, con il
cuore che martella, il vestito grigio metallizzato che tira
sui bottoni, si precipita a riattraversare il salone espositivo
per dare il benvenuto a Mr Shimada, porgendogli da
stringere una mano non lavata e piena di sabbia, di zucchero
secco, di pizza unta ancora appiccicosa.
Mr Shimada  un ometto impeccabile, sull'uno e sessantacinque,
che porta con s una cartella sbalorditivamente
sottile, di un rosso sangue di bue; indossa un completo blu
scuro con un righino quasi invisibile, fatto su misura in modo
da lasciare scoperto un elegante lembo dei polsini con
gemelli in oro e dell'alto e candido colletto che sormonta
una camicia dal davanti azzurro chiaro. Ha un'aria gonfia,
come un baccello pieno di piselli fino quasi a scoppiare,
ed  in buona forma fisica, sebbene sia tarchiato, con
un velo di abbronzatura californiana su un viso non privo
di cordialit. - Molto piacere conoscerla, - dice. - Zona
veramente bellissima -, Parla un inglese semplice ma con
un accento abbastanza forte da richiedere qualche attimo
prima che Harry possa rispondere.
- Be', qui attorno non tanto, - dice infine, pensando
subito che ha dato una risposta priva di tatto, dal momento
che chiaramente la Toyota non piazzerebbe mai una
propria concessionaria in una zona brutta. - Voglio dire,
quella per cui andiamo famosi  la campagna, i fienili con
i segni contro il malocchio e roba del genere -. Quindi si
chiede se sia il caso di chiarire che cosa sia un segno contro
il malocchio ma poi decide che non ne vale la pena.
- Vuole dare un'occhiata all'ambiente? Alla sede? - aggiunge,
caso mai l'espressione ambiente fosse caduta in
un vuoto esegetico. Parlare con uno straniero fa sempre
riflettere sul linguaggio che si usa.
Lentamente, rigidamente, Shimada gira testa e spalle
insieme, prima in una direzione, poi nell'altra, per avere
una visione complessiva del salone. - Vedo, - risponde
con un sorriso. - Anche a Torrance io sempre guardo foto
e planimetrie. Oh! Bella signora!
Elvira ha lasciato la scrivania e avanza con passo disinvolto
verso il visitatore, succhiando in dentro le guance
in modo da apparire pi attraente. - Miss Olshima, voglio
dire, Mr Shimada... - presenta lui; si  esercitato diverse
volte a dire il nome, ripetendosi che assomigliava a
Ramada, come Ramada Inn, per con shit all'inizio, come
merda, salvo poi cannare tutto al momento giusto, - lei 
miss Ollenbach, una dei nostri migliori elementi di vendita.
Cio, rappresentanti.
Prima Shimada le fa un istintivo, leggero inchino, con
le mani ai fianchi. Quando poi si stringono la mano,  come
se cercassero entrambi di mettersi al tappeto a furia
di sorrisi, per quanto dura la stretta. - Buona idea, avere
persone di entrambi i sessi a vendere, - dice poi il giapponese,
rivolto a lui. - Sempre pi diffusa.
- Non capisco come mai ci abbiamo messo tanto a pensarci, -
conviene Harry.
- Idee buone vuole suo tempo, - sentenzia l'altro, raffreddando
un attimo il sorriso e consentendo che una seriet
ammonitrice gli pieghi all'ingi le labbra, abbastanza
carnose eppure piatte. Harry ricorda dai tempi dell'infanzia,
ai tempi della Seconda guerra mondiale, con quanta
terribile crudelt si fossero comportati i giapponesi nei
confronti dei prigionieri fatti a Bataan. La prima notizia
mai circolata su di loro, poco dopo Pearl Harbour, diceva
che erano ridicolmente bassi e che manovravano certi minuscoli
sottomarini e aeroplani denominati Zero; dopodich,
sempre agli inizi, a mano a mano che si andavano accumulando
tutte quelle sconfitte americane nel Pacifico,
si era saputo che obbedivano in maniera fanatica al loro
imperatore, tante scimmie-robot da stanare con il lanciafiamme
dalle loro caverne. Quanta strada  stata fatta, da
allora. Harry si sente prendere da uno dei suoi soprassalti
di benevolenza, di approvazione nei confronti di un mondo
che non lo richiede affatto. Shimada sembra stia chiedendo
a Elvira se prega.
- Se gioco a tennis? - chiede lei. - Si, in effetti. Ogni
volta che riesco. Come ha fatto a capirlo?
Il volto piatto di Shimada si rompe in un reticolo di grinze
sfavillanti: rapido come una scimmia le d un buffetto sul
polso, dove sulla pelle abbronzata spicca una fascia di un
relativo chiarore. - Fascia per sudore, - spiega, orgoglioso.
- Molto acuto, - si complimenta lei. - Giocher anche
lei, in California, immagino. Lo fanno tutti.
- Tutto mio tempo libero. Quinta categoria, spero presto
quarta.
- Fantastico, - annuisce sorridente di nuovo lei, ma con
un suo sguardo in tralice, dal basso verso l'alto, chiede a
Harry quanto dovr continuare ancora a fare la geisha.
- Buona battuta, niente rovescio, - dice intanto Shimada,
dimostrando la cosa a gesti.
- Volti la schiena alla rete e quando riporta indietro la
racchetta la tenga bassa, - gli suggerisce Elvira, anche lei
mostrando il movimento. - Colpisca la palla quando ce l'ha
bene davanti, non le lasci fare quello che vuole.
- Parla esattamente come professionista, - commenta
Shimada, raggiante.
Nessun dubbio: Elvira  impressionante. Si vede quanto
sarebbe decisa e rapida in tribunale. Harry sta cominciando
a rilassarsi. Quando la lezione fantasma di tennis  finita,
accompagna l'ospite a fare un giro veloce per l'ufficio e per
il tunnel scaffalato del reparto ricambi, dove Roddy, il viceresponsabile,
un giovane di una bellezza maligna, con lunghi
capelli lisci che continua ad allontanarsi dal viso, coperto
come le mani da un velo di grasso grigio, li osserva con due
occhi che spiccano bianchi nel sudiciume. Harry non procede
alle presentazioni, nel timore di insozzare Shimada con una
macchia di unto. Quindi lo accompagna alla porta rinforzata
con barre di ottone che d sullo sferragliante, cavernoso
garage dove Manny, il capo officina che aveva ereditato
quindici anni prima da Fred Springer,  stato sostituito da
Arnold, un giovanotto bene in carne con il diploma superiore
di una scuola tecnica in cui ha appreso a mettersi una
tuta lavabile che gli d l'aspetto di una bambola Kewpie o
di un pupazzo di neve. Sulla soglia del rimbombante locale
Shimada ha un'esitazione - virili bestemmie interrompono
il martellare del metallo sul metallo - quindi fa un passo indietro,
chiedendo: - Morale operai buono?
A lui vengono in mente i meccanici con le loro continue
lamentele, le ripetute pause per il caff, la pretesa di sempre
nuove, sempre pi costose indennit accessorie, le frequenti
assenze per i postumi di una sbronza il luned, e il
venerd gli stacchi di buon'ora, per cui risponde: - Ottimo.
Con gratifiche e indennit portano a casa ventidue dollari
all'ora. Al mio primo impiego, a quindici anni, prendevo
trentacinque centesimi.
A Shimada non importa un fico. - Operai neri? Quanti?
Non vedo.
- S, be'. Vorremmo assumerne di pi, ma  difficile
trovarne di qualificati. Ne avevamo uno, un paio di anni
fa, mani d'oro, andava d'accordo con tutti, ma alla fine
abbiamo dovuto lasciarlo a casa perch continuava a presentarsi
in ritardo, se veniva. E quando lo richiamavamo
all'ordine rispondeva che seguiva l'orario afroamericano -.
Per si vergogna a rivelargli quale fosse il soprannome dato
all'uomo in questione. Blackie, lo chiamavano. Negretto.
Ma se non altro nei negozi americani non si vedono
pi le bambole Bongo Bongo, con quei labbroni da nera,
mentre a Tokyo le vendono ancora: lo hanno fatto vedere
quella stessa estate a Sessanta minuti.
- La Toyota fa grandi sforzi per essere corretto datore
di lavoro, - continua Shimada. - Desidera essere buon cittadino
di vostra societ pluralistica. In fabbrica di Georgetown,
Kentucky, lavorano molti neri. Non soltanto catena
di montaggio ma anche cariche a livello dirigenziale.
- Provvederemo, - promette lui. - Questa  una zona
piuttosto conservatrice, ma la situazione si sta evolvendo.
- Zona molto bella.
- Infatti.
Tornati nel salone, Harry si sente in obbligo di spiegare:
- I colori delle pareti e degli interni in legno li ha scelti
mio figlio Nelson. Io avrei preferito qualcosa di un po'
meno, ehm, originale, ma da qualche tempo la direzione
effettiva l'aveva lui: io andavo a passare met dell'anno in
Florida. A mia moglie piace il sole che c' laggi. Gioca a
tennis anche lei, tra l'altro. Le piace molto.
Shimada  raggiante. Le labbra sono appiattite come se
fossero premute contro un vetro, mentre gli occhiali, con
quella montatura squadrata in oro, appaiono eccezionalmente
vicini agli occhi. - Nelson Angstrom lo conosciamo,
- dice, incontrando qualche problema con le molte
consonanti del cognome, che diventa Ank-a-stom. - Una
persona di grande notoriet, alla Toyota.
Un senso di oppressione al torace e un sommovimento
acquoso sotto la cintura dicono a Harry che finalmente,
dopo tante cortesi schermaglie, sono arrivati al vero motivo
della visita. - Vuole venire nel mio ufficio a sedersi
un attimo?
- Con piacere.
- C' qualcosa che possiamo farle portare da una delle
ragazze? Caff? T? Non come il vostro, naturalmente.
Soltanto una bustina di Lipton...
- Niente, grazie, - risponde Shimada ed entra piuttosto
scortesemente nell'ufficio sedendosi su una delle poltroncine
con i braccioli imbottiti destinate ai clienti, di fronte
alla scrivania. Si sistema in grembo la cartella, cos straordinariamente
sottile e vi incrocia sopra con grazia le mani,
mettendo in mostra due abbaglianti strisce di polsino
bianco. Quindi, dopo che si  seduto anche Harry, dietro la
scrivania, inizia quello che sembra un discorso preparato in
anticipo. - Sempre, - dice, - in Giappone noi ammiriamo
America. Da ragazzo, durante occupazione, guardavamo
in alto, su su, per vedere questi grossi soldati americani,
con loro modi disinvolti, felici. Soldati nemici, ma non
cattivi uomini. Poderosi. I consiglieri di nostro imperatore
hanno lui convinto a battere infelici percorsi, mentre
il generale MacArthur ci sembrava come imperatore era
prima, lontanissimo, uomo di prim'ordine. Abbiamo lavorato
duro per seguire ci che lui consiglia: ricostruire citt
bruciate, imparare sistema democratico. In principio giapponesi
molto umili di fronte America. Lei conosce storia
di Toyota. Prima molto modesti, poi pi grandi, produciamo
prodotto migliore per poco denaro di cliente. Eh?
Tu chiedi, noi abbiamo. Eh?
- Ottimo slogan, - conviene lui. - Mi piace di pi di
quelli che vengono adottati da qualche tempo a questa parte.
Ma Shimada non si aspetta affatto di essere interrotto.
Le sue mani abbronzate e fresche di manicure si appiattiscono
con fermezza sulla cartella color sangue di bue,
mentre inclina in avanti il corpo per rendere pi chiara
la voce. - In questi anni dopo guerra i giapponesi hanno
grande rispetto per Stati Uniti, uomini e donne. Come
un grande fratello. Ma da qualche tempo grande fratello si comporta come fratello piccolo, sempre piange e si
lamenta. Vuole molti favori commerciali, dice che concorrenza
giapponese  sleale. Sleale? Perch? Facciamo
un prodotto che a gente piace, gente compra, anche con
diritti di dogana e costi di trasporto. Come fa America
un tempo. Ma adesso America non fa niente, soltanto fusioni,
acquisizioni, abbassa tasse, aumenta debito interno.
Non esce niente, tutto va in merci straniere, capitali stranieri. America prende tutto, non d niente. Come
grande buco nero.
Shimada  orgoglioso di una similitudine tanto aggiornata,
oltre che dell'incontestabile padronanza che ha della
lingua inglese. Con un sorriso a s stesso, apre la cartella
con un doppio scatto inquietante come uno sparo, prendendone
un unico foglio di rigida carta color crema decorata
qua e l da numeri dattiloscritti. - Secondo le cifre
qui riportate, tra novembre 1988 e maggio 1989 la Springer
Motors non ha registrato la vendita di nove veicoli
Toyota, per un totale di centotrentasettemilaquattrocento
dollari, a prezzo di fabbrica. Inoltre gli interessi accumulati
a tutt'oggi su tale cifra ammontano a centoquaranta-
cinquemilaottocento dollari -. E con uno dei suoi istintivi
ma parzialmente repressi inchini, allunga il documento
all'interlocutore sulla scrivania.
Harry lo copre con la sua manona e replica: - S, be',
certo. Per a riferirvelo sono stati dei contabili assunti da
noi. La Springer Motors, in quanto azienda, non sta cercando
di imbrogliare nessuno.  una situazione incasinata
- insolita - che si  venuta a presentare e che stiamo sistemando.
Mio figlio ha avuto un problema di droga e come
capocontabile ha assunto un tipo poco raccomandabile,
con la conseguenza che ci hanno rapinato, insieme, tutti
quanti. E anche la Brewer Trust, con un altro imbroglio.
Avevano un comune amico morto che comprava le auto.
Le sembra possibile? Ma stia a sentire: mia moglie e io
- tecnicamente la proprietaria  lei - abbiamo ogni intenzione
di restituire alla Mid-Atlantic Toyota tutto ci che
le dobbiamo, fino all'ultimo centesimo. E in ogni caso mi
piacerebbe vedere come calcolate questi interessi.
Shimada si allunga leggermente all'indietro per un enunciato
brevissimo: - Quando?
Trattenendo il fiato, Harry si tuffa. - Fine agosto -.
Tre settimane. Potrebbero avere bisogno di un prestito
bancario, e la Brewer Trust  gi l che rompe i coglioni.
Bah, se la sfanghino i contabili di Janice, visto che sono
cos in gamba.
Shimada sbatte gli occhi dietro le lenti affondate in quel
suo viso piatto, sembrando annuire per manifestare il proprio
consenso. - Fine agosto. Interessi calcolati al dodici
per cento mensile composto, come norma della TMCC per
i prestiti -. Quindi chiude la cartella con un nuovo scatto,
appoggiandola in verticale alla poltroncina. Sbircia le
fotografie sulla scrivania: Janice quando aveva ancora la
frangetta, tre o quattro anni fa, con addosso un abito lungo
a lustrini, pronta per la festa di Capodanno del Valhalla
Village, un'istantanea a colori fatta con il flash da Fern
Drechsel usando una Nikkomat che le aveva appena regalato
Bernie per Hanukkah. Una foto venuta sorprendentemente
bene. Il viso di Janice, che pregusta la festa, sembra
pi giovane, un po' sovraesposto, fuori fuoco, con due
occhi luminosi; la foto del diploma di Nelson, lui in giacca
blu e cravatta ma con i capelli lunghi fino alle spalle; e dal
periodo in cui Nelson sedeva a quella scrivania una foto
in bianco e nero, incorniciata, di Harry che posa in tenuta
da basket e tiene il pallone sopra la spalla destra lustra di
sudore come se stesse per tirare a canestro, i capelli a spazzola,
gli occhi addormentati, la maglietta con la sigla MJ.
Il portamento meno eretto di Shimada sulla poltroncina
indica una nuova fase della conversazione, meno formale.
- I giovani, oggi, molto interessanti, - dice alla fine. - Non
pi paura di morire di fame, come per quasi tutta la storia
dell'umanit. Non pi paura di bomba atomica, come
fino a poco tempo fa. Ma comunque paura di qualcosa,
non felici. Anche in Giappone. Jeans, rock non bastano
a fare felicit. Un tempo, in Giappone, cose semplicissime
fanno felice la gente. Chiaro di luna su laghetto di pesci rossi,
in dato momento. Grillo che canta in cespuglio di bamb.
Piccolissime cose provocano grandissime paure. Giappone
 piccolo paese di isole, deve accontentarsi di quasi niente.
Non come sterminata Cina, non come Stati Uniti. Non
pozzi petrolio, non grandi spazi. Abbiamo soltanto nostro
popolo, sua disciplina. Vivendo in California ormai cinque
anni, io deluso di mancanza di disciplina in popolo americano.
Molte buone qualit, certo. Buon tennis, buoni cuori.
Strade strane. Io ho molti carissimi amici americani. Sempre
loro me chiede scusa per campi di concentramento per
giapponesi, ai tempi di Franklin Roosevelt. E io sempre
replico, meravigliato: Era guerra! In guerra gente bisogno
di disciplina. Ma non soltanto in guerra. Pace  anche
un poco come guerra. Noi adesso non combattiamo americani
o inglesi, ma Nissan, Honda, Ford. Una concessionaria
Toyota deve essere luogo di disciplina, luogo di ordine.
Harry si sente costretto a interromperlo, ci a cui quel
monologo sembra mirare non gli piace. - Secondo noi questa
concessionaria  proprio cos. Quest'estate le vendite
sono aumentate dell'otto per cento, contrariamente alla
tendenza a livello nazionale. Io continuo a dire a tutti:
La Toyota va benissimo per noi, e noi andiamo benissimo
per lei.
- Non pi, mi dispiace, - ribatte semplicemente Shimada,
riprendendo: - Negli Stati Uniti sempre mi affascina
il conflitto tra ordine e libert. Tutti parlano di libert:
stampa, televisione, radio, tutti. Molto amano e parlano di
libert. Ragazzi con skateboard vogliono libert di usare
marciapiedi di spiagge, cos investono poveri vecchi. Neri
con radio vogliono libert di autoesprimere con rumore di
apparecchi supergiganti. Uomini vogliono libert di portare
armi e spararsi a vicenda su autostrade, per sport. In
California molto mi sorprende merda di cane. Dappertutto
merda di cane, cani deve avere importante libert di cagare
ovunque. Libert di cane pi importante di erba pulita e
marciapiedi in cemento. Negli Stati Uniti la Toyota spera
di creare isole di ordine in oceano di libert. Spera di stabilire
un migliore equilibrio tra bisogni di mondo esterno
e bisogni intimi di individuo, tra ci che in Giappone chiamiamo
giri e ninj Quindi si china in avanti e picchietta
in un lampeggiare di ampi polsini candidi sulle cifre posate
sulla scrivania di Harry. - Troppo disordine. Troppa merda
di cane. Pagate entro fine agosto, niente denuncia penale.
Ma niente pi concessione a Singer Motors.
- Springer, - corregge lui, automaticamente. - Senta, -
si scusa poi. - Nessuno ha sofferto pi di me per il disastro
combinato da mio figlio.
Ma questa volta  Shimada a interromperlo. Il bel discorso
che ha appena pronunciato, con le ombre giapponesi
che gli stavano evocando nella mente - chiss quali,
chiss quanto belle -, lo ha ringalluzzito. - Non soltanto
figlio, - replica. - Chi sono padre e madre di tale figlio?
Dove stanno? In Florida, a godere sole e tennis mentre ragazzo
gioca con auto. Nelson Ank-a-stom troppo ragazzo
ancora per dirigere concessionaria Toyota -. Dichiarazione
che gli forza all'ingi le labbra piatte, riempiendogli di
rimprovero gli occhi spalancati.
Disperato, Harry contesta: - Ma siete voi che volete
personale di vendita giovane per attirare i clienti giovani.
Nelson avr trentatre anni tra un mese -. Ma arrivato a
quel punto riflette che sarebbe uno spreco di fiato, forse
anche offensivo, spiegare a Shimada che a quell'et Ges
era abbastanza adulto per essere crocifisso e redimere l'umanit.
Di conseguenza procede a un ultimo appello: - Vi
perderete tutto l'avviamento. Sono trent'anni che la gente
di Brewer sa dove andare a comperare una Toyota. Esattamente
qui, sulla Statale 111.
- Non pi, - dichiara Shimada. - Troppa merda di cane,
Mr Ank-strom -. Al terzo tentativo ci  quasi riuscito.
 una cosa che va riconosciuta, ai giapponesi. - Alla Toyota
gli scherzi fatti con le sue auto non piacciono -. Prende
la cartella e si alza. - Lei tiene quella fattura. Molti altri
documenti arrivano. Visita molto piacevole, anche se poco
lieta, e buona conversazione su argomenti di interesse
generale. Sarebbe cos gentile da parlare con autista di
limousine per indicare modo migliore di trovare Statale
422? Dove ha sua concessionaria Mr Krauss.
- Va da Rudy? Lavorava qui. Tutto quello che sa gliel'ho
insegnato io.
Nel suo completo blu a righe leggere, Shimada si  irrigidito.
- Buon insegnante non sempre buon genitore.
- Se dovr essere l'unico rivenditore Toyota della citt,
dovr eliminare la Mazda. Quel motore Wankel non
ha mai funzionato veramente bene. Somiglia alla ruota di
uno scoiattolo.
Adesso che l'ascia  stata calata, si sente la testa leggera.
E l'attesa la parte peggiore: accettare gli eventi ha il suo lato
piacevole. - A proposito: buona fortuna con la Lexus, - continua.
- A dire il vero, la Toyota non fa venire in mente alla
gente il lusso, ma le cose possono cambiare.
- Cambiano, - ribatte Shimada. - E un triste segreto
di questo mondo Quindi, una volta nel salone, chiede:
- Bella signora? - Elvira attraversa il locale con il suo vivace
passo ticchettante, gli orecchini che danzano accanto
alle sporgenze delle mascelle. Il visitatore le chiede: - Potrei
avere suo biglietto di visita, in caso di future occorrenze?
- Lei ne pesca uno dalla tasca dell'abito e Shimada
lo prende, esaminandolo con aria seria; poi si inchina tenendo
le braccia strette al corpo. Infine, per inserire una
nota scherzosa all'americana, imita un rovescio di tennis.
- Eccolo l, - gli dice lei. - Quando la porta indietro la
tenga bassa.
Si inchina una seconda volta e si rivolge a Harry con un
sorriso talmente largo che la montatura degli occhiali arriva
a sollevarsi per effetto delle pieghe del viso. - Buona
fortuna con molti problemi. Forse meglio comprare Rexus
a prezzo rivenditore prima che  troppo tardi -. Umorismo
giapponese, probabilmente.
Alla manina giapponese fresca di manicure Harry d
una strizzata ruvida. - Ormai non credo di potermi permettere
nemmeno una Corolla, - replica. Dopodich, per
un puro e semplice riflesso di buona volont, riesce a prodursi
anche lui in un leggero inchino. Quindi accompagna
il visitatore all'esterno, fino alla limousine, il cui autista
nero sta mangiando un trancio di pizza appoggiato
al cofano, mentre una nuvola si ritira scoprendo il sole.
Un riverbero da piena estate costringe Harry a sbattere
gli occhi due volte. Tutta la voglia di scherzare gli svanisce
di dosso, improvvisamente si sente fragile e malato di
nostalgia. Il terreno senza l'insegna azzurra della Toyota
lass in alto non lo riesce nemmeno a immaginare, senza
quel luccicante lago di auto ben costruite, nei loro colori
orientali leggermente troppo seri. Povera Janice, sar una
brutta botta. Penser di aver deluso suo padre.
Invece Janice non reagisce con particolare violenza:
in questo momento le interessano di pi i suoi corsi sulla
propriet immobiliare. Dopo averne completati un paio
di dieci settimane ciascuno, ne ha iniziato un terzo. Fa
lunghe conversazioni telefoniche con i compagni di corso
sul prossimo esame o sull'affascinante personalit dell'insegnante,
Mr Lister, con questa sua interessante barba
nuova. - Sono sicura che Nelson ha un piano, - dice. - E
se non ce l'ha ci metteremo l tutti insieme e lo aiuteremo
a trovarne uno.
- Aiutarlo! Duecentomila dollari che spariscono! E niente
pi Toyota da vendere.
- Non erano poi questo granch, Harry. Nelson le odiava.
Perch non potremmo procurarci la concessione di una
marca americana? Detroit non sta facendo un ritorno alla
grande?
- Non abbastanza da potersi permettere Nelson Angstrom.
Lei crede che lui stia scherzando e dice: - Sei proprio
tremendo -. Ma poi, guardandolo in viso, si meraviglia e
rattrista per ci che vi vede. Quindi attraversa la cucina
per andare da lui e allungare una mano a sfiorargli il viso.
- Harry, - fa. - La stai prendendo troppo male. Non fare
cos. Pap diceva sempre: Per ogni alto c' un basso e
viceversa. Nelson sar a casa soltanto tra una settimana,
e fino ad allora non possiamo fare niente -. Fuori dalla
zanzariera sistemata alla finestra della cucina, contro cui
continuano a sbattere le falene, la sera di inizio agosto ha
la sfumatura mista tipica della stagione: la luce che si ritira
mentre il caldo rimane. A mano a mano che i giorni si
accorciano, persino in un'estate tanto piovosa da portare
pi temporali e alluvioni in tutta la Diamond County di
quanto sia mai avvenuto in passato - almeno a memoria
sua -, l'atmosfera  sempre pi pervasa da un'insinuante
arsura di erba secca e insetti che friniscono. Fuori nel cortile
ora lui vede delle foglie morte cadute dal ciliegio piangente,
gli steli dei fiori della hosta viola che stanno morendo.
In questa disposizione d'animo di chiusura in s e di
stanchezza diffusa si sta accostando sempre pi alla terra,
alla familiare madre che nasconde ancora nelle ombre sotto
i cespugli - quasi fossero gonne - tutta la sua infanzia.
- Merda, - esclama, espressione che ha assunto un magico
senso da quella sera di tre mesi prima quando Pru se
n' servita per annunciargli l'intenzione di fare l'amore
con lui. - Che progetti vuoi che abbia? Gli va di lusso se
non finisce in galera.
- Non si va in galera per aver derubato i propri parenti.
Aveva un problema di natura medica, era malato esattamente
come lo sei tu, solo che si trattava di droga e non
di angina. E adesso state migliorando tutti e due.
Nelle cose che dice, lui avverte sempre pi altre voci,
idee altrui, una saggezza che Janice  andata a raccogliere
lontano da lui. - Con chi hai parlato? - le chiede. - Sembri
quella sapientona di Doris Kaufmann.
- Eberhardt. Non le parlo da settimane. Lo faccio,
invece, con qualcuna delle mie compagne del corso sulla
propriet immobiliare: dopo le lezioni andiamo in questo
posticino di Pine Street che  frequentato abbastanza
bene, almeno fino a una certa ora. Secondo una di loro,
Francie Alvarez, la condizione di tossicodipendente
andrebbe considerata di natura medica, come prendere
un'influenza; altrimenti, a pensare che sia soltanto colpa
loro e che avrebbero potuto evitarlo, si rischia di diventare
matti.
- Che cosa ti fa pensare che la cura di Nelson avr effetto?
Il semplice fatto che costa seimila dollari per lui non
significa niente. Ci  andato solo per lasciare che le acque
si calmassero. Me l'hai detto tu stessa, e te l'ha detto lui:
la coca  la cosa che ama di pi al mondo. Pi di te e di
me. Pi dei suoi figli.
- Be', nella vita capita di dover rinunciare a qualcosa
che si ama.
Charlie. E a lui che sta pensando, e che conferisce alla
sua voce un'intonazione tanto sincera, tanto malinconicamente
saggia e saggiamente ferma? Negli occhi di lei,
nella morente luce d'agosto vede per un istante un'oscurit
che lo invita alla condivisione, a partecipare di una
saggezza che sua moglie ha appreso dalla vita stessa. Le
dita di Janice gli toccano una seconda volta la guancia,
la sensazione  quella di una mosca che continua a posarglisi
sul volto mentre sta cercando di addormentarsi, un
prurito qua e l sulla pelle sottile. Gli d fastidio, cerca
di scacciarla con un movimento brusco della testa. Lei
ritira la mano, continuando per a fissarlo con la stessa
profonda solennit. -  di te che mi preoccupo, pi che
di Nelson. Ti sta tornando l'angina? Il fiato corto?
- Una fitta di quando in quando, - ammette lui. - Comunque
nulla che non possa essere sistemato da una pillola.
 una cosa con cui mi toccher rassegnarmi a convivere,
e amen.
- Mi chiedo se non sia il caso che tu ti faccia mettere
il by-pass.
- Mi  bastato il palloncino. Certe volte mi sembra quasi
che lo abbiano dimenticato dentro.
- Dovresti almeno fare un po' pi di movimento, Harry.
Passi dal terreno alla TV nella tana e al letto. A golf non
ci giochi pi.
- Mah, sparita la vecchia banda non  pi divertente.
I giovani che infestano il Flying Eagle, quando formano
le loro coppie non sanno che cosa farsene di un vecchio.
Ricomincer in Florida.
- Ecco un'altra cosa della quale dobbiamo parlare. Che
senso ha che io prenda questo diploma di venditrice se poi
andiamo a stare sei mesi in Florida? Non potr mai farmi
un nome qui da noi.
- Ma ce l'hai gi. Sei la figlia di Fred Springer e la moglie
di Harry Angstrom. E adesso sei anche la madre di
un famoso drogato.
- Dal punto di vista professionale, voglio dire. Mr Lister
dice che la gente deve sapere che uno  sempre l, a disposizione,
e non in Florida, come se della sua attivit non gliene
importasse niente.
- Ah, - ribatte lui. - La Florida andava benissimo per
mettermi da parte quando dirigevo la Springer Motors,
in modo da togliermi dai piedi di Nelson, mentre adesso
che sei convinta di essere una donna in carriera possiamo
scordarcela.
- Be', - replica lei in tono conciliante, - stavo pensando
che magari un modo per contribuire a risolvere il problema
dei debiti della ditta potrebbe essere di vendere quell'appartamento.
- Venderlo? Sul mio cadavere, - ribatte lui, non tanto
dicendo sul serio quanto godendosi il suono della sua
stessa voce, sdegnato come quello di uno di quei padri perennemente
incazzati che si vedono negli sceneggiati televisivi,
o come Steve Martin con i suoi capelli d'argento
nel film Parenti, amici e tanti guai che sono andati a vedere
proprio l'altra sera (secondo una delle grandi amiche di
Janice del ramo immobili era divertentissimo). - Il sangue
mi si  sciolto troppo perch io possa affrontare un inverno
qui al Nord.
Per tutta risposta Janice lo guarda quasi stesse per scoppiare
in lacrime, gli occhi castano scuro caldi e lustri esattamente
come quelli del piccolo Roy quando sta per esplodere
in uno dei suoi ululati. - Non mandarmi in confusione,
Harry, - gli chiede. - L'esame di diploma non posso
farlo prima di ottobre. E non riesco a credere che poi tu
mi faresti andare immediatamente in Florida, dove questo
diploma non vale, soltanto perch vuoi giocare a golf con
certi personaggi che sono pi vecchi e che stanno persino
peggio di te. E che comunque ti battono, portandoti via
venti dollari alla volta.
- Perch, che cosa diavolo dovrei fare qui mentre tu te
ne corri qua e l a pavoneggiarti? La concessionaria non
c' pi, kaputt, o qualunque sia la parola per dirlo in giapponese,
finito, per dirla in italiano e spagnolo; e quand'anche
non lo fosse, se per caso il ragazzo si fosse raddrizzato
almeno per met e tu ce lo volessi piazzare un'altra volta,
devi sapere che lui non pu soffrirmi, abbiamo due stili
diversi, ci diamo reciprocamente sui nervi.
- Forse adesso non pi. Forse Nelson dovr venire a
patti con te, e tu con lui.
- Ne sarei contentissimo, - replica lui in tono umile. Padre
e figlio uniti contro il mondo, impegnati a ricostruire la
propriet dalle sue macerie: una prospettiva che lo riempie
di eccitazione, almeno per il momento. Li a fare la calza
con Benny ed Elvira mentre Nelson zampetta l fuori, in
mezzo al lago di tetti di automobili, vendendo l'usato come
panini. La Springer Motors tornata a ci che era prima
che Fred ottenesse la concessione della Toyota. Certo,
sono in debito di qualche centinaio di migliaia di dollari,
ma che cosa significa? Il governo ha debiti per migliaia di
miliardi e a nessuno importa un fico secco.
Nella sua espressione Janice vede una traccia di speranza,
per cui gli tocca la guancia una terza volta. Ormai, di notte,
dovendosi alzare una volta se non due quando davanti al
televisore le birre sono state pi di una, Harry ha imparato
ad attraversare a tentoni la camera immersa nel buio pesto,
toccando il ripiano in vetro del comodino, poi, dopo pochi
passi alla cieca, allungando il braccio a cercare il lustro bordo
laccato dell'alto com e infine puntando da l alla maniglia
della porta del bagno. In ciascuno di tali brevi contatti,
gli viene in mente ogni notte, le sue dita lasciano un infinitesimale
deposito di sudore e unto che finir con lo scurire
il bordo laccato, esattamente come gli orli delle tasche dei
suoi pantaloni da golf sono stati insudiciati dal continuo
andirivieni di tee e marker, dentro e fuori, percorso dopo
percorso, anno dopo anno. L'accumularsi di tutto quel suo
procedere a tentoni, gli viene da considerare ogni tanto,
una volta raggiunta la sicurezza del bagno e della sua luce
opalescente, sar ancora l, ombra sulla lacca, microscopica
nube dei suoi grassi corporei, quando lui non ci sar pi.
- Non farmi fretta, tesoro, - gli dice lei con un tono
volutamente erotico, tanto raro da fargli accelerare con
rinnovato sentimento il vecchio cuore indurito di buon
marito. - Questa terribile faccenda di Nelson  stata un
autentico stress, anche se forse non l'ho lasciato sempre
Vedere. Sono sua madre, mi sento umiliata, non so che cosa
succeder esattamente. Tutto vola.
Harry sente un'oppressione al torace, avverte una fitta
sulla sinistra della cassa toracica. La visione di s stesso
che lavora al fianco di Nelson  svanita, pura fantasticheria.
Cerca di far sorridere Janice, cos insolitamente cupa 
e franca, con una battuta stracca. - A me non vola pi
niente. Sono troppo vecchio.
Secondo programma Nelson torna dalla riabilitazione
proprio il giorno in cui, per la seconda volta nel giro di
due settimane, muore in un disastro aereo un membro del
Congresso, questa volta un bianco repubblicano. Uno in
Etiopia, uno in Louisiana, il primo un'ex Pantera nera,
l'altro un ex sceriffo. Uno non penserebbe mai che la politica
sia una professione tanto pericolosa, sta di fatto per
che obbliga a volare. Pru va a prenderlo con l'auto presso il
centro di transizione a nord di Filadelfia, mentre Janice le
fa da baby sitter, per poi tornare a Penn Park subito dopo
il loro arrivo a casa. - Ho pensato che era meglio lasciarli
soli tra loro quattro, - spiega a Harry.
- Come ti  parso Nelson?
Lei si tocca pensosamente il labbro superiore con la
punta della lingua. - Direi... serio. Molto concentrato e
calmo. Non agitato come prima. Non so quanto gli abbia
raccontato Pru circa il ritiro della concessione da parte
della Toyota e i centoquarantacinquemila dollari che hai
promesso di pagare a breve. Non ho voluto stargli sul collo immediatamente.
- Che cosa gli hai detto, allora?
- Che aveva un aspetto magnifico, anche se a dire il
vero mi pare un po' ingrassato, e poi gli ho detto che io
e te siamo orgogliosi che ce l'abbia fatta ad arrivare fino
in fondo.
- Ah. Ma ha chiesto mie notizie? Della mia salute?
- Non esattamente, Harry... per sa benissimo che se ci
fosse stato un peggioramento gli avremmo detto qualcosa.
Sembrava interessato soprattutto ai bambini.  stato un
momento davvero molto commovente: li ha portati tutti
e due nella stanza dove la mamma teneva le sue piante,
quella che chiamavamo il solarium, e l si  scusato con loro
per essere stato un cattivo padre, spiegando il problema
della droga e dicendo di essere stato in un posto dove gli
hanno insegnato a non prenderne pi.
- E con te non si  scusato per essere stato un cattivo
figlio? O con Pru per essere stato un cattivo marito?
- Non ho idea di che cosa si siano detti lui e Pru... Sono
stati insieme ore e ore, in auto: nella zona di Filadelfia,
con tutti quei lavori sulla tangenziale, il traffico sta
diventando sempre peggio. Strade e ponti stanno andando
in rovina tutti insieme.
- Di me non ha chiesto proprio nulla?
- Ma certo, tesoro. Siamo invitati da loro a cena domani
sera.
- Ah, in modo che io possa ammirare la meraviglia sdrogata. Magnifico.
- Non devi dire cos. Ha bisogno di tutto il nostro sostegno.
Ritornare nel proprio ambiente  la parte pi difficile
del recupero.
- Ambiente, eh? Cio noi.
- Cos lo definiscono. Bisogner che stia alla larga da
quella massa di giovani drogati che frequenta il Laid-Back.
Di conseguenza la famiglia deve impegnarsi a fondo per
riempire il vuoto che gli si verr a creare.
- Oh, mio Dio, non fare la suora di carit, cazzo, -
esplode lui, sentendosi agitare nell'animo per il risentimento.
Gli d profondamente fastidio che Nelson riceva
tutte queste attenzioni da figliol prodigo. E altrettanto
gliene viene per il fatto che Janice impari delle espressioni
nuove, azzardandosi in campi sconosciuti lontano
da lui. Oltre a quello generato dal fatto che il mondo sia
cos pieno di debiti senza che a nessuno tocchi pagare
niente: al Messico, al Brasile, a quelle sgangherate casse
di risparmio, a Nelson. Coniglio non ha mai avuto molta
propensione per l'etica del bel tempo andato, ma questa
dissolutezza lo uccide.
Passano la notte e il giorno dopo, a letto e al terreno.
Racconta a Benny e a Elvira che Nelson  tornato e che
alla madre  sembrato grasso, senza per annunciare nessun
progetto. Elvira ha ricevuto una telefonata da Rudy
Krauss, che le ha chiesto se vuole andare a fare la venditrice
da lui, sulla Statale 422. Un certo Shimada gli ha parlato
di lei in termini altamente elogiativi. Inoltre Elvira
ha anche sentito dire che Jake sta lasciando la Volvo-Olds
di Oriole per aprire una concessionaria Lexus dalle parti di
Pottstown. Per adesso comunque lei preferisce starsene l
tranquilla, aspettare per vedere cos'ha in mente Nelson.
Benny ha fatto qualche indagine qua e l nelle altre concessionarie,
ma non  particolarmente preoccupato. - Quel
che sar sar, non so se mi spiego. Basta che ci siano la
salute e la famiglia: prima di tutto per me viene questo
Harry ha chiesto loro, per il momento, di non parlare a
nessuno dei meccanici dell'attacco a sorpresa subito da
Shimada. Si sente sempre pi distaccato: attraversando il
salone espositivo con le sue piastrelle in plastica, la sua testa
sembra aleggiare vertiginosamente alta, come quando
era sormontata da quell'enorme cilindro, su quella strada
piena di strisce e buche il giorno della parata. Tornato a
casa vede l'inizio di Brokaw sul canale 10 (pu anche darsi
che abbia una specie di labbro leporino, ma perlomeno non
pronuncia aboot invece di about) prima che Janice pretenda
che risalga sulla Celica per attraversare insieme tutta
Brewer fino a Mt Judge per l'ennesima volta in vita sua.
Nelson si  rasato i baffi e tolto l'orecchino. Sul viso traspare
un fondo di abbronzatura, ed  effettivamente grassottello.
Il labbro superiore, di nuovo scoperto, sembra lungo
e gonfio, sporgente come quello di mamma Springer. Si
scopre ora a chi ha sempre somigliato: in lui il padre vede
a poco a poco formarsi la stessa configurazione a salsiccia
tipica della nonna, tesa, imbottita. Si muove con una rigidit
da vecchia dama, come se la riabilitazione gli avesse
strizzato fuori non soltanto la droga e l'agitazione ma anche
la sua naturale prontezza di riflessi. Per la prima volta
il padre vede in lui un uomo di mezza et: i capelli si vanno
diradando, le chiazze di calvizie sono ormai una sua caratteristica
e non soltanto uno stato temporaneo. Lo fa pensare
a un sacerdote, al rappresentante di una setta senza
nome, piuttosto florido e corpulento come quella testa di
cavolo che ha sepolto Thelma. Una certa formalit acquisita
si estende anche al suo abbigliamento: sebbene, data
la stagione, la serata sia umida e calda, porta una cravatta
a righe su una camicia bianca, con il risultato di far sentire
falsamente giovanile il padre nella sua polo dal colletto
floscio e con lo stemma del Flying Eagle.
Venuto a riceverli sulla porta, dopo aver abbracciato la
madre ha tentato di fare lo stesso con il padre, molto pi
alto di lui, stringendolo goffamente tra le braccia e attirandolo
gi verso di s in modo da strofinare la guancia ruvida
contro la sua. Colto di sorpresa, a Harry la cosa non
ha fatto piacere: l'abbraccio gli  parso fasullo, frocesco e
forzato, il tipo di roba che gli evangelisti della TV esortano
a farsi a vicenda, prima di scomparire dallo schermo per
andare a sbattersi le assistenti. Da quando l'et del ragazzo
 arrivata alla doppia cifra, lui e Nelson non si sono
mai pi toccati. Senza dubbio era sottintesa l'intenzione
di fare una sorta di riconciliazione, o di ammenda, ma a
lui  parso un rito che suo figlio ha imparato altrove, che
con gli Angstrom non c'entra niente.
Pru sembra a sua volta confusa dall'avere all'improvviso
per marito un prete; quando Harry si china aspettandosi la
pressione delle labbra morbide e calde sulle sue, incontra
invece una guancia arida che viene distolta con spaventata
rapidit. Ci rimane male, ma non pu credere di aver
sbagliato tutto. Dopo quanto c' stato tra loro quella sera
piena di vento e di passione, il silenzio di lei gli ha indicato
il suo desiderio di fingere che nulla fosse mai accaduto,
e con il proprio silenzio lui ha mostrato di essere d'accordo.
Non ha pi l'energia, la straripante vitalit che serve
per una relazione sentimentale:  una cosa pericolosa,
che richiede gagliarde prestazioni, una segretezza sovrapposta
come una stampigliatura alla vita normale, inoltre,
con la costante minaccia di essere scoperta e quindi di terminare,
comporta una straziante preoccupazione. Mentre
non gli importava un fico secco che Ronnie sapesse tutto,
in questo caso non pu sopportare l'idea che Nelson
lo scopra. La cosa, anzi, allora lo divertiva persino, come
una bella gomitata piantata all'avversario sotto canestro.
Thelma e lui erano identici, capaci entrambi di calibrare
alla perfezione rischi e vantaggi, di costruire insieme uno
spazio furtivo in cui potersi sentire liberi per un'oretta:
liberi da tutto tranne che l'uno dall'altra, naturalmente.
Condividendo la stessa generazione - stesse canzonette,
stesse guerre, stesse opinioni nei confronti di queste ultime,
stesse regole, stessi show radiofonici - si  in grado
di calibrare il possibile e l'impossibile. Con una persona di
un'altra generazione, invece, si cammina sull'acqua, si gioca
con il fuoco. Di conseguenza non gli piace avvertire in
Pru nemmeno questa leggera alterazione della temperatura,
questa freddezza che si connota di rimprovero.
I bambini cenano con loro al tavolo in mogano degli
Springer, seduti come durante una festa comandata, Judy
e Harry a un lato, Janice e Roy all'altro, Pru e Nelson ai
due capi. Il ragazzo recita la preghiera di ringraziamento:
li invita a prendersi per mano e a chiudere gli occhi e
quando sono ormai sul punto di mettersi a urlare per l'imbarazzo
pronuncia finalmente le parole: - Pace. Salute.
Saggezza. Amore.
- Amen, - risponde Pru con un'aria timida.
Judy non riesce a smettere di sbirciare il nonno dal basso
in alto per vedere che cosa ne pensa. - Bello, - dice Harry al
figlio. - L'hai imparato in quel centro di disintossicazione?
- Non di disintossicazione, pap... di riabilitazione.
- Comunque sia, c'era molto spirito religioso?
- Bisogna riconoscere di essere inermi e dipendenti da
un potere superiore, che sarebbe poi il primo principio degli
Aa e degli Na.
- Per quel che mi ricordo, non sei mai andato tanto d'accordo
con l'idea di un potere superiore.
- Infatti, e continuo a pensarla cos, almeno nella forma
in cui la questione viene posta dalla religione codificata.
Ma  sufficiente credere in un potere pi grande di
noi, in Dio come noi Lo percepiamo a livello individuale.
Tutto appare tanto chiaro e facile che Harry deve reprimere
la tentazione di mettersi a polemizzare. - Grande, -
dice. - Anything thatgets you through the night", come canta
Frank Sinatra, - una citazione che gli ha fatto una volta
Mim. L, in casa degli Springer, questa sera avverte una
distanza immensa da lei, dalla madre, dal padre e da tutto
il mondo della Jackson Road degli anni Trenta e Quaranta,
un mondo timorato di Dio e ormai scomparso, una distanza
che lo riempie di rimpianto.
- Tu invece una volta credevi moltissimo a tutta questa
roba, - replica Nelson.
- Una volta come anche adesso, - ribatte lui, irritando
il ragazzo, lo sa benissimo, con la propria bonariet.
- Alleluia, - si sente costretto ad aggiungere. - Quando
mi hanno ficcato quel catetere nel cuore ho visto la luce.
- Al centro, - dichiara Nelson, - ci mettono in guardia
sul fatto che incontreremo qualcuno che ci prender in
giro perch seguiamo la retta via, per non ci dicono che
potrebbe essere proprio nostro padre.
- Non sto prendendo in giro nessuno. Ges! Abbi tutta
la pace, l'amore e la saggezza che desideri. Sono pienamente
d'accordo. Lo siamo tutti. Vero, Roy?
Il bambino reagisce all'improvvisa chiamata in causa
con uno sguardo fisso e irritato. Il suo labbro inferiore
pendulo comincia a tremare, quindi gira il viso in direzione
della madre. - Con il ritorno di Nelson Roy si  molto
agitato, - dice allora lei rivolta a Harry con una voce bassa
e mirata in cui lui avverte un vago tono di complicit, una
nebbia, una pioggia scrosciante su una finestra schermata.
- Lo capisco benissimo, - replica lui. - Ormai ci eravamo
abituati tutti quanti alla sua assenza.
Il figlio rivolge a Janice uno sguardo carico di protesta e
al tempo stesso bisognoso di sostegno, al che lei gli chiede:
- Parlaci del lavoro come assistente sociale che hai fatto,
Nelson, - ma il tono  quello falso di chi ormai sa gi tutto.
Parlando, il ragazzo se ne sta seduto in un curioso stato
di immobilit inebetita, mentre fin da piccolo suo padre
era abituato a vederlo pieno di sfuggenti tic nervosi, che
pure avevano in s qualcosa di amichevole e promettente.
- Per lo pi, - dice, - si sta ad ascoltare, si lascia che
siano i ragazzi a condurre il discorso. Non c' molto da dire,
basta mostrare che si  disposti ad aspettare, ad ascoltare.
Dopo un po' finisce con l'aprirsi anche il pi duro
dei teppistelli. Basta ricordare loro ogni tanto che anche
noi siamo stati sulla cattiva strada e che di conseguenza
i loro bellicosi racconti non ci fanno nessuna impressione.
Moltissimi di loro sono stati spacciatori, ma quando
si mettono a menarla con tutti i soldi che guadagnavano
basta chiedergli: E adesso dove sono? Non ne  rimasto
niente, - conclude rivolto all'intera tavolata in ascolto,
compresi i piccoli che lo guardano con gli occhi sgranati,
- se li sono fottuti.
- A proposito di fottersi... - attacca Harry.
Ma Nelson lo sovrasta, proseguendo a predicare con voce
ferma: - Allora si cerca di indurli a prendere coscienza
del fatto che erano anche loro dei tossicodipendenti, che
non fregavano proprio nessuno. Ma una presa di coscienza
deve venire da loro stessi, da dentro: non  una cosa
che possono accettare che gli venga imposta dall'esterno.
Il compito consiste nell'ascoltare, nel guidarli al di l delle
secche dell'inconscio  soprattutto il silenzio dell'interlocutore.
Se si attacca a parlare, loro cominciano a fare resistenza.
Ci vuole pazienza. E fede. Fede che il procedimento
funzioner.  straordinario vederlo accadere, una
prima volta, poi una seconda e un'altra ancora. La gente
desidera essere aiutata. Lo sa che nella propria situazione
c' qualcosa di sbagliato.
Ancora una volta Harry vorrebbe intervenire, ma Janice
lo precede dicendogli ad alta voce, in modo da farsi sentire
da tutto il ridotto pubblico seduto al tavolo: - Una delle
idee di Nelson per il terreno sarebbe di farne un centro di
cura. A Brewer non esiste neanche l'ombra delle strutture
che servirebbero per affrontare il problema. Il problema
della droga, intendo.
-  in assoluto l'idea pi stupida che io abbia mai sentito,
- ribatte prontamente Harry. - Quali soldi se ne ricaverebbero?
 gente che non ne ha, che se li  fottuti tutti
con la droga.
Nelson  stimolato a tornare per un attimo al suo vecchio
io. Esplode in un gemito. - Ci sono i soldi delle donazioni,
pap. Denaro federale. Dello stato. Anche questo
imbranato di Bush riconosce che  necessario fare qualcosa.
- Nella concessionaria ci sono venti lavoratori che tu
hai fottuto, la maggior parte dei quali con famiglia. Che
cosa ne sar dei meccanici dell'officina? E dei tuoi venditori?
Della povera piccola Elvira?
- Possono trovarsi un altro lavoro. Non  la fine del
mondo. La gente non resta abbarbicata a un posto come
faceva la vostra generazione terrorizzata.
- S, gi, terrorizzata... Con la vostra in vista, per forza
che c'era da avere paura. E come faresti a trasformare
quel baraccone di cemento in un ospedale?
- Non sarebbe affatto un ospedale...
- Sei gi andato sotto di centocinquantamila dollari alla
Toyota e hai due settimane per restituirli. Per non parlare
dei settantacinquemila che devi alla Brewer Trust.
- Per quanto concerne le vendite a nome di Slim, le auto
non sono mai uscite dal terreno, per cui non c' veramente
nessun...
- Oltre alle auto usate che vendevi in contanti, mettendoteli in tasca.
- Harry, - interviene Janice, indicando i bambini in
ascolto. - Non  il posto adatto.
- Non c' un posto dove io possa cercare di mettere in
chiaro che cosa ha fatto questo stronzo! Pi di duecentomila
sheqel, cazzo... da dove diavolo li facciamo saltar
fuori? - Faville di dolore gli lampeggiano sotto i muscoli
del torace, avverte un senso di vertigine dentro cui vede
galleggiare come in un brodo nauseabondo i volti che
circondano il tavolo. Da qualche tempo a questa parte le
sensazioni fastidiose sono andate peggiorando: sono ormai
pi di tre mesi che quell'angioplastica gli ha aperto il LAD.
E il dottor Breit lo aveva avvertito che in molti casi dopo
tre mesi si riforma una stenosi.
Intanto Janice sta replicando: - Per Nelson ha imparato
moltissime cose.  molto pi saggio. E come se con quei
soldi lo avessimo mandato a una scuola di perfezionamento.
- Scuola! Che barba tutta questa scuola! Come mai di
punto in bianco sarebbe diventata una cosa cos fantastica?
Non  che un'ennesima rapina. Insegna semplicemente a
rapinare altri drogati che non ci sono ancora stati.
- Io a scuola non ci voglio tornare, - salta su Judy con
la sua vocetta. - Sono tutti dei gran presuntuosoni.
- Non intendo la tua scuola, tesoro, - ribatte Coniglio,
che riesce a malapena a respirare quasi avesse il torace pieno
di pezzetti di Styrofoam che manterranno la loro forma
per anni. Deve liberarsi da tutte queste grane.
Dal suo capo del tavolo Nelson irradia invece calma e
fermezza. - Io ero drogato, pap, lo riconosco, - dice. - Mi
facevo di crack e una dose costa cara. Si ha paura di avere
un crollo, per cui si ha bisogno di farsene una ogni venti
minuti. In una notte possono andarsene migliaia di dollari.
Ma i soldi che ho rubato non sono spariti tutti nella droga.
In buona parte servivano a Lyle per procurarsi certa roba
a livello sperimentale che quei coglioni della FDA proibiscono,
con la conseguenza che va importata dall'Europa
e dal Messico.
- Lyle, - ripete lui in tono soddisfatto. - Come se la
passa il vecchio mago del computer?
- Per adesso pare se la cavi.
- Vivr pi di me, - ribatte Harry: era una battuta, ma la
possibilit che le cose vadano cos lo pizzica come un ghiacciolo.
- Quindi la Springer Motors se n' andata in coca e
pillole per un frocio -. Fino a che punto lo sar anche Nelson?,
si chiede Harry, esaminando con attenzione questo
suo figlio di mezza et, ingrassato e riabilitato. La risposta
di Pru non lo ha mai soddisfatto del tutto. Se Nelson non
fosse stato finocchio, perch sua moglie avrebbe dovuto
farsi sbattere da lui? Ci doveva essere un sacco di fame arretrata
da quelle parti se  venuta due volte in quel modo.
Con quel suo fastidioso tono rassicurante e imperturbabile
Nelson ribatte: - Tu, pap, ti agiti troppo per quella
che oggi come oggi non  poi in realt una somma cos
tremenda. Quando si tratta di soldi ti viene fuori questo
timore reverenziale da Grande Depressione. Il dollaro non
ha niente di sacro,  un'unit di misura e niente di pi.
- Ah. Grazie per avermelo spiegato. Che sollievo.
- Quanto alla Toyota, non  una gran perdita. A mio
modo di vedere  un marchio che puzza di stantio da anni.
Pensa agli spot che fanno in TV per la Lexus e confrontali
con quelli della Nissan per la Infiniti: non c' paragone.
Quelli della Infiniti sono fantastici, non si vede una sola
auto, soltanto uccelli e alberi: quello che vendono  un
concetto. Mentre la Toyota vende semplicemente un ennesimo
mucchio di ferraglia. Non essere cos fissato con
la Toyota. La Springer Motors esiste ancora. La ditta ha
ancora dei beni. La mamma e io stiamo studiando come
venirne a capo.
- Buona fortuna, - ribatte lui, arrotolando il tovagliolo e reinserendolo nel suo anello, un oggetto per bambini
fatto di una sostanza chiara riempita con tanti piccoli aghi
di vari colori. - Nei nostri trentatre anni di matrimonio
tua madre non  riuscita a venire a capo degli ingredienti
che servono per preparare un pasto decente, ma pu sempre
darsi che impari. Forse glielo insegner Mr Lister. Ottima
cena, Pru. E scusa la conversazione. Con il pesce sei
veramente bravissima. Quella specie di piselli speziati con
cui lo hai guarnito mi  piaciuta moltissimo -. Dopodich,
nel far uscire una Nitrostat dal flacone che si porta dietro
ovunque, vede che le sue mani tremano in un modo nuovo:
al tremito si  aggiunto anche qualche sobbalzo, come se
avessero dei pensieri tutti loro di cui non lo fanno partecipe.
- Erano capperi, - precisa Pru a bassa voce.
- Harry, domani Nelson torna al terreno, - lo informa
Janice.
- Magnifico. Un altro sollievo.
- Volevo dire, pap... grazie per avermi sostituito. I rendiconti
dell'estate mi sembrano piuttosto buoni, tutto considerato.
- Tutto considerato? Abbiamo realizzato un miracolo.
Quell'Elvira  una bomba. Come del resto credo tu sappia
benissimo. Questo giapponese che mi ha dato il benservito
vuole che passi con Rudy, sulla 422. Le nostre giacenze
verranno trasferite alla sua concessionaria -. Quindi, rivolto
a Janice, Harry continua: - Non posso credere che
tu voglia riaffidare la baracca a questo perdente.
- Non  affatto un perdente, - ribatte lei nel tono calmo
che ormai stanno assumendo tutti coloro che sono seduti
a quel tavolo, quasi si stessero rivolgendo a un matto che
va tenuto buono. -  tuo figlio ed  una persona nuova.
Non possiamo negargli l'occasione di rifarsi.
-  veramente cambiato, Harry, - aggiunge Pru con una
voce pi da moglie di quella di Janice.
- Giorno dopo giorno, - recita Nelson. - Con l'aiuto
di un potere superiore. Una volta accettato questo aiuto,
pap,  straordinario come nulla ti possa abbattere.
Per tutti questi anni penso di aver sofferto di una grave
depressione: ogni cosa mi sembrava eccessiva. Adesso
invece metto tutto nelle mani di Dio e amen. Mi giro
dall'altra parte e mi addormento. Certo, bisogna che segua
il programma. Oltre alle riunioni locali dovr saltare
in auto una volta alla settimana per andare a Filadelfia
a farmi vedere dal mio terapeuta e a controllare alcuni
dei miei ragazzi. L'attivit di assistente sociale mi piace -.
Quindi, rivolto alla madre, continua: - Mi piace
e io le piaccio.
- Questi ragazzi drogati di cui ti occupi sono tutti neri?
- gli chiede lui.
- Non tutti. D'altra parte, dopo un po' non ci fai pi
caso. Bianchi o neri, hanno tutti lo stesso problema di fondo.
Un basso livello di autostima.
Quanta scienza, quanta calma indotta, solidit, virt:
Coniglio si sente prendere da un attacco di claustrofobia.
Quindi si rivolge alla nipotina in cerca di un'apertura, di
un barlume, di un raggio di luce non adulterata. - Che cosa
ne pensi, Judy?
Il volto della bambina  riparato da una glassa di perfezione:
denti perfettamente dritti, ciglia perfettamente
spaziate, piccoli lampi di luce negli occhi verdi e tra i capelli.
La natura sta cercando di realizzare un'altra vincente.
- Sono contenta che il pap sia tornato, - risponde.
- E che non sia pi cos matto. Adesso  pi responsabile -.
Parole che ancora una volta a lui sembrano recitate,
imparate a memoria durante una prova a cui non  stato
invitato. Comunque sia, che cosa pu augurare a questa
bambina se non il padre di cui ha bisogno?
Quando raggiungono il marciapiede chiede a Janice di
guidare lei la Celica, anche se ci significa sistemare sedile
e specchietti. Poi, mentre stanno aggirando la montagna,
le domanda, ancora una volta: - Vuoi veramente che io
non torni al terreno? - E si abbassa lo sguardo sulle mani.
Il loro sobbalzare  diminuito ma  ancora affascinante.
- Per adesso, Harry. Diamo a Nelson lo spazio di cui ha
bisogno. Si sta impegnando moltissimo.
- Rigurgita di queste cazzate da Aa.
- Non sono affatto cazzate quando si ha bisogno di vivere
una vita normale.
- Non sembra pi lui.
- Lo ritorner quando ti sarai abituato.
- Mi ricorda tua madre. Era sempre lei a dettare legge.
- Macch. Lo sanno tutti che  identico a te. Tranne
per la statura. E per gli occhi, che sono i miei.
Ecco il parco con i suoi vialetti immersi nell'ombra, i
decrepiti campi da tennis, il carro armato commemorativo
che non sparer mai pi un colpo. Quando si guida
sono cose che non si riescono a osservare con altrettanta
chiarezza. Scorrono via come tanti pezzi da museo le cui
targhette siano diventate completamente illeggibili. Coniglio
cerca di emergere dall'irritazione, dalla sensazione di
essere stato messo in trappola. - Scusa se a tavola mi sono
comportato male davanti ai nipotini.
- Eravamo pronti a molto peggio, - replica serenamente
lei.
- Non avevo intenzione di tirare in ballo i soldi, n tutto
il resto. D'altra parte bisogna pure che qualcuno lo faccia.
Sei veramente nei guai.
- Lo so, - risponde Janice lasciandosi inghiottire dalle
luci della parte alta di Weiser Street, profilo ostinato, nasino
corto, mani serrate sul volante, l'anello con diamante
e zaffiro che ha ereditato dalla madre. - Ma bisogna avere
fiducia. Me l'hai insegnato tu.
- Davvero? - L'idea di averle insegnato qualcosa in trentatre
anni lo sorprende piacevolmente. - Fiducia in che cosa?
- In noi stessi. Nella vita, - risponde ancora lei. - Inoltre,
un altro motivo per il quale sono convinta che a questo
punto tu debba stare lontano dal terreno  che hai un'aria
stanca. Sei dimagrito?
- Un chilo, pi o meno. Non va bene? Non  esattamente
quello che devo fare, cazzo?
- Dipende da come lo fai, - ribatte questa Janice cos
fastidiosamente piena di nozioni nuove, di nuova presunzione.
Quindi, allungando una mano, gli d una strizzata
nella parte interna e alta della coscia, proprio dove gli hanno
inserito il catetere facendolo rischiare di morire dissanguato.
- Vedrai che si sistema tutto, - mente.
L'agosto, afoso e opprimente verso la met del mese, sta
ormai portando l'estate verso una frizzante distillazione,
una trasparenza finale. I fairway del Flying Eagle, che di
norma in questa stagione sono riarsi e duri come i percorsi
dei cart, con tutta la pioggia che hanno subito verdeggiano
ancora, eccettuati soltanto il rough di erbaccia rossiccia e
qualche virgulto di acero qua e l che comincia a mostrare
tracce di giallo. Sono gli alberi giovani a cambiare prima,
pi teneri, pi dipendenti dall'ambiente. Pi timorosi.
Ronnie Harrison fa sempre il suo swing da fabbro ferraio:
backswing breve, follow-through malamente troncato,
ogni tanto un grugnito. Al terreno Harry non serve pi
a niente:  piuttosto a lui che serve un compagno, se deve
riattaccare con il golf. Quindi gli  venuto in mente ci
che gli ha detto Thelma, e cio che lei e il marito hanno
dovuto rinunciare al club a causa delle spese mediche. Al
telefono Ronnie  parso sorpreso, come del resto era sorpreso
Harry stesso nel comporre quel numero tanto familiare,
reso abituale per le sue dita da una relazione ormai
morta, ma ha sorprendentemente accettato. Stavano facendo
la pace, forse, sul cadavere di Thelma. O riesumando
un'amicizia, cio, non tanto un'amicizia quanto un legame
esistente fin da quando erano ragazzini in pantaloni corti
e scarpe alte da pallacanestro, in giro a sgambettare per i
petrosi vicoli di Mt Judge. Ripensando a tutti quegli anni,
alla faccia pugnace di Ronnie con le sue labbra grosse e lo
sguardo ottuso che osservava dall'alto della sua statura il
campo giochi della scuola elementare, allo stesso Ronnie
che negli spogliatoi non la smetteva mai di trafficare vanaglorioso
con quel cetriolo chiaro che aveva al posto del
cazzo (circonciso e come piatto nella parte superiore), e
poi ancora a Ronnie in ascesa e scatenato nella caccia, da
scapolo, a Brewer, uno dei tanti che si era scoperto essere
andati con Ruth prima di lui, il Ronnie di quegli anni,
insomma, tutto chiacchiere da furbacchione, saper vivere
e storielle sporche, personaggio ambiguo; e poi, di nuovo,
sposato con Thelma e funzionario della Schuylkill Mutual,
in realt un malinconico sacco pieno d'aria che si faceva
ostinatamente strada ripetendo a macchinetta il suo pistolotto
di vendita, tutto un persone care e un dormire
tra due guanciali teso a trasformarsi lentamente nell'uomo
calvo e dal sorriso vacuo che si vedeva nella foto posata
sul com di Thelma, quella foto che a lui sembrava
gli guardasse su per il culo, tanto che una volta, con grande
divertimento della stessa Thelma, era saltato fuori dal
letto per metterla di piatto sul ripiano, di modo che dopo
di allora lei, di pomeriggio, la girava sempre al contrario
prima che lui arrivasse; e poi, ancora una volta, nei panni
del vedovo, con la faccia slavata di una prugna secca, rughe
che gli scendevano dagli occhi come se qualcuno gliele
tirasse, pelle sottile da vecchio, arrossata sugli zigomi: insomma,
gli sembra che Ronnie sia sempre stato li accanto a
lui, una presenza da cui non ha saputo sfuggire, un aspetto
di s stesso con cui non ha mai voluto confrontarsi come
invece deve fare adesso. Quel cazzo a bastone, quelle battute
viscide, quegli occhi azzurri che gli guardavano su per
il culo, che diavolo, siamo tutti esseri umani in definitiva,
corpi con un cervello a un'estremit e nient'altro che tubi
di scarico per quanto concerne il resto.
Il primo giro, giocato in coppia, trascorre talmente bene
che ne mettono in atto un secondo e poi un terzo. Ronnie
ha ancora i suoi vecchi clienti ma non deve pi faticare per
farsene di nuovi tra i giovani mariti, per cui con un attimo
di preavviso pu tranquillamente prendersi un pomeriggio
di vacanza. I loro percorsi sono rugginosi ed erratici,
la gara di norma si risolve all'ultimo paio di buche. Questo
bello swing robusto e libero andr a finire nel fairway
o tra le piante? E Ronnie alzer lo sguardo sbucciando un
chip facile facile e mandandolo a finire nel bunker oppure
terr la testa bassa e le mani davanti come si deve, colpendo
bene la pallina e salvando un par? Intanto non parlano
granch, per non correre il rischio di far riaffiorare il
sangue amaro che c' tra di loro: la vista dei reciproci sbagli
viene accolta con esplosioni di ilarit tali da suggerire
persino l'idea dell'affetto. Thelma non la nominano mai.
Sulla diciassettesima, un lungo par quattro con un
rigagnolo a circa duecento metri dal tee, Ronnie batte
corto con un ferro quattro. - Che maniera di giocare da
pollo, - commenta Harry, e va con un legno. Concentrandosi
sulla necessit di tenere attaccato al corpo il gomito
destro che tende a svolazzare colpisce liscio, superando il
ruscello di una trentina di metri. Ronnie, per compensare,
con il colpo successivo forza troppo: usando un legno
tre-spara un gancio, una gran palla a banana che sparisce
tra i pini sul lato del fairway rivolto a Mt Pemaquid.
Libero da impegni pressanti, Coniglio brandisce allora il
suo ferro sei imponendosi la calma e tirando una bellezza
di palla che va a cadere nel cuore del green, gi diritta
come un fuso. Il par lo lascia con un punto di vantaggio,
non pu perdere, gli basta un colpo per vincere. In tono
espansivo, mentre procedono sul cart verso il diciottesimo
tee, chiede a Ronnie: - Che cosa ne dici del Voyager
il? Secondo me  ancora meglio che mandare l'uomo sulla
luna. Leggevo sullo Standard di ieri che secondo non
so bene quale scienziato sarebbe come sparare un putt da
New York a Los Angeles.
Ronnie esplode in un grugnito, sprofondato nell'esecrazione
per s stesso tipica del golfista che perde.
- Nuvole su Nettuno, - incalza Harry, - e vulcani su
Tritone. Secondo te che cosa significa?
Uno dei suoi compagni di gioco ebrei gi in Florida potrebbe
replicare con una visione tutta personale dei fatti,
ma l si  in una zona olandese, dunque Ronnie si limita
a scoccargli uno sguardo dubbioso. - Perch dovrebbe significare
qualcosa? Un bel cazzo di niente.
Coniglio si sente strofinato contropelo. Cerca di essere
carino con questo bifolco e viene svillaneggiato.  una
gran testa di cazzo, come sempre. Gli offre tutto il sistema
solare su cui meditare e lui lo butta via. Lo spappola
nel suo rozzo cervelletto. Mentre lui nelle fioche ma sincere
trasmissioni che l'affusolata macchina spedisce attraverso
miliardi di miglia avverte un piacevole senso di
eccesso, una sorta di grazia che si accorda alla perfezione
con l'abbagliante bellezza di quella cristallina giornata di
tarda estate. Ha bisogno di levare le sue lodi al cielo. Un
bisogno che non deve essere ignoto nemmeno a Ronnie,
perch altrimenti lui e Thelma non si sarebbero messi a
frequentare quella specie di magazzino in veste di Chiesa
senza denominazione. - Quei tre anelli che nessuno aveva
mai visto, - insiste. - Come tracciati con una matita, -
facendo eco al riverito stupore di Bernie Drechsel davanti
all'esilit delle gambe dei fenicotteri.
Ma Ronnie  gi smontato dal cart, eccolo al lavapalline:
fa finta di non sentire e si esibisce in una serie di orrendi
swing di prova, ansioso di attaccare la buca e di vendicare
la magra figura appena fatta. Deluso, distratto dai pensieri
sul valoroso Voyager, alla fine del backswing Coniglio
lascia che il gomito destro svolazzi facendogli sfiorare
malamente la pallina, che fa un'arcana curva, quasi elaborata
da un computer, e arriva tra le erbacce del bunker
sulla destra del fairway. La diciottesima  un par cinque
collocato accanto alla curva del ruscelletto, ma dovrebbe
essere un par facile: al suo meglio ci  arrivato ben pi di
una volta con un birdie. Invece gli tocca uscire dal bunker
di sbieco usando un wedge; dopodich colpisce con il ferro
tre, mai stato il suo miglior bastone ma ha bisogno di
superare quella distanza, dunque via con un colpo grasso,
esagerando, esattamente come ha fatto Ronnie sull'ultima
buca, con il risultato che va a finire nel ruscello e che
deve metterci un bel po' a trovare la sua Pinnacle gialla
sotto una macchia di crescione. Il drop si mangia un altro
dei colpi di cui dispone e a quel punto  talmente ansioso
di sparare il ferro nove vicino alla bandiera che devia
il tiro sulla destra e deve perdere cinque colpi nel bordo
di erba alta sulla sinistra del green. Ronnie intanto, dopo
avere vagato qua e l tirando brutti colpi bassi con il suo
swing da fabbro ma evitando rallentamenti,  arrivato sul
green in quattro colpi, con il risultato che adesso l'unica
speranza di Coniglio  di farcela con un chip. Ma essendo
in erba alta manca la pallina: come il peggiore dei golfisti
della domenica si dimentica di colpire basso e secco, con
la conseguenza che la pallina si sposta di una sessantina di
centimetri andando a finire in sei colpi nell'erbaccia vicino
al green e concedendo quindi a Ronnie due comodi
putt per andare a prendere con i suoi sei colpi una vittoria
veramente di merda. Se c' una cosa che Harry non
pu soffrire  proprio perdere per un bogey. Raccolta la
sua Pinnacle la scaglia tra i pini con una traiettoria ampia.
Un movimento violento, che non piace affatto a qualcosa
che ha nel torace, ma  comunque quasi una gioia vedere
la tormentosa sfera scomparire con un sibilo e un tonfo
lontano. Il giro finisce in parit.
- Niente sangue, dunque, - commenta Ronnie dopo
aver mandato la pallina a una distanza per la quale Harry
 costretto a considerare dato il punto.
- Bella partita, - grugnisce poi, decidendo che non  affatto
il caso di stringergli la mano. Si sente serrato come in
una morsa dalla vergogna di un simile crollo. Chi ha detto
che l'universo non  intriso di disgrazia?
Mentre ripongono palline, tee e guanti sudati nella tasca
della sacca, Ronnie, venuto il suo turno di sentirsi espansivo,
volenteroso, dice: - Hai visto ieri sera, nel programma di
Peter Jennings? Hanno fatto vedere le fotografie degli anelli
e la luna che si allontanava, poi un montaggio delle varie foto
di Nettuno proiettate in tondo e distorte, finch l'intero
pianeta era l, come un giocattolo.  incredibile, - riconosce,
- quello che riescono a fare con la computer grafica.
L'immagine d a Coniglio un vago senso di nausea, un
Voyager che scatta le ultime foto di Nettuno e poi sparisce
aleggiando nel nulla, per sempre. Come si pu credere
che ci sia cos tanto nulla?
Le sacche da golf nella rastrelliera vicino al Pro Shop
proiettano lunghe frecce d'ombra. Le giornate si stanno
accorciando. Harry ha sete, pregusta una birra nel patio
del club, a uno dei tavolini all'aperto, sotto un bell'ombrellone
bianco e verde, accanto alla piscina piena di giovani
grassottelli e di bambini in crescita, mentre il sole rosso
sprofonda dietro l'alto orizzonte di Mt Pemaquid. Prima
di dirigersi ai tavoli si guardano direttamente in faccia, per
errore. Cedendo a un impulso infelice Coniglio chiede:
- Ne senti la mancanza?
Ronnie reagisce con un'occhiata torva. Sotto le ciglia
bianche le palpebre hanno un aspetto dolente. - E tu?
Messo alle corde, Coniglio riesce a stento a fingere che
sia cos. In realt ha usato Thelma, finch  stato tardi.
- Certo, - risponde.
Ronnie si raschia la gola incordata, verificando che la
lampo della sacca sia chiusa e mettendosela in spalla per
portarla all'auto. - Ma figurati, - ribatte. - Cerca almeno
di sembrare sincero. A te non  mai importato un cazzo di
niente. Anzi, no. Scusa. Il cazzo era l'unica cosa di cui ti
importasse qualcosa.
Lui rimane sospeso tra due alternative ugualmente impossibili:
dirgli quanto se la godeva ad andare a letto con
Thelma (sotto lo sguardo dello stesso Ronnie, sorridente
nella foto) o dichiarare che non  vero. - Thelma era una
bella donna, - si limita a replicare.
- Per me, - dice Ronnie, lasciando perdere i toni bellicosi
e indossando la faccia lunga del vedovo, -  come se
fosse saltato via il fondo dell'universo. Da quando Thel
non c' pi, mi muovo senza nemmeno saperlo - . E la voce
gli si fa disgustosamente tremula. Quando poi lui lo invita
in veranda per una birra, replica: - No,  meglio che io
vada a casa. Ron jr mi ha invitato fuori a cena con la sua
nuova persona importante -. E quando lui tenta di fissare
una data per la prossima partita risponde: - Grazie,
vecchio conigliaccio, ma il socio di questo ambiente sei
tu. Sei tu quello con la moglie ricca. Le regole del Flying
Eagle le conosci: non si pu portare qui regolarmente lo
stesso ospite. Comunque, siamo quasi al Labor Day. Sar
il caso che mi dia una mossa, altrimenti alla Schuylkill
penseranno che sia io a essere morto.
Harry torna a casa, a Penn Park, con la sua Celica grigio
ardesia. Non vedendo la Camry di Janice nel vialetto
pensa che al telefono che sente suonare in casa potrebbe
essere lei. Ormai non c' quasi mai, sempre via per i suoi
corsi oppure su a Mt Judge a fare la baby sitter, o al terreno,
a consultarsi con Nelson e quei contabili che le ha fatto
assumere Charlie. Introduce la chiave nella toppa - lo
fa incazzare il modo rasposo in cui non entra subito, gli fa
venire in mente un ricordo di tanto tempo prima, qualcosa
di sgradevole, che gli d un senso di vuoto allo stomaco,
ma che cos'? - quindi apre la porta con una spallata,
raggiungendo il telefono nel corridoio proprio mentre sta
esalando quello che sa essere il suo trillo fatale. - Pronto? -
Non riesce quasi a far uscire le parole di bocca.
- Pap? Che succede?
- Niente. Perch?
- Sembri completamente senza fiato.
- Sono appena rientrato. Credevo che fosse tua madre.
- Infatti  venuta qui. Io sono ancora al terreno,  stata
lei a suggerirmi di telefonarti. Ho avuto una grande idea.
- Ho sentito. Vuoi aprire un centro di disintossicazione.
- S, magari, un giorno o l'altro. Ma per adesso penso
che sia il caso di far funzionare il terreno cos com'.
Tra l'altro  fantastico da vedere, adesso che sono sparite
tutte quelle piccole Toyota con i loro colori strani.
La gente continua a venire qui a comprare l'usato, sono
convinti che stiamo facendo una svendita, e ci sono un
paio di ditte a cui interessa la posizione. La Hyundai,
per esempio. Ha una sede enorme oltre Hayesville, ma
in un posto nascosto vicino a un raccordo a quadrifoglio
e nessuno capisce come si faccia a raggiungerla - troppo
lavoro di sistemazione del paesaggio - quindi gli piacerebbe
trovare un posticino sulla 111. Ma quella per cui
ti sto telefonando  un'idea che mi  venuta ieri sera.
L'ho accennata alla mamma e lei mi ha detto di parlarne
con te.
- Okay, okay, siete carini a coinvolgere anche me, - replica
lui.
- Ieri sera ero fuori sul fiume, a ovest della citt, dove
ci sono tutte queste villette sulla riva, con luci colorate, verande
e gradini che scendono fino nell'acqua. Hai presente?
- A dire il vero no. Non ci sono mai stato. Ma continua.
- Be', Pru e io ci siamo stati ieri sera con Jason e Pam,
pu darsi che tu me li abbia sentiti nominare.
- Vagamente -. Tutte queste pause per avere conferme
lo stanno stancando. Perch il ragazzo non riesce a sputare
il rospo? Suo padre  un simile orco?
- Comunque, un loro conoscente ha una di queste villette.
Fortissima. Luci colorate, musica alla radio. E poi,
su e gi per il fiume, tantissime barche, gente che fa lo sci
d'acqua eccetera...
- Fantastico. Spero soltanto che Jason e Pam non appartengano
alla vecchia banda Lyle e Slim.
- Li conoscevano, ma loro sono okay, pap, gente a posto.
Stanno persino pensando di avere un bambino.
- Se vuoi rimanere pulito dalla coca devi stare alla larga
dalla tua vecchia banda di cocainomani.
- Te l'ho detto,  gente assolutamente a posto. Uno dei
loro migliori amici  Ron Harrison jr, il carpentiere.
Che cosa vorrebbe dire? Nelson sa di lui e Thelma? - Okay,
okay, - tergiversa.
- Dunque, eravamo l seduti in veranda quando  passato
un oggetto fantastico: una motocicletta che va sull'acqua.
Le chiamano in diversi modi, moto acquatiche, surf
jet, jet ski...
- S, le ho viste in Florida, fuori, nell'oceano. Hanno
un'aria poco sicura.
- Pap, questa era la migliore che io abbia mai visto:
andava come un razzo. E non produceva pi di un ronzio.
Jason dice che  una Yamaha Waverunner e che si basa
su un principio nuovo, non so bene, comprime in qualche
modo l'acqua e poi la spara fuori da dietro. Mi ha anche
spiegato che l'unico che le vende, in una botteguccia
sgangherata in un cortile, su verso Shoemakersville, non
 in grado di tenerle in magazzino, e comunque non se ne
occupa pi di tanto,  un contadino in pensione che lo fa
soltanto per hobby. Quindi questa mattina ho telefonato
all'ufficio vendite della Yamaha, a New York, e ho parlato
con un tale. Naturalmente non dovremmo vendere
soltanto le Waverunner ma anche le motociclette, le motoslitte,
le roulotte, e poi producono anche dei generatori
che vengono usati da un sacco di piccole aziende, e questi
veicoli a tre e quattro ruote, gli ATV, che adoperano adesso
i coltivatori per gli spostamenti sui loro terreni, molto
pi funzionali dei cart elettrici da golf...
- Nelson. Aspetta. Non parlare cos in fretta. E Manny?
E i ragazzi del servizio tecnico?
- Manny non c' pi, pap. Adesso si chiama Arnold.
- S, appunto, Arnold. Quello che sembra un maiale in
pigiama che grufola dappertutto. Certo, Arnold, lo so benissimo.
Chiunque sia a dirigere il servizio tecnico, uomo
o donna, fa lo stesso: il fatto  che sono abituati alle automobili,
bestioni a quattro ruote che vanno a benzina, non
ad acqua compressa.
- Si possono adattare. Sotto una certa et di solito ci si
riesce. E comunque la mamma e io abbiamo gi dato una
schiumata al comparto tecnico. Tre meccanici li abbiamo
lasciati andare via e stiamo mettendo inserzioni per trovare
un esperto di revisioni. Vogliamo pompare l'usato, visto che
per un po' non ci sar altro, come quando ha cominciato
nonno Springer. Me lo raccontava lui che le Toyota le teneva
sul retro, fuori vista, perch dei prodotti giapponesi
la gente non si fidava. In un certo senso ci troviamo gi in
una situazione migliore: chi non ha molto da spendere non
si spaventa per via di tutta quell'esposizione di macchine
nuove, del cambio dello yen e di roba del genere. Allora?
- Allora che cosa?
- Che cosa ne pensi di questa idea della Yamaha?
- Okay, adesso ficcati bene in testa quello che ti dico.
Sei stato tu a chiedermelo. E mi fa piacere che tu lo abbia
fatto. Ne sono commosso, mi rendo perfettamente conto
che non sei tenuto a chiedermi niente, il terreno  di tua
madre e tuo. Quanto alla domanda, per, penso sia la cosa
pi stupida che io abbia mai sentito. I jet ski sono una
moda. L'anno prossimo sar il momento dei jet-pattini-a-
rotelle. Il profitto su un giocattolo come una motocicletta
o una motoslitta  forse un decimo di quello che puoi
prendere da una solida auto familiare. Sei in grado di venderne
dieci volte tante? Non dimenticare che sta arrivando
una recessione.
- Chi l'ha detto?
- Io, tutti! Lo dicono tutti che Bush  come Hoover.
Anche se tu sei troppo giovane per ricordartene.
- In quel caso  stata colpa di un mercato azionario inflazionato.
Mentre adesso, casomai,  sottodimensionato
per quanto riguarda il profilo delle vendite. Perch dovrebbe
arrivare una recessione?
- Perch non c' nessuna di-sci-pli-na! Stiamo affogando
nel debito pubblico! Non siamo pi nemmeno padroni
del nostro paese! Ma senti che roba: sei l seduto nella
veranda di questa baracca piena di luci colorate, fatto di
chiss che cosa, quando passa un aggeggio che ronza e tu
pensi: Wow! Ecco la salvezza! Hai quasi trentatre anni
ma sei ancora l con i giocattoli e le mode. Da questo
centro di disintossicazione sei tornato imbottito di buone
intenzioni, ma adesso ti stai di nuovo riempiendo il
cervello di sassi.
Segue una pausa. Il Nelson di una volta avrebbe replicato
con un infantile gemito di autodifesa. Mentre la voce
all'altro capo del filo, dopo un po', con una punta di gravit
da sacerdote (pi un'altra diversa, una calma da automa
che durante la cena dell'altra settimana lui non aveva notato),
controbatte: - Quello che tu non capisci di una societ
dei consumi, pap,  che tutto, in un modo o nell'altro,
 moda. La gente non compra gli oggetti perch ne
ha bisogno. In realt abbiamo bisogno di molto poco. Una
cosa la si compra perch va al di l di ci che ci occorre,
perch migliora la vita, senza limitarsi a lasciarla scorrere.
- Secondo me in quel centro di disintossicazione hai
fatto troppa meditazione mistica.
- Continui a usare l'espressione disintossicazione soltanto
per darmi fastidio. In realt era un centro di cura,
e poi sono stato in una casa di riabilitazione. La disintossicazione
dura soltanto un paio di giorni. La fase che richiede
pi tempo  l'eliminazione del veleno relazionale
dall'organismo.
- Sarei questo, per te? Veleno relazionale? - Sullo sfondo
di questa conversazione continua a bruciargli la conversazione
con Ronnie Harrison.
Di nuovo Nelson tace. Poi riattacca: - Pu darsi, ma non
soltanto. Io continuo a cercare di volerti bene, ma tu in realt
non vuoi. Ne hai paura,  un rapporto che ti incastrerebbe.
Mentre  una vita che hai paura di rimanere incastrato.
Coniglio non pu parlare, sotto la lingua ha una Nitro-
stat che si sta sciogliendo. Brucia come una pastiglia di menta
piperita, e intanto provoca in lui un fluttuante senso di
dilatazione che aggiunge diversi centimetri all'idea che ha
gi di s stesso in quanto persona troppo alta. Sa che il ragazzo
finir con il farlo piangere, se non cambia discorso.
- Lasciamo perdere la psicologia, - replica. - E torniamo
con i piedi per terra. Che cosa diavolo avete intenzione di
fare, tu e tua madre, per i centocinquantamila dollari che
dobbiamo rendere alla Toyota entro la fine del mese se non
vogliamo che ci faccia causa?
- Oh, - replica con disinvoltura il ragazzo, - la mamma
non te l'ha detto? Sono gi stati restituiti. Abbiamo
acceso un prestito.
- Un prestito? E chi diavolo vi avrebbe dato fiducia?
- La Brewer Trust. Una seconda ipoteca sulla propriet
del terreno, che vale almeno mezzo milione di dollari. Ce
ne hanno dati centoquarantacinquemila, consolidati con i
settantacinquemila per le cinque auto di Slim. Questi ultimi
per ci torneranno in gran parte sotto forma di credito
sulla rotazione di magazzino che abbiamo ancora con
la Mid-Atlantic Motors. Non appena avranno trasferito il
nostro inventario alla concessionaria di Rudy, non te lo
scordare, hanno cominciato a essere loro in debito con noi.
- E tu avresti in mente di rimborsare la Brewer Trust
vendendo scooter acquatici?
- I debiti non bisogna rimborsarli. Quelli l non lo desiderano
affatto: basta che il pagamento delle rate sia regolare.
Intanto il valore del dollaro scende, inoltre gli interessi
si possono anche detrarre dalle tasse. In realt prima
eravamo sottofinanziati.
- Meno male che al timone della barca sei tornato tu. E
tua madre che cosa ne pensa di questa idea della Yamaha?
- Le piace. Non  come te:  aperta alle novit e ha voglia
di essere creativa. Pap, c' una questione che secondo
me una volta o l'altra dovremmo risolvere, fra noi. Perch
ti d tanto fastidio che la mamma e io usciamo per il mondo
a cercare di imparare qualcosa di nuovo?
- Non mi d affatto fastidio.  un atteggiamento che
rispetto.
- Invece te ne d, e tanto. Diventi geloso e invidioso.
Te lo dico con affetto, pap. Ti senti incastrato e vuoi che
con te lo siano tutti.
Lui cerca di restituire al ragazzo un po' della sua stessa
medicina, un po' di silenzio terapeutico. La Nitrostat gli
fa suonare il famoso campanellino nel fondo dei pantaloni
mentre i vasi sanguigni dilatati tolgono peso al mondo
circostante, facendolo apparire delicato e remoto, come gli
anelli di Nettuno. - Non sono stato io, - ribatte infine, - a
distruggere la Springer Motors. Comunque fa' quello che
vuoi. Springer sei tu, non io.
Sullo sfondo sente una voce femminile seguita dal tipico
rumore della cornetta coperta con una mano, come il soffio
di una conchiglia. Quando poi torna a farsi viva, la voce di
Nelson ha cambiato tonalit, quasi fosse stata immersa in
qualcosa, in ci che c' stato tra lui ed Elvira. Sono scorsi
flussi erotici. Forse, tutto sommato, il ragazzo  normale.
- Elvira vuole chiederti una cosa. Che cosa ne pensi dell'accomodamento
raggiunto da Pete Rose?
- Dille che secondo me  la cosa migliore che potessero
fare entrambe le parti. E secondo me lui, con i numeri
che ha, dovrebbe comunque essere incluso nella Hall
of Fame. Ma dille anche che il mio ideale di giocatore di
classe  Schmidt. E che ho nostalgia di lei.
Mentre appende, Harry rivede il salone espositivo, la
luce del tardo pomeriggio sulla polvere delle vetrate che
ormai, tolte tutte le insegne, si proiettano verso il cielo, e
il divertimento che va avanti, incredibilmente, senza di lui.
Sul filaccioso prato all'inglese dietro la loro casetta in
pietra calcarea, al 14 e mezzo di Franklin Drive, si  posato
il bacio dell'autunno: vede diverse chiazze scure, con le
prime, scarse foglie morte lasciate cadere dal ciliegio piangente,
vede il noce del vicino, il dolce ciliegio che si reclina
sulla casa tanto da consentirgli di osservare gli scoiattoli
che scorrazzano tra i rami e il salice che si curva sopra il
vuoto laghetto per i pesci in cemento, con il fondo dipinto
di azzurro e il bordo di conchiglie autentiche. Tutti alberi
che sembrano ancora verdi e in crescita, ma le loro foglie
marrone si stanno accumulando sull'erba. Anche la tsuga,
verso la casa del vicino, nei suoi piccoli mattoni gialli, e i
rododendri lungo la palizzata che separa il loro cortile dal
terreno della casa finto Tudor in mattoni di calcestruzzo,
e gli ispidi pini i cui aghi ingorgano il laghetto di cemento
sebbene completamente verdi mostrano una sfumatura
da fine estate, sono polverosi e dolcemente secchi come
l'odore che veniva dalla vecchia cassa del corredo,
in cedro, dove la mamma teneva le coperte di riserva e la
tovaglia buona, in lino ricamato, quella che veniva usata
soltanto per il Giorno del Ringraziamento e il Natale, oltre
alle due vecchie, bizzarre trapunte ereditate dai Renninger.
Era leggenda di famiglia che fossero di valore favolosamente
alto, ma quando avevano deciso di venderle,
in occasione di una crisi familiare sopraggiunta quando
Harry stava appena entrando nell'adolescenza, non erano
stati offerti loro di pi di sessanta dollari ciascuna. Offerta
che, a seguito di lunghe discussioni attorno alla porcellana
del tavolo della cucina, era finalmente stata accettata. E
naturalmente adesso, se in buone condizioni, le vecchie
trapunte di quel genere arrivano a valere diverse migliaia
di dollari. Quando pensa a quei tempi e alle cifre che loro
consideravano rilevanti, gli pare che siano stati tutti presi
in giro, costretti a vivere di salari da schiavi e a mangiare
pane da undici centesimi a pagnotta. Si stava attraversando
una grossa recessione, ai tempi in cui viveva a Jackson
Road, e il fatto che ci fossero dentro tutti serve soltanto
a rendere il ricordo ancora pi triste. Il solo pensiero di
quei giorni recentemente basta a intristirlo: lo costringe
ad affrontare a occhi aperti il costante svalutarsi della vita.
Di notte, sveglio, col timore di non addormentarsi mai
pi o di farlo per sempre, avverte in ci che lo circonda
una soffocante vanit, una sorta di decadimento atomico
nel cui ambito, a ogni ticchettio di orologio, la preziosa
realt del presente si va trasformando con i suoi fulgori in
plumbeo scarto della storia.
Data l'umidit dell'estate, la forsizia e la kolkwitzia della
Cina si sono scatenate. Di conseguenza, nel fresco e nuvoloso
gioved che precede il fine settimana del Labor Day
Harry cerca di potarle, rimettendole in una giusta forma
per l'inverno. Con la forsizia si eliminano alla base gli steli
pi vecchi, rendendola pi giovane e sottile - pi ragazza,
per cos dire, di punto in bianco -, dopodich si tagliano
a fondo i virgulti che puntano pi spudoratamente al cielo
e i rami che penzolano gi, diretti a radicarsi di nuovo
tra le emerocallidi. Non serve essere teneri di cuore: pi a
fondo si taglia, pi fitti di allegri fiori gialli diventeranno i
rami in primavera. La kolkwitzia della Cina  un'impresa
pi ardua, un intrico ancora pi impenetrabile. Ogni tentativo
di seguire gli steli pi alti verso la base si perde nel
reticolo dei rametti intrecciati; il folto dei tronchetti, sul
fondo,  tanto serrato da rifiutare cesoie e seghetto: non
c' neanche lo spazio per far passare una lama. Il cespuglio,
trascurato per tutta una stagione,  cresciuto tanto che sarebbe
veramente il caso di andare in garage a prendere la
scaletta di alluminio. Ma Coniglio  riluttante ad affrontare
la sudicia massa di vecchi pneumatici, canne irrigidite,
vasi da fiore rotti e attrezzi arrugginiti lasciati l dai precedenti
proprietari, che non hanno minimamente pensato a
svuotare il garage, cos come hanno abbandonato una pila
di Playboy dentro un armadio al piano di sopra. Nel giro
di quei dieci anni, inoltre, lui e Janice vi hanno aggiunto
la loro roba, con il risultato che a poco a poco non c'
rimasto posto non solo per due auto ma nemmeno per una
sola: il garage  diventato una caverna di decisioni rinviate,
di rifiuti conservati per motivi sentimentali, tanto zeppa
che, se cercasse di estrarne la scaletta, diverse vecchie latte
di vernice e un irrigatore per il praticello precipiterebbero
a terra con un gran frastuono. Di conseguenza si allunga
per introdursi dentro la kolkwitzia della Cina finch non
comincia ad avvertire un dolore al torace che gli d la sensazione
di avere una pezza rigida cucita sotto pelle. Le pillole
di nitroglicerina le ha dimenticate la sera prima nella
tasca dei pantaloni a quadri del golf - quella con il bordo
sudato - quando  andato a letto presto, tutto solo, avendo
cenato con una birra e un po' di Corn Chips, dopo il
percorso con Ronnie andato a finire in maniera cos aspra.
Per placare il dolore passa a diserbare le emerocallidi e la
hosta viola. Ovunque un varco consenta alla luce di rendere
fertile il suolo sabbioso crescono centocchio e sanguinella;
anche la portulaca copre il terreno in complicati zig zag di
foglie rotonde con i suoi rossi steli cavi. Persino le erbacce
hanno un loro stile, una personalit che reagisce in modo
particolare alla stordita fatica del giardiniere. Il centocchio
 un'erbaccia di buon carattere: morbida al tatto, diversamente
da cardi e bardana, si strappa con facilit, capisce
che la festa  finita e viene via di buon grado; il cocomero
asinino, invece, continua a spezzarsi a una delle sue infinite
giunture, mentre erba comune, acetosa rossa e rus si
diffondono sottoterra come tante malattie infestanti che
non possono essere curate. Le erbacce non sanno di essere
tali. Al sicuro, accosto al tronco del ciliegio piangente,
uno stelo di erbaccia infestante  diventato alto ben oltre
i due metri, pi di lui. A un isolato e mezzo di distanza
fischia e ronza il traffico di Penn Boulevard, un pacifico
ronfare improvvisamente guastato, a tratti, dal raspare metallico
di un grosso camion che cambia marcia, se non da
una tromba irosa o dalla belante sirena di un'ambulanza
che si scapicolla a portare all'ospedale un povero disgraziato.
Sono scene cui capita di assistere, ogni tanto, nel
percorrere in auto una traversa: una vecchia avvizzita che
viene trasportata in barella gi per le scale della veranda
in un lento movimento di slitta, i capelli non trattenuti
dalle forcine, la bocca priva di dentiera, gli occhi rivolti
al cielo quasi la poveretta volesse ripudiare il proprio corpo;
o magari un caso disperato, cianotico, caricato oltre le
doppie porte metalliche mentre l'orbata compagna, in accappatoio
di spugna, piagnucola sul marciapiede e gli infermieri
si affollano attorno al corpo come tanti famelici
avvoltoi bianchi. In simili tableaux stradali da attimo fatale
Coniglio ha riscontrato l'immobilit della pace. Una
certa dignit del condannato, uomo o donna che sia, ma
comunque cosciente di essere finalmente arrivato all'ultimo
istante; un senso dell'ineluttabile che racchiude la
scena in s alla stessa stregua di un presepe illuminato da
un faretto. Si penserebbe che la gente la prenda peggio di
quanto in realt fa. Non gridano, non accusano Dio. Ci
rannicchiamo in noi stessi, ipotizza Harry. Diventiamo
animali privi di reazioni. Vermi all'amo.
Al di l del fiume, nel cuore di Brewer, una sirena leva
alto il proprio lamento. Lass, in un cielo che sta serrando
la propria consistenza a scaglie di pesce a preannunciare un
domani di pioggia, raspa un aeroplanino diretto all'aeroporto
oltre la vecchia fiera. Ci che a lui  immediatamente piaciuto
di questa casa  proprio il suo essere appartata: non
lontana da tutto quel traffico eppure neanche facile da trovare,
sistemata com' nel suo macadamizzato culo di sacco,
nascosta col suo numero frazionario in mezzo alle pi pretenziose
dimore dei ricchi di Penn Park. Gente snob che gli
ha sempre dato sui nervi, eppure ora eccolo rintanato li in
mezzo. Quando si introduce nel suo vialetto senza uscita, o
lavora nel giardinetto sul retro, o guarda la TV nella tana con
le sue baluginanti finestre dai vetri a losanga, Coniglio si sente
al sicuro come in un rifugio dove le voraci forze scatenate
per il mondo non si sognerebbero mai di venirlo a cercare.
Janice parcheggia la Camry station wagon grigio perla.
 di ritorno dal corso pomeridiano presso la succursale
della Penn State in Pine Street: Matematica della propriet
immobiliare. Fondamenti e applicazioni. In tenuta da studentessa,
sandali e prendisole color frumento con cardigan
bianco a maglia larga gettato sulle spalle, la fronte libera
dai ricciolini alla Mamie Eisenhower, ha un aspetto scattante,
messo a lucido, pi giovane della sua et. Ormai
tutto ci che indossa ha le spalline, persino il cardigan.
Avanza alla sua volta nel quarto di acro del giardinetto
come emergendo da una grande distanza: a rendere pi
vasta la loro propriet  un definitivo, reciproco straniamento.
Evento non pi comune, gli porge una guancia da
baciare. Il naso  fresco come quello di un cagnetto pieno
di salute. - Com'era il corso? - le chiede educatamente.
-  un po' di tempo che il povero Mr Lister ha un'aria
molto cupa e preoccupata, - risponde lei. - La barba gli si
 riempita di grigio. Secondo noi la moglie lo sta piantando.
Una volta che  venuta al corso si  comportata in un
modo molto altezzoso, a dire di tutti.
- Diventerete una bella banda di duri. Non stanno per
finire, 'sti corsi? Siamo quasi al Labor Day.
- Povero Harry, ti sei sentito abbandonato da me, quest'estate?
Che cos'hai intenzione di fare con questo casino di
potatura? Guarda come hai conciato la kolkwitzia.
- Mi stavo stancando e ho tagliato un po' a caso, - riconosce
lui. -  per quello che ho smesso.
- Hai fatto bene, - replica lei. - Altrimenti non sarebbero
rimasti che dei monconi.
- Ehi, senti un po'. Io non ti vedo mai fare qualcosa,
qui fuori. Mai.
- L'esterno della casa riguarda te, mentre l'interno tocca
a me... Non  cos che facciamo di solito?
- Ormai non so pi come facciamo un bel niente: tu
non ci sei mai. Quanto alla tua domanda, avevo intenzione
di ammassare tutti i rametti dietro la vasca di cemento
a seccare per poi bruciarli la primavera prossima quando
torniamo dalla Florida.
- Stai gi facendo programmi per il 1990? Mi fai impressione.
A me sembra ancora un anno del tutto irreale.
E poi, tutto quest'inverno, il cortile non sar brutto?
- Neanche per idea, avr un aspetto naturale, e comunque
noi non saremo qui a vederlo.
La lingua di Janice tocca il labbro superiore di una boera
aperta in atteggiamento meditabondo. Ma poi si limita
a replicare: - Gi, infatti. Se continueremo a fare come
al solito.
Lei sembra non sentire, sbirciando il mucchio di rami
potati che  alto come una siepe.
- Visto che ti senti tanto responsabile dell'interno, -
riprende lui, - che cos'avremo per cena?
- Accidenti, - esclama lei. - Volevo fermarmi alla bancarella
dei contadini, gi alla fine del ponte, per prendere
un po' di granoturco dolce, ma poi avevo tante di quelle
cose per la testa che ho tirato dritto. Pensavo che avremmo
potuto mangiarlo insieme agli avanzi della carne di marted
e a quei panini che sono rimasti nel portapane, prima che
ammuffiscano. Ho letto sullo Standard un ottimo consiglio
per rendere buono il pane raffermo nel microonde,
ma non ricordo pi esattamente come, c'entrava in qualche
modo l'acqua. Comunque nel freezer dovrebbe esserci
della verdura surgelata che possiamo mangiare al posto
del granoturco.
- Oppure potremmo spruzzare un po' di sale e zucchero
su dei cubetti di ghiaccio, - ribatte lui. - Nel frigo non
mancano di sicuro.
- Harry, avevo in mente di andare a fare la spesa, ma
l'Iga  tremendamente fuori mano e alla Turkey Hill fanno
dei prezzi assurdi e invece allo spaccio di Penn Boulevard
dietro il banco ci sono tutti questi ragazzi scorbutici
che secondo me quando battono il conto sul registratore
di cassa fanno la cresta. .
- Okay, sei in gamba a fare la spesa, - ribatte lui.
A ovest un cielo a pelle di sgombro sta formando un compatto
mantello grigio: procedono insieme verso la casa, sfuggendo
all'ombra del buio che incombe.
- Dunque, - dice Janice. Un vezzo che le  venuto di
recente, preso dai compagni di studio o dagli insegnanti,
un'espressione buona per avviarsi a concludere un affare.
- Non mi hai chiesto come  andato il test. Lo abbiamo
riavuto oggi.
- Com' andata?
- Veramente bene. Mr Lister mi ha dato B meno, per
ha detto che se riuscissi a organizzare meglio i pensieri e a
dare una ripulita all'ortografia potrei prendere B pi. Lo
so che certe volte, in inglese, davanti alla e viene una
i e certe altre il contrario, ma quando?
A Harry piace quando gli parla cos, come se lui avesse
tutte le risposte a portata di mano. Posa le cesoie a manico
lungo nel garage, contro la parete, dietro un bidone
metallico per la spazzatura tutto ammaccato e appende il
seghetto al chiodo. Eterea nel suo prendisole lei lo precede
alla scala sul retro. La luce si accende. Dentro la cucina,
qualche istante pi tardi, con quella sua sconcertante
espressione accigliata, mordendosi la punta della lingua,
si mette a trafficare nel frigo in cerca di qualcosa di commestibile.
Lui si avvicina e la tocca all'altezza della vita,
in quell'abito color frumento, quindi, quando lei si china
per guardare dentro, le posa lievemente le mani a coppa
sulle natiche. - Ieri sei rientrata che era gi tardi, - si lamenta
in tono pieno di tenerezza.
- Eri addormentato, poverino. E non ho voluto rischiare
di svegliarti, per cui ho dormito nella stanza degli ospiti.
- Gi, ho dei crolli improvvisi. Continuo a tentare di
finire quel libro sulla Rivoluzione americana, ma ogni volta
mi stende.
- Non avrei dovuto regalartelo per Natale. Pensavo che
ti sarebbe piaciuto.
- Infatti cos  stato. E mi piace ancora. Ieri  stata una
giornata dura. Ronnie ha pareggiato all'ultima buca quando
lo avevo gi pi che battuto, bastardo, e poi ha respinto
il mio invito a vederci per un'altra partita; e mi ha anche
telefonato Nelson, tutto gasato, con un progetto demenziale
sugli scooter acquatici e la Yamaha.
- Ronnie avr certamente le sue ragioni, - replica lei.
- Sono persino sorpresa che sia venuto a giocare con te.
Che cosa ne pensi dei cavolini di Bruxelles?
- Mi sono totalmente indifferenti.
- Per me hanno sempre avuto un sapore troppo forte, ma
non abbiamo altro. Ti prometto che domani vado all'Iga a
fare provviste per il weekend lungo.
- Avremo qui Nelson e la sua trib?
- Pensavo che potremmo trovarci tutti quanti al club.
Quest'estate non l'abbiamo sfruttato quasi per nulla.
- Al telefono sembrava sovreccitato... Credi che abbia
ripreso con la roba?
- Ormai Nelson  completamente pulito, Harry. Quel
posto gli ha davvero dato una religione. Ma sono d'accordo
che la Yamaha non  una soluzione. Dobbiamo realizzare un
po' di capitale e metterci in posizione di solvenza prima di
poter corteggiare un'altra concessione. Ho parlato con alcune
delle altre donne che stanno per prendere il diploma...
- Discuti con loro dei nostri problemi finanziari?
- Non in quanto tali: come caso da studiare. Tutto puramente
ipotetico. Nel corso di propriet immobiliare ne
abbiamo sempre moltissimi. Comunque sono tutte convinte
che sia grottesco far pesare un mutuo di duemilacinquecento
dollari al mese sul terreno quando disponiamo
di tante altre propriet.
A Coniglio la piega presa dal discorso non piace. - Ma
su questa casa un mutuo c' gi, - le ricorda. - Settecento
dollari al mese, per la precisione.
- Lo so, sciocco. Non scordarti che ormai  il mio mestiere -.
Dopo aver liberato i cavolini di Bruxelles dall'involucro
di carta oleata, Janice li mette nell'apposito piatto
di plastica che sistema nel forno a microonde impostando
il tempo: tre blip, un pip e un fischio sempre pi forte.
- Questa casa l'abbiamo comprata dieci anni fa, - continua
- Per settantottomila dollari, con un anticipo di quindicimila,
e a questo punto ne abbiamo riscattati altri dieci
o quindicimila - nella prima fase della restituzione si accumulano
piuttosto lentamente, secondo una curva geometrica
che ci insegnano -, quindi diciamo che ce ne saranno
ancora da saldare cinquantamila. In ogni caso i prezzi
delle case in questa zona sono in crescita dal 1980. Adesso
si stanno livellando, per non hanno ancora cominciato a
scendere, anche se quest'inverno potrebbe succedere. Si
potrebbe cominciare col chiederne due e venti, due e trenta,
diciamo, data la posizione in Penn Park, la tranquillit
e il fatto che tutti i muri sono di vera pietra calcarea e non
soltanto il rivestimento:  quello che viene definito un valore
storico. Non concluderemmo per meno di duecento,
che sottratti i cinquanta ce ne lascerebbe centocinquanta,
con cui copriremmo i due terzi di quello che dobbiamo alla
Brewer Trust!
Coniglio raramente l'ha sentita pronunciare un discorso
cos lungo: di conseguenza gli ci vuole qualche attimo
per capire che cosa stia dicendo. - Venderesti questa casa?
- Be', Harry,  effettivamente molto stravagante tenerla
soltanto per l'estate, in particolare visto che su dalla mamma
c' tutto quello spazio che avanza.
- Sono affezionato a questa casa, - le dice. - E l'unica
in cui mi sia trovato bene almeno dai tempi di Jackson
Road. Ha classe. Siamo noi.
- Le ho voluto bene anch'io, tesoro, ma dobbiamo essere
pratici, come mi hai sempre insegnato tu. Quattro
case non ci servono.
- Perch non vendiamo l'appartamento nel condominio
allora?
- Ci ho pensato, ma ci andr bene se ne ricaveremo
quello che l'abbiamo pagato. In Florida le case sono come
le auto: alla gente piacciono nuove di zecca. I nuovi centri
commerciali eccetera sono a est.
- E quella nelle Poconos?
- Neanche da l ricaveremmo abbastanza. E una casupola
senza riscaldamento. E a noi occorrono duecentomila
dollari, tesoro.
- Non siamo stati noi ad accumulare quel debito con
la Toyota. E stato Nelson. Con quei froci dei suoi amici.
- Be', certo, si pu anche dire cos, ma lui non li ha da
restituire, e comunque agiva in veste di rappresentante
della ditta.
- E il terreno? Perch non vendi quello? Lo spiazzo sulla
Statale 111, con la sua estensione, vale una fortuna: 
il vero centro, adesso che la gente ha paura di scendere in
quello vecchio per via dei latinoamericani.
Un'espressione di pena attraversa il viso di Janice, facendole
corrugare la parte visibile della fronte. Harry si rende
conto che per una volta sta pensando pi lentamente di lei.
- Mai, - taglia corto seccamente Janice. - Il terreno e
la nostra principale risorsa. Ne abbiamo bisogno come base
per il futuro di Nelson. Di Nelson e dei tuoi nipotini.
Cos vorrebbe pap. Ricordo ancora quando l'ha comprato,
dopo la guerra: era un distributore di campagna confinante
con un campo di granoturco, che durante la guerra
aveva chiuso non essendoci auto. Mi ci ha portato con la
mamma, a vederlo. Sul retro, nella zona piena di rovi che
tu chiami il Paraguay, ho scoperto una enorme pattumiera,
vecchi ricambi di auto e bottigliette di bibite, verdi e
marroni, secondo me preziosissime. Mi sembrava di aver
scoperto un tesoro, e mi sono imbrattata tutto il vestitino
della scuola, tanto che la mamma si sarebbe imbestialita se
pap non si fosse messo a ridere, dicendole che evidentemente
avevo il bernoccolo del commercio di auto. Finch
sar viva e in buona salute, la Springer Motors non verr
venduta, Harry. Comunque, - continua poi, cercando di
deviare su una nota pi leggera, - di propriet immobiliari
industriali non so niente. La bellezza di vendere questa
casa  che posso farlo da me, prendendomi met della commissione
di intermediazione, quella destinata al venditore.
Non posso credere che ne ricaveremo meno di duecentomila
dollari. E la met del sei per cento di duecentomila
fa seimila dollari. Tutti per me!
Lui continua a restare indietro. - La venderesti tu? Voglio
dire, tu di persona?
- Certo, anche se per conto di un'agenzia immobiliare.
Sarebbe il mio biglietto da visita, come si usa dire. Come
potrebbero, con un affare del genere gi predisposto, la
Pearson & Schrack, per esempio, o la Sunflower Realty
non prendermi come rappresentante?
- Aspetta un attimo. Ma noi dovremmo passare la maggior
parte del tempo in Florida...
- Soltanto una parte, tesoro. Agli inizi non so quanto
potrei stare via, devo ancora farmi una posizione. E francamente,
la Florida non  un po' noiosa? Cos piatta. E la
gente che conosciamo: tutti cos vecchi.
- Mentre il resto del tempo vivremmo nella vecchia casa
della mamma? E Nelson e Pru? Dove andranno a stare?
- Anche loro l, ovviamente. Mi sembri un po' lento,
Harry. Hai preso troppe pillole? Esattamente come quando
tu, io e Nelson stavamo con mia madre e mio padre. Non
era poi male, no? Anzi, si stava benissimo. Nelson e Pru
si troverebbero ad avere due baby sitter incorporati e
io non avrei tutte queste faccende di casa da fare da sola.
- Quali faccende?
- Tu non te ne accorgi. E una cosa che gli uomini non
notano, ma tenere in piedi due residenze separate richiede
una notevole sfacchinata. E poi lo sai quanto ti preoccupa
che possano entrare i ladri da una parte mentre noi siamo
nell'altra. Cos invece avremmo una sola camera dalla
mamma, da Nelson voglio dire, e sono sicura che ci restituirebbero
la nostra di una volta, con la conseguenza che
non avremmo pi niente di cui preoccuparci!
Nel torace avverte le solite fasce di contenzione, con
quei bordi che causano un dolore pungente. Le parole gli
escono di bocca con difficolt. - Che cosa ne pensano
Nelson e Pru di questa idea che andiamo a stare da loro?
- Non gliel'ho ancora chiesto. Pensavo di farlo magari
questa sera, dopo averne parlato con te. Non vedo come
potrebbero dire di no: dal punto di vista legale  casa mia.
Allora: che cosa te ne pare? - I suoi occhi, che lui  abituato
a vedere torbidi e circospetti, spesso offuscati dallo sherry o dal Campari, al pensiero della prima vendita
mandano lampi.
Non sa bene cosa rispondere. Una volta, quando era pi
giovane, il pensiero di un cambiamento gli allietava il cuore,
quasi indicasse la prospettiva di uno scossone, di un rinnovamento
del suo stesso universo. Ora invece  soprattutto
consapevole di una fluttuante, paralizzante resistenza fisica
dentro di lui all'idea di venire sradicato. - Non mi piace
per niente, punto e basta, - risponde. - Non voglio tornare
a fare la vita dell'inquilino. Lo abbiamo fatto per dieci anni,
finch finalmente ne siamo usciti. La gente non vive pi
ammucchiata come una volta, una generazione sopra l'altra.
- Invece le cose vanno proprio cos, tesoro:  una delle
tendenze attuali, dato il costo delle abitazioni e l'affollamento
del mondo in cui viviamo.
- E se avessero altri bambini?
- Non ne avranno.
- Come fai a saperlo?
- Lo so e basta. Pru e io ne abbiamo parlato.
- Ma Pru non potrebbe sentirsi, mi chiedo, un po' oppressa
dalla suocera?
- Non capisco perch dovrebbe. Vogliamo entrambe la
stessa cosa: un Nelson felice e in buona salute.
Coniglio fa spallucce. Cuocia nel suo brodo, stupida
sfacciata. Va a scuola e pensa di aver imparato a risolvere
i problemi di tutti. - Va' da loro, dopo cena, a vedere che
cosa ne pensano di questo tuo scriteriato progetto. Quanto
a me, se il mio voto conta, sono totalmente contrario.
Vendi il terreno e di' al ragazzo di trovarsi un lavoro onesto,
ecco il mio consiglio.
Janice smette di tenere d'occhio il forno a microonde
che fa ticchettare a ritroso i suoi numeri e gli si accosta,
imprevedibilmente, toccandogli ancora una volta il viso
con quel fantasmatico gesto indagatorio, premendoglisi
contro per rammentargli con il contatto fisico quanto lei
fosse sensualmente piccola - tanto piccola - rispetto a lui
quando si sono conosciuti: lo  anche adesso. Lui avverte
l'odore dei capelli sale e pepe, spazzolati all'indietro, vede
le sclere velate di sangue intorno alle iridi scure. - Certo
che il tuo voto conta, conta pi di tutti gli altri, tesoro -.
Da quand' che lo chiama cos? Quando si sono trasferiti
in Florida e hanno cominciato a frequentare tutti questi
meridionali ed ebrei. Le coppie ebraiche di laggi hanno
questa riposante caratteristica: si adattano a vicenda, come
tante paia di scarpe vecchie, i maschi che accettano la
vita come l'unica loro concessa, tutto sommato soddisfatti.
Dev'essere una grande religione, pensa Coniglio, una
volta superata la questione della circoncisione.
Cenando, l'argomento casa lo lasciano in sospeso tra loro
come un tacito punto dolente. Poi lui l'aiuta a sparecchiare,
aggiungendo i piatti a quelli gi nella lavastoviglie
in attesa del lavaggio. Essendo ormai soltanto in due, e
visto che Janice passa tanto tempo fuori, ci vogliono diversi
giorni perch i cestelli si riempiano. Janice telefona
a Nelson per vedere se lui e Pru rimangono in casa, poi
indossa di nuovo il cardigan bianco e risale sulla Camry,
diretta a Mt Judge. Wonder Woman. Lui guarda l'ultima
parte del programma di Jennings, una massa di vecchi tremolanti
filmati in bianco e nero della Seconda guerra mondiale,
a cominciare dall'invasione della Polonia - saranno
trent'anni l'indomani: carri armati contro cavalleria, Hitler
che sbraita, Chamberlain con l'aria preoccupata. Dopo esce
nel buio, tra le zanzare, per sistemare meglio nell'angolo
dietro la vasca di cemento con il suo fondo celeste sbiadito
e la crepa sempre pi ampia il mucchio di rami che gi sta
avvizzendo. Rientra in casa in tempo per gli ultimi dieci
minuti della Ruota della fortuna. Quella Vanna! Guarda
che roba, dritta come un fuso! Com' brava a battere le
mani mentre la ruota va! E guarda come fa ruotare quelle
lettere gigantesche! Da sentirsi orgogliosi di essere un
mammifero bipede.
Alla fine della replica estiva dei Robinson, una di quelle
con troppe scene con Theo, si sente pieno di sonno, depresso
dall'idea che Janice venda la casa ma anche tranquillizzato
dal pensiero che non lo far mai. E troppo scombinata,
insieme al ragazzo affonder sempre pi nei debiti come
tutto il resto del mondo: la banca gli terr bordone finch
il terreno varr qualcosa. I Phillies giocano a San Diego,
ma comunque sono al sesto posto. Toglie il sonoro al televisore
e nel confortante tremolio delle immagini ridotte
al silenzio allunga i piedi sul cuscino alla turca che hanno
portato con loro dalla casa di mamma Springer quando
hanno traslocato; si lascia affondare di pi nella poltrona
a schienale alto, rosa argento, che lui e Janice hanno comprato
dieci anni prima da Schaechner. Le spalle sono indolenzite
per effetto di tutto quel lavoro di potatura. Gli
viene in mente il libro di storia, ma  di sopra, accanto al
letto. Sente un lieve ticchettare contro i vetri a rombi delle
finestre: pioggia, come quella sera di inizio estate quando
era appena uscito dall'ospedale, l'angusta stanzetta con il
manichino senza testa, un altro mondo, di sogno. Viene
svegliato dal telefono che suona. Mentre raggiunge l'apparecchio
nell'ingresso getta un'occhiata all'orologio del termostato.
Le nove e venti. Spera che non sia uno di quegli
spacciatori di droga che continuano a chiamare di quando
in quando per i soldi che devono ancora avere o per proporre
materiale fresco appena arrivato. C' da chiedersi
come facciano a diventare cos ricchi, gli spacciatori, tanto
sembrano disorganizzati, prendi i soldi e scappa. L sulla
poltrona stava facendo un sogno, un gagliardo combattimento
gi evanescente e indecifrabile con un antagonista
invisibile ma in uno spazio luminosissimo, sormontato da
una cupola, come una stazione ferroviaria dei bei tempi
andati, solo che il soffitto era pi basso e chiaro, una sorta
di cappella, uno spazio angusto che gli  rimasto appiccicato
nella mente e che fa sembrare antica e strana la mano
- il dorso gonfio e pieno di bozze, le dita avvizzite - che
allunga verso l'apparecchio a parete.
- Harry -.Una tonalit che nella voce di Janice non ha
mai sentito, completamente stonata, spenta.
- Ciao. Dove sei? Cominciavo ad avere paura che ti fosse
successo un incidente.
- Harry, io... - Qualcosa la prende alla gola impedendole
di continuare.
- S?
Ed ecco che parla tra le lacrime, inciampando in deglutizioni,
singhiozzi repressi, groppi in gola. - Ho spiegato
la mia idea a Nelson e Pru e ci siamo trovati d'accordo che
non  il caso di correre, bisogna prima che ne discutiamo
a fondo, lui  parso pi ricettivo di lei, forse perch capisce
i lati finanziari della questione...
- Seh, seh. Be', fin qui non mi sembra che sia andata
poi tanto male. Quella casa, Pru era abituata a considerarla
sua, e a nessuna donna piace dividere la cucina con un'altra.
- Dopo aver messo a letto i bambini  scesa con una faccia
strana e ha detto che se dovevamo metterci a vivere tutti
insieme bisognava che Nelson e io sapessimo una cosa.
- S? - La sua voce ha ancora un tono disinvolto, ma a
questo punto non ha pi sonno: ci che gli sta arrivando
tra capo e collo lo vede come una di quelle macchioline
lontane che nei film di fantascienza si trasformano in una
nave interplanetaria.
La voce di Janice si rinsalda, facendosi regolare e poi
abbassandosi come se potesse esserci qualcuno che sta origliando
alla porta. Dev'essere nella loro vecchia camera,
seduta sul bordo del letto, con Judy che dorme al di l di
una parete e Roy dell'altra. - Ha detto che la prima sera
che hai passato fuori dall'ospedale, quando hai dormito
qui, tu e lei siete andati a letto insieme.
La nave spaziale gli  addosso con tutti i suoi rivetti e
le luci intermittenti. - Ha detto cos?
- Le sue precise parole. Dice che non sa come possa essere
successo, se si esclude il fatto che tra voi due c' sempre
stata questa leggera attrazione, e che quella sera la situazione
le sembrava tanto disperata.
Una leggera attrazione. Pensa che sia abbastanza vero,
anche se il colpo  brutto. Personalmente gli era parso
qualcosa di pi. Come vedersi riflesso, specchiato in una
giovane donna slanciata, dai capelli lunghi, mancina.
- Allora? E vero?
- Be', tesoro, per quel che posso dire, direi di s, in un
certo senso...
Un singhiozzo. Pu vedere il viso di Janice con precisione:
contorto, inerme, brutto, la vecchiaia che le crolla addosso.
- ... ma in quel momento, - continua Coniglio, -  parsa
una cosa per cos dire naturale. E dopo di allora non c'
pi stato niente, nemmeno una parola. Abbiamo continuato
a fingere che non fosse successo niente.
- Oh, Harry. Come hai potuto? Tua nuora. La moglie
di Nelson.
Lui avverte che sta cominciando a seguire un copione,
a parlare per stereotipi, al punto che una lieve fessura lascia
penetrare uno sbuffo di noia nella cavit della sua coscienza,
per quanto scossa, piena di vergogna.
-  la cosa peggiore che tu abbia mai, mai, mai fatto, -
prosegue Janice. - Il peggio in assoluto. Quella volta che
sei scappato, e poi Peggy, la mia migliore amica, e quella
povera hippie, e Thelma - non pensare neanche per un attimo
che non lo sapessi -, ma adesso hai fatto qualcosa di
veramente imperdonabile.
- Ah s? - L'espressione gli sale alle labbra con un'involontaria
intonazione di speranza.
- Non ti perdoner mai. Mai, - ribatte Janice, tornando
a un tono fermissimo.
- Non dire cos, - la implora lui. -  stato soltanto un
momento di pazzia, che non ha fatto male a nessuno. Perch
ci hai messo insieme nella stessa casa per una notte?
Che cosa credevi, che fossi gi morto?
- Dovevo andare al corso, c'era un test. Altrimenti non
ci sarei mai andata. Mi sentivo talmente colpevole. C' da
mettersi a ridere. Io mi sentivo colpevole. Adesso capisco
perch ci sono delle leggi sul porto d'armi. Se ne avessi
una in questo momento ti sparerei. Vi sparerei a tutt'e due.
- Che cos'altro ha detto, Pru? - Spera che rispondere
faccia sgonfiare un po' quel vertice di furia omicida.
- Non un granch, - risponde Janice. - Soltanto i fatti
nudi e crudi, dopodich ha congiunto le mani in grembo
e non la smetteva pi di fulminarci, me e Nelson, con
quei suoi sguardi carichi di sfida. Non sembrava affatto
pentita, aveva soltanto questa sua aria dura, e ovviamente
non ha nessuna voglia che io venga a vivere qui. E per
questo che ce l'ha detto.
Harry si sente allineato con Janice contro gli altri, in
una comune visione di coppia, l a osservare Pru con occhi
socchiusi. Si sente sollevato - gi avvista il perdono - e al
tempo stesso un po' deluso.
-  effettivamente una donna dura, - conviene, in un
tono teso a indurre calma. - Pru, voglio dire. Del resto,
che cosa ci si pu aspettare dalla figlia di un idraulico di
Akron? - Almeno per il momento, per, decide di non
dirle che facendo l'amore con lui Pru  venuta due volte,
tanto che lui si  sentito usato, e da una brava.
Ma  soltanto iniziata la sospensione della condanna.
Dopodich per sminuire la gravit della cosa ci vorranno
settimane, mesi, anni di lavoro ai fianchi. Visto il nuovo
senso degli affari che si ritrova, Janice non ceder a poco
prezzo. - Ti vogliamo qui, Harry, - dice.
- Me? Perch? E tardi, - replica lui. - Ed  una storia
di cui sono stufo.
- Non credere di potertene tirar fuori facendo il furbo.
 una cosa orribile. Nessuno di noi sar mai pi lo stesso.
- Cambiamo sempre, - azzarda.
- Pensa a che cosa sta provando Nelson.
Considerazione che gli fa male. A questo non aveva voluto
pensare.
- Si sta comportando con molta calma, - continua Janice,
- mettendo a profitto tutto l'ottimo lavoro psicologico fatto
al centro di cura. Dice che  una cosa che andr studiata
molto a lungo e che quindi dobbiamo cominciare subito.
Altrimenti ci irrigidiremo ciascuno nella propria posizione.
Coniglio cerca di escogitare ancora qualcosa, di evocare
altre parole che soltanto una moglie possa pronunciare.
- Gi... come l'ha presa il ragazzo?
Ma lei si limita a replicare: - Credo che sia sotto shock.
Ha detto lui stesso che continua a non sapere bene quali
siano i suoi veri sentimenti.
- Non pu metterla gi troppo dura dopo le libert che si
 preso in tutti questi anni. Ragazze in tutta Brewer che la
davano via per una sniffata di coca. E secondo me anche
quella Elvira, su al terreno,  qualcosa di pi di una concessione
al lavoro femminile. Tutte le volte che c' in giro
lei  come gli avessero iniettato un concentrato di gioia.
Ma Janice non molla. - Qualsiasi cosa lui faccia da ora
in avanti, non potrai pi dire niente. Voglio dire, Harry,
quello che hai fatto  una di quelle perversioni che vanno
a finire sui giornali.  stato mostruoso.
- Tesoro...
- Piantala di dire tesoro.
- Perch perversioni? Tra noi due non c' nessunissimo
legame di sangue.  stata una normale sveltina. A lei
andava e io ero sull'orlo della fossa.  stato il suo modo di
farmi da infermiera.
Altri singhiozzi, lui non sa mai che cosa possa essere a
innescarli. - Non puoi metterti a fare battute, Harry.
- Non sono affatto battute -. Per si sente in castigo,
con le fauci secche, sculacciato.
- Adesso vieni subito qui a dare per una volta una mano
a riparare un po' del danno che hai prodotto -. E detto
questo Janice, dopo essere comicamente sembrata sua
madre per il tono in cui ha pronunciato l'espressione per
una volta, riappende.
Una vita conosce poche rivelazioni; quelle che si presentano
bisogna seguirle. Coniglio vede chiaramente il da
farsi. I suoi atti assumono un'urgenza da ultima spiaggia.
Sale al piano superiore e fa i bagagli. Il portabiti di tela
marrone. La grossa Tourister rigida con l'ammaccatura in
un angolo, dove  stata gettata dal facchino di una linea
aerea. Boxer Jockey, T-shirt, calze, polo in colori pastello,
camicie eleganti nelle loro buste di plastica, pantaloni
da golf, bermuda. Qualche cravatta, anche se non gli sono
mai piaciute. Ormai tutti i suoi indumenti sono estivi:
abiti di lana e golf se ne stanno ad aspettare l'autunno nei
loro contenitori a prova di tarme, un ottobre e un novembre
che quest'anno per lui non verranno. Prende quattro
giacche sportive leggere e due abiti, quello color stucco e
quello grigio luccicante che sembra un'armatura. Casomai
si presentasse l'occasione di un matrimonio o di un funerale.
Un soprabito, due maglioni. Un paio di scarpe nere
entra perfettamente in due tasche del portabiti pieghevole,
le Nike biancocelesti nei lati della valigia. Deve ricominciare
a fare jogging. Spazzolino da denti e necessario
per la barba. Pillole, a vagoni. Che altro? Ah, s. Acchiappa
The First Salute dal comodino e ficca in valigia anche
quello: lo finir, dovesse anche morirne. Quindi lascia
accesa una luce nel corridoio al piano di sopra, per depistare
i ladri, e la lampada da carrozza accanto alla porta
d'ingresso, numero 14 e mezzo. Carica il tutto sull'auto
in due viaggi, avvertendo il peso delle valigie nel torace.
Dopodich lancia un'occhiata all'atrio deserto. Entra nella
tana senza che si produca alcun rumore di passi sulla moquette
di Antron e guarda fuori dai vetri a rombi verso
la baluginante silhouette notturna del ciliegio piangente.
Sprimaccia il cuscino, raddrizza i rivestimenti dei braccioli
della poltrona su cui ha dormito, poco prima eppure
dal lato opposto di una svolta decisiva: ad addormentarsi
l sopra  stata un'altra persona, un individuo patetico.
Tornato alla porta d'ingresso avverte sul volto una brezza
notturna, sente il rumore smorzato del traffico di Penn
Boulevard. Mette il blocco e chiude la porta sbattendola
leggermente. Janice ha la sua chiave. La pensa lass, nella
grande casa tutta stucchi degli Springer, una costruzione
che gli ha sempre fatto venire in mente un enorme banco
dei gelati. Perdonami.
Coniglio monta sulla Celica. Concediti una corsa nel
Grande Interno: era uno degli slogan che avevano cercato
di lanciare. Possono essere anche troppi, gli slogan: cominciano
a farsi confusi. Il motore si avvia, la marcia indietro
lo porta dolcemente a ritroso. Chi potrebbe chiedere di
pi? L'orologio digitale indica le 22,07. Il traffico di Penn
Boulevard sta cominciando a diradarsi, ristoranti e distributori
cominciano a farsi bui. Al semaforo rosso svolta a
destra, poi di nuovo a destra quando raggiunge la circonvallazione
di Brewer, lungo il fiume Running Horse. Vicino
ai mastodontici gasometri la strada sale tra gli alberi e
la vecchia citt circonvallata esibisce una certa grandiosit.
Il tribunale, costruito agli inizi della Grande Depressione,
con i suoi venti piani  ancora l'edificio pi alto, le aquile
di cemento che spalancano le ali ai quattro angoli sono illuminate
da faretti; l'ampia ombra di Mt Judge, incoronata
dalle luci diffuse dal Pinnacle Hotel, sta sospesa sopra a
tutto come un'immota onda di marea. I lampioni svelano
il colore dei mattoni di Brewer come fiammiferi chiusi a
coppa tra due mani arrossate. Finch la citt viene rapita
di colpo alla vista con tutto ci che contiene. Macchie di
alberi selvatici nascondono parzialmente le fabbriche lungo
il fiume: si potrebbe essere in un punto qualsiasi dell'Est
degli Stati Uniti, su un'autostrada a quattro corsie.
Questo viaggio verso sud lui e Janice lo hanno fatto
tante di quelle volte che conosce perfettamente le alternative:
pu uscire alla 222 e procedere direttamente verso
Lancaster attraverso una striscia di province di Brewer irta
di stop oppure pu restare sulla 422 per qualche miglio
fino alla 176 per poi puntare direttamente a sud e tagliare
a ovest verso Lancaster e York. La prima volta in cui ha
provato questo itinerario - trent'anni la primavera scorsa
gli viene in mente - ha fatto l'errore di puntare a sud
troppo presto, verso Wilmington e una visione di donne
scalze a Du Pont. Invece in quella zona l'Est devia verso
ovest, e il trucco consiste proprio nel continuare a procedere
in quella direzione fino alla 83, che a quei tempi non
esisteva, e poi puntare a sud direttamente nelle fauci del
mostro a due teste, Baltimora-Washington. Mostruoso,
ha detto lei. Be', in un certo senso, per cos dire, a essere
mostruoso  il fatto stesso di vivere. Tante molecole impazzite.
E avrebbero fatto tutto per conto loro? Ma va'.
Accende la radio, mettendosi a cercare in mezzo al
cicaleccio di musica rock e spettacoli con ospiti le dolci
canzonette di una volta, quelle tra le quali  cresciuto.
Con la vecchia manopola che si ruotava, cercare le stazioni
era pi facile: un fatto di sensazioni fisiche. Ma ecco
che la scansione elettronica si imbatte all'improvviso
nelle seriche voci di Dinah Shore e Buddy Clark avvinte
nel duetto di Baby It's Cold Outside. Strepitosi. Quando si
bloccano dopo il lungo e melodioso scambio di battute di
cui  difficile distinguere tutte le parole, armonizzandosi
sul ritornello, gli fanno gelare la spina dorsale. Coold out
side. Fa freeddo fuori. Dopodich la stessa emittente di
vecchi motivi popolari, che scompare nei sottopassaggi e
si riempie di scariche quando la strada curva troppo vicino
alle linee elettriche, trasmette una canzone di cui si
era completamente dimenticato, com' possibile? I balli
delle superiori, le coppiette tutte eleganti che sgambettavano
al languido ritmo del valzer, i festoni di carta appesi
alle retine dei canestri, il rugginoso caldo di calorifero
nel Pop's Dodge sfolgorante di luci, lo sfuggente sentore
tiepido di persona viva che si levava dall'incavo tra le
cosce di Mary Ann, simile al gusto di un cibo tanto forte
che sulle prime va ingollato di colpo, senza respirare. Vaya
con Dios, my darling. Il triangolo umido delle mutandine,
i reggicalze delle ragazze di allora. La liscia, rorida freschezza
dei loro corpi, tutte quante, sudate, guidate nella
danza sotto la carta increspata, sotto le luci colorate. Vaya
con Dios, my love. Oh, santo cielo. Fa male. L'emozione
grondante da quelle frasi sepolte nelle rugginose scaffalature
di 78 giri di chiss quale deejay  come l'imbottitura
di cotone delle cartucce, come quei semi che tornano alla
vita dentro una piramide dopo qualche migliaio di anni.
Anche se le stelle si riciclano, riproducendo tutti gli
atomi pesanti di cui la creazione ha bisogno, lui non sar
mai pi quell'individuo, quel preciso ragazzo con quella
ragazza, le punte delle dita di lui che sfiorano il morbido
interno delle cosce di lei, qualche atomo  stato sfregato
via, qualche molecola.
Poi Mule Train di Frankie Laine, non una delle sue migliori
interpretazioni ma comunque quanto basta, e It's Magic
di Doris Day. Quelle pause, a quei tempi: It's magic. Si sapeva
come ferire, allora, quando le leghe di baseball erano
due, otto squadre ciascuna e i giocatori ce li si ricordava a
uno a uno. La gente non era esattamente pi morbida - in
realt era pi dura - ma pi facile da ferire, anche se in un
numero minore di posti.
Deve lasciare la 176 per la 23, che attraversa la campagna
degli Amish:  l'unico tratto di strada in campagna,
ma a un'ora cos tarda non dovrebbero esserci carri a rallentarlo.
Vuole vedere ancora una volta un certo posto di
Morgantown, una bottega di ferramenta con all'esterno
due pompe di benzina dove un tarchiato contadino, due
camicie e narici pelose, gli aveva consigliato, prima di procedere
oltre, di avere ben chiaro in mente dove intendesse
andare. Be', adesso lo sa. Ha imparato la strada e deciso la
destinazione. Ma quello che un tempo era un ferramenta
di campagna ora  il lustro ufficetto di una immobiliare.
Dove un tempo c'erano le pompe di benzina, adesso, alla
luce della luna, sull'asfalto nero posato di fresco si vedono
le strisce gialle degli spazi per il parcheggio.
Che poi non  affatto la luce della luna, ma piuttosto
la sulfurea illuminazione che affligge tutta la notte i trafficati
posti pavimentati. Sebbene siano quasi le undici,
un intenso flusso di giganteschi camion attraversa ansimando,
sbuffando e gemendo la petrosa citt immersa nel
sonno; l'ufficio dell'agente immobiliare  pieno di polaroid
di propriet in vendita; la Statale 23, un tempo una
fettuccia di strada sulla cresta tra due valli rurali di notte
buie come letame, ora sfolgora delle stesse insegne che si
vedono dappertutto, pizza hut. burger king. Si noleggiano
film. Turkey Hill minit market. Il Mondo della
Trapunta, smorgasbord All'Acero Ombroso. Le erbe del
villaggio. Le lame del contadino. Il concetto di propriet
immobiliare gli fa venire in mente Janice, l, in attesa con
Nelson e Pru che lui compaia in casa Springer, ormai in
preda al panico, probabilmente convinta che abbia avuto
un incidente d'auto, tanto da tornare con la sua chiave
alla casa abbandonata, tutta agitata e sfiatata secondo il
suo solito: un pensiero che gli fa sentire un tonfo al cuore.
Forse avrebbe dovuto lasciarle un biglietto, come ha
fatto lei quella volta. Harry caro, devo stare via alcuni
giorni per pensare. Ma ha detto che non lo avrebbe mai
perdonato, vi sparerei a tutt'e due, ha alzato la posta,
che cuocia nel suo brodo,  convinta di essere diventata di
punto in bianco un fenomeno, si rimette ad andare a scuola.
E anche Nelson. Sia dannato se riusciranno mai a farlo
partecipare a una sessione di terapia familiare diretta dal
suo stesso figlio, la cui rossa mogliettona lui si  sbattuto.
L'unica cosa positiva che ha fatto nel corso di tutto l'anno,
ripensandoci. Sia dannato se lo affronter, se gli dar
soddisfazione, privo di colore in viso per il nuovo torto che
ha subito. Coniglio non sa che cosa farsene dei consulti.
Ascolta il giornale radio delle undici. Jim Bakker, sotto
processo a Charlotte, in North Carolina - ventiquattro
capi di accusa per frode dovuti al suo programma di
predicazione televisiva, travolto dagli scandali -, quello
stesso giorno, in tribunale, ha avuto un collasso in conseguenza
del quale verr trattenuto per un periodo massimo
di sessanta giorni presso il Federal Correctional Institute,
dove verr sottoposto a esami psichiatrici. Il dottor Basil
Jackson, lo psichiatra che lo ha in cura da nove mesi, ha
dichiarato che il gi carismatico evangelista  soggetto ad
allucinazioni: uscendo dal tribunale, mercoled, dopo che
Steve Nelson, ex funzionario, aveva a sua volta subito un
collasso sul banco dei testimoni, avrebbe scambiato per una
muta di belve pronte ad attaccarlo e ferirlo la folla presente
all'esterno. Dalla sua lussuosa casa di Orlando, Florida, la
moglie di Bakker, Tammy, ha dichiarato che al telefono il
marito le  parso vittima di un terribile trauma emotivo e
che prega con lui, essendo convinta come lui che bisogna
confidare in Dio. A Los Angeles Jessica Hahn - l'ex segretaria
della congrega la cui relazione carnale con Bakker,
nel 1980,  stata il motivo scatenante di tanta disgrazia -
ha dichiarato ai giornalisti, virgolette: non sono un medico,
per Jim Bakker lo conosco bene. E so benissimo che
 un maestro di imbrogli. Credo si tratti anche in questo
caso di una mossa per accattivarsi simpatie, esattamente
come quando Tammy compare in TV e si mette a piangere
e a lamentarsi delle violenze cui sarebbero soggetti entrambi,
chiuse virgolette. A Washington il ministero per
l'Energia  alla ricerca di alcuni quantitativi scomparsi di
tritio, l'isotopo di idrogeno pesante che viene impiegato
nella fabbricazione delle bombe all'idrogeno. Restando
a Washington, secondo Science il nuovo rivelatore di
bombe detto TNA (da Thermal Neutron Analisys), installato
oggi all'aeroporto Kennedy di New York, sarebbe tarato
per individuare esplosivi al plastico di peso superiore
alle due libbre e mezza, per cui non sarebbe comunque stato
in grado di segnalare la bomba che ha abbattuto il volo
103 della Pan Am sopra Lockerbie, in Scozia, dato che si
ritiene contenesse una sola libbra di esplosivo Semtex. A
Toronto la superstar cinematografica Marlon Brando ha
dichiarato ai giornalisti di aver completato il suo ultimo
film. - Fa schifo, - ha detto a proposito della pellicola, intitolata
Il boss e la matricola. - Andr malissimo, ma tanto
ormai vado in pensione. Potete immaginare quanto sia
contento -. Germania Occidentale, il cancelliere Helmut
Kohl ha telefonato da Bonn al nuovo primo ministro polacco,
Tadeusz Mazowiecki, auspicando migliori relazioni
fra i due paesi. Saranno cinquant'anni domani - cio praticamente
in questo momento, naturalmente tenuto conto
delle differenze di fuso orario - da quando la Germania di
Adolf Hitler invadeva la Polonia scatenando la Seconda
guerra mondiale, in cui, secondo le stime, sarebbero morte
cinquanta milioni di persone. E opl. Sport: i Phillies
stanno perdendo a San Diego, il Pittsburgh riposa. Quanto
al tempo, potrebbe essere meglio ma anche peggio. Mezzo,
mezzo. No, no, non ho detto messy, un casino, per state
attenti ai temporali passeggeri, voi gufi notturni della Lancaster
County. Ah, a proposito, Brando ha anche definito
il suo nuovo e definitivo film una fetenzia. Non c' da
meravigliarsi, se si pensa che la carriera l'ha cominciata
con addosso una canottiera a brandelli.
Coniglio sorride nella ronzante, semovente cavit dell'auto:
se si abbandona a questo genere di battute, questo qui
dev'essere convinto che non lo stia ascoltando nessuno.
Tutto solo in questi studi radiofonici, circondato da bicchierini
di carta per il caff e da pareti insonorizzate sgretolate.
Difficile sapere l'effetto che si produce. Difficile
credere che Dio sia sempre in ascolto, senza mai annoiarsi.
Al di sotto del suo campo visivo le luci sul cruscotto della
Celica mandano un bagliore opalescente, come le luci di
una citt in procinto di essere bombardata.
La superstrada attraversa il Susquehanna e a York Harry
svolta sulla 83. A mano a mano che procede verso sud
la stazione gli si disperde alle spalle, proprio verso la fine
di Just a Gigolo di Louis Prima, fantastica canzone dove
il coro non fa altro che canticchiare Just a Gigolo in una
sorta di affettuosa presa in giro di quella mirabile voce
sfiatata, capace di far rizzare i capelli in testa dalla gioia.
Al che Coniglio si mette a trafficare con le frequenze,
senza per riuscire a trovare un'altra emittente di vecchi
motivi popolari: ci sono soltanto talk show, ubriachi che
telefonano a un conduttore che sembra un po' andato anche
lui, la voce che va avanti col pilota automatico, aborto,
scorie nucleari, disoccupazione tra i giovani maschi
di colore, Cia, complicit nell'epidemia di AIDS, Boesky,
Milken, Bush e North, Noriega, non pu dirmi una cosa
del genere, finch lui spegne la radio, imbufalito contro
il suono stesso della voce umana. Parassiti. Siamo dei parassiti
chiassosi, capaci di intasare persino l'etere. Meglio
il fruscio degli pneumatici, le insegne stradali verdi che
si delineano sotto i fanali allargandosi parabolicamente e
poi sparendo come i fazzoletti di un prestigiatore.  quasi
mezzanotte, ma prima di fermarsi vuole essere fuori dallo stato. Anche quella volta, secoli or sono,  arrivato fino
in West Virginia. Per uscire dalla Pennsylvania, dopo
Hungeford bisogna inerpicarsi per una montagna senza
nome. Segnali e luci diminuiscono. Laghi di altura luccicano
sotto quella che ormai, attraverso un varco tra le
nubi,  una luna autentica. La discesa lo porta nel Maryland.
L'atmosfera  cambiata: strisce divisorie ben curate,
pubblicit della Park and Ride destinate ai pendolari.
Civilt. Questo  il progresso. Sente le palpebre sabbiose,
il cuore ballerino ma appagato. Lascia la 83 per un motel
della Best Western, parecchio a nord di Baltimora, beato
nel sapere che a questo mondo nessuno sa dove diavolo
sia a eccezione del tarchiato, indifferente portiere asiatico.
Come quel tritio scomparso. Dov' finito?
Le camere dei motel gli piacciono, lunghi e appiccicaticci
ritagli di spazio preso in affitto, due letti doppi, il televisore
con l'invito a comprare un film porno, il tappeto
logoro, le stampe incorniciate che raffigurano grossi uccelli,
gli asciugamani sterilizzati, la discrezione dell'anonimato,
un'eco stantia di sesso ormai vecchio. Dorme bene, come
se si fosse sfilato di dosso il proprio corpo con tutti i suoi
guai lasciandolo steso sull'altro letto. Nel sogno si trova di
nuovo al terreno, con una giovane che ne sembra la direttrice.
Porta un berretto bianco e due orecchini pendenti,
ma quando lui le si accosta e cerca di presentarsi, di farle
capire quanto sia di impagabile utilit per l'azienda contrariamente
a quanto si  forse sentita dire da Janice, lei
torce la bocca e la faccia le si squaglia sotto i suoi occhi in
una sorta di strillo visivo.
A colazione cede al desiderio e prende due uova al tegamino
con accompagnamento di bacon, sebbene per le arterie
il tuorlo sia tremendo. A Coniglio piace molto quel momento
tutto americano in cui si caricano i bagagli sull'auto
in sonnolenta e muta compagnia degli altri ospiti del motel,
coppie anziane, famiglie male assortite, che emergono dalla
saletta della prima colazione uscendo a poco a poco nel
parcheggio immerso in lunghe, lattee ombre mattutine.
Di nuovo sulla strada, di nuovo in compagnia della radio.
Lo stesso notiziario della sera prima arricchito dai risultati
finali del baseball (i Phillies hanno perso cinque a uno)
e dalle notizie dall'Asia, dove  gi pomeriggio per i pirotecnici
speculatori giapponesi, per gli irrequieti studenti
cinesi, per le bamboleggianti zoccole filippine, per i purtroppo
vincitori vietnamiti, per gli intraprendenti sebbene
turbolenti coreani, per i traballanti socialisti birmani,
per le ostili fazioni cambogiane, compresi i khmer rossi,
dementi scagnozzi del pi disgustoso leader nazionale dopo
Hitler e Stalin, l'infame Pol Pot. E opl. Svegliatevi,
uccelli canterini! Il deejay, che non  pi quello della sera
prima, mette una canzone rockabilly che a Coniglio piace
e che parla di uno che  gi, faccio un po' l'amore, sono
gi, stasera. Gli viene in mente che la sera prima non si
 nemmeno fatto una sega, sebbene le camere di motel di
solito lo eccitino. L'et si fa sentire, eh, ragazzo?
A mano a mano che si avvicina a Baltimora i condomini
vanno moltiplicandosi, si infittiscono, riempiono intere
colline e valli, gradoni dipinti in vistosi colori pastello
e pieni di gente invisibile. La 83 sfocia senza soluzione di
continuit nella 695 e, in mezzo a tutti i pendolari in cravatta,
si mette anche lui a ronzare sulla Beltway, sgomitando
per difendere il suo spazio vitale in questo mondo
(come se lo meritasse ancora). E finalmente prende la 95,
sulla quale sar di casa per tutto il viaggio fino in Florida.
Per aggirare Washington ci sono due percorsi, entrambi
sperimentati da lui e Janice: secondo i noiosi esperti di
viaggi che popolano il condominio, come i Silberstein, la
495, che passa a nordovest, sarebbe in realt pi rapida,
ma lui preferisce i piccoli scorci di monumenti cui si pu
gettare un'occhiata rimanendo a est sulla 95 e attraversando
il Potomac su un ampio ponte che porta ad Alexandria.
Il congelato lontano cuore, color gelato bianco, della grande
vecchia repubblica.
Dopo tanta megalopoli la Virginia gli appare bucolicamente
deserta. I campi sembrano pi vasti di quelli della
Pennsylvania, le colline pi dolci e aperte, con prati e
cavalli, una graziosa foschia sospesa nell'aria, di quando
in quando una dimora con colonne sollevata su un'altura
verde pallido, simile a un saggio di ricamo della figlia nubile
di un proprietario di schiavi. Una sfumatura militare:
il campo per le esercitazioni tecniche di Fort Belvoir,
la base dei marine di Quantico. Coniglio ripensa al servizio
militare, gli tornano alla mente la pelle abbronzata, il
traslucido scintillio di uomini senza volto, tutti in fila, la
singolare calma del non avere decisioni da prendere, di
ricevere ordini per qualsiasi cosa, dal principio alla fine.
Sotto molti punti di vista la guerra  un sollievo. Senza la
Guerra fredda, che senso avrebbe essere un americano?
Comunque abbiamo tenuto duro. Quei sempliciotti li abbiamo
tenuti sulla corda per quarant'anni. La storia se ne
ricorder. Ormai alla radio  diventato difficile trovare
stazioni che non trasmettano musica country o programmi
religiosi. Pregate per i matrimoni in difficolt, - dice
un predicatore la cui granulosa voce bruno-melassa si introduce
talmente nell'animo che pu figurarsene gli occhi
chiusi, il sudore sulle tempie. - Per i mariti cristiani sotto
pressione, per le mogli cristiane preoccupate per lo sposo;
per tutti gli ostaggi, per i carcerati, per le vittime del
ghetto, per tutti coloro che hanno l'AIDS. Coniglio cambia
stazione, decidendo che telefoner a Brewer quando
si fermer a fare colazione.
Quanti fiumi! Dopo il Potomac, l'Accotink, il Pohick,
l'Occoquan, il Rappahannock, il Pamunkey, il Ni, il Po,
il Matta, il South Anna. I ponti cos contrassegnati sono
meri tratti di autostrada. Si avvistano nomi di citt peraltro
invisibili: Massaponax, Ladysmith, Cedar Forks. A
nord di Richmond una serie sparsa di baracche che vanno
via via infittendosi segnala l'inizio del vero Sud, dei neri
rurali. Si ferma in un Howard Johnson's ai margini della
citt. Sente un fischio nelle orecchie, la caviglia del piede
dell'acceleratore gli fa male, ha la schiena rigida, rispetto
al parcheggio di questa mattina la temperatura  salita di
diverse tacche. Nel ristorante con l'aria condizionata tutti
i telefoni a gettone sono occupati da venditori armati
della loro cartella. A pranzo mangia troppo, spazzando fino
all'ultima le patatine fritte arrivate con l'insipido hamburger,
raccogliendo il sale con le dita come fa suo nipote
Roy e infine ordinando una torta di mele per vedere se l
in Virginia  in qualche modo diversa. Infatti  pi dolce
e collosa, senza la cannella che in Pennsylvania le spolverano
sopra. Finalmente un telefono si libera non appena ha
pagato il conto; tenendo pronti tre dollari in monete da un
quarto, non compone affatto il numero della grigia casa in
pietra calcarea in Franklin Drive ma quello della casa dove
viveva un tempo, la dimora degli Springer, a Mt Judge.
Risponde una bambina. Ma ecco che immediatamente
si inserisce la centralinista, per cui lui infila nella fessura
tante monete quante ne servono per parlare tre minuti.
- Ciao, Judy, - dice. - Sono il nonno.
- Ciao, nonno, - risponde lei con la massima tranquillit.
Forse nulla della rivelazione della sera prima  ancora
disceso dai rami fino a lei. O forse i bambini cos piccoli
sono talmente ignari di ci che implica l'essere adulti che
nulla li sorprende.
- Come va? - le chiede.
- Benissimo.
- Sei contenta di ricominciare la scuola, la settimana
prossima?
- Abbastanza. A un certo punto l'estate diventa un po'
noiosa.
- Come sta Roy? E stufo anche lui dell'estate?
-  talmente stupido che non sa che cosa significhi la
noia. Dovrebbe fare il suo sonnellino, ma sta ancora strillando.
La mamma sta per dare di matto -. Poi, visto che
lui resta l come in attesa di un oracolo, azzarda un: - Pap
non c'. E al terreno.
- Ah, bene. Per in realt io preferirei parlare con la
mamma. Potresti chiamarmela? Ehi, Judy, - aggiunge poi
d'impulso, prima che la bambina si allontani dal telefono.
- S?
- Adesso cerca di studiare molto. E non preoccuparti
di quei maschi che fanno i duri. Tu sei una ragazzina molto
carina e otterrai tutto senza sforzo. Basta che tu sappia
aspettare. Lascia che le cose procedano per conto loro. Non
accelerare la crescita. Tutto andr bene - Gli insegnamenti
che sta cercando di cacciarle in testa sono troppi. Ha
soltanto nove anni. Ne mancano altri dieci perch possa
andarsene all'Ovest come ha fatto Mim, rompendo i ponti.
- Lo so, - risponde Judy con un sospiro, e forse  vero.
Dopo un rimbombare della cornetta sul legno, seguito da
voci sullo sfondo e da un rumore di passi che va frettolosamente
aumentando, ecco Pru senza fiato all'apparecchio.
- Harry!
- Ciao, Teresa. Come va? - Un tono di seducente noncuranza
che  completamente fuori luogo, ma gli  venuto
cos.
- Non bene, - risponde lei. - Dove diavolo sei?
- Lontano, dove mi vogliono tutti. Ehi, perch diavolo
sei andata a dirglielo?
- Oh, Harry, ho dovuto farlo -. E inizia a piangere. - Non
potevo consentire che Nelson non sapesse mentre sta facendo
tanta fatica per cercare di rimanere a posto.  commovente.
Lui mi ha confessato tutte queste azioni tremende,
roba che non posso raccontare nemmeno per met n a te
n a nessuno, e di notte preghiamo insieme, ad alta voce, in
ginocchio accanto al letto. Desidera disperatamente piantarla
con la droga ed essere un marito e un padre come si
deve; essere normale, insomma, niente di pi.
- Davvero, eh? Be', magnifico. Comunque non era il
caso di tirare in ballo anche la nostra storia,  successo soltanto
una volta, senza nessun seguito. A dire il vero credevo
che te ne fossi dimenticata.
- Come hai potuto pensare una cosa del genere? Devi
essere convinto che io sia una vera troia.
- Be', no, per, sai, avevi tante di quelle cose per la testa.
Per me era quasi come se me lo fossi sognato -. E dicendolo
intendeva farle un complimento.
Invece la voce di Pru si indurisce. - Be', per me ha
significato qualcosa di pi -. Donne: non capir mai da
che parte vogliano tirare la danza. -  stato un terribile
tradimento di mio marito, - dichiara lei con voce solenne.
- Be', - replica Coniglio, - non  poi stato questo gran
marito, da quel che posso vedere. Ehi, Judy sta ascoltando?
- Sono al telefono di sopra. Le ho detto di appendere
quello di sotto.
- E lei lo ha fatto? - ribatte lui. Poi si mette a gridare:
- Guarda che ti vedo!
Si sente un leggero tramestio di mosse confuse, cui segue
una nuova limpidezza del collegamento. - Merda! -
esclama Pru.
- Non ricordo con esattezza che cos'abbiamo detto, ma
non credo che possa aver capito molto, - la rassicura lui.
- Capisce molto pi di quanto lasci intendere. Come del
resto  tipico delle femmine.
- Be', comunque, - replica lui, - ti ha confessato di aver
avuto relazioni con uomini oltre che con donne? Nelson,
voglio dire.
-  una domanda a cui non posso rispondere, - ribatte
lei con una voce piatta e secca che lo taglia fuori per sempre
dalla questione. Un'altra voce femminile, pi calda,
cortese, vagamente pigra, probabilmente nera, li interrompe
dicendo: - I tre minuti sono fi-ni-ti, signore. Se desidera
continuare, prego inserire un dollaro e dieci centesimi.
- Forse ho finito, - replica lui rivolto a entrambe.
- Dove sei, Harry? - grida Pru, vedendo messo a repentaglio
il collegamento.
- Sulla strada! - risponde lui, gridando a sua volta. Poi,
visto che davanti a s ha ancora un mucchietto di monetine,
ne inserisce quattro da un quarto e una da dieci centesimi.
E mentre le sente cadere con un gong canta un brano
di una canzonetta che ha appena sentito alla radio, a
firma di Willie Nelson: - On the road again... - Sulla strada,
ancora una volta.
Ci provoca un singhiozzo da parte di Pru:  complicato
quanto parlare con Janice. - Oh, no, - grida. - Non
prenderci in giro, non  colpa nostra se siamo legati qui
mani e piedi.
Nel ricordo della sua bellezza nuda come un fiore, quella
sera, nell'angusta stanzetta che sa di muffa, mentre la
pioggia si intensificava, Harry si sente toccare da piet. E
legata mani e piedi ai vivi, sta dicendo, lass. - Lo sono
anch'io, - replica. - Alla mia carcassa.
- Che cosa devo dire a Janice?
- Dille che sto andando in Florida. E che pu raggiungermi
quando vuole. Solo che non mi  piaciuto il modo
in cui mi siete saltati tutti addosso, ieri sera. Invecchiando
comincio a soffrire di claustrofobia.
- Non sarei mai dovuta venire a letto con te. Solo che
allora ...
-  stata, - precisa lui, - un'idea magnifica, allora. Ma
dimmi: come ti pare che me la sia cavata, ripensandoci?
Vecchio come sono, intendo.
Lei ha un'esitazione, quindi ribatte: - E proprio li il guaio.
Io in te non vedo un vecchio, Harry. N ti ho mai visto cos.
Okay, se non altro questo glielo ha strappato. Con la tipica
voce della donna che sta parlando a un uomo. Chi potrebbe
chiedere di pi? Vada pure. - Non crucciarti, Pru.
Sei una donna fantastica. Di' a Nelson di sciogliersi. Solo
perch ha ceduto al crack, non c' bisogno che diventi un
altro Billy Graham -. O Jim Bakker. Detto ci riappende,
e il telefono gli d un sussulto restituendogli con un
rumore di ferraglia i dieci centesimi e i quattro quarti di
dollaro. La centralinista con la voce meridionale dev'essere
rimasta ad ascoltare e deve averlo preso in simpatia.
Mentre il pomeriggio volge al termine, verso Fayetteville,
in North Carolina, dove c' un Comfort Inn in cui lui
e Janice si sono fermati in anni ormai lontani, sente l'autoradio
annunciare una cosa incredibile. Una serie di classici
dello swing anni Quaranta viene interrotta per informare
che Bartlett Giamatti, commissario sportivo di baseball ed
ex presidente della Yale University,  morto d'infarto quel
pomeriggio tardi sull'isola di Martha's Vineyard, in Massachusetts.
Pete Rose colpisce ancora, pensa lui. Il professor
Giamatti, che aveva soltanto cinquantuno anni, si era ritirato
dopo pranzo nella sua casa di campagna a Edgartown,
ed  stato trovato alle tre dalla moglie e dal figlio in stato
di arresto cardiaco totale. Soltanto cinquantuno, pensa lui.
Trasportato dalla polizia al Martha's Vineyard Hospital ha
ricevuto cure per circa un'ora e mezzo. La squadra medica
d'emergenza  riuscita diverse volte a ripristinare il meccanismo
elettrico del battito cardiaco, ma alla fine Giamatti
 stato dichiarato morto. Quel piccolo spasmo elettrico:
senza di esso non siamo che carne marcescente. Una delle
prime cose che dovr fare non appena arriva in Florida
sar prendere un appuntamento con il dottor Morris per
tenersi alla larga dalle grinfie dell'australiano dalla faccia
di falco, il dottor Olman. Muore dalla voglia di ficcarmi in
pancia la sua lama. Giamatti era docente di inglese a Yale,
continua il notiziario, dove era divenuto il pi giovane rettore
nella storia dell'universit, ribaltando completamente
nel giro di undici anni la tradizione di bilanci in passivo e
di mediocrit accademica dell'istituzione. In quanto presidente
della National League aveva suscitato le ire di alcuni
giocatori intervenendo sulla zona dello strike e sulla regola
del fallo del lanciatore. Il suo breve incarico di commissario
sportivo, infine, era stato contrassegnato dalla penosa
questione Rose, la cui risoluzione, una settimana prima,
lo aveva lasciato in un'evidente posizione di forza. Era un
uomo di robusta costituzione fisica e un forte fumatore.
Se non altro io non fumo. E adesso un brano che i nostri
ascoltatori non si stancano mai di richiederci: In the Mood.
Data la vicinanza dei militari di Fort Bragg, Fayetteville
era una citt piuttosto vivace, ricorda di aver sentito in uno
spezzone di Sessanta minuti. In centro c'erano diversi isolati
di cinema a luci ultrarosse e di alberghi compiacenti,
che i governanti della citt, disperati, avevano finito con il
far abbattere, trasformandoli in un parco. Dopo una cena
a base di gamberetti fritti nel grasso, con anelli di cipolla
e pane bianco fritto su un lato - specialit meridionale,
probabilmente - al Comfort Inn, uno di quei ristoranti con
un banco degli antipasti grande come una piccola tavola
calda, tanto che mentre  l seduto ad aspettare la cameriera
non pu fare a meno di chiedersi se per caso non abbia
capito male, Harry punta verso il centro della peccaminosa
Fayetteville con la Celica grigio ardesia, la sua Batmobile
privata. Ma di vivace trova soltanto una buia strada
piena di neri che bivaccano in questo o quell'androne,
in attesa di un messaggio, di un evento dall'aldil. Niente
zoccole in pantaloncini o cosce strizzate in pantaloni elasticizzati,
soltanto un omone rossobarbuto in cuoio nero
e borchie che continua ad avviare la moto facendo girare
la manopola del gas e producendo un rumore tremendo.
I neri non battono ciglio. Continuano ad aspettare. Persino
di sera l'aria carica di ombre  caldissima, ma loro vi si
muovono con languide movenze tipo pesce con la nausea,
le mani che sbattono appese ai polsi nel modo spigoloso
tipico dei neri.
Tornato nella sua lunga stanza, dove da sotto il tappeto
sale un evanescente effluvio di cemento, con le pareti
completamente dipinte di giallo - modanature, tubature,
ventole dell'aria condizionata e interruttori della luce,
tutto pitturato di giallo a spruzzo -, Coniglio pensa sulle
prime di aggiungere cinque dollari al conto per vedere
un film intitolato Massaie in calore, ma poi guarda, gratis,
qualche brandello di Balki e Larry (una storia che lo mette
a disagio, su due maschi che vivono insieme, anche se uno
di loro  un russo buffissimo) e un precampionato di football
americano tra i Seahawks e i 49ers. Il guaio di questi
porno soft dei circuiti alberghieri  che, per paura che a un
quattrenne con due avvocati per genitori capiti di mettere
il dito sul tasto giusto, vi si vedono tette e culi, e anche un
po' di pelo pubico, ma niente vera e propria fica, n cazzi,
leggermente duri o molli che siano. Molto deludenti. Forse
siamo tutti froci e lui  tutta una vita che  innamorato di
Ronnie Harrison. Bello, oggi, il modo in cui Pru  sbottata
ancora una volta con il suo Merda. E poi: Non prenderci
in giro. Un tono fermo, da donna a uomo, come se
lui l'avesse tra le braccia e la voce di lei potesse lasciarsi
andare nella basilarit del loro rapporto - cazzo con fica -,
tagliando fuori Nelson. Ed ecco che finalmente a letto al
buio si fa una sega pensando a un paio di zoccole color caff
della Fayetteville di una volta, tanto per dimostrare a s
stesso di essere ancora vivo.
Il giornale radio del mattino  una barba. La morte di
Giamatti riscaldata. Il baseball in lutto. L'economia mostra
modesti segni di crescita. Bombardamenti a Beirut tra
cristiani e musulmani, pi violenti che mai. Un ex funzionario
del dipartimento dello Sviluppo urbano dichiara che
gli schedari sono stati distrutti. La normativa della Corte
Suprema in opposizione alle manifestazioni di preghiera
organizzate prima degli incontri di football americano sta
suscitando indignazione in tutto il Sud. A Montgomery il
sindaco Emory Folmar  avanzato fino alla linea delle cinquanta
yarde officiando una preghiera e sostenendo in un
discorso diffuso attraverso il sistema di altoparlanti che il
legame tra football e preghiera  una tradizione americana.
A Sylacauga, in Alabama, alcuni sacerdoti del luogo si sono
alzati sulle gradinate dirigendo una folla di tremila persone
in una preghiera al Signore. A Pensacola, in Florida,
alcuni predicatori muniti di megafoni hanno ugualmente
innalzato una preghiera insieme agli spettatori. Fanatici, si
dice Coniglio. I meridionali fanno paura come gli Amish.
Da l fino al confine con la Florida la Statale 95  tutta
una lunga galleria verde tra alte pinete. Un'insegna propone:
3 panini al pecan 1 $. Altre insegne, pi grandi,
in colori ispanici, arancione e giallo su nero, verde lime,
vistose, sgargianti, reclamizzano per miglia e miglia qualcosa
che si chiama South of the Border. Bear Up a Leetle
Longer. You Never Sausage a Place! E con un grande pallone
da basket che sporge dal cartellone: Have a Ball". Ma
quando finalmente  arrivato, dopo tutte quelle miglia,
nella galleria di pini non trova niente pi di uno sgangherato
parco divertimenti, appena al di l del confine del
South Carolina: un villaggio di botteghe di souvenir, una
specie di razzo spaziale con il sombrero. Tacos appiccicosi.
Il South Carolina  uno stato folle. Il primo a volere la
secessione. I pini diventano pi alti, con un senso di tragedia.
fuochi artificiali in vendita ovunque. Il terreno
si fa pi ondulato. Camion carichi di grandi tronchi scendono
rombando inarrestabili per le discese, arrivando poi
quasi a fermarsi laboriosamente sulle salite. A quel punto
Coniglio si rende nervosamente conto di quanto sia settentrionale
la sua targa della Pennsylvania. Esci appena un
po' dai binari e ti sbattono nel fiume Pee Dee. Nel fiume
Lynches. Nel fiume Pocatoligo. Su questa superstrada gli
animali vengono investiti con una violenza tale che non si
spiaccicano: esplodono, impossibile sapere che cosa fossero.
Porcospini. L'amatissimo micino di una cara vecchia
dama del Sud. Ridotto a qualche chiazza di pelliccia tra i
brandelli a mezzaluna degli pneumatici dei camion. Come
dire che uno si mette a tavola e, trac, secco, la festa  finita.
Ormai Janice deve aver ricevuto il suo messaggio tramite
Pru, potrebbe anche gi essere in attesa in Florida, dopo
essere scesa in aereo da Philly e aver noleggiato un'auto
all'aeroporto, meglio godersi la libert finch ce l'ha. Si
 sintonizzato su un'emittente di canti gospel e una grassa
voce elastica strepita: Sar l davanti a voi, ma voi lo
insulterete. Frase ripetuta interminabilmente, con imprevedibili
variazioni ritmiche. Getta quel sasso, ricordi
com' andata? Il canto viene finalmente interrotto da
uno spot pubblicitario, e indovina di chi? Della Toyota.
Questi giap non perdono un colpo, gli va riconosciuto. L
a vendere anche nei quartieri degli schiavi. La vostra societ
pluralistica. L'aver tenuto tanto a lungo la testa nella
stessa posizione gli ha causato un dolore. Comincia ad
averle piene della radio, in viaggio. La campagna di Dio.
Anche se l'avesse fatta pi piccola, non ci sarebbe stato
niente di diverso.
Sar l davanti a voi. Strano il rapporto che ha con la religione.
Quando Dio non aveva un solo sostenitore in tutto
il mondo, nei vecchi anni Sessanta, non poteva farne a
meno e adesso che tutti i predicatori sono l che pregano
attraverso un megafono non sa pi che cosa farsene. Come
un amico di data talmente vecchia che ci si  dimenticati
quali siano i Suoi pregi. Uno penserebbe: dopo lo
spavento che gli ha fatto prendere il cuore; e invece no,
in un certo senso, pi ci si avvicina meno ci si pensa, come
se si fosse gi nelle Sue mani. Gi alla sbarra invece
che ancora sulla panca, a scacciare il panico e a cercare di
ricordarsi le risposte giuste.
Ecco Perry Como che canta Because. Alla fine Harry
sente un formicolio al cuoio capelluto, la pelle degli occhi
gli pizzica. Because-you-are-miiiine. Perry Como era
probabilmente il migliore. Bing Crosby aveva qualcosa di
scaltramente irlandese, sempre l a fare il buffone con Dorothy
Lamour e Bob Hope, mentre Sinatra, mah. Ecco, se
c' uno che non gli va gi  proprio lui. Non gli piace come
canta. Non gli piaceva quando le ragazzine in calzettoni
bianchi si bagnavano le mutande per questo magrolino
con le guance incavate sul palcoscenico della Paramount,
e tanto meno gli piaceva dopo, quando si  trasformato in
un politicante mafioso di Las Vegas, incidendo una sfilza
di album trasudanti malinconia che sembrava obbligatorio
dover diffondere in qualsiasi parte d'America: oceani
di sperma. Bianchi di schiuma. Il suo modo di cantare gli
 sempre sembrato piatto, come se facesse una gran fatica
a buttar fuori la voce. Per Mim, invece, Sinatra  un dio,
ma c'entra pi il modo di vivere, la notte al posto del giorno,
culo e camicia con banditi e presidenti, e quel modo di
portare in giro due spalle squadrate da gangster (come del
resto anche Charlie Stavros), pi il fatto che  presidente
del consiglio d'amministrazione, pi Sammy Davis jr e
Dean Martin, prima che decidessero di ritirarsi dalle scene,
se  andata realmente cos: hanno entrambi tremendi
problemi di salute, ha letto da qualche parte, su uno di quei
ridicoli fogli scandalistici che Janice porta a casa dal Minit
Market. A volte invidia a Mim la vita formidabilmente
spericolata che  convinto abbia vissuto, tanto meglio per
lei, ha sempre avuto questa smania, il desiderio della velocit
anche a costo di morire, di sballare, finch anche la
corsia di sorpasso si rivela una barba, con il risultato che
lui in definitiva non  affatto scontento della vita che ha
vissuto, anche se Brewer  una citt piuttosto noiosa, non
 certamente New York e nemmeno Chicago, non almeno
come le canta faticosamente Frank Sinatra. Quello che gli
 piaciuto di pi, ha scoperto con il senno di poi mentre
allora non lo sapeva affatto, era starsene l nel salone espositivo,
dietro la vetrina polverosa con le insegne e andare
su e gi sulle piante dei piedi per tenere in forma i muscoli
delle gambe, in attesa di un cliente, a perdersi in chiacchiere
con Charlie o chiunque fosse, guadagnandosi la busta
paga, riempiendo il suo spazio nel quadro generale, facendo
la sua parte, ricevendo il suo piccolo riconoscimento.
Che  poi quello che desideriamo dagli altri: un riconoscimento.
Il posto che ci  stato assegnato nella corsa al successo.
Lo si riceve persino nell'esercito: un numero, una
branda, delle mansioni, un posto nella fila, la libera uscita
il sabato sera, quattro birre e una scopata con una troia
in un casotto di campagna. Non hai mica pagato la doppia,
bel giovane.  pi impegnativo essere un brav'uomo che
farsi una strada propria. La verit, ha scoperto cos tardi
nella vita,  che una strada propria non esiste: c' soltanto
quello che ti dicono di fare gli altri. Prima la mamma e
il povero pap, poi il prete luterano, Fritz Kruppenbach,
vecchia pellaccia crucca, toccava rispettarlo, altro che storie,
diceva quello che credeva, e poi tutti quegli insegnanti,
Marty Tothero e gli altri, che cercavano di dargli una
prospettiva da cui agire, come fanno adesso tutti questi
ospiti dei programmi radio e TV. La vita  dipendente e deve
arrivare a concessioni. Magari se hai una madre sempre
in corsia di sorpasso come quella di Annabelle  naturale
stare in guardia nei confronti dell'altro sesso.
Tra i pini ora c' qualche varco. Strisce di acquitrino che
lasciano spazio al cielo, l in fondo: vede capanne su trampoli,
alberi coperti di palline pelose, biancheria colorata
stesa ai fili. Rozze insegne scritte a mano. Da pap, la vera
cucina del Sud. Bi-lo. Un lungo ponte sopra il lago Marion,
immensa distesa d'acqua nel mezzo del nulla. Superstrade
che si biforcano in direzione della capitale, Columbia, dove
lui non  mai stato, anche se una volta con Janice ha fatto
una deviazione fino a Charleston e ritorno, sulla Statale 17.
Un'altra volta, invece, sono andati fino a Savannah, passando
la notte nell'antica dimora padronale ristrutturata
di una piantagione, con soffitti a cupola e persiane alle finestre.
Hanno fatto parecchie cose divertenti, lui e Janice.
Il problema di una moglie, come del resto anche di un marito,
 che probabilmente entro certi ampi limiti andrebbe
bene qualsiasi donna. Anche se ci si dovrebbe amare finch
la morte non ci separi. Fino alla fine dei tempi. Ashepoo
River. Non era tipo un fumetto, anni fa?
Esce dall'autostrada in un'ampia area di ristoro, un'oasi
nel deserto: pompe di benzina, un ristorante, un piccolo
supermercato che vende generi alimentari, birra, fuochi
d'artificio, lozioni abbronzanti. Al banco una coppia di
giovanotti neri, pelle lucida per il caldo, braccia nude fino
alle spalle, uno dei due con una maligna barbetta alla
Malcolm X. Il loro colore grida che da queste parti costituiscono
una minaccia, sono una razza, li si trova dappertutto.
Ma con questi due ragazzotti neri l'anziana cameriera
bianca non ha nessun problema. Chiacchierano tutti
e tre sorridendo con il medesimo accento strascicato, producendo
un soffio d'aria con la bocca. Una situazione felice.
Per realizzarla c' voluta la Guerra civile.
Per vedere se  ancora capace di usare la voce chiede al
grassone bianco seduto come lui al bancone alla distanza
di uno sgabello vuoto (al self Service degli antipasti si  caricato
il piatto di una montagna di lattuga, barbabietole,
insalata di cavolo, ricotta, fagioli e ceci): - Quante ore ci
sono ancora fino al confine con la Florida? - Lo ha detto
lasciando strascicare un po' il suo accento della Pennsylvania,
nella speranza di farla franca.
- Quattro, - risponde l'altro con un sorriso. - Vengo
proprio da li. In che parte della Florida  diretto?
- Al capo opposto. De Leon. Mia moglie e io abbiamo
un appartamento in un condominio. Per adesso ci vado da
solo, in auto: mia moglie verr in seguito.
L'altro continua a sorridere, ma non smette di masticare.
- La conosco, De Leon. Simpatica vecchia citt.
Lui non si  mai accorto che ci sia un granch di vecchio.
- Dal balcone una volta vedevamo il mare, ma poi
hanno costruito.
- Ci sono un sacco di costruzioni dalla parte del Golfo,
ormai: la zona dell'Atlantico  parecchio affollata. Io
la mia giornata l'ho cominciata a Sarasota.
- Davvero? Un bel viaggio, fino a qui.
-  per questo che mi sono servito come un maiale. Dalle
cinque di questa mattina non ho mangiato altro che un
dolcetto. Dopo un po' bisogna fermarsi. Si cominciano ad
avere le visioni.
- Di che tipo?
- Il pezzo che ho appena fatto, un sacco di nebbia in
banchi, ti d alla testa. Il caff da solo fa male allo stomaco -.
Questo tale ha un modo veramente simpatico di
sorridere, masticare e parlare tutto insieme. Ha una bocca
larga ma priva di labbra, tipo quella di un Muppet. Il berretto
da camionista, con un cartellino e una rete nella parte
posteriore, lo ha posato accanto al piatto; quella sua buona
testa piena di capelli grigi leggermente ondulati come
quelli di un uomo ricco  segnata per sempre dalla tesa.
- Guida uno di quei bestioni? Non so come facciate.
Fin dove arriva?
Avendo completamente terminato gli antipasti nel piatto
il sorriso si  allargato. - Boston.
- Boston? Fin lass? - Harry non c' mai stato, per lui
 la fine del mondo, piazzata appena sotto il Maine. La
gente che vive cos a nord per lui appartiene alla fantasia,
come gli eschimesi.
- Oggi, domani, comunque sia, io ho in mente di portare
questa carretta a Boston con tutto il rimorchio per
domenica pomeriggio, ventiquattr'ore a partire da adesso.
- Ma quando dorme?
- Oh, uno accosta e dorme un'oretta qui, una l.
- Fantastico.
- Lo faccio ormai da quindici anni. Mi ero messo in
pensione ma poi ho ricominciato. Non potevo sopportare
di stare a casa. Alla TV non davano niente di decente. E
lei cosa fa di bello?
- Io? - Sono in fuga. Ho il LAD che non funziona. Finch
coglie il significato della domanda. - Sono in pensione,
pi o meno.
- Auguri, vecchio mio. Io non ce l'ho fatta, - replica il
camionista. - A me stare in pensione mandava il cervello
in pappa -. L'anziana cameriera, cos cordiale con i due
ragazzotti neri, porta all'affamato cliente un vassoio ovale
riempito da una bistecca a galla in un miscuglio rosato di
olio e sangue e tre verdure diverse in altrettanti piattini
rotondi da contorno, oltre a una porzione dorata di torta
al granoturco su un piatto a parte.
Con una certa riluttanza - si  fatto un amico - Harry
si allontana dal banco. - Auguri a lei, - dice.
Ma in questo momento il pallido grassone dei miracoli,
che arriver a Boston pi veloce di un proiettile, e che come
Thomas Alva Edison ha bisogno soltanto di un pisolino
ogni tanto, ha la gran bocca da Muppet troppo piena per
parlare, per cui si limita a sorridere e annuire, perdendo
un serpentino rivoletto di sugo di bistecca sul lato opposto
del piccolo mento in forma di uovo. Nessuno  perfetto.
Siamo soltanto esseri umani. Guarda Jim Bakker. Guarda
Bart Giamatti.
Rimontato sulla Celica, attraversa il fiume Tuglifinny.
Il Salkehatchie. Il Little Combahee. Il Coosawatchie. Il
Turtle. Ah, ecco: Kikcapoo, non Ashepoo. Il Kikcapoo Joy
Juice, in Li'l Abner. Tra folate di musica nera dal nuovo
sound elettrizzante, che sembra prodotto con assi sbattute
sul pavimento, sente alcuni annunci pubblicitari della
Upchurch Music Company (uno strumento per tramandare
il piacere musicale alle generazioni a venire) e di un
deodorante denominato Tiny Cat. Micino. Chi pu volere
un deodorante che si chiama cos? Attraversato il fiume
Savannah si lascia finalmente alle spalle il South Carolina
con i suoi fuochi d'artificio. Poich  affaticato da miglia
e miglia di viaggio, all'uscita della citt esce dalla superstrada,
arriva in centro e parcheggia accanto a un grande
tribunale antico, dove si compra un sandwich al pastrami
caldo in un buco sulla strada principale. Quindi si siede
per mangiarlo, cercando, per non macchiarsi i pantaloni,
di non far traboccare dalla carta incerata neanche un po' di
sugo come invece  tracimato il nauseante rivoletto dalla
bocca di quel tale, nel posto dove ha pranzato ore e ore
prima. Questa zona di Savannah, a un incrocio dal fiume,
fa pensare a una serie di ambienti all'aperto che hanno per
pareti tante casette a schiera con i gradini alti e per tende
alberi polverosi; sebbene le ombre si stiano facendo pi
intense addensandosi sulle morbide vecchie facciate, che
sono pi tristi e rosate di quelle di Brewer, sulla giornata
grava ancora un caldo feroce. Uno stormo di piccioni si
raccoglie attorno alla sua panchina, curioso di vedere se
lascer loro un po' di focaccia o di patatine Bar-B-Q. Un
giovane vagabondo dai lunghi capelli biondi alla generale
Custer e la faccia scura tipica di chi  senza un tetto gli
dardeggia un'occhiata da pazzo da una panchina dietro a
un albero del locale accanto, per cos dire. Un alto obelisco
si leva in memoria di qualcosa, senza dubbio i gloriosi
morti. Alcuni uccellini marroni svolazzano dentro e fuori
le chiome degli alberi, cercando di decidere se la giornata
sia finita o meno. Meglio rimettersi in moto. Ripone
con cura le cartacce e il cartone del latte nel sacchetto
in cui gli  stato dato il sandwich e abbandona il tutto in
un cesto della spazzatura, in dono a Savannah, la traccia
che si lascer alle spalle come il velo di dita unte rimasto
sul bordo del com a casa sua. I piccioni zampettano via
sbuffando delusi. Il barbone si  spostato silenziosamente
alle sue spalle, per chiedergli senza un accento particolare,
con il tipico ringhio incespicante del drogato, se per
caso non abbia una sigaretta. - No, - risponde lui. - Sono
trent'anni che non fumo -. E mentre lo dice gli viene in
mente il momento in cui, con decisione non premeditata,
aveva buttato mezzo pacchetto di Philip Morris - il bel
pacchetto marrone tabacco di una volta - nel bidone che
qualcuno aveva lasciato aperto in un vicolo di Mt Judge.
Come traccia ha lasciato anche quella.
Quindi si dirige verso l'auto con il cuore che galoppa,
mentre il barbone lo segue borbottando qualcosa a proposito
di qualche spicciolo. Traffica con la chiave, monta e sbatte
la portiera. Nonostante tutte le miglia che ha percorso,
grazie a Dio, la Celica non  troppo surriscaldata per non
mettersi in moto immediatamente; Custer, bloccato fuori,
sbatte gli occhi e si volta facendo finta di niente. Lui
procede guidando con cautela tra gli ambienti all'aperto,
aggira il monumento e finisce con il perdersi nel tentativo
di uscire da Savannah. Rimane invischiato in interminabili
quartieri neri, case che vanno blandamente in pezzi,
costruite con assi che l'ultima vernice fresca l'hanno vista
ai tempi di Martin Luther King. Si parla continuamente
di cospirazioni omicide, ma a quella lui ha creduto. E ci
crede ancora, anche se non ricorda il nome dell'uomo che
hanno messo in galera con quell'accusa. Un nome in tre
parti. Scappato una volta ma poi preso. James Earl qualcosa.
Ma basta con la storia. In preda al panico si ferma
in un negozio di alimentari, di quelli con il pavimento in
legno scanalato e i chiodi dalla capocchia lucente, come
ne ha visti anche a Mt Judge quando lui era un ragazzo,
se si eccettua il fatto che l sono tutti neri; un uomo smilzo
del colore di un guscio di pisello secco, molto divertito,
gli spiega come tornare sulla superstrada gesticolando con
due mani lunghe che svolazzano sciolte appese ai polsi.
Tornato sulla 95, Coniglio si inoltra in Georgia. E mentre
cala il buio comincia a piovere, una pioggia che gli d
molto fastidio per via dei suoi vecchi occhi che di notte
non sono pi capaci di distinguere bene le diverse luci.
Spegne persino la radio, tanto si sente tempestato da
proiettili di esperienza. Per essere stato troppo tempo nella
stessa posizione, si sente come se qualcuno lo stesse colpendo
al corpo ripetutamente con dei sacchetti di sabbia.
Meglio fermarsi. Dopo Brunswick trova un Ramada Inn
dove mangia un piatto a base di pesce gatto fritto, specialit
che non sta troppo bene con il pastrami che ha preso
prima, in particolare le patate dolci candite e la torta al
pecan. La camminata per tornare in camera, sulla passatoia
in cemento davanti alle altre porte del motel, sotto la
balconata continua del piano superiore che lo ripara dalla
pioggia, lo riempie di una beatitudine segreta. Non possono
prendermi. Ma il confortevole momento di felicit gli
fa tornare alla mente tutte le persone amate che ha lasciato
esposte all'infelicit nella Diamond County. Il senso di
colpa gli scava nel cuore come un pollice dentro un occhio
parzialmente privo di sensibilit.
Arrivato a met, The Golden Girls gli sembra improvvisamente
noioso, niente sesso, tanta gente anziana pi una
vecchia nonna sboccata: bisognerebbe capire quando  il
momento di darci un taglio. Allora si mette a guardare sul
canale educativo uno spezzone di Pianeta vivente sulla vita
agli estremi polari. Lo ha gi visto ma David Attenborough
che nel punto pi desolato dell'Antartide rivolta le pietre
rivelando che sotto ci sono i licheni lo sorprende ancora; e
poi, durante l'abissale, interminabile inverno privo di sole,
quei pinguini che si trascinano senza tregua in mezzo
a continue bufere tenendo le uova sulla cima delle zampe
palmate. Incredibile:  la vita a consumare il mondo. Un
telegiornale delle dieci, sullo stesso canale, ripete l'eterno
ritornello che lui ha gi sentito tutto il giorno alla radio. Il
povero Giamatti. Allo zoo nazionale di Washington  nata
una femmina di panda. Fino alla morte di Rock Hudson,
Reagan era convinto che l'AIDS fosse una malattia blanda
come il morbillo, secondo quanto rivela il suo ex medico,
il generale di brigata John Hutton. Segue un altro spione: il
capitano di marina R. Wilson sull'ultimo numero del mensile
US Naval Institute Proceedings sostiene che la US5
Vincennes era famosa tra le altre navi presenti nel Golfo per
i suoi azzardati atti d'aggressione gi un mese prima che la
medesima Vincennes abbattesse un aereo di linea iraniano
con a bordo pi di duecentosettanta passeggeri tra uomini,
donne e bambini. Poveri diavoli, iraniani o no. Bambini
piccoli, donne avvolte nei loro scialli, ruotano su s stessi
fino a colpire la superficie scura dell'acqua. Nuovo capo del
governo giapponese in visita a Washington, governo provvisorio
a Panama, in Ungheria folle di tedeschi dell'Est in
attesa di passare il confine del mondo libero. Poveri diavoli,
loro non lo sanno che il mondo libero si sta consumando.
Coniglio si prepara per andare a dormire, coricandosi
con la stessa biancheria che ha avuto addosso tutto il giorno,
cercando di riflettere su s stesso: dov', chi . E l'ultima
notte che passa nel nulla. L'indomani la vita torner a
raggiungerlo. Janice al telefono, i Gold alla porta accanto.
Si sente meno leggero di quanto pensasse quand' scappato
da Brewer. Gli Stati Uniti sono sempre gli stessi, tenuti
assieme dalle carte di credito e dai nomi indiani. Sul letto
diventa un peso morto. Perduto nel reticolo delle linee tracciate
sulla mappa dorme come nel grembo della madre, altro
rifugio temporaneo.
Mattino. La pioggia non  che un ricordo nelle pozze
sull'asfalto martellato dal sole. Domenica. Pensando che il
mattino dopo torner alla crusca rancida di avena si concede
una porzione di pane fritto con salsiccette. Quando
partono, Janice non pulisce mai gli armadietti. Efficace, a
modo suo, se a uno non d fastidio nutrire formiche e scarafaggi.
Continua a sentire in bocca un gusto di sciroppo
d'acero e uova che non ha veramente gustato. Il pane fritto
non  mai buono come quello che preparava un tempo
la mamma prima di spedirlo al catechismo domenicale: i
triangoli dorati di pane cotto al forno, lo sciroppo dentro
la lattina Aunt Jemima che aveva la forma di una capanna
di tronchi con tanto di pennacchio di fumo dal camino.
Mentre sistema la valigia nel bagagliaio rimane colpito, e
non  la prima volta, dalla forma appuntita dei fanalini
posteriori della Celica: vista da dietro sembra che abbia
gli occhi a mandorla.
Nel giro di un'ora attraversa il fiume St Marys e un'insegna
della superstrada gli augura benvenuto in florida;
la radio trasmette spot pubblicitari della Blue Cross, di un
fissante per dentiere, di diverse cliniche per malattie polmonari.
Il bordo della strada diventa sabbioso, il traffico si
infittisce, si fa sfavillante di luci. Ed ecco improvvisamente
Jacksonville, una Oz di grattacieli verde azzurri, una citt
di sogno che compare alla fine di una galleria di pini, luccicanti
scatoloni di vetro ammucchiati attorno al pi alto,
l'Ospedale Battista. Supera alcuni alti ponti sul fiume St
Johns, da cui gode il panorama di una citt che rifulge da
diverse angolazioni, come un gioiello rigirato nella mano,
paga un pedaggio e deve stare attento a non sbagliare strada,
prendendo per Green Cove Springs o Tallahassee. La
Statale 95 ormai non  che una tra le tante superstrade.
Le auto si fanno larghe e grasse, invece che scortecciati
tronchi di pino i camion trasportano rotoli di zolle erbose
fresche. Tutto attorno a lui, flottanti come tante barche
sperdute, vede scorrere grossi camper bianchi e furgoni,
Winnebago e Starcraft, Pathfinder e Dolphin, abitazioni
su ruote, il marito al timone, gomito fuori del finestrino,
la moglie nella casa alle sue spalle, a rifare il letto. Questi
caravan arrivano in Florida da tutti gli stati, carichi persino
del verde profilo montano del Colorado e della gesticolante
aragosta del Maine. Harry nota un nuovo tipo di targa
della Florida, una sorta di nebbioso memoriale tricolore
del Challenger, in mezzo alle tante con ancora dipinta nel
mezzo la chiazza verde a forma di Florida, identica a una
patacca su una cravatta. Ma non  forse stata la disgrazia
del decennio aver spedito verso lo spazio quella povera insegnante
del New Hampshire e quella ragazza ebrea dai
capelli crespi, per non parlare dell'equipaggio, un nero e
un asiatico - una sorta di spaccato televisivo dell'America -
soltanto perch saltassero per aria dopo non pi di un minuto
andando in mille pezzi in diretta televisiva? Per di
pi la commissione d'inchiesta  ormai arrivata alla conclusione
che con ogni probabilit, mentre precipitavano a
capofitto nell'acqua, erano ancora coscienti. Per due o tre
minuti. Coniglio penetra sempre pi a fondo nella Florida,
contento di trovarsi di nuovo tra le palme, i tetti bianchi
e l'esilit tropicale, le nubi azzurro su grigio su bianco su
azzurro, come se in quella zona il grande creatore del cielo operasse con materiali pi leggeri.
Si segue la 95 parallelamente alla East Coast fino alla
4, poi si taglia in diagonale attraverso il Disney World
dove la povera piccola Judy sarebbe tanto voluta andare:
la prossima volta che vengono qui bisogner metterlo in
programma. Alcuni dei sedicenti esperti di viaggi del condominio
(Ed Silberstein, per esempio, che lui ha sempre
considerato un gran saccente anche prima che suo figlio
cercasse di farsi Pru) consigliano di rimanere sulla 4 fino
alla 75, risparmiando in minuti quello che si perde in miglia,
o se non altro di prendere la 17 fino a Port Charlotte,
ma Harry preferisce puntare a sud sulla 27, esattamente
attraverso il rovente ventre piatto dello stato, attraverso
Haines e il lago Wales, fino al deserto a ovest della riserva
dei Seminole e del lago Okeechobee, per poi raggiungere
De Leon attraverso la Statale 80.
In Florida non ci sono problemi per trovare sull'autoradio
qualche stazione che trasmetta Vecchi Motivi Dorati.
Laggi sono tutti vecchi. La musica di una vita, amano
definirla alcuni degli annunciatori, ed eccola infatti colare
interminabilmente nell'auto; Patti Page implora: Never let
megooo, I love you sooo e poi esegue con grande brio quel
pezzo latinoamericano sui caballeros che fa Ay ay ay, concludendo:
I've waited all my life, to give you all my love,
my heart belongs to you; quindi ascolta Tony Bennett, o
comunque uno dei tanti italiani che muggiscono, con Be
My Love, a proposito di tutto l'amore; e poi Gogi Grant
con The Wayivard Wind: erano secoli che questo cantante
non gli veniva in mente, per  una canzone poco conosciuta,
che non gli accende nessuna cellula nella memoria;
mentre intanto il paesaggio fuori dai finestrini dell'auto, al
di l del soffio del condizionatore, si va facendo sempre pi
honkytonk - Il mondo del saccoapelo. Vita attiva per adulti
- e le auto esibiscono tutte quante un Garfield arancione
appiccicato al lunotto posteriore con ventose a forma
di grinfie. Why you ramble, no one knows, canta Nat
King Cole in Rambling Rose, con quel finale cos dolce:
Why I want you, no one knows, sembra quasi di vedere
quel suo sorriso saggio e lento. Segue Tzena, Tzena, altra
canzone che lui non sentiva da anni, la musica etnica non
va pi, e - a proposito di roba etnica - Oh, My Papa, pi
una Kay Starr dei bei tempi andati in Wheel of Fortune,
con tutti quei singulti, difficilissimi, Puleazze let it be
now, A-Tisket, A-Tasket, e qui si va veramente indietro
di un bel po', a quei tempi lui andava ancora alle elementari
a piedi con Lottie Bingaman, innamorato di Margaret
Schoelkopf. Poi vengono Love Me Tender di Elvis Presley:
di' quello che vuoi, prima di diventare grasso, drogato e
infine addirittura ossessionato dai fantasmi aveva una voce
vera, una voce bella, non come quella sirena da nebbia
di un Sinatra, Ray Charles, tanto per parlare di un'altra
voce vera, I Can't Stop Loving You, dreaming of yesterdayssss,
con quel suo modo di strascicare le parole, quello
strano ondeggiare della testa, da cieco, e Connie Francis,
Where the Boys Are, una voce capace di far gelare la nuca;
ma alla vita di chi appartengono tutte queste canzoni?
Erano i tempi delle feste sulla spiaggia, ma ormai lui era
gi sposato, separato e riconciliato, e a quel punto lavorava
alla Verity Press, niente pi feste, stop. Ronnie Harrison,
invece, scopava tutto il weekend con Ruth alla Jersey
Shore:  una cosa che gli brucia ancora.
La stazione svanisce sullo sfondo e cercando di trovarne
un'altra incappa nella messa evangelica di un uomo che
sbraita: Ges sa! Ges vi guarda nel cuore! Ges vede
la morte che c' nei vostri cuori! per cui ovviamente tira
avanti, arrivando a Cry di Johnny Ray, troppo tardi
per per sentire tutti quei bei singhiozzi: l your sweetheart
sends a letter of goodbye, canzone che risale pi o
meno ai tempi in cui ha dovuto lasciare Mary Ann per il
servizio militare senza sapere che sarebbe stato per sempre;
e pensare che litigavano, a proposito di Johnny Ray:
lui sosteneva che per cantare in quel modo doveva essere
perlomeno frocio, finch pi tardi, gi in Texas, quando
il suo amore gli aveva inviato una lettera, si era dovuto
rendere conto che la canzone parlava proprio di lui. Nuovo
numero, ecco Dean Martin che canticchia pigramente
That's Amore-, a quel punto lui era gi tornato dal militare
e si era messo con Janice, la ragazza tranquilla che serviva
al banco da Kroll, con quel suo corpicino sodo, la sfida di
quei suoi occhi scuri pieni di stupore, se lo ricorda perch
lui ci scherzava sempre: That's amore - altroch se lo
era -, diceva, subito dopo aver scopato nella camera prestata
da un'amica di lei, con vista sui gasometri grigi lungo
il fiume. Only the Lonely, infine, con gli ultimi gorgheggi
del fu Roy Orbison: There goes my baby, there goes my
heart, una voce straordinaria, capace di salire sempre pi
in alto, veniva da credere che si sarebbe spezzata come se
fosse di cristallo, cosa che del resto in un certo senso poi
successe veramente. Secondo lui a fare di questa canzone
un Vecchio Motivo Dorato  proprio il fatto che Orbison
sia morto.
Le canzoni scorrono via, interrotte ogni mezz'ora da un
sommario di notizie. Bombardamento in Colombia, quarantotto
feriti; le difficolt dei colombiani sono ulteriormente
aggravate da un crollo dei prezzi del caff; l'atteso
discorso del presidente Bush sul problema nazionale della
droga suscita una ridda di ipotesi a Washington: potrebbe
trasformarsi in un Reagan? Ancora Washington: il panda
neonato lotta contro la morte in un'incubatrice, fonti ufficiali
nutrono speranze che possa sopravvivere. Notizie
locali: diversi trichechi continuano a dare cenni di attivit
nel Caloosahatchee Basin; ieri a Miami i Dolphin sono stati
battuti venti a zero dai Philadelphia Eagles. A Coniglio
fa piacere sapere questo risultato, ma le vecchie canzoni,
con tutto il loro sciroppo sull'amore - amore, dolcezza,
tenerezza, cagnetti alla finestra, mamma che bacia Babbo
Natale, The Naughty Lady of Shady Lane, violini sullo
sfondo, bridges in pizzicato, crescendo di ottoni destinati
a smuoverti fino al fondo dei pantaloni - lo hanno stufato:
gli d un gran fastidio essere costretto ad ammettere in et
cos avanzata che le canzoni della sua vita sono imbecilli
esattamente come il rock di cui si nutrono i ragazzi beoti
di oggi, n lo sono meno della roba degli anni Sessanta
e Settanta che si  trangugiato Nelson: tutta ugualmente
destinata a teste vuote e ormoni surriscaldati, un oceano
bianco di schiuma, e ascoltarla adesso  come cercare di
mangiare una doppia banana split solo perch lo faceva
sempre da giovane. E roba usa e getta, cucinata per produrre
rapidamente profitto. I discografici ci guidano nella
strada nel bosco, poi fanno dietrofront per portare l anche
la generazione successiva, ma il gusto di melassa  sempre
lo stesso, con qualche piccolissima modifica.
Coniglio si sente tradito. E cresciuto in un mondo in
cui la guerra non era inusuale ma lo era il cambiamento: il
mondo rimaneva immobile, in modo che ci si potesse crescere
dentro. E sa benissimo quand' successo che il fondo
 saltato via. Quando hanno chiuso Kroll, che era l in
centro a Brewer da chiss quanti anni, pi imponente di
una chiesa, a un capo di Weiser Square, con quelle vetrine
- ogni Natale, roba dell'altro mondo - di trenini che
correvano in cerchio, di bambole che crollavano la testa,
di stelline intermittenti nell'angolo, quasi fosse stato Dio
in persona a metterle l per illuminare la stagione pi buia
dell'anno. Da bambino non era capace di distinguere gli
atti degli uomini da quelli di Dio: veniva tutto pi o meno
dall'alto. Gli viene in mente come se ne stava l allora,
in piedi al freddo, mentre sua madre sbirciava in questo
universo di giocattoli di latta, un universo reale come tutti
gli altri, mentre l'aria gli mordeva le guance, con il suono
delle campane dell'Esercito della Salvezza che chiedevano
l'elemosina, l'odore dei pretzel caldi che in quegli anni
venivano venduti su Weiser Square, la sensazione, tutto
attorno, di una gran calca di corpi adulti infagottati che
premeva per entrare da Kroll, dove si poteva comprare il
meglio di tutto, dalle tendine ai letti, dai giocattoli ai vasi,
dalla porcellana all'argento. Quando lavorava l, alle spedizioni,
gli alti e bassi si notavano - assunzioni e licenziamenti,
linee di vendita dismesse, improvvisi cambi di moda,
il terrorizzante gioco d'azzardo di tutto quel merchandising -,
eppure lui continuava a credere in quel posto
come in un tutto, con la sua potenza, la sua buona fede.
Di conseguenza, quando un'estate il sistema aveva fatto
sentire la propria presenza decidendo di chiudere Kroll,
solo perch ai bianchi ormai venire in centro faceva paura,
lui si era reso conto che il mondo non era una cosa solida
e benevola quanto piuttosto un raccogliticcio insieme di
espedienti validi soltanto in nome dei soldi. Ci si passava
attraverso e niente pi, venendone munti per quanto si
valeva, soprattutto se si era giovani e creduloni. Come era
scomparso Kroll, alla stessa stregua potevano scomparire
il tribunale e le banche. Una volta finiti i soldi avrebbero
potuto chiudere Dio stesso.
Per miglia e miglia, nei pressi di Disney World e oltre,
altri parchi di divertimenti e a tema tendono la tazzina al
traboccare dei turisti. Un Museo delle cere. Un Acqua-Pazzo,
che sarebbe poi uno scivolo acquatico. Un Sea World.
Un Circus World, ma non quello redux di Sarasota. Che
parola cretina. Come faux, che di punto in bianco  comparsa
dappertutto: pellicce faux, gioielli faux. Falsi, intendono
dire in realt. Un museo di vecchi giocattoli e bambole.
Ma vecchi secondo chi? Di questi tempi vendono come
antichit oggetti che hanno meno della sua et, altro racket
anche questo. Sulla Statale 27, in direzione sud, entra in
un'arida campagna vagamente ondulata, con bestiame di
colore chiaro sparso su vasti campi riarsi, macchie verde
scuro di aranceti, fitte, irrigate, e giganteschi serbatoi per
l'acqua in forma di grossi funghi: sembrano tante navi
venute dallo spazio. Sul bordo della strada insegne dipinte
con mano incerta offrono noccioline bollite: minute
fanciulle messicane presidiano le bancarelle; ecco anche,
flebile eco di quelli a tema pi a nord, un commovente,
polveroso parco di divertimenti, esili strutture messe su
per procurare un fuggente attimo di vertigine, inoperose,
in attesa dei piccoli clienti della sera.
Il sole  ormai alto, le sfilacciate nubi grigie del mattino
si sono dissolte, il caldo  greve, opprimente, quando
smonta dalla Celica in una stazione di servizio della
Texaco per servirsi della toilette, bisogno cui  impossibile
sottrarsi, come alla neve quando si  al Polo Nord, gli fa
addirittura paura: penetra persino nel cesso degli uomini,
un caldo umido come quello dell'estate in Pennsylvania,
ma pi bruciante, quasi carico di odio. La strada  larga ma
piena di semafori e di incroci, con altre strade che vengono
dalla campagna; le cittadine scorrono via una dopo
l'altra - Lake Wales, Frostproof, Avon Park, Sebring -,
obbligandolo a chiedersi come saranno le vite che vi si
svolgono, lontano dalle coste, dai condomini e dalle battute
di pesca charterizzate, degli esseri umani che si svegliano
e vanno a lavorare esattamente come fanno quelli
di Brewer, con l'unica differenza che tutto  appiattito dal
sole: come avranno fatto ad arrivare li, tanto vicino al limite
estremo del mondo, su quello sputacchio di sabbia che
potrebbe essere spazzato via al minimo innalzamento del
mare provocato dallo scioglimento dell'Antartide a causa
dell'anidride carbonica nell'atmosfera? Sulla sinistra, verso
la riserva Seminole, avvista una grossa colonna di fumo
denso e velenoso, un disastro, una bomba atomica: mentre
era l che affogava nei ricordi musicali  stata dichiarata
la guerra;  convinto che finir con il trovarsi in mezzo a
una foresta in fiamme e invece non succede un bel niente,
la colonna di fumo svanisce lentamente, sempre sulla
sinistra, non sapr mai che cosa fosse. Una discarica, con
ogni probabilit. Si sente rattrappito per il tempo passato
seduto e prende una Nitrostat, se non altro per il piccolo
soprassalto che gli d, l'intima scioltezza, il solletico.
Il territorio si va facendo sempre meno abitato e pi accidentato.
Le citt hanno nomi strambi come Lake Placid,
Venus, Old Venus e Palmdale; appena passata quest'ultima
(che significa valletta delle palme) e superato il
Fisheating Creek (ovvero il ruscello che mangia il pesce),
incontra niente meno che un'altra Harrisburg - citt
che da loro, in Pennsylvania,  la capitale dello stato ma
che invece laggi non  un bel niente - e prosegue sulla
29, una strada talmente stretta e piatta che la visibilit 
di diverse miglia, con il risultato che i camion compaiono
in lontananza attraverso uno scintillio che taglia loro le
ruote, mentre intanto una sfilza di burini in pick-up gli
sta incollata al paraurti in attesa di sorpassarlo, non c'
nessunissima indicazione stradale, solo un senso di palude
tutto attorno, sono tanto separati dalla civilt che la
radio non prende: prima che scomparisse, per, l'ultima
canzone di una vita trasmessa risaliva a molto prima dei
suoi tempi ed era cantata, con una mesta debole lisca, da
una certa Connie Boswell - Say It Isn't So - a bassa voce,
come se stesse parlando direttamente all'ascoltatore
You've found somebody newww: il complesso che
l'accompagnava sullo sfondo era appena udibile, metallico
come quelli che suonavano una volta negli atri degli
alberghi adorni di una quantit inverosimile di palme in
vaso, e dava un'atmosfera da anni Venti, quando davvero
si viveva una gran vita, senza stare a preoccuparsi di
fumo o di alcol, per non parlare del colesterolo, chi si 
visto si  visto; Ssay it isn't sso, di' che non  vero; la
poveretta gli appare tanto sincera, cos autenticamente
ferita che potrebbe quasi mettersi a piangere. In ogni caso:
a che gioco star giocando Janice? Lo scoprir presto.
Tra fossi di palude e grigia vegetazione irrigidita, la 29
sembrerebbe non finire mai, ma ecco che invece finalmente
a La Belle sfocia nella 80, deviando verso ovest appena
a sud del Caloosahatchee; dopodich  praticamente a casa,
comincia a vedere indicazioni stradali per il Southwest
Florida Regional Airport e sente aerei rombare sopra la
sua testa: se lui fosse la Vincennes potrebbe abbatterli attraverso
il parabrezza. In nome della nostalgia, per affondare
ancora una volta nella realt della Florida, prosegue
oltre la Interstate 73 fino alla Statale 41. Ecco l Marvin
l'affamato. La Protesica Universale. Il Super Sportello. Lo
Starlite Motel. Una volta lui e Janice si sono infilati furtivamente
in un motel facendo finta di essere una coppia
irregolare mentre in realt erano sposati da tredici anni.
Numero sfortunato, ma lo hanno superato. Quest'anno
sono trentatre. E trentaquattro ne sono passati da quando
hanno scopato per la prima volta. Ai tempi di Kroll
non avrebbe mai pensato che un giorno si sarebbe rivelata
una donna piena di soldi. Dietro il banco delle noccioline
sembrava soltanto una piccola, patetica stupidina. Jan
c'era ricamato sul suo grembiule scuro, aveva qualcosa di
insicuro e sexy, probabilmente una donna indipendente e
sicura come Elvira non ha affatto altrettanta propensione
per il sesso, mentre Jan ce l'aveva eccome, rimaneva colpita
quando lui le saltava addosso come faceva con Mary
Ann in auto, per adesso erano su un letto. La mamma
non aveva una grande simpatia per lei; in piedi in cucina
con le mani insaponate diceva sempre che con le sue auto
usate Fred Springer era un artista della truffa. Ora la
Springer Motors  kaputt, finita. Gi per il cesso come
Kroll. Nulla  sacro.
Raggiunge l'uscita sulla 41. In questa stagione i pennacchi
d'erba della pampa, i cespugli in fiore lungo le strade
tortuose hanno un aspetto diverso, pi lussureggiante. Non
 mai stato l in questo periodo. L'ambiente gli sembra pi
deserto, meno auto nei vialetti, pi tende tirate, i marciapiedi
sembrano meno calpestati, sebbene sia ora di punta il
traffico  limitato, nell'aria aleggia un'atmosfera da pomeriggio
tardi, come un velo di ossidazione sull'argento. Su
Pindo Palm Boulevard non vede un solo armadillo spiaccicato.
La guardia al cancello di sicurezza del Valhalla Village,
un tipo magrolino di colore con gli occhiali che non ha
mai visto, non lo conosce; comunque, trovato il suo nome
tra quello dei proprietari, lo fa passare oltre con un cenno
della mano e un sorriso, molto efficiente, probabilmente
ha un diploma di college,  ultraqualificato.
All'ingresso interno del palazzo B il codice non funziona.
Nella sua vita ci sono tanti di quei numeri che pu
darsi benissimo lo stia inserendo sbagliato. Ma dopo la
terza volta che la porta si rifiuta di aprirsi per farlo passare
comincia a pensare che il blocco non dipenda tanto
da lui quanto da una modifica del codice. Quindi, zoppicando
per effetto di una certa rigidit alla gamba destra
- costretta a premere sull'acceleratore per oltre tre
giorni -, gli tocca trascinarsi al di l dell'isola salvagente
con la sua moquette e della striscia d'asfalto, nel caldo
accecante, passando attraverso un profluvio di profumi
tropicali parzialmente dimenticati - ibisco, bougainvillea,
corteccia secca di palma, gramigna -, fino alla direzione,
nel palazzo C, per farsi dare questo nuovo codice.
Gli dicono che la notifica gli  stata inviata al suo indirizzo
estivo, su a nord, e lui replica: - Mia moglie deve
averla stracciata, o gettata via, oppure chiss che cosa ne
ha fatto Sente la sua stessa voce, finalmente rivolta di
nuovo a un essere umano, strana, gracchiante, come se arrivasse
da parecchie decine di centimetri fuori di lui, tipo
l'eco o il coro che ci colgono di sorpresa uscendo da una
sola delle casse stereo nell'auto. Fuori dall'auto si sente
goffo, vulnerabile: una chiocciola di mare senza il suo guscio.
Tornando indietro getta un'occhiata al Club Nineteen
e si sorprende di non vedere nessuno ai tavoli, n dentro
n fuori, sebbene un paio di gruppi di quattro giocatori
siano in attesa sul primo tee, nelle ombre che vanno allungandosi.
Gi, pensa, in questa stagione a met giornata
non si gioca.
In ascensore la scheda di controllo chiusa nella cornice
a inserimento  di una tinta differente, il corridoio color
pesca odora di un deodorante diverso, con un vago, nostalgico
sentore di limonata. La porta del 413 si apre agevolmente,
le due chiavi entrano raspando nelle loro serpeggianti
toppe e girano, non ci sono ragnatele a strusciargli
sulla faccia, nessun grosso ragno nero e peloso che scappi
zampettando velocissimo sulla moquette. Da qualche tempo
gli stanno venendo ossessioni di ogni genere. L'appartamento
 quello di sempre, assolutamente immoto come
una replica di s stesso: gli scaffali a vista, gli uccelli e i fiori
fatti da Janice con le conchiglie bianche, il grosso uovo
di vetro verde che un tempo stava nel salotto di mamma
Springer, il chiaro divano squadrato, la scrivania di finto
bamb, lo schermo televisivo spento, grigioverde. Nessuno
si  dato pena di arrecare disturbo alla casa, n di svaligiarla:
che gente snob. Le due valigie le porta in camera
da letto, dove apre la porta scorrevole che d sul balcone.
Il rumore dei suoi passi incide a fondo nel silenzio della
casa. Nell'odore di chiuso ristagna una carica elettrica
che sembra rimproverarlo. Il condominio non lo aspettava,
 in anticipo. Essere arrivato dopo un simile viaggio fa
apparire tutto pi grande, come la capocchia incavata di
uno spillo al microscopio. Tutto l'appartamento - il mobilio,
gli armadietti verde acqua con ripiano in formica,
gli angoli degli stipiti stretti e dei battiscopa - gli sembra
una struttura sotto sforzo, messa accuratamente insieme
a colpi di martello e chiodi per contenere una traboccante
massa di paura.
Un telefono bianco  l in attesa di suonare. Coniglio
solleva la cornetta. Niente tu tu. Dio  in linea. Staccata
per la stagione. Oggi  domenica, domani il Labor Day.
Il vecchio familiare dilemma: come si fa a telefonare alla
compagnia dei telefoni se non si dispone del telefono?
Ma il telefono, anche dopo essere stato ricollegato,
continua a non squillare. Le giornate trascorrono vacue. I
Gold alla porta accanto sono tornati a Framingham. Bernie
e Fern Drechsel sono a Nord, rimbalzati tra le case delle
due figlie, una nella Westchester County e l'altra tuttora
a Queens, oltre che tra la bella casa del figlio, a Princeton,
e una sua villetta a Manahawkin. I Silberstein hanno una
casa in North Carolina, dove vanno da aprile a novembre.
Una volta ha chiesto a Ed perch non tornassero a Toledo
e lui lo ha guardato di sbieco con quei suoi occhi da furbacchione
e gli ha chiesto: Ci sei mai stato? La sala da
pranzo del Valhalla  sinistra: tavoli vuoti, echeggiare di
posate sulla porcellana, Bingo una sola volta la settimana.
Il percorso di golf si riempie al mattino presto di rumorosi
gruppi di quattro che lo svegliano mentre la luna splende
ancora in cielo, uomini pi giovani, fauna locale di professionisti
di De Leon che pagano furbescamente la quota
associativa ridotta della stagione morta; dopodich, dalle
dieci fino alle quattro circa, i fairway se ne stanno l ad
arrostire in un caldo intorno ai trentacinque, completamente
abbandonati, frequentati soltanto da un cane randagio
occasionale che le taglia in diagonale o dai gatti che
raspano nella sabbia dei bunker. Quando poi un mattino
si impone di andare a farci un giro da solo, con l'idea di
prendere un cart, scopre che al Pro Shop hanno perso le
sue scarpe da golf. Il ragazzo al banco - il responsabile e
l'assistente sono ancora al Nord, in country club che non
chiudono fino a ottobre inoltrato - si dichiara sicuro che
siano da qualche parte, solo che in questa stagione si usa
un sistema diverso.
L'unica altra persona del corridoio del quarto piano che
sembra essere l  la pazza del 402, Mrs Zabritski, una vedova
dagli incolti capelli bianchi tenuti su da due vecchi
pettini di tartaruga che riescono ad aggiungere soltanto
confusione. I Gold gli hanno raccontato che da ragazza 
sopravvissuta a un campo di concentramento. Lo guarda
come se fosse matto anche lui, a trovarsi l.
Un giorno si incontrano davanti all'ascensore e visto
che lo osserva con aria strana le spiega: - Quest'anno mi
 venuta una gran voglia di venire gi presto. Mia moglie
sta avviando un'attivit immobiliare e io mi annoiavo a
ciondolare per casa senza fare niente.
La testolina senza collo di Mrs Zabritski si avvita con
una precisa angolazione rispetto alla spalla, come se stesse
reggendo contro l'orecchio un invisibile telefono. Lo
fissa con aria furente, le labbra scoprono i lunghi denti
falsi formando un ovale rigido che a lui fa venire in mente
il logo di Batman che quell'estate  dappertutto. Gli
occhi pieni di venuzze rosse sono roventi e tondi nelle
orbite scheletriche: la stessa aria di consunzione che ha
visto in Lyle. -  l'inferno, - pare che replichi, minuta
vecchietta, con labbra che si muovono rigide per trattenere
in bocca i denti.
- Che cosa? Come?
- Questo clima, - risponde lei. - Sua moglie... - E si
blocca l, mentre le labbra rimangono in movimento.
- Mia moglie che cosa? - chiede Coniglio, cercando di
reprimere la propensione a gridare, visto che l'udito non
sembra rientrare tra i problemi della signora nonostante
la penosa inclinazione della testa.
-  carina, - conclude l'altra, per apparentemente seccata
nel dirlo. I capelli sono a ciocche irte, come se fossero
stati laccati e poi abbandonati a loro stessi.
- Verr gi presto, - quasi grida lui, imbarazzato tanto
dai propri segreti, dalle speranzose menzogne che coltiva,
quanto dalla contorta follia gnomesca della vecchia.
Guarda un po' con che tipo di donna doveva andare a finire,
dopo Mary Ann, Janice, la pesantezza di Ruth - una
sacca di seta -, gli occhi spalancati di Peggy, le tette adolescenti
e la torpida arrendevolezza di Jill, Thelma con il
suo spazio nero, Pru con il suo lucore smorzato, al buio,
come una strada di periferia in fiore, per non parlare di
quella prostituta del Texas, con la sua voce zuccherosa-
mente rasposa e dell'unica altra donna che abbia scopato a
pagamento, una ragazza che gli viene in mente solo molto
di rado, durante una pausa di lavoro alla Verity Press, nel
Circolo.polacco-americano di Brewer, tutta pelle e ossa e
con il raffreddore: si era tenuta addosso golf e reggipetto
in questa stanza sul retro dove lo aspettava su una branda
come una specie di carcerata, giovane, ventre e cosce
sudate per effetto del raffreddore ma pura e chiara, poche
venuzze celesti dove la pelle si sagomava attorno alle ossa
pelviche, la fica un naturale triangolo scuro di felci, di
quelli di una volta, non depilata sui lati per adattarsi al costume
da bagno come si vede adesso nelle riviste porno;
aveva sempre pensato che fosse polacca, per via del nome
del circolo, poteva essere sui diciotto anni, probabilmente
la stessa et di Mrs Zabritski al momento della liberazione
dal campo di concentramento, pelle liscia, flessuosa, giovane
sopravvissuta. Che cosa non fa il tempo alla gente: il
viso della vecchia si frantuma in solchi che si intersecano
a formare sulla pelle una sorta di scacchiera.
-  meglio che aspetti, - replica Mrs Zabritski.
- Le trasmetter il suo consiglio, - la rassicura lui ad
alta voce, resistendo al magnetismo da cui si sente risucchiare
per il semplice, non dichiarato motivo che lei  una
donna e lui un uomo e che sono entrambi soli e matti, a
poche porte di distanza l'una dall'altro in quel corridoio
che sembra un lungo scivolo color pesca, sfavillante di linee
argentee nella tappezzeria stampata in rilievo. Tutta la sua
vita sembra essere stata un viaggio dentro diversi corpi di
donna, quindi perch dovrebbe concludersi proprio adesso?
Diciamo che avesse diciotto anni alla fine della guerra,
quando lui ne aveva dodici, ne avrebbe soltanto sei di pi.
Sessantadue. Non tanto male, pu ancora venirne qualcosa.
Bev Gold  pi vecchia ed  ancora sexy.
Cerca di guardare la TV, ma lo mette in agitazione. Le
ultime repliche estive si alternano alle anteprime di nuovi
spettacoli che non sembrano tanto diversi da quelli di
prima: famiglie, colonne sonore di risate, intermezzi demenziali,
soggiorni a tre pareti con le scale che scendono
sullo sfondo, come nei Robinson, e sulla destra la porta
d'ingresso da cui arrivano i buffi, bonari nonni che portano
presenti e presentano problemi. Cio, sulla destra
nei Robinson e sulla sinistra in Pappa e ciccia. Quel marito
grasso avr anche lui i suoi problemi cardiovascolari. Le
famiglie della TV sono difficili da distinguere dalla propria,
se si esclude il fatto che quest'ultima non viene interrotta
ogni sei minuti da uno spot pubblicitario e che quelle non
vanno a impaludarsi nel nulla, in uno stato in cui non succede
niente, niente comiche, niente visitatori buffi, niente
esplosioni di risate in sottofondo, niente di niente se non la
noia e una sensazione di sconcerto, in particolare quando
ci si sveglia il mattino e la luna splende ancora e sul primo
tee ci sono degli uomini che fanno scommesse rumorose.
Sulle prime pensa che Janice abbia cercato con tale impegno
di raggiungerlo in quei quattro giorni passati prima
che il telefono gioved venisse ricollegato da essere ormai
convinta che lui non risponda pi al vecchio numero. Poi
comincia a vedere questo silenzio come una dichiarazione
definitiva. Non ti perdoner mai. Okay, sia dannato se sar
lui a chiamarla. Stupida. Vacca arricchita. E donna in
carriera. Pensa di essere cos brava a dirigere la vita di tutti
attraverso i contabili e gli avvocati che le ha presentato
Charlie, ma lui l'ha vista talmente ubriaca da non essere in
grado di arrivare in bagno da sola per fare pip. Le poche
volte che ha un attimo di debolezza, d'impulso, di norma
verso le quattro o le cinque del pomeriggio, quando non
sopporta pi il rumore delle partite di golf che riattaccano
e tuttavia mancano ancora alcune ore perch possa cenare,
il telefono nella casa in pietra calcarea di Penn Park suona
interminabilmente senza risposta. Lui riappende, in un
certo senso sollevato. Il nulla ha una sua purezza. Come la
corsa. Lui le ha mostrato che era ancora in grado di muoversi
con le sue gambe e adesso lei gli sta facendo vedere
che  ancora capace di essere ostinata. Il suo silenzio lo
spaventa. Allontana dalla mente le immagini di un possibile
incidente che pu aver avuto, scivolata nella vasca o
andata fuori strada con la Camry dopo aver preso troppo
da bere in casa di Nelson o in un ristorante vietnamita con
Charlie, a sua insaputa. Sommozzatori della polizia che la
trovano affogata sul sedile di dietro, come quella ragazza
di Wilkes-Barre, vent'anni fa. Ma no, lo avrebbero avvertito;
se fosse successo qualcosa, qualcuno gli avrebbe
telefonato, Nelson, Charlie o Ben, al terreno, sempre che
un terreno esista ancora. Ogni giorno che sta li i fatti della
Pennsylvania gli appaiono sempre pi remoti. Tutta la
sua vita, mentre si aggira per i locali deserti dell'appartamento,
ciascuno con la sua vista sui fairway paralleli fino
a un intrico di tetti in tegole spagnoleggianti, gli appare
irreale, o comunque non pi reale di quelle che vede negli
show televisivi, ma ormai  troppo tardi per renderla tale,
per essere serio, per affondare nel ferreo cuore della terra
ed estrarne una vita autentica da fare propria.
L'atmosfera locale, in questa stagione, trasuda violenza,
come se i nativi si comportassero bene solo durante l'inverno.
Preavvisi di uragano (Gabrielle sta acquistando vigore),
scontri frontali di auto, rapine con tanto di maschera al
Publix. Il giorno dopo il Labor Day un fulmine ha ucciso
un giovane giocatore di football americano che stava lasciando
il campo dopo l'allenamento; secondo le statistiche,
in Florida ci sarebbero pi morti per fulmini che in
qualsiasi altro stato. A Cape Cor al un funzionario di polizia
latinoamericano  stato accusato di aver picchiato a
morte con un grimaldello il suo cocker spaniel. Tartarughe
marine che muoiono a migliaia nelle reti per i gamberetti.
Un assassino di nome Petit, che la sua stessa madre afferma
essere come Charles Manson, viene dichiarato in condizioni
mentali tali da poter affrontare il processo.
Intanto il solito Deion Sanders  sempre in prima pagina
sulla News-Press di Fort Myers: un giorno realizza
quattro run e un homer giocando a baseball con gli
Yankees, quello dopo firma un contratto milionario per andare
a giocare a football americano con gli Atlanta Falcons,
quello dopo ancora viene querelato dal poliziotto ausiliario
che ha preso a pugni a Natale in quel centro commerciale,
infine la domenica sbaglia un lancio con i Falcons ma
riesce comunque a recuperare e ad andare in meta, unico
uomo nella storia a realizzare un home run nel baseball e
un touchdown nel football nel corso della stessa settimana
giocando da professionista.
Deion dimostra di avere stoffa.
Se la goda finch pu. Si fa chiamare Prime Time ed 
perennemente presente nei telegiornali, occhiali scuri e catenine
d'oro. Poi Coniglio guarda questo ragazzone di nome
Becker battere Lendl nella finale degli Us Open di tennis e
si deprime. Lendl sembrava vecchio, stanco e rigido, sebbene
non abbia che ventotto anni.
Non parla mai con nessuno, tranne che con Mrs Zabritski,
quando lo cattura nel corridoio, e con le commesse
adolescenti quando va a comprarsi qualche prodotto
alimentare e le lamette per il rasoio, oltre che con la gente
che si sente obbligata a fare quattro chiacchiere, gli altri
pensionati nella sala da pranzo del Valhalla; gli chiedono
continuamente di Janice, fino a rendere la situazione imbarazzante,
tanto che spesso finisce con lo scaldarsi qualche
surgelato e rimanere in casa a correre da un canale all'altro
in cerca di qualcosa con cui valga la pena di ammazzare il
tempo. In tanta solitudine la sua unica compagnia diventa
il cuore. Lo ascolta, cerca di decifrarne i messaggi. Ha ritmi
diversi a seconda dei diversi momenti, al mattino un neghittoso
battito vagamente subacqueo, turunf turunf, mentre
verso sera, quando l'organismo  stanco ma al tempo
stesso eccitato,  un tonfo pi animato, con l'accento sul
primo battito e un contorno di fioriture, brevi escursioni,
di quando in quando una pausa. Quando si alza dal letto gli
d una fitta, e un'altra quando torna a sdraiarsi, pi ogni
volta che pensa con troppo impegno alle giornate che sta
trascorrendo, lasciandosi andare alla deriva in questo modo.
Quella sera sarebbe potuto benissimo andare l ad affrontare
la musica, ma quanta musica si suppone che un uomo
debba affrontare?  vero, lui e Pru hanno scopato, una
volta, e allora? Perch diavolo verremmo messi qui, altrimenti,
tanto per cominciare? Le donne si lamentano continuamente
che quando gli uomini le guardano non vedrebbero
altro che tette e culo, ma che cosa dovremmo vedere?
Per quello siamo stati programmati: tette e culi. Tranne
naturalmente i tipi come Slim e Lyle, dai cui programmi
le tette sono rimaste fuori. Di una cosa  perfettamente
sicuro, e cio che se dovesse restituire qualche parte della
propria vita l'ultima sarebbe il fottere, persino quella
ragazza del Club polacco-americano che continuava a tirare
su con il naso: non aveva detto nemmeno due parole,
si era presa i suoi venti sacchi, che a quei tempi erano
un mucchio di soldi, pulendosi il naso con un fazzoletto
mentre lui le sgroppava addosso, ma nondimeno gli aveva
mostrato qualcosa, e se lo era preso dentro, al posto giusto.
Mentre molta altra roba per la quale pare si debba essere
grati al posto giusto non c' mai. Quando si alza indignato
dalla profonda poltrona di vimini - senza Shelley
Long Cin cin non lo regge, e per di pi quel personaggio
con una fronte tipo Cro-Magnon non gli  mai piaciuto -
per andare in cucina a riempirsi ancora una volta la tazza
di Keystone Corn Chips, che in zona non tutti vendono
ma che hanno al Winn Dixie di Pindo Palm Boulevard,
il cuore gli confida un leggero, squisito galoppo, sul tipo
di quegli impalpabili riff ricamati cui si abbandonavano i
vecchi batteristi swing, colpendo sui bordi oltre che sulla
pelle e concludendo con un tintinnante schiocco di piatti:
eccola, la musica della sua vita. Quando capita, avverte
un senso di eccitazione, oppressione e pienezza al torace.
Non fa male:  li e basta, smorzato, in mezzo al casino che
si ritrova dentro e a cui preferisce non pensare, allo stesso
modo in cui non voleva riflettere sul roast beef al sangue
che arrivava su ordinazione dal Chuck Wagon della Statale
111 prima che diventasse un Vizza Hut. A ogni movimento
improvviso che fa ormai sente un soprassalto di circolazione,
un sorprendente squilibrio nella testa che per un attimo
gli rende una gamba pi corta dell'altra. E poi i dolori:
forse se li immagina soltanto, per il contrarsi delle fasce
di contenzione alle costole, la sensazione che qualcosa in
quel punto sia stato segato via dall'interno sembra incidere
pi a fondo, brucia di pi, come se il filo con cui  stata
cucita quella famosa pezza stesse diventando pi grosso e
rovente. Quando poi la sera spegne la luce non gli piace
sentire la testa affondare all'indietro su un solo cuscino,
gli sembra che sprofondi in un buco: non  esattamente
come se non potesse respirare, per se la tiene appoggiata
su due cuscini e sta a pancia ins si sente pi a suo agio,
meno pieno. Pu ancora voltarsi su un fianco, ma non pu
pi dormire come ha sempre fatto, piatto sul ventre e con
i piedi infilati all'ingi oltre il bordo del materasso: esiste
un nido di pensieri color rosso carne, viscidi, mezzi morti,
in cui non tollera di infilare la faccia. Scopre l'esistenza
di una schiera di folletti da cui lo proteggeva il corpicino
caldo e compatto di Janice, per quanto a volte ronfante e
spetezzante. In sua assenza dorme in compagnia del proprio
cuore, sentendolo scattare al galoppo e schizzare velocissimo
se il suo riposo viene disturbato, quando capita
che dei ragazzi si arrampicano sulla rete di protezione e si
mettono a lanciare urla alla volta del percorso di golf illuminato
dalla luna, oppure quando una sirena esplode il suo
belato chiss dove nel centro di De Leon, o quando un jet
in arrivo da nord si avvicina a quota particolarmente bassa
al Southwest Florida Regional Airport sconvolgendo l'aria.
Sveglio, in una luce color lavanda, lascia che il rallentare
del battito del cuore torni a trascinarlo gi.
I suoi sogni sono squisiti come tante caramelle proibite:
ultracolorate, nuove, affollatissime combinazioni di vecchie
situazioni che sono andate ammassandosi nelle sue cellule
cerebrali, stanze simili all'angusto soggiorno al numero 26
di Vista Crescent, con il caminetto che non hanno mai usato
e la lampada con la base intagliata da un pezzo di legno
riportato dalla marea, o la vecchia cucina al 303 di Jackson
Street, con la ghiacciaia di legno, la stufa a gas con i fornelli
a fiamma azzurra e la tavola di porcellana con le zone
consumate, messa di traverso e nuova e piena di persone
tutte di un'et sbagliata: Mim con una caterva di ombretto
verde all'et della mamma quando loro erano bambini,
oppure Nelson piccolissimo che emerge da sotto un'automobile
nell'officina della Springer Motors, sudicio di olio
e grasso, con un'aria afflitta e malaticcia sul faccino lurido,
o Marty Tothero, con Ruth e persino con quella scema
di Margaret Kosko, un nome che non gli veniva in mente
da trent'anni mentre invece lei era l, dentro le sue cellule
cerebrali, nitida nel suo pallore da denutrizione cittadina
come quella sera nel spar del ristorante cinese: Ruth vicino
a lui e lei vicino a Marty Tothero, la cui testa appare
reclinata e grigia come quella di un rinoceronte moribondo,
solo che nel sogno sono tutti e quattro a cena nella sala comune
del Valhalla, con quel confuso bassorilievo pieno di
vichinghi e quel sontuoso buffet di antipasti e dove i piatti
sotto il ripiano protettivo di plastica sono vivacemente colorati
e variegati come tanti gioielli, tutti in fila secondo i
colori dell'arcobaleno come i pastelli dentro le scatole della
Crayola che comparivano sempre tra i suoi regali di compleanno,
a febbraio, un piccolo stadio di teste appuntite e
odorose di cera, nella luce chiarissima tipica di quel mese
filtrata dalle finestre, insieme ai ghiaccioli e allo stordito
senso di essere un anno pi grande. Sogni da cui si sveglia
a malincuore, quasi che le loro visioni miniaturizzate costituissero
una sostanza essenziale per la sua nutrizione, una
policroma macchina perfettamente messa a punto entro cui
abbia bisogno di reinserirsi come la povera Thelma nella
sua apparecchiatura per la dialisi. Si sveglia sempre disteso
sullo stomaco, ed  soltanto quando la testa si schiarisce,
rigenerando il presente e raddrizzando le linee parallele
color grigio feltro che rappresentano per i suoi occhi l'alba
al di l delle stecche curve delle veneziane (provando
intanto un insistente senso di fastidio al volto per effetto
della fresca brezza del Golfo che entra attraverso la porta
scorrevole lasciata socchiusa), che la solitudine ricomincia a
rodere, che il cuore riprende a parlargli. A volte gli sembra
una minuscola creatura, un bimbo che cerchi di richiamare
la sua attenzione da dentro, chiedendo di uscire, altre
un sinistro intruso, un traditore che borbotti in codice, un
parassita alieno che nulla potr espellere. I dolori, quando
arrivano, sono ostili e decisi, coltellate di un nemico che
va acquistando sempre maggior forza.
Chiede un appuntamento al dottor Morris. Riesce a ottenerlo
in un lasso di tempo sorprendentemente breve:
due giorni dopo. In quella zona i medici annaspano, sono
in eccesso, una corsa all'oro con troppi minatori, in questa
stagione i forestieri in et geriatrica stanno ancora ammazzando
il tempo al Nord. Lo studio si trova in una delle basse
cliniche con decorazioni a stucco che si allineano lungo la
Statale 41. In sala d'aspetto una continua musica tranquillizzante
di sottofondo si intreccia con il rumore a ondate
del traffico all'esterno. Il medico  invecchiato dall'ultimo
appuntamento.  curvo e trascina i piedi, pieno di artrite
alle giunture. La mascella grinzosa non  perfettamente rasata,
le narici sono zeppe di peli neri. Suo figlio, il giovane
Tom, roseo e snello nella sua quarantina d'anni, in candido
grembiule clinico sopra un paio di pantaloni da golf di un
colore verdegiallo, gli porge una mano grassoccia e piena di
efelidi gi nel corridoio. Ha occupato un locale adiacente
per prepararsi a prendere completamente in mano lo studio.
Ma per adesso il vecchio dottore tiene ancora per s
i propri clienti. Lui cerca di descrivergli le sue complesse
sensazioni. Morris, con un brusco gesto impaziente della
mano artritica, gli fa cenno di procedere verso la saletta
delle visite. Lo fa spogliare, lasciandolo in Jockey, lo pesa,
lo studia con una serie di tap tap. Lo fa sedere sul lettino
delle visite e gli ausculta il torace attraverso lo stetoscopio,
picchiettandogli la schiena nuda con un tocco rassicurante,
di nocche, dopodich gli prende solennemente le mani
tra le proprie. Ne osserva le unghie, le gira sottosopra,
esamina i palmi, grugnisce. Cos da vicino esala un odore
triste, di cuoio ammuffito, da vecchio.
- Be', - gli chiede lui, - che cosa le sembra?
- Quanto movimento fa?
- Non molto. Anzi, da quando sono qui niente. Su a
Nord, invece, faccio un po' di giardinaggio. Golf... ma
sono, come dire, rimasto senza compagni.
Il dottor Morris lo scruta con aria meditabonda attraverso
occhiali senza montatura. Le iridi, un tempo di un
azzurro vivace, sono scolorite, come logorate. Le sopracciglia
sono due ciuffi pasticciati e aggrovigliati, un misto di
bianco e castano rossiccio, fronte e guance sono cosparse
di macchioline e bozzi. Le sporgenze delle sopracciglia si
sollevano come due torrette che stiano prendendo la mira.
- Lei deve camminare.
- Camminare?
- Di buon passo. Diverse miglia al giorno. Che tipo di
alimentazione segue?
- Oh, roba gi pronta. Cibo da TV, per cos dire. Mia
moglie  ancora su al Nord, e comunque non cucina un
granch neanche quando  qui. Mentre mia nuora...
- Mangia mai di quelle schifezze salate che vendono in
sacchetti?
- Be'... ogni tanto. Molto di rado.
- Deve tenere sotto controllo l'ingerimento di sodio.
Spuntini a base di verdure fresche, se proprio vuole. Legga
le etichette. Stia alla larga da sale e grassi animali. Tutte
cose che credo di averle gi detto quando eravamo in
ospedale, - solleva l'avambraccio e verifica la data, - nove
mesi fa.
- S, l'ho fatto, per un po', e lo faccio anche adesso, solo che, giorno per giorno,  pi facile...
- Avvelenarsi. Non lo faccia. Non sia pigro. Inoltre bisogna
che perda una ventina di chili. Senza sale nella dieta
ne perder cinque nel giro di due settimane soltanto di
liquidi ritenuti. Le dar una dieta da seguire, nel caso abbia
perso quella che le ho gi dato. Pu rivestirsi.
Il dottore si  rimpicciolito, oppure  la scrivania che 
cresciuta dall'ultima volta che lui  stato l. Vestito e seduto
davanti alla scrivania, Harry attacca: - I dolori...
- Con una condizione fisica migliore diminuiranno. Al
suo cuore quello che lei gli d da mangiare non piace. Ha
subito qualche stress particolare, di recente?
- Non esattamente. La solita storia. Un paio di problemi
familiari, che per sembra si stiano sistemando.
Il medico sta scrivendo sul ricettario. - Voglio che si
faccia fare gli esami del sangue e un elettrocardiogramma
presso il Community General. Dopodich voglio consultarmi
con il dottor Olman. A seconda dei risultati degli
esami potrebbe anche essere il caso di procedere a un'altra
cateterizzazione.
- Oddio. Non di nuovo. .
Le sopracciglia pasticciate tornano a sollevarsi, le labbra
compassate e aride vengono risucchiate nella bocca.
Una bocca non di tipo ebraico, svelta e generosa. Dal modo
in cui il medico pensa e si esprime traspare un'acida
parsimonia da scozzese, ai limiti dell'impazienza: in vita
sua ha visto troppi clienti procedere senza speranza verso
il peggio. - Che cosa non le  piaciuto? Le hanno fatto
male le fitte di calore?
- No, - risponde lui, -  che con quella dannata cosa in
corpo mi sentivo strano. E l'idea.
- Be', preferisce l'idea che le si riformi una stenosi
nell'arteria coronarica, con rischio per la sua vita? Sono
passati, vediamo un po', sei mesi da quando ha subito l'intervento
di angioplastica presso, - legge sulla scheda, - il
St Joseph's Hospital di Brewer, in Pennsylvania.
- Mi hanno fatto guardare, - gli racconta lui. - Questo
cavolo di cuore me lo sono visto in TV, pieno di una specie
di fiocchi di riso.
Minuscolo sorriso da scozzese, secco come un cardo.
- Era cos brutto?
- Direi piuttosto... - cerca la parola giusta, - offensivo -.
In realt, a pensarci,  tutta la sua vita da l in avanti che
rischia di diventare offensiva. Pacemaker, stampelle, sedia
a rotelle. Impotenza.
Con mani guardinghe, tremule il dottor Morris sta prendendo
appunti da aggiungere al suo dossier. Quindi, senza
sollevare lo sguardo, riprende: - Attualmente disponiamo
di diversi strumenti di esplorazione che non richiedono
l'uso del catetere. La scintigrafia con tecnezio 99  in grado
di rilevare se il muscolo cardiaco abbia subito un grave
danno. Poi c' l'ecocardiogramma. Ma non  il caso di accelerare
i tempi, di decidere per questo sistema piuttosto
che per quello. Vediamo che cos' in grado di fare lei da
solo, con un regime pi sano.
- Magnifico.
- Voglio rivederla entro un mese. Eccole le impegnative
per gli esami del sangue e l'elettrocardiogramma, oltre
alle ricette per un diuretico e a un tranquillante per la
notte. Non dimentichi la dieta. E cammini. Non in maniera
forzata ma con vigore, due o tre miglia al giorno.
- Okay, - replica lui, cominciando ad alzarsi dalla sedia,
sentendosi leggero come un ragazzo chiamato in presidenza
e spedito via con un lieve rabbuffo.
Ma il dottor Morris lo fissa con quei due occhi azzurri
e consunti, dicendo: - Ha un'attivit qualsiasi? Secondo
le informazioni pi recenti che ho qui, lei era responsabile
di una concessionaria automobilistica.
- Non pi. Se ne occupa mio figlio, e mia moglie vuole
che io mi tenga alla larga da ci che fa. La concessionaria
 stata fondata dal padre di lei. Finiranno probabilmente
per doverla vendere.
- Hobby?
- Be', leggo molti libri di storia. Una specie di mania,
si potrebbe dire.
- Le occorre ben altro. Gli uomini hanno bisogno di
avere un'occupazione. Qualcosa da fare. La cosa migliore
per il corpo  un sano interesse per la vita. Si occupi
di qualcosa fuori di lei, altrimenti il cuore smetter di
parlarle.
Il profumo di un buon consiglio a Harry ha sempre fatto
venire una gran voglia di scappare dalla parte opposta.
Quindi si alza dalla sedia e si porta fuori nel caldo opprimente
i molti foglietti che gli ha dato il medico. Le poche
altre persone presenti nel parcheggio sembrano evanescenti
fili di fumo in levitazione dalle loro stesse ombre,
appena reali. Sulla Celica la radio  un subisso di voci che
mitragliano notizie su Deion Sanders, sulla sconfitta di
Koch alle primarie democratiche di New York contro un
nero, sulle scorie del Sat che stanno cadendo nella Lee
County, sull'appello televisivo rivolto il giorno prima dal
presidente Bush agli scolari di tutto il paese. Quello l
non sta facendo niente! urla un ascoltatore al telefono.
Be', pensa Coniglio, se non fare niente va bene per
Bush, perch non dovrebbe andare bene per lui? Le ricette
e le impegnative del dottor Morris, insieme alle fotocopie
della dieta, si sollevano e sparpagliano sul sedile di fianco
per effetto del soffio d'aria che viene dal condizionatore.
Da un'altra stazione apprende che la sera prima i Phillies
hanno battuto i Mets due a uno. Dickie Thon ha realizzato
un home run nella nona ripresa, facendo precipitare
i favoriti per lo scudetto alle spalle di quelli che un tempo
erano i mediocri Chicago Cubs. Lui cerca di interessarsi
alla cosa, ma ha qualche problema. Come sempre, del resto,
da quando Schmidt si  ritirato. Si interessi a qualcosa
 il consiglio, ma in realt succede sempre pi di rado.
Cos  la natura.
Comincia per a camminare. Arriva persino al punto di
andare in auto fino al Palmetto Palm Mail per comprarsi
un paio di Nike da marcia, con una bolla d'aria realizzata
con una particolare tecnologia che ammortizza la pressione
sui talloni. Parte tra le nove e le dieci del mattino, dopo
aver fatto la prima colazione e aver meditato con cura
sulla News-Press, e poi di nuovo tra le quattro e le cinque,
tornando a casa per fare un pisolino e cenare, concedendosi
il contorno di un po' di televisione e di un paio di
pagine del suo libro, oltre a un bel sonno profondo, frutto
delle camminate. Esplora De Leon. Prima percorre le
tortuose vie fiancheggiate da basse case con decorazioni
a stucco che ci sono nel raggio di un miglio dal Valhalla
Village, con i giardinetti senza cinta, sul davanti, pieni di
erba piuttosto alta che arriva a nascondere parzialmente
certi mozziconi di fronde secche di palma, con un che di
tipico della Florida, un affabile sentore arido. Incontrare
un uomo della Ups che sta procedendo alle sue consegne,
o un cagnetto che abbaia - un pechinese dal muso piatto,
con il lungo pelo setoso raccolto da nastri -  come scoprire
la vita su Marte. Poi, via via che si affeziona sempre
pi alle sue Nike (quella della bolla nel tacco sulle prime
era convinto che fosse soltanto una battuta e invece forse
aggiunge veramente dinamica al passo), si avventura fino
al centro e al fiume, l dove la citt  sorta, in quanto forte
per le guerre contro i Seminole e porto per la spedizione
di bestiame e cotone.
Ad alcuni isolati di distanza dal mare e dagli alberghi di
vetro verde scopre dei vecchi quartieri dove dei grossi alberi
ombrosi, profumati, querce virginiane, eucalipti e qualche
banyan qua e l, sovrastano case di legno un tempo dipinte
di bianco ma ora consunte fino a uno spoglio grigiore, con
persiane e tetto di lamiera ondulata. Case da cui arrivano
folate di note, gracchiante musica radiofonica e voci alte
che discutono o cicalano gioiose, vivaci frammenti di vita
colti al volo. I marciapiedi non hanno pavimentazione, sono
sentieri tanto stretti da sembrare fatti da un gatto, tracciati
in diagonale tra gli alberi, dentro e fuori dalle propriet
private, erba riarsa che cresce a chiazze, terra battuta cosparsa
di baccelli e noci. Ricordano a Harry i quartieri in
cui si  incagliato mentre cercava di uscire da Savannah,
ma anche la citt della sua infanzia, Mt Judge, ai tempi
della Depressione e della remota guerra, quando la gente
se ne stava ancora seduta in veranda e c'era qualche lotto
di terreno non edificato e qualche sbilenco campo di grano;
di sera, al ritorno dal lavoro, gli uomini innaffiavano
il praticello; persone non ancora dimentiche della vita di
campagna tenevano un pollaio sul retro della casa, offrendo
in vendita le uova per pochi centesimi. Polli chioccianti
e becchettanti che esplodono in strida improvvise: un rumore
che non sentiva da quarant'anni, e di cui non si era
reso conto fino a quel momento di sentire la mancanza.
Stie di polli ficcate qua e l maculano infatti il sonnolento
quartiere che ha scoperto.
Di giorno, sotto il forte sole dell'estate avanzata, il
movimento  scarso, soltanto qualche donna che monta
e smonta dall'auto in compagnia di bambini non ancora
in et scolare. Lo sbattere delle portiere si diffonde nelle
strade dritte e polverose, sotto le querce virginiane. Qua e
l, negli angoli, si vedono negozi di alimentari che vendono
anche birra e vino, secondo l'uso tipicamente permissivo
del Sud, e qualche bar dai colori pastello con la porta
aperta su un interno buio, alcuni videonoleggi che espongono
in vetrina videocassette di film dell'orrore e di kung
fu, i colori delle scatole che vanno sbiadendosi per effetto
del sole. Un giorno passa davanti a un'antiquata bottega
di cianfrusaglie assortite, in un edificio a un piano ad assicelle
di legno, dove vede in mostra una sfilza infinita di
oggetti innocenti - scatole di costruzioni, modellini di aerei,
scacchiere cinesi con le loro biglie - che non sapeva si
vendessero ancora. Sta quasi per entrare, ma poi non osa.
 troppo bianco.
Nel pomeriggio inoltrato, quando fa la seconda camminata
giornaliera, il quartiere comincia a respirare, l'atmosfera
 pervasa da un senso di urgenza, tornano uomini e
ragazzi, e di conseguenza Coniglio accelera il passo, mostrando
scopertamente con la baldanza dell'incedere che
 in giro per fare movimento, che passa per caso, non sta
spiando nessuno. I casamenti sono tutti abitati da neri, per
miglia e miglia, un vasto, stagnante acquitrino economico
sopravvissuto al passato sudista di De Leon, fornitore di
manodopera ad alberghi e condomini, camerieri, guardie
giurate, domestiche. A lui, che fino ad allora ha ritenuto
De Leon unicamente un'elegante comunit di anziani transfughi,
questi agglomerati di case appaiono come un vasto
mistero: un mistero che, mentre le ombre vanno allungandosi
sotto gli alberi e le galline cessano il loro quotidiano
chiocciare, i suoi sensi amplificano nel tentativo di capire
meglio, come quando in fruscianti calzoni corti si muoveva
invisibile per Mt Judge, non pi alto di una siepe di ligustro,
cercando di cogliere l'inesprimibile, adulto significato
delle finestre illuminate, dei rumori di stoviglie che filtravano
attraverso i giardinetti pieni di mistero e grondanti
umidit come giungle. Un invisibile bimbo che piangeva,
un cane che abbaiava e lui si sentiva formicolare addosso
l'eccitazione di avere davanti a s, in quel punto preciso
del tempo e dello spazio, interi universi da scoprire e in cui
vivere in eterno, lui, Harold C. Angstrom, detto Hassy in
quei giorni perduti e mai pi resuscitati. Prolunga le sue
camminate e si sente pi forte, pi a suo agio, in questa
strana citt dove sta finalmente cominciando a vivere in
veste di qualcosa di pi che di visitatore; a mano a mano
che il buio va calando, per, comincia a sentirsi troppo
visibile, il suo biancore inizia a emettere bagliori e allora
torna all'auto che ha preso l'abitudine di lasciare in un parcheggio
o davanti a un parchimetro in centro, facendone
la base per le sempre pi vaste esplorazioni.
Un giorno, tornato a casa verso le sei e mezza, giusto in
tempo per una doccia e il telegiornale mentre la sua cena
si scalda nel forno,  preso alla sprovvista dal telefono che
trilla. Un suono che ormai non attende pi con l'intensit
di quella prima settimana di solitudine. A dire il vero,
quando capita che suoni si sente snocciolare uno di quei
comunicati registrati (Salve, sono Sandra) che offrono
assicurazioni sulla salute, piani di risparmio per un funerale
molto semplice, servizi di investimento a tariffa ridotta
passando da un numero all'altro tramite computer, viene
da domandarsi chi sia poi a pagare, Harry riappende ogni
volta senza riuscire a capire chi possa stare ad ascoltarli e
mettere una firma per avere roba del genere. Invece questa
volta  Nelson, suo figlio.
- Pap?
- S, - dice lui, chiamando a raccolta una voce poco usata,
cercando di pensare a cosa si possa dire a un figlio di
cui ti sei scopato la moglie. - Nellie, - prosegue, - come
diavolo state tutti quanti?
La voce distante  circospetta, timorosa, non sa bene
neanche lei quale sia l'atteggiamento da tenere nella circostanza.
- Bene, abbastanza.
- Continui a rimanere pulito? - Non aveva nessuna intenzione
di porre cos d'acchito una domanda brusca; scossa,
l'altra voce, gi flebile per la distanza, viene ridotta al
silenzio per un attimo.
- Vuoi dire la droga? Certo. Alla coca non ci penso
nemmeno, tranne che alle riunioni dei Tossicodipendenti
Anonimi. Come dicono loro, affidi la vita a una forza superiore.
Dovresti provare anche tu, pap.
- Ci sto pensando. Senza scherzi, sai? Sono orgoglioso
di te, Nelson. Continua a tenere duro giorno dopo giorno,
 l'unica cosa che ognuno di noi possa fare.
Ancora una volta il ragazzo sembra bloccarsi per un attimo.
Forse il tono dell'esortazione era troppo paternalistico.
E chi  lui per mettersi a fare prediche? Oh, merda,
stava soltanto cercando di mostrarsi partecipe, come pare
sia opportuno fare. Trattiene la lingua in bocca.
- Sono successe parecchie cose, qui da noi, - riattacca
infine Nelson. - Non ho avuto molto tempo per pensare
a me stesso. Gran parte del mio problema credo fosse dovuta
all'inattivit. Ciondolare tutto il giorno al terreno ad
aspettare un po' di movimento, o che comparisse qualche
cliente, pu dare dei brutti colpi alla fiducia in s stessi.
Voglio dire, non c' nessun controllo. Era degradante.
- Io l'ho fatto per quindici anni, tutti i giorni.
- Si, ma tu hai un temperamento diverso. Sei una persona
pi semplice da accontentare.
- Uno stupido, vuoi dire.
- Senti, pap, non ho telefonato per litigare. Non mi sto
esattamente divertendo.  per questo che ho continuato a
rimandare. Ma ho alcune cose da dirti.
- Okay, dimmele -. Non va. Non bisogna fare cos: sta
scaricando sul ragazzo la rabbia che nutre nei confronti di
Janice. Il suo silenzio gli ha fatto male. Al punto che non
riesce a trattenersi dall'aggiungere: - Ci hai certamente
messo un bel po' di tempo per dirmi poi chiss che cosa:
sono due settimane che sono qui da solo. Sono andato dal
vecchio dottor Morris e lui pensa che sono talmente andato
che dovrei smettere di mangiare.
- Be', - replica Nelson, - se avevi questa voglia pazza di
parlare potevi venire qui quella famosa sera invece di saltare
in macchina e sparire. Non avevamo nessuna intenzione
di ammazzarti, volevamo soltanto discutere la questione
per capire in termini di dinamica familiare che cosa fosse
veramente successo. Pru ha praticamente riconosciuto che
 stato un modo per rapportarsi con suo padre.
- Con Labbrone Lubell? Trasmettile i miei ringraziamenti
pi sentiti -. Ma non gli dispiace sentire che Nelson ha
assunto un tono pi fermo verso di lui. In questo mondo
non si  uomini finch non si  montati in groppa al padre.
Per lui  stato pi facile, a quel punto a schiacciare suo padre
ci aveva gi pensato il sistema. - Venendo l quella sera
mi sarebbe sembrato di cedere a un'imposizione, - spiega.
- Be', la mamma ha detto che nessuno di noi doveva
fare niente per mettersi in contatto con te, se quello era
il trucco da vigliacco che avevi in testa. E non le ha certamente
nemmeno fatto piacere che tu abbia telefonato a
Pru invece che a lei.
- Ho continuato a fare il nostro numero, ma lei non 
mai in casa.
- Be', sia come sia. Vuole che ti faccia sapere un paio
di cose. Primo, che ha ricevuto un'offerta per la casa, non
quanto sperava, centottantacinque, ma in questo momento
il mercato  piuttosto fiacco, per cui  del parere che dovremmo
accettarla. Il debito con la Brewer Trust verrebbe
ridotto a un livello del tutto affrontabile.
- Fammi capire bene. E la casa di Penn Park quella di
cui stai parlando? La casetta grigia in pietra a cui ho sempre
voluto bene?
- Quale altra potrebbe venirti in mente? La casa di Mt
Judge non possiamo certamente venderla... dove andremmo
a vivere, tutti quanti?
- Di' un po', Nelson, c' una cosa che mi incuriosisce.
Come ci si sente a essersi fumati in crack la casa dei genitori?
Il ragazzo comincia ad apparire pi se stesso. - Te l'ho
detto mille volte, - frigna, - con il crack non mi sono mai
fatto pi di tanto.  comparso soltanto verso la fine: era
molto pi conveniente che farsi di coca. Mi dispiace, Ges!
Sono andato in un centro di riabilitazione, ho fatto una
promessa, sto cercando di fare ammenda, come si suol dire.
Chi sei tu per continuare a menarla?
Gi, chi? - Okay, - replica Coniglio. - Mi spiace di
aver tirato fuori questa storia. Che cos'altro ti ha detto
di dirmi, la mamma?
- La Hyundai  interessata al terreno, la posizione 
esattamente quella che serve a loro e che non hanno. Amplierebbero
la costruzione sul retro, come avrei sempre
voluto fare io -. Addio Paraguay, pensa Coniglio. - I meccanici
li terrebbero, con un po' di nuovo addestramento,
e anche parte della forza vendita. Elvira potrebbe andare
da Rudy, sulla 422. Ma la Hyundai le ha gi fatto una
controfferta. Quello che non vogliono, invece, sono io.
Niente da fare. Dev'essere girata la voce, immagino, tra
queste ditte orientali.
- Gi, - conviene lui. Troppo ninj, non abbastanza giri.
- Mi dispiace.
- Non importa, pap. La cosa mi lascia libero da impegni.
Sto pensando di mettermi a fare l'assistente sociale.
- L'assistente sociale!
- Certo, perch no? Servire gli altri invece che me stesso,
tanto per cambiare.  un corso di due anni, alla sede
distaccata della Penn State: potrei ancora essere ammesso
per questo ottobre.
- Certo, a pensarci bene, perch no? - conviene Coniglio.
 tanto accomodante che sta cominciando a provare
disprezzo per s stesso: che cos' tutta questa voglia di
reintrufolarsi come un verme nelle grazie degli altri?
- Io e gli avvocati siamo convinti che se l'affare con la
Hyundai si conclude  meglio affittare che vendere; una
volta venduta la casa di Penn Park non avremo bisogno di
altri liquidi, per cui il terreno sarebbe il caso di tenerlo come
investimento. Secondo la mamma, nel duemila varr
milioni di dollari.
- Wow, - esclama lui senza nessun entusiasmo, - siete
una bella banda, tu e la tua mamma. Qualche altro bel
colpo per me?
- Be', questo forse non ti riguarda, ma Pru dice di s.
Stiamo cercando di rimanere in stato interessante.
- Stiamo?
- Vogliamo un terzo figlio. Questa storia ci ha fatto capire
quanto abbiamo trascurato il nostro matrimonio e quanto
avevamo invece investito perch funzionasse. Non soltanto
per Judy e Roy ma per noi stessi. Ci vogliamo bene, pap.
Forse  una dichiarazione intesa a ingelosirlo, e infatti
avverte una leggera fitta, immediatamente sotto il ventricolo
destro. Ma l'emozione di fondo che prova  il sollievo
di essere in questo modo esentato dal tenere un moccolo
acceso davanti al tabernacolo di Pru. Buona fortuna a lei,
a lei e alla sua fame da casermone popolare. - Magnifico, -
replica al proprio figlio. Ma non pu resistere all'impulso
di aggiungere: - Anche se non sono del tutto sicuro che gli
assistenti sociali guadagnino abbastanza da poter mantenere
tre figli -. Dopodich, incazzandosi, sentendosi messo
in mezzo, continua: - E di' a tua madre che non sono per
niente sicuro di essere disposto a dare via la nostra casa.
Non  come per il terreno: siamo comproprietari, quindi
ha bisogno della mia firma sul contratto di vendita. Se ci
separiamo, una simile firma potrebbe arrivare a valere un
bel po', diglielo.
- Separarvi? - ribatte il ragazzo in tono spaventato.
- Chi ha parlato di separazione?
- Be', - replica lui - Al momento sembriamo separati.
O comunque io qui non la vedo, a meno che non sia sotto
il letto. Ma non preoccuparti, Nelson.  una situazione
che hai gi vissuto, facendomi stare malissimo. Tira avanti
con la tua vita. Sembra che tu te la stia cavando molto
bene. Sono orgoglioso di te. O l'ho gi detto?
- Ma tutto dipende dal vendere la casa di Penn Park.
- Dille che ci penser. Di' a Judy e Roy che un giorno
di questi gli faccio una telefonata.
- Ma, pap...
- Senti, Nelson, ho nel forno una cena a basso contenuto
di calorie e ha suonato gi da cinque minuti. Di' a tua
madre di chiamarmi ogni tanto, se vuole parlarne. Devo
correre.  stato un vero piacere sentirti. Sul serio -. E
appende.
 un po' che compra surgelati a basso tenore calorico,
verdure crude tipo cavoli e carote, niente pi stuzzichini
zeppi di sodio. Se si pesa nudo, al mattino, subito dopo
essersi fatto una cagata, la bilancia del bagno dice che ha
perso un chilo e mezzo. La sera, per tenersi lontano dal
televisore e dal cassetto del pane in cucina, oltre che dalla
birra in frigo, si mette a letto a leggere il libro che gli ha
regalato Janice per Natale. L'autrice ha ormai raggiunto
Roy Orbison e Bart Giamatti in quell'aldil dove alcune
celebrit come Elvis e Marilyn si espandono a mo' di palloncini,
assumendo un carattere divino, mentre per lo pi
la gente si raggrinza e strizza in annunci funebri sempre
pi ingialliti non pi grandi di quello che avr lui sullo
Standard di Brewer. Quanto alla News-Press, non si
aspetta neanche un centimetro. In quello dell'autrice ha
letto che era nipote di Henry Morgenthau jr, segretario del
Tesoro di Roosevelt. Se lo ricorda da quando era ragazzino,
Morgenthau: un tipo con il naso a punta che continuava
a esortare lui e i suoi compagni di scuola a usare le loro
monetine per comprare francobolli di guerra. Il mondo 
piccolo e la vita lunga, in un certo senso.
 arrivato all'avvincente parte del libro in cui, dopo anni
di delusioni, fame e scarsissimo sostegno da parte dei
suoi seguaci aspiranti americani, Washington nutre qualche
speranza di unirsi a una flotta francese che sta per salpare
dai Caraibi al fine di prendere in trappola Cornwallis e il
suo esercito a York, nella baia di Chesapeake. La logistica
dell'operazione richiederebbe una perfetta organizzazione
dei tempi, per le comunicazioni occorrerebbero settimane,
e navi per fare la spola con la costa. Ma qual era la motivazione
dei francesi? Invece che a un alleato aggressivo si
trovavano vincolati a un cliente sofferente di dipendenza,
incapace di formare un governo solido, bisognoso di trasfusioni
di uomini armati e di denaro per mantenere in vita
il proprio impegno bellico. La guerra, come del resto tutte
le guerre, si stava dimostrando pi costosa del previsto per
i Borboni. E la situazione dei soldati? Le truppe americane,
da troppo tempo orfane di battaglie, non curate,
denutrite e non pagate - mentre i membri del Congresso
viaggiavano in carrozza e cenavano a tavoli ben apparecchiati -,
non si sarebbero messe in marcia senza paga. E
Washington? A quei tempi non poteva certamente sapere
che la sua faccia sarebbe finita sulla banconota da un dollaro.
Eppure tiene duro, rappezzando, implorando, sbattendosi,
avendo dalla sua unicamente la dabbenaggine dei
comandanti britannici, tutti nobili con la gotta che avrebbero
desiderato soltanto essere nei loro castelli in patria.
Inoltre, esattamente come in Vietnam, soffrivano la scarsa
simpatia di fondo degli indigeni. Washington porta le
sue truppe al di l dell'Hudson, mentre Clinton si ritira su
posizioni difensive a New York. De Grasse dal canto suo
continua a procedere con la flotta verso nord, visto che
l'ammiraglio Rodney preferisce cautamente la difesa di
Barbados all'inseguimento. Pure, le probabilit che truppe
e navi arrivino al Chesapeake contemporaneamente e
che Cornwallis continui a starsene acquattato come un pollo a Yorktown sono esigue. Un gran garbuglio di mezzi di
trasporto, di uomini in marcia, di cavalli al galoppo per le
sabbiose, boscose strade del Nuovo Mondo, procedendo
tortuosamente per foreste, superando solitarie radure, tra
orsi, lupi, scoiattoli, indiani e colombi migratori: gli viene
sonno soltanto a pensarci. Un pasticcio, un casino. Legge
dieci pagine a sera: una marcia lenta.
Nelle sue passeggiate salutari non gravita sempre attorno
alla zona nera di De Leon: scopre anche ed esplora
certe vie eleganti che non si sognava nemmeno potessero
esistere, lunghe strade parallele alla spiaggia che concedono
al passante fuggitivi squarci del retro di case che danno direttamente
sull'oceano, scale posteriori di legno, solarium,
garage a tre posti al termine di vialetti rivestiti di conchiglie
frantumate, piantagioni di ibisco e jacaranda, rumori
d'acqua provenienti da una piscina riparata da una siepe,
il ronfare dei condizionatori che si confonde con lo sciaguattio
delle onde. Avanti, indietro. Posh, shosh. C' gente
che se le  fatte fare su misura: non era per loro finire in
un condominio dove capita di essere derubati della vista
del Golfo che si godeva dal balcone. Per quanto tu possa
salire, ci sono sempre i ricchi sopra di te, arrivati fin l
senza fatica. Fortunate teste di cazzo che ti tengono sotto,
riempiendoti di una rabbia che poi ti fa comprare ancora
di pi la merda che reclamizzano in televisione.
Di quando in quando un varco nella lottizzazione sul
fronte oceano consente di dare un'occhiata al Golfo, con
le sue vele a strisce e i jet ski che schizzano via velocissimi,
i paracadute trainati da motoscafi, i cargo grigi in lontananza.
Ciclisti in costume da bagno lo sorpassano in un
frullare di raggi; un massiccio postino, giovane, in calzoni
corti grigio azzurro e calze in tinta, spinge davanti a s
una di quelle sacche su ruote di gomma che vanno adesso,
simili a carrozzine per bambini. Ci stiamo rammollendo.
Una nazione di patate lesse. L'uomo che portava la posta
in Jackson Road, il nome se l' scordato, con una capigliatura
color ferro e un bel viso infelice - secondo la mamma
era stato lasciato dalla moglie -, si trascinava dietro un borsone
logoro di cuoio stando tutto sbilenco su un fianco per
compensarne il peso, in particolare il venerd, quando nelle
case arrivavano riviste come Life e Post. Lasciato
dalla moglie: da ragazzo lui cercava sempre di immaginarsi
che cosa potesse avere di cos tremendamente sbagliato
da meritarsi una disgrazia simile.
Le Nike con le bolle d'aria nei tacchi lo portano per
marciapiedi di conchiglie frantumate, tanto bianchi da fare
male agli occhi con il sole alto. Poi si inoltra in una zona di
darsene tagliate nel corallo, percorsi perfettamente dritti
di acqua incanalata, pieni di motoscafi ordinatamente ormeggiati
e vuoti, con il parabordo che picchietta contro il
corallo fatto a fette, i fianchi incurvati che sembrano tremolare
e torcersi per effetto del sole riflesso in ballonzolanti
strisce dall'acqua calma che sbatacchia e lappa lieve
lieve. Tap. Lap. I cartelli con la scritta Vietato l'ingresso
abbondano, ma non tanto rivolti a lui, bianco dall'aria
rispettabile, oltre la mezza et. Ognuna di quelle barche
costa quanto una volta costava una casa, e molte di esse
sono senza dubbio invischiate nel contrabbando della cocaina,
ferme al largo nel cuore di notti senza luna, crimine
e mare sono sempre andati d'accordo, i pirati esistono da
quando ci sono le navi, la legge finisce dove finisce la terra,
l fuori l'uomo  nulla, poche bolle e via che scompare
sotto il torreggiare delle onde: dev'essere per questo che
lui ha sempre avuto paura dell'acqua. La libert gli piace,
ma gli basta un campo erboso. L la gente va pazza per
le barche, lui no. Dategli la terraferma. Lontano dall'acqua
percorre a piedi miglia e miglia per quartieri ordinari,
gloriose casupole costruite dopo la guerra per coloro che
non aveva molto contante ma desideravano ugualmente
un pezzo di quel sole che Washington aveva conquistato
per loro, se non erano addirittura nati l - quella singolare
striscia di terra per vacanze era la loro patria -, case che
spargono vernice nell'ambiente come una persona che vuole
abbronzarsi fa con gli indumenti, circondate non tanto
da cespugli di crespino e tasso quanto da irsuti cactus che
diventano belli grassi in quel calore da forno: in realt si
tratta di un'America troppo bollente e arida perch la civilt
europea possa radicarvisi a fondo.
Ma  la vasta zona dei neri che torna a chiamarlo a s,
senza un motivo preciso, forse sta esercitando il proprio
diritto nazionale ad andare dove gli pare o forse perch
quella negletta parte di De Leon gli  in qualche modo familiare,
ci  gi stato un tempo, prima che la sua vita si
rammollisse troppo. Un luned, dopo un fine settimana
che per i neri  stato piuttosto buono -  stata eletta una
Miss America di colore e Randall Cunningham ha riportato
a galla gli Eagles, che erano sotto di venti punti con
i Redskins -, si spinge diversi isolati pi in l di quanto
ha osato fino ad allora, imbattendosi, accanto a una
scuola superiore abbandonata, costruita all'incirca negli
stessi anni di quella di Brewer (un edificio in mattoni color
ocra dalle alte finestre con grate e un'iscrizione latina
in cemento sopra l'ingresso principale), in un campo giochi,
un ampio spiazzo di terra deserto sotto il sole, con un
diamante del baseball e la rete di protezione all'estremit
opposta, un paio di porte da calcio sistemate nel campo
esterno e, pi vicino alla strada, due infossati campi da
tennis con reti metalliche mollicce e piegate per effetto
dei ripetuti assalti, oltre a un campo da basket anch'esso
in terra battuta. Alle due estremit il campo  presieduto
da due tabelloni con l'anello ma senza la retina montati
sui sostegni tubolari. Un piccolo branco di ragazzi neri si
sta azzuffando attorno a uno dei canestri. Gambe, grida.
Nuvole di polvere si levano dai loro operosissimi piedi;
fermi, via di nuovo. Alcune panche sono state sistemate
su una striscia non falciata di squallide erbacce scolorite,
di fianco al marciapiede di cemento. Sono senza schienale,
quindi ci si pu sedere rivolti o verso il campo o verso la
strada. Coniglio prende posto a una delle estremit, seduto
a met tra le due parti, in modo da poter osservare il gioco
facendo all'apparenza tutt'altro, tanto per riposarsi un attimo,
senza guardare niente, occupandosi dei fatti propri.
I ragazzi, sei, in calzoncini corti e maglietta aderente,
sono diversi per altezza e scioltezza di movimenti ma hanno
tutti quanti quell'aria pacifica che a lui piace tanto: sbagliano
e realizzano canestri, fanno un passaggio all'indietro
e poi superano un blocco, dribblano come se volessero
sfondare e poi si arrestano per passarsi la palla dietro la
schiena, imitando i professionisti che vedono alla televisione,
componendo tutti insieme un disegno, senza per
che nessuno si impegni troppo. La vita  lunga, come del
resto anche il pomeriggio.
Le loro gambe, sempre in movimento, sono immerse fino
alle ginocchia in una costante caligine di polvere rosa che
si leva dall'argilla, i polpacci sono opachi, tranne nei punti
dove il sudore produce dei rivoletti scuri, le scarpe da
ginnastica sono rivestite da una solida incrostazione di un
rosato color terra. Dallo spazio deserto che si estende fino
alla rete di protezione del campo da baseball sente arrivare
una leggera brezza. L'orologio di Coniglio indica le quattro,
la scuola  finita, ma quella scuola superiore in mattoni 
ormai abbandonata, il vero movimento  altrove, in qualche
edificio scolastico moderno, basso, tutto di vetro, in
periferia, a quei margini della citt che i bulldozer stanno
devastando e che per raggiungerli bisogna prendere il bus.
A Coniglio fa piacere pensare che il mondo non  ancora
tanto affollato da non disporre di qualche sacca di sottoutilizzo
tipo questa. L'erba, osserva,  cresciuta sul campo
in terra battuta, al centro, dove i piedi arrivano di rado a
calpestare e avvitarsi. Attorno ai canestri, da entrambe le
parti, l'usura ha prodotto due avvallamenti semicircolari.
Sebbene sia seduto a una certa distanza - a un tiro di
schioppo o di freccia - i giocatori lo occhieggiano. Sono
l unicamente per s stessi, non come spettacolo per un
vecchio panzone che se ne va in giro dove non dovrebbe.
Dov' la sua auto? Accalorandosi per via di quelle occhiate
di sfuggita e non volendo che una contingenza tanto
delicata diventi imbarazzante, Coniglio sospira rumorosamente
e si alza a fatica dalla panca, andandosene cos
com' arrivato ma prendendo intanto nota delle indicazioni
stradali in modo da poter ritrovare questo angolo di
pace. Se torna l ogni giorno si mescoler con l'ambiente.
Diversamente dai bianchi razzisti, i neri non hanno la
mania di mantenere puri i loro quartieri. In quei giorni,
inoltre, non possono nemmeno essere troppo arrabbiati,
visto che  appena stata eletta la loro terza Miss America.
La particolarit della giuria era che ne facevano parte due
celebrit che lui sente di conoscere di persona, le porta praticamente
nell'animo, anzi, letteralmente le ama.-. Phylicia
Rashad, che secondo lui  la vera star dei Robinson, con
quelle gambe e quel simpatico sorriso disinvolto, e Mike
Schmidt, che quando non  pi stato in grado di produrre
ha avuto la grazia di fare fagotto. Dimostrando in un certo
senso che dopo la morte c' ancora vita. Schmidt giudica.
Skeeter vive. E due weekend prima una giovane di
colore ha battuto Chrissie Evert nell'ultima partita agli
US Open della sua vita. Ha fatto fagotto anche lei. Arriva
il momento per tutti.
Ora la News-Press presenta quotidianamente dei
titoli a tutta pagina che hanno come argomento l'uragano
Hugo - Il ruggito mortale di Hugo tra le isole, Hugo distrugge
Portorico. Il marted va a camminare nelle costose
zone fronte mare, ispezionando il cielo in cerca di segnali
di uragano, nuvole che potrebbero essere scritte dal dito di
Dio, ma non ne trova neanche uno. Nell'ingresso, quella
stessa sera, spuntata casualmente al suo fianco davanti
all'ascensore, Mrs Zabritski volge a lui i suoi occhi a palla,
pieni di venuzze, nel viso scheletrico annunciando:
- Una cosa tremenda.
- Che cosa?
- Questa che sta arrivando, - risponde lei, con la bianca
capigliatura che gi appare arruffata dal vento, irta sul
cranio in tutte le direzioni.
- Oh, non arriver mai fino a qui, - la rassicura lui. -  il
solito sensazionalismo dei mass media. Sa che cosa intendo
dire: tutte chiacchiere, palle. Devono tirare fuori notizie
da qualsiasi cosa, tutte le sere.
- Ah, s? - chiede Mrs Zabritski in tono timido. Il modo
in cui il collo le si avvita tra le spalle ingobbite d alla
testa un'inclinazione civettuola che con ogni probabilit
non  nelle sue intenzioni. Oppure, pensa ancora una volta,
lo . Lui non ha sentito chiss in quale programma che
persino nei campi di sterminio nazisti nascevano storie d'amore?
Il loro corridoio senza finestre, con la sua tappezzeria
color pesca e argento,  uno spazio arcano, una sorta
di cripta da cui ha sempre una gran voglia di scappare.
Quel grosso vaso sul tavolo di marmo a mezzaluna, con la
superficie vetrosa di un verde che tende all'oro, potrebbe
benissimo contenere le ceneri di qualcuno. Ma l'ascensore
si rifiuta di arrivare. La sua compagna di ventura si raschia
la gola e azzarda: - Domani c' il buffet del mercoled. A
me piace moltissimo.
- Anche a me, - conviene lui. - Soltanto che non sono
capace di scegliere; finisco sempre con il prendere troppa
roba e col mangiarla tutta -. Che cosa sta suggerendo? Che
potrebbero andarci insieme? Che hanno un appuntamento?
Ha smesso di dirle che Janice sta per arrivare.
- Lei i precetti kosher li segue?
- Non saprei. Secondo lei le scaloppine avvolte nella
pancetta lo sono?
La vecchia lo fissa come se il matto fosse lui, con un'intensit
tale che le palle degli occhi sembrano a rischio di
far saltare i sanguigni fili che le trattengono nelle orbite.
Ma poi probabilmente decide che stava scherzando, visto
che un rigido sorriso pieno di cautela prende a diffondersi
lentamente nella met inferiore del suo viso, coperta
da un reticolo di rughe simile a una trapunta composta da
minuscoli riquadri di pelle. A lui viene in mente la troietta
raffreddata del Circolo polacco-americano, la sua pelle
setosa sotto la vita, sotto il golf, e si sente riempire di
irritazione nei confronti di Janice che alla sua et lo ha
piantato in balia delle donne. Quindi cena da solo al tavolo
di casa sua, ma  talmente disturbato dal tentativo
di intrusione di Mrs Zabritski che per placare il cuore
prende due Nitrostat.
Dopo cena, a letto, il 1 settembre 1781 le truppe francesi
fanno straordinariamente colpo sui cittadini di Filadelfia.
Estatici applausi accolsero l'abbagliante spettacolo
dei francesi che sfilavano nelle loro smaglianti uniformi
bianche, con pennacchi altrettanto bianchi. Bavero
colorato, colletto rosa, verde, viola o azzurro a seconda
del reggimento: erano i soldati pi splendidamente abbigliati
d'Europa. Joseph Reed, presidente dello stato della
Pennsylvania, invita gli ufficiali francesi a una cena ufficiale,
dove il piatto forte era una gigantesca tartaruga
di oltre quaranta chili, il cui brodo veniva presentato nel
guscio. A proposito di colesterolo. Sembrava non impensierirli
minimamente, ma d'altra parte a che et arrivavano,
poveri diavoli? Neanche cinquantasei anni, per lo pi.
Le truppe hanno paura di marciare verso sud a causa della
malaria. Rochambeau ha convinto Washington a non attaccare
New York, e a quel punto sembra essere il cervello della Rivoluzione. Vuole incontrarsi con De Grasse alla
foce del Chesapeake. De Grasse intanto  sfuggito a Hood
passando per la rotta secondaria tra le Bahamas e Cuba.
Non ce la far mai.
Hugo punta sugli Stati Uniti dice il titolo di testa della
News-Press il mattino dopo. Per la prima colazione lui
 ormai passato dai Frosted Flakes al Nabisco Shredded
Wheat'n Bran, anche se non ricorda esattamente perch,
qualcosa che mette insieme fibre e intestino. Non siamo
altro che tubi di scarico, dicono i medici. Lui spera vivamente
che non arrivi mai il momento in cui il suo unico
pensiero sar l'ora della cagata. Mamma Springer, verso
la fine, era arrivata a parlare dei propri movimenti intestinali
come se fossero persone di famiglia, tutti importanti,
uno per uno. Durante il telegiornale della sera met delle
pubblicit riguarda lassativi, mentre l'altra met le cure
per le emorroidi, come se a guardare il telegiornale fosse
soltanto il buco del culo. Dopo la prima colazione Harry
fa quattro passi in Pindo Palm Boulevard e porta a casa
una busta del Winn Dixie, dove ha lasciato sullo scaffale
i fiocchi d'avena Keystone facendo provviste di surgelati
a basso tenore calorico. Gli acquazzoni preannunciati
per la giornata arrivano a mezzogiorno ma per le tre sembrano
gi finiti, per cui, in una specie di trance, Coniglio
raggiunge il centro di De Leon, parcheggia l'auto pagando
due ore di sosta e fa a piedi il paio di chilometri che
lo separa dal campo giochi scoperto il luned prima. Quel
giorno sul quadrato in terra battuta ci sono due squadre di
ragazzi, una sotto ciascun canestro. La prima sta energicamente
giocando una partita due contro due, mentre l'altra
 formata da tre ragazzi impegnati in quel gioco scombinato
che lui chiamava Horse. Il primo lancia la palla e, se
entra, quello dopo deve fare la stessa cosa. Se il secondo
sbaglia diventa un 1, poi, se sbaglia ancora, un 2 e cos
via e se diventa un horse, cio un cavallo,  fuori. Coniglio
si sistema sulla panca a portata di tiro di quest'ultimo
gruppetto e si mette a guardare apertamente: viviamo in
un paese libero o no?
I tre ragazzini hanno al massimo dodici, tredici anni, e
questo pubblico arrivato improvvisamente e senza invito
non lo gradiscono affatto. Che sia uno dei soliti vecchi ofay
in cerca di un po' di crack o del cazzo di un ragazzo nero?
I loro movimenti languidi diventano pi rigidi, si danno
di spalla per trasmettersi furtivamente silenziosi messaggi
che li fanno esplodere in risatine. Uno di loro, forse di
proposito, si lascia sfuggire di mano un passaggio e la palla
rimbalza dalle parti dell'intruso. Lui si china dall'estremit
della panca su cui  seduto e la ferma con la sinistra,
che pur non essendo la sua mano migliore ricorda ancora
tutto. Lo ricorda con esattezza. La tesa, ruvida rotondit,
le cuciture lisce nel mezzo, il cerchietto della valvola
per l'aria. Un pallone pieno di bozzi che vuole volare. Lo
rilancia, un po' goffamente, da seduto, ma ancora con un
tantino di effetto, giusto per far vedere che sa il fatto suo.
Parzialmente soddisfatto il terzetto riprende a giocare a
Horse, provando ganci, tiri ravvicinati sotto canestro, tiri
all'indietro, folli, improvvisati tiri in corsa, che di quando
in quando, per caso o per miracolo, entrano. Uno di questi
tiri balordi schizza via come un razzo dall'anello arrivando
dalle sue parti. Questa volta Coniglio si alza con la
palla tra le mani e avanza verso i ragazzi. La sua ombra
cade sul viso di quello pi vicino, che porta un berretto di
lana multicolore mezzo scucito. Un altro esibisce il numero
8 sulla maglietta aderente. - Che gioco ? - chiede loro.
- Lo chiamate Horse?
- No, lo chiamiamo Three, - risponde riluttante Berretto
di lana. - Tre sbagli e sei fuori -. Quindi tende la
mano a reclamare la palla, ma lui la solleva fuori dalla
sua portata.
- Mi fai fare un tiro, eh?
Gli occhi dei ragazzi si consultano, finch decidono che
probabilmente  l'unico modo per riavere la palla. - Di, -
dice Berretto di lana.
Coniglio  in posizione laterale, sulla sinistra, a sei metri
circa dal canestro: mentre le ginocchia si piegano e il
braccio destro sale sente tutto il peso degli anni, strati e
strati di tempo trascorsi da quando ha fatto una cosa del
genere l'ultima volta. Un tiro al tabellone. Il punto esatto
sul tabellone lo vede, ma la palla non ha precisamente la
lunghezza che servirebbe e, invece di rimbalzare e finire
nel canestro, colpisce pi volte il legno e l'anello andando
a ricadere tra le mani di Numero 8.
- Ehi, vecchio, - lo canzona il terzo, dall'aspetto pi
ispanico e ostile, - sei cotto.
- Sono arrugginito, - ammette Coniglio. - L'aria di qui
 diversa da quella a cui sono abituato io.
- Vuoi vederlo finire dentro, quel tiro? - gli chiede Numero
8, il pi alto dei tre. Si piazza dove prima era lui, apre
la bocca e lascia penzolare la lingua rosata esattamente come
fa Michael Jordan. Quindi d una lieve zampata all'aria,
immediatamente sopra la sua fronte, facendo partire
la palla in volo dalla lunga mano scura e sciolta. Ma sbaglia
anche lui, colpendo il bordo dell'anello sulla sinistra.
Cos il ghiaccio  rotto. Coniglio tiene duro, in attesa di
vedere come si comporteranno con lui.
Questa volta la palla di rimbalzo la prende il ragazzo con
il berretto a cerchi concentrici, roba da Black Muslim immagina
lui, che dice: - Fammi provare a metterlo dentro,
'sto rompicazzo -. E infatti finalmente il pallone entra,
anche se il tiro era un po' troppo forte e, diversamente da
Numero 8, lui non sar mai un Michael Jordan.
Adesso o mai pi. - Che cosa ne dite di farmi giocare
una mano di... come lo chiamate? Three? - chiede.
- Una mano veloce, poi me ne vado. Sono uscito proprio
per fare un po' di movimento.
Il ragazzino ostile dall'aspetto latinoamericano dice agli
altri: - Perch lo lasciate imbucare? Io non ci sto, - e se ne
va a sedersi sulla panca. Gli altri due, invece, forse convinti
che un uomo bianco sia come la cima di un iceberg
e che quindi la maniera migliore per evitare guai sia aggirarlo,
fanno buon viso all'intrusione e lo lasciano giocare.
In poco tempo Coniglio si trova sotto di due sbagli, una
schiacciata doubl pump che Numero 8 fa volare sopra le
mani tese di un'immaginaria fila di difensori e una palla
alta, di sinistro, imposta da Berretto di lana e ripresa da
Numero 8 finch, ritrovato un fantasma del suo vecchio
tocco, comincia a dominare. Prendi una boccata di ossigeno,
tieni l'occhio fisso sul davanti del bordo di ferro e tutto
diventa facile. La distanza tra le tue mani e l'anello si fa
sempre pi breve. Tu e lui, tre metri sul livello del suolo,
sopra a tutto. Arriva persino a mostrare ai ragazzini una
tattica che ha perfezionato nei ghiaiosi vicoli di Mt Judge,
il tiro rovesciato a due mani da fermo, il canestro tenuto
d'occhio a ritroso, la testa piegata all'indietro.
Visto da sotto, come appare azzurro e color grigio pietra
il cielo rannuvolato, un abisso, una specie di terra sospesa
capace di inghiottirci! Coniglio mette dentro la rovesciata
e scoppiano a ridere tutti e tre. Questi ragazzini i tiri da
fermo a due mani non li fanno mai, non rientra nello stile
dei neri, e di conseguenza, anche senza fare altro, essendo
cinque punti sopra, lui potrebbe considerare chiusa la
partita. Ma visto che sono stati gentili a farlo giocare, si
rilassa su alcuni tiri a una mano sola e Numero 8 torna a
dominare la situazione.
- Ed ecco un gancio alla Kareem, - annuncia il ragazzino,
mettendolo effettivamente dentro da un paio di metri
sulla destra.
- Quando ero ragazzo io, - dice lui, - era la specialit di
uno che si chiamava Bob Pettit. Giocava per il St Louis -.
E di proposito (o quasi) sbaglia il tiro. - Cos siamo a tre.
Sono fuori. Grazie per la partita, signori.
I ragazzini rispondono al commiato con un mormorio privo
di parole, tipo ronzio delle api. Quindi, al ragazzo seduto
sulla panca per protesta, dice: - Tutto tuo, amigo -. Infine,
mentre si china a prendere l'ombrello da golf chiuso che si
 portato dietro caso mai si mettesse a piovere, sorride nel
vedere che le sue Nike da passeggio sono incrostate di polvere
rossastra come le scarpe da ginnastica di quei ragazzini.
Tornando all'auto, al parchimetro, si sente alleggerito,
purgato, come i personaggi degli spot pubblicitari del Latte
di Magnesia che schizzano qua e l, fuori fuoco, in costume
da bagno, entusiasti per il fatto di essere diventati regolari.
Quel po' di basket gli ha lasciato addosso un senso di
spavalderia. Quindi tornando al Valhalla Village si ferma
a un Joy Food Store dove compra un enorme sacchetto di
patatine al gusto di cipolla e una porzione di lasagne surgelate
da scaldare in forno, invece di scendere al buffet con
il rischio di imbattersi in Mrs Zabritski. Sta cominciando
a pensare di esserle debitore di qualcosa: in fondo gli tiene
compagnia su quel piano,  una transfuga solitaria come lui.
Nell'appartamento il telefono tace. Il telegiornale della
sera  tutto a base di Hugo - St Croix saccheggiata, St
Thomas alla vigilia della devastazione -, pi la catastrofica
bocciatura a Washington di un piano sanitario che avr
un certo effetto in quella zona a causa di tutti gli anziani
che ci vivono e un servizio sull'aereo francese scomparso
in volo tra il Ciad e Parigi. I relitti sono stati trovati sparsi
in una vasta area del Sahara. Vista l'ampiezza del territorio
su cui sono distribuiti, sembrerebbe trattarsi di una
bomba. Proprio come quell'aereo sopra Lockerbie, pensa
lui. La sua spavalderia cresce ulteriormente. Ogni aereo
ha una bomba che gli ticchetta nel ventre. Possiamo esplodere
tutti quanti in qualsiasi momento.
Adesso che abita l da solo, i locali e il mobilio dell'appartamento
hanno assorbito il tono teso e minaccioso di
una persona vivente che abbia deciso di rimanere immobile.
Di notte, sente le stanze respirare, pensare. Pensano
a lui. Il televisore spento, il divano chiaro, gli uccelli fatti
di conchigliette bianche, la coperta ben tesa nella camera
dove a Capodanno hanno dormito Nelson e Pru, gli armadietti
verde acqua della cucina (che sembravano troppo
vivaci appena dipinti e continuano a sembrarlo ancora), il
telefono che si rifiuta di suonare, tutto ha una sua forza:
la prerogativa della durata. Lui  carne, loro oggetti inanimati.
Il ben sigillato spazio cavo che ha accolto il suo arrivo
diciassette giorni fa ora  colmo di timori, di un'agitata
condizione di attesa che le chiacchiere alla TV, i titoli
dei giornali, il ticchettante calore del forno e il conto alla
rovescia dei minuti sul pannello del timer, persino il frusciare
e strascicare del suo corpo, tengono a bada, finch
ci sono; ma quando simili minime concitazioni terminano,
ritorna il silenzio, la presenza dell'assenza, la domanda
senza risposta che avvolge il soffuso procedere del suo
sangue caldo. Le lasagne sono collose, sulla lingua sembrano
napalm, eppure le mangia tutte, una porzione doppia,
girando intanto tra il canale con Peter Jennings e quello
con Tom Brokaw in cerca delle immagini pi interessanti
dei danni provocati dall'uragano e dal vento, capaci di
abbattere intere porte scorrevoli di vetro e di farle volare
come un vassoio per torte. Tutto spazzato via senza controllo,
il mondo sta andando a pezzi, nulla di vivo pu pi
essere inchiodato al suo posto. Fantastico.
Sente un bisogno improvviso di parlare con i suoi nipotini,
come il bisogno di urinare che coglie chi fa uso di diuretici.
 il nonno, non glielo possono negare. Gli tocca cercare il
numero di Nelson nell'agenda sul tavolino in finto bamb,
ne ha uno nuovo dall'inverno scorso e se l' gi dimenticato,
alla sua et la mente perde pezzi dappertutto. Trova il
libriccino, compilato con la grafia incerta di Janice, da scolaretta,
piena di angolazioni diverse. Compone finalmente
il numero, dopo aver dovuto riappendere una volta nel timore
di aver digitato un otto invece di un nove. Risponde la
voce di Pru. Disinvolta, leggera, dura. Lui quasi riappende.
- Ciao, - dice invece. - Sono io...
- Harry, veramente sarebbe meglio...
- Ma no. Non voglio parlare con te. Voglio i miei nipotini.
Non  quasi il compleanno di Roy?
- Il mese prossimo.
- Ma pensa. Compie quattro anni.
- Li ha gi compiuti. Adesso ne compie cinque.
-  ora di mandarlo alla scuola materna, - replica lui.
- Incredibile. Ho saputo che tu e il piccolo Nellie vi state
dando da fare per averne un terzo. Fantastico.
- Be', per adesso stiamo a vedere che cosa succede.
- Niente pi preservativi, eh? E se lui avesse l'AIDS?
- Per favore, Harry. La cosa non ti riguarda. Comunque
ha fatto il test, se proprio vuoi saperlo, ed  risultato
negativo.
- Fantastico. Ho un pensiero in meno. Il ragazzo  ok ed
 pulito. Pru, qui cos ho paura di diventare matto. I miei
sogni... sembrano ritagli di fumetti.
E si vede davanti il sorriso della nuora, sarcastico, la bocca
tirata su un lato, la mano libera che allontana con due dita
dalla fronte qualche ricciolo vagante di quella sua capigliatura
color carota. Sexy, certo, ma com'era finita? Aspirante
assistente sociale del marito, il suo spazio vitale ospitato
nella casa di un'altra donna e davanti un futuro di fatica a
osservare la bellezza svanire a poco a poco nello specchio.
Per lui la sua voce nell'orecchio  come un periscopio, sfocato
dalle gocce salate, attraverso cui vedere il mondo lass.
Lei  l, lui qui in basso.
Il tono di Pru sta cambiando, sta diventando quasi cordiale.
Una volta che le si  scopate, nelle loro voci si avverte
sempre una venatura di affetto. - Che cosa fai per
passare il tempo l, Harry?
- Oh, vado parecchio in giro, sto cominciando a conoscere
la citt. Una bella cittadina, la vecchia De Leon. Se
ti capita di vederla, di' a Janice che c' una ricca vedova
ebrea che mi corteggia.
-  qui proprio adesso, per cena. Stiamo festeggiando
perch ha venduto una casa. Non la tua, quella non pu
venderla senza il tuo consenso: ne ha venduta una della
societ immobiliare, la Pearson & Schrack. Nei weekend,
in attesa di prendere il diploma, accompagna i clienti a vedere
immobili di loro propriet.
- Magnifico! Passamela, che le faccio le mie congratulazioni.
Pru esita. - Dovr chiederle se vuole parlarti.
Lui sente un improvviso vuoto allo stomaco, ha paura.
- Lascia perdere. Ho chiamato soltanto per parlare con i
ragazzi. Davvero.
- Ti passo Judy, che  qui vicino a me, agitatissima per
questo uragano. Abbi cura di te, Harry.
- Certo. Mi conosci, no? Sto attento.
- Altroch se ti conosco, - replica lei. - Sei matto -. E
il tono domestico, tranquillo, con cui lo dice le tira fuori
un accento olandese. Sta assimilando. Un altro bel donnone
di Brewer.
Si sente una serie di colpi accompagnati da mormorii,
finch ecco al telefono Judy, che grida: - Oh, nonno, siamo
tutti tanto in pensiero per te, con quell'uragano!
- Chi sarebbe tanto in pensiero? - chiede lui. - Non la
mia Judy, che mi ha riportato a casa su quel Sunfish scassato.
Secondo la TV Hugo andr a sbattere sulle isole Caroline.
Sono a seicento miglia da qui. Per lo pi oggi c'
stato il sole. Ho giocato un po' a basket con dei ragazzini
non molto pi grandi di te.
- Qui invece ha piovuto. Tutto il giorno.
- Questa sera avete li la nonna a cena, - continua lui.
- Dice che non vuole parlarti, - riprende Judy. - Che
cos'hai fatto per farla arrabbiare cos?
- Mah, non so. Forse ho cambiato troppo i canali della
TV. Ehi, Judy, sai una cosa? Venendo qui in macchina sono
passato per Disney World e mi sono ripromesso che la
prossima volta che vieni qui ci andiamo senz'altro.
- Non ne vale la pena. Ci sono stati un sacco di ragazzi
della mia scuola e dicono che alla fine  una barba.
- Come va la scuola?
- Gli insegnanti mi piacciono, e anche tutto il resto, ma
i maschi non li sopporto. Sono delle teste di cazzo.
- Ehi, non dire cos. Che razza di linguaggio. Che cos'?
Ti trascurano?
- Magari. Mi prendono in giro per le lentiggini. Mi chiamano
Testa di carota -. E la sua vocina si spezza.
- Ma di. Vuol dire che gli piaci. Pensano che tu sia
uno schianto. Per non metterti troppo rossetto finch
non avrai quindici anni. Ti ricordi quello che ti ho detto
l'ultima volta che abbiamo parlato?
- Mi hai detto di non forzare le cose.
- Giusto. Non forzare. Lascia che la natura segua il suo
corso. Fa' quello che ti dicono la mamma e il pap. Ti vogliono
molto bene.
- Lo so, - replica stancamente la ragazzina.
- Sei la luce della loro vita. L'avevi mai sentita questa
espressione: la luce della loro vita?
- No.
- Bene, allora hai imparato una cosa. Adesso va' pure
a fare quello che devi fare, tesoro. Potresti passarmi Roy?
-  troppo scemo per parlare al telefono.
- Non  vero. Passamelo. Digli che suo nonno vuole
dirgli qualche parola saggia.
Il telefono cade con un gran fracasso, mentre sullo sfondo
si sente il solito fritto misto di voci familiari: gli sembra
persino di sentire quella di Janice, con lo stesso tono imperioso
che era gi di mamma Springer. Passi che si avvicinano
attraverso il soggiorno tanto noto, la Barcalounger,
le finestre panoramiche con le tende tirate, il tavolino con
i ninnoli con il bordo che sembra quello di una torta, anche
se adesso l'uovo di vetro verde con dentro una lacrima
di vuoto - che  stato li per anni -  sullo scaffale vicino
a lui, a poche decine di centimetri dai suoi occhi. La Voce
di Pru finalmente dice: - Janice non vuole parlarti, Harry,
ma c' qui Roy.
- Ciao, Roy, - fa lui.
Silenzio. Dio in linea, ancora una volta.
- Come va, lass? Ho sentito che ha piovuto tutto il
giorno.
Ancora silenzio.
- Fai il bravo bambino?
Silenzio, ma con una punta di alito.
- Sai, - continua lui, - al momento a te potr anche non
sembrare, ma questi sono anni importanti.
- Ciao, nonno, - pronuncia infine la voce del bambino.
- Ciao, - deve per forza rispondere, anche se cos gli
tocca ricominciare da capo. - Sento la tua mancanza, quaggi, - continua.
Silenzio.
- Un uccellino viene ogni mattino sul balcone a chiedere:
Dov' Roy? Dov' Roy?
Silenzio, che  esattamente ci che si merita la sua bugia.
Finch il bambino salta fuori con l'altra cosa che probabilmente
qualcuno gli ha suggerito di dire: - Ti voglio
bene, nonno.
- Be', certo, anch'io, Roy. A proposito, buon compleanno
per il mese che viene. Cinque anni! Pensa.
- Buon compleanno, - ripete la voce del bambino in
quello strano tono profondo, virile, che gli viene ogni tanto.
Harry sta l ad aspettare che gli dica ancora qualcosa,
ma poi si rende conto che non c' altro. - Okay, - dice.
- Penso che basti cos, Roy. Sono molto contento di aver
parlato con te. Fa' sapere a tutti che gli voglio bene. Adesso
appendi. Puoi appendere.
Silenzio, seguito infine da un goffo tonfo smorzato e dal
ronzio della linea staccata. Singolare, pensa lui, appendendo
a sua volta, che abbia aspettato che fosse il bambino a
farlo per primo. La vittima innocente di un patto suicida.
Tutto solo, la prospettiva di un'intera serata da passare
in quelle stanze lo terrorizza. Sono le sette e mezza, ha
ancora tutto il tempo per scendere al buffet, anche se sente
ancora in bocca tutte quelle lasagne bollenti e quelle
patatine alla cipolla, piene di asperit e di sale. Andr gi
a prendere solamente qualcosa a basso tenore calorico al
buffet. Aver parlato con i parenti lo ha messo in uno stato
di esaltazione: sente di esserseli lasciati tutti alle spalle, al
sicuro. Senza curarsi di fare la doccia indossa camicia, giacca
e cravatta. Mrs Zabritski non  davanti all'ascensore.
Nella Sala Mead semivuota, sotto lo sguardo corrusco dei
guerrieri vichinghi nel grosso murale in ceramica, si serve
con generosit, insieme ad altre cose, proprio delle scaloppine
avvolte nella pancetta. Il miscuglio di consistenze
che si ritrova in bocca - pancetta tutta curve croccanti e
scaloppine di gommosa morbidezza -, gli risulta talmente
squisito che il suo appetito diventa senza fondo. Quindi
torna a prenderne una seconda porzione, oltre a un po' di
asparagi alla crema e di crocchette di patate, finch d'improvviso
si sente talmente pieno da avvertire un senso di
oppressione al cuore. Prende una Nitrostat ed evita dessert
e caff, fosse pure decaffeinato. Quindi torna cautamente
sui propri passi, calpestando l'aliena consistenza della gramigna
e la moquette dell'isola pedonale, sotto la tiepida
cupola di stelle che in realt non  altro che un profondo
catino che guardiamo dall'alto, come ha capito quello stesso
pomeriggio facendo quel tiro rovesciato da fermo: siamo
fissati alla Terra come tante mosche su un soffitto. Si
sente gonfio, gli gira la testa. L'aria  densa, la Via Lattea
si distingue a stento, come la vaga striscia di peluria chiara
che attraversa il ventre di certe donne.
Torna a casa in tempo per vedere l'ultimo quarto d'ora
di Genitori in blue jeans, l'unico programma televisivo
in cui tutti i membri della famiglia fanno schifo, se in
Pappa e ciccia escludi il tipo che fa la parte del marito di
Roseanne. Quindi fa avanti e indietro tra Misteri irrisolti
sul canale 20 e un vecchio episodio di Gianni e Pinotto
sul 36, che quando  uscito doveva essere pi divertente,
lo stesso anno in cui lui ha preso il diploma di scuola
superiore. Adesso i guaiti di Pinotto gli sembrano meccanici
e fastidiosi, mentre si rende conto che Gianni 
vecchio, oltre che crudele, quando prende a ceffoni il suo
amico grasso. A quei tempi gli spettatori si sganasciavano
e ridendo si davano pacche a vicenda, colpendosi come
animali. Forse gli anni Sessanta un po' di bene lo hanno
fatto, in fin dei conti. Tra gli spot pubblicitari che interrompono
di continuo c' quello della Nissan Infiniti,
tutto grilli e laghetti pieni di gigli, niente auto nel modo
pi assoluto, soltanto natura incontaminata, snob. Quelli
della Lexus che ha visto sono quasi altrettanto vaghi: un'idilliaca
strada lustra di pioggia. Stanno girando entrambi
intorno al problema, ovvero: possono i giapponesi dare
un'immagine di lusso? O la gente con trentacinquemila
dollari da bruciare preferir sempre comprare qualcosa
di europeo? Grazie a Dio non deve pi preoccuparsene.
Alla domanda deve ormai rispondere Jake, gi verso
Pottstown, e non lui.
Si pulisce i denti, badando con cura a usare il filo e a
sciacquarli con il Peridex. In assenza di Janice sta diventando
pignolo nelle proprie abitudini, come un qualsiasi
scapolo parruccone preoccupato delle proprie tubature interne
e dei peli nel naso. Peli nel naso: non vuole arrivare
assolutamente mai ad assomigliare al dottor Morris. La
doppia cena continua a bruciargli nello stomaco, ma quando
si siede sulla tazza del cesso non esce niente. Latte di Magnesia
Phillips: bisognerebbe che ne prendesse un po'. In
un'altra delle loro pubblicit c' un nero che ne parla, ma
 una scelta spiacevole: il colore dell'uomo rende troppo
realistica la merda. A letto, in marcia verso Yorktown, gli
eserciti alleati scoprono le atrocit compiute dai britannici
nella zona di Williamsburg. L'aiutante di campo svedese
di De Grasse, Karl Gustaf Tornquist, vichingo dell'ultima
ora, annota nel suo diario: In una bella propriet 
stata scoperta una donna incinta massacrata nel suo letto
con diversi colpi di baionetta; i barbari avevano squarciato
entrambe le mammelle scrivendo sul baldacchino: Non
darai mai alla luce un ribelle. In un'altra stanza, nuovo
spettacolo orrendo: cinque teste tagliate sistemate su una
credenza al posto dei busti in gesso che giacevano a terra
in frantumi. Alla stessa stregua non venivano risparmiati
gli inermi animali. I pascoli erano disseminati di cavalli,
vacche e buoi morti. Cerca di addormentarsi superando
il velo di inquietudine prodotto da simili immagini. Alla
Rivoluzione americana aveva sempre pensato nei termini
di una sorta di guerra tra gentiluomini, esente da simili
atrocit. Comincia ad avere vaghe visioni fuggevoli, sogni
che al risveglio, a un minimo di riflessione, sembrano non
avere alcun senso. Vede il ventre rotondo di una donna
- giunture lisce, lustra peluria centrale -, che, sventrato,
lascia uscire metri e metri di filo rosso, come dall'interno
di una palla da baseball. Dopodich si trova steso accanto
a un corpo, un omino tutto vestito di nero, floscio, senza
muscoli, un fantoccio da ventriloquo, con occhiali da
sole. Si sveglia che  ancora buio, troppo presto per il rumore
delle falciatrici, per il cinguettare del monotono uccello
marrone tra i rami dell'araucaria, per le chiacchiere
dei giovani professionisti che giocano all'alba in gruppi di
quattro. Raggiunge il bagno tra immobili forme levigate e
fioche strisce di luce: le cifre azzurre del timer sul forno, le
luci di sicurezza, giallastre, sul recinto del percorso di golf.
Urina da seduto, come una donna e torna a letto. Dorme
sempre dalla sua parte, come se dall'altra ci fosse ancora Janice.
Ora sogna il portale con l'arco tondo, che per questa
volta si apre con facilit: gira su silenziosi cardini che non
fanno resistenza e d su un interno di vibrante luminosit.
 simile al pianterreno di mamma Springer, solo che ci si
entra dall'alto, come in una specie di cantina, e c' pi luce
di quanta ce ne sia mai stata in casa della vecchia, una
multicolore, sgargiante vivacit da luna park, qualcosa di
latinoamericano, come nelle pubblicit delle navi da crociera
che continuano a trasmettere a met dei telegiornali;
 piena di gente che gli d il benvenuto e che lui invece
non conosce affatto o al massimo ricorda a stento: Mrs
Zabritski in veste di esile fanciulla, sebbene sempre con la
stessa torsione del collo tra l'inquisitorio e l'invitante, con
una gonna con le frange indecentemente corta, tipo quelle
che andavano negli anni Sessanta; Marty Tothero con un
borsone da postino che pende sbieco esattamente come la
sua faccia; mamma e pap nel fiore degli anni, alti, slanciati,
con i vestiti della festa: portano a casa dall'ospedale
una neonata avvolta in una coperta rosa che ne lascia vedere
soltanto il nasino rivolto all'ins e un unico occhietto
celato dalla palpebra chiusa, e infine un uomo che lo fissa
severamente con due occhi scuri, i capelli neri laccati come
in una vecchia pubblicit della Kreml, che gli stringe
virilmente la mano mentre Janice al suo fianco lo informa
sottovoce che naturalmente si tratta di Roy: un Roy molto
cresciuto, alto quanto lui. Svegliandosi, Coniglio sente
ancora la pressione sulla mano, mentre un sorriso di saluto
gli si spegne sul viso.
Hugo punta verso la costa sudorientale-, Jet della UsAir precipita
in un fiume a New York; Probabilmente una bomba la
causa della caduta del Dc-10 francese-, La pioggia sottovento
rallenta le imbarcazioni nella zona dei trichechi. Mangia un
po' di crusca di avena digerendo intanto le notizie della
News-Press. Caos a St Croix: polizia e guardia nazionale
si uniscono contro la folla armata di machete per frenare l'ondata
di saccheggi dopo il passaggio di Hugo; I turisti implorano
i giornalisti sbarcati sull'isola di portarli via. Che cazzo
di frignoni. Gli viene in mente che il suo sogno potrebbe
in qualche modo essere connesso a tutte queste notizie
che arrivano dai Caraibi, a una di quelle feste che si tengono
in apertura di weekend negli alberghi delle localit
di soggiorno per dare il benvenuto ai nuovi arrivati. Esce
sul suo angusto balcone per dare un'occhiata alle condizioni
della giornata. Secondo il giornale, nonostante Hugo ci
dovrebbe essere il sole e infatti cos . I remoti grattacieli
azzurro verdi riflettono violenti sprazzi di mattutina luce
dell'est. Il Golfo non si vede, per se ne avverte il sentore
fino a l. Cerca di farsi venire in mente chi ci fosse alla
festa, persona dopo persona, ma non riesce; i personaggi
dei sogni non restano l appiccicati alle costole. L'aereo di
New York  andato a finire oltre il termine della pista: due
morti. Soltanto due. Centosettantuno, invece, nel Sahara.
A Londra una telefonata ha attribuito tutto il merito
ad Allah. Questa bomba per non lo turba come quella di
Lockerbie, sul volo della Pan Am. Come con tutte le altre
notizie, a un certo punto ci si stufa, finisce con il sembrare
tutto una trovata pubblicitaria, tipo le pause in TV durante
le partite di football americano.
Mentre altri uomini, pi giovani di lui, gridano e se la
spassano sul percorso di golf al di l delle porte scorrevoli
nascoste dalle tende, lui rif il letto e spazza il pavimento
della cucina, sistemando il bicchiere del succo d'arancia
e la scodella dei cereali tra la roba gi ordinata nella lavapiatti
in attesa di raggiungere il pieno carico. Tra non
molto. Quando finalmente comparir Janice, vuole che le
condizioni della casa le diano un'oggettiva lezione di economia
domestica.
Alle dieci esce a fare la sua passeggiata mattutina; dando
un'occhiata al cielo verso nord-est, in direzione dell'uragano
che sta snobbando la Florida, rimane colpito dall'aspetto
delle nuvole, ingarbugliate, sbrindellate, grigio su bianco su
azzurro, con oblique strisce a spina di pesce, pi altre serie
di nubi sotto arruffate ma sopra arrotondate, come per effetto
di un'acqua che scorra via rapida, tipo le ritmate costole
di sabbia che lascia la marea. La luce  sferzata da un vento
terso. Nell'aria c' qualcosa che rende leggermente difficile
il respiro. Mancanza di ozono? Oppure ce n' troppo?
Potrebbe anche essere la sua immaginazione, ma gli aerei
sembrano disertare il cielo. Di solito li si vede volare lentamente
in cerchio a quote diverse, tutti inclinati, in fase di
accostamento al Southwestern Florida Regional Airport.
Sono stati cacciati via. Sotto il sole una sorta di autostrada
di foschia a strisce si estende a ritroso in direzione dell'orizzonte
settentrionale, simile ai riflessi della luna che si affiancano
uno all'altro su un oceano calmo.
D'impulso decide di prendere la Celica per andare in
centro, lasciandola al parcheggio vicino alla First Federal
Bank e continuando a piedi verso la zona dei neri. Quel
pomeriggio, pensa, potrebbe anche essere dell'umore giusto
per farsi un po' di buche di golf. Qualche giorno prima
hanno chiamato dal Pro Shop per avvisarlo che le scarpe
sono state ritrovate.
Al campo giochi accanto all'abbandonata scuola color
ocra un ragazzo alto in jeans tagliati corti tira a canestro
tutto solo. La sua maglietta aderente  di un turchese elettrico
con stampigliata sopra una tigre che mostra rabbiosamente
le zanne, pelo arancione a strisce bianche, occhi
gialli, lingua e punta del naso di un viola irreale. Addosso
al ragazzo, tuttavia, un simile indumento ha una sua propriet,
la dignit di un'uniforme. Pi grande dei ragazzini
del giorno prima, ha almeno diciotto anni,  un giocatore
determinato, ogni fondamentale  ben eseguito, i movimenti,
lo studio del terreno, prepara il tiro fissando l'anello con entrambe le mani sulla palla e tirandola infine con
la sola sinistra. Porta scarpe nere da basket alte fino alla
caviglia, senza calze; il taglio dei capelli  di quelli a scodella
in cima al cranio con una serie di X sui due lati all'inizio
della parte rasata. Seduto sulla panca, all'estremit
opposta di uno zainetto rosso lasciato evidentemente l dal
ragazzo, Coniglio lo osserva per un bel po', mentre il sole
splende, il vento terso soffia e le nuvole in corsa immergono
nell'ombra il campo in terra battuta e le circostanti
case di legno. Case dall'aria remota e silente i cui colori
sono gli stessi di un bucato scolorito al sole. Non si vede
nessuno entrare o uscire.
Per cambiare posizione Coniglio di quando in quando
inclina la testa all'indietro come per abbronzarsi, affogando
il proprio campo visivo in una sfumatura rossa, consentendo
ai fotoni di bruciare al di l delle palpebre traslucide.
Finch, aprendo gli occhi, vede che il ragazzo  l
vicino, in piedi, pi scuro di una nuvola. La sua pelle nera
 vagamente opaca; zigomi alti e sottigliezza delle labbra
lasciano trapelare la presenza di sangue indiano.
- Serve qualcosa? - chiede con una voce lieve, neutra
e senza sorrisi che sembra uscire dalla ringhiante bocca
viola della tigre.
- No, niente, - risponde Coniglio. - Ti do fastidio se
sto seduto qui?
- Cerchi roba? - E con la mano che non regge il pallone
contro l'anca imita un minimo, delicatissimo colpo di
frusta. Coniglio lancia un'occhiata fulminea allo zaino e
riporta lo sguardo alla bocca della tigre.
- No, grazie, - risponde. - Mai toccata. Che cosa ne
diresti, invece, di una partitella uno contro uno? Mi pare
che tu sia qui da solo.
- Ho sentito che ieri c'era in giro un viso pallido a fare
lo scemo.
- Proprio cos, lo scemo. Non faccio altro. Sono in pensione.
- E come mai vieni a farlo proprio qui? Nella tua zona
di De Leon ci sono un sacco di posti -. Pronuncia il nome
della citt nel modo locale: Diilie-in.
-  piuttosto noioso, da quelle parti, - replica lui. - Preferisco
qui, senza tanta scena. Ti d fastidio?
Mentre il ragazzo, preso un po' alla sprovvista, cerca di
elaborare una risposta, la mano di Coniglio scatta a posarsi
sulla palla, che  pi consumata di quella dei ragazzini del
giorno prima, non pi color cuoio ma di un logoro misto
di bianco, rosso e azzurro. - Su, di, - lo prega, riducendo
quasi la voce a un ringhio. - Dammi la palla.
L'espressione di Tigre non cambia, ma cede la palla. E
Coniglio avanza a grandi passi sulla terra battuta tenendola
tra le mani. Si sente pericolosamente alto, come quando
durante l'estate ha affrontato in totale solitudine quella
strada di macadam. Questa mattina si  messo i bermuda,
casomai gli fosse capitato di giocare un po'. Polvere e sole
riflesso gli accarezzano i polpacci nudi - gessosi polpacci
da vecchio - che non hanno mai avuto molti peli e su cui
ora non ce n' quasi pi, nelle zone sfregate dalle calze per
quasi cinquant'anni.
Tenta un tiro in elevazione da parecchio lontano e la
fortuna lo assiste. Quindi si alterna con Tigre, attenti a
non toccarsi e passandosi la palla di rimbalzo. - Una volta
giocavi, - dice il ragazzo alto.
- Tanto tempo fa. Alle superiori. Mai andato al college.
Tecnica diversa dalla vostra di adesso. Ma se hai voglia di
fare un po' di allenamento uno contro uno sono qui. Ai
ventuno. Sulla parola, ognuno dichiara i suoi falli.
Dallo sguardo fisso di Tigre sembra trapelare una tristezza
plumbea, ma il ragazzo annuisce, prendendo la palla
di rimbalzo. Procede con andatura da bulletto - spalle
gi, pancia in fuori - fino alla linea di met campo che 
stata raspata nella terra battuta con i tacchi delle scarpe da
ginnastica. Visto da dietro  tutto ossa e tendini, lustri di
sudore ma non troppo, sotto le spalline turchese le spalle
cadenti sono opache.
- Aspetta, - gli dice lui. - E meglio che prima prenda
una pillola. Non farci caso.
La Nitrostat brucia sotto la lingua: quando poi il ragazzo
arriva l facendosi stoppare il tiro ravvicinato e lui
sbaglia il canestro da sei metri circa, il lieve effetto della
pillola  gi arrivato all'estremit opposta. Sulle prime
prova un senso di scioltezza, di intensa libert. Tigre dispone
di qualche buon movimento e potrebbe lasciare facilmente
indietro un pesante uomo anziano, per spreca
un sacco di tiri. La tecnica di tirare immediatamente dopo
l'arresto non gli concede il tempo necessario per entrare
in sintonia con il bersaglio, inoltre la parabola dei suoi tiri
non  abbastanza alta. La palla gli esce di mano piatta,
con il risultato che il cerchio dell'anello diventa una fessura.
E poi  pi basso di lui di tre o quattro centimetri.
Coniglio riesce a fargli passare sopra le punte delle dita
qualche tiro da sotto in elevazione, morbidi, alti, dentro,
ciuff, precisi nell'anello privo di rete, un cerchio a scaglie
arancione storto da troppe schiacciate di allenamento,
da esibizionismi, dal peso dei corpi appesi a penzolare
in imitazione di Darryl Dawkins; allora Tigre comincia
a pressare di pi, spingendo Coniglio a passare all'attacco
e a tentare di andare lui a canestro, se proprio ci tiene
tanto. I gomiti e le ginocchia spigolose del ragazzo gli raspano
il corpo facendogli riscoprire le sensazioni di una
volta, le cariche, il pressing, tanto che si mette a ridere.
 consapevole del fatto che il ventre sbatacchia su e gi
per effetto di un impalpabile affaticamento che gli sta penetrando
nelle ginocchia, ma adrenalina e nostalgia prevalgono.
Tigre comincia a sfruttare con maggior vigore la
sua lentezza, inchiodandolo meglio, schivandolo e schizzando
via, e lui va a ficcarsi ancora pi su, in un cunicolo angusto, sentendo che il fiato si fa corto. Pure il sole
 piacevole, gli fa colare il sudore dai pori come se stesse
portando in vita tanti semi. Il senso di questa prova  di
fonderlo con terra e cielo: terra, la rossastra, riverberante
terra battuta, sempre pi segnata dal tracciato a ventaglio
delle suole delle sue Nike e dalla griglia a gabbia di quelle
nere da basket di Tigre, terra calpestata ai margini del suo
campo visivo quando giocano l'uno contro uno; e cielo,
il vasto cielo bianco che vede quando alza lo sguardo, a
seguire un proprio tiro o uno dell'avversario. Le nuvole
si sono raccolte in un agitato consesso argenteo attorno a
un sole accecante, celeste arena di tori. Durante lo sforzo
di una torsione in elevazione, Coniglio fissa direttamente
lo sguardo nel sole, tanto che poi per un attimo non riesce
a scacciare la lampeggiante luna rossa dell'immagine
persistente. Ha un senso di oppressione al torace, gli gira
la testa, le pulsazioni gli provocano un fruscio nelle orecchie
e nello spazio intriso di sudore tra le scapole si annida
un dolore pungente. Recuperato un proprio rimbalzo,
reggendo la palla contro l'anca nel suo modo aggraziato,
Tigre gli rivolge uno sguardo deciso. La sua pelle sembra
una pietra di fine sabbia nera. Le orecchie sono piccole e
attaccate alla testa, sopra la fila di X i capelli sono arricciati
quanto pu consentire madre natura; il sole riverbera
su ogni particella circolare del suo corpo.
- Ehi, vecchio, tutto bene?
- S. Benissimo.
- Stai ansimando parecchio.
- Aspetta di avere la mia et.
- Ci diamo un taglio, eh? Non  poi 'sta gran cosa.
Lo dice in un modo carino, constata Coniglio attraverso
il sudore delle sopracciglia e il pulsare del sangue. Prova
la sensazione che l'albero di vene e arterie nel suo corpo
si sia coperto di grossi fiori rosa. Non  poi 'sta gran cosa.
Sei ormai troppo fuori forma per roba come questa, intendeva
dire. Se non sei pi buono neanche per una partitina
uno contro uno. Il sudore sta cominciando a impastarglisi
sulle gambe con la polvere. Ha paura di perdere il ritmo,
la danza, quello che sia, la spinta, la grazia. - Non ti diverti?
- chiede. Se la gode a spaventare Tigre con il suo
faccione rosso, con la sua ansante mole di grasso viso pallido,
con i suoi spiritati occhi celesti.
- Sicuro, vecchio, - risponde Tigre. - Un mezzo divertimento -.
E finalmente sorride. Magnifici denti regolari
dentro gengive color lavanda. Ormai anche i ragazzi del
ghetto ricorrono all'ortodonzia.
- Stiamo ai patti. Giochiamo fino a ventun punti. Come
abbiamo detto. Adesso siamo a diciotto. Giusto?
- Giusto -. Nessuno dei due ha chiamato un fallo.
- Forza. Palla tua, Tigre -. Il dolore alla schiena si sta
allargando come due goffe ali. Il giovane nero gli sfreccia
accanto per una rapida sospensione sotto canestro. Coniglio
recupera la palla e si ferma un passo pi in qua della
linea di met campo, da dove, non marcato, lascia partire
un tiro da fermo a due mani, di quelli di una volta. Guardando
la palla levarsi in volo sa gi che entrer: a guidarla
 un solco nella forma del giorno.
- Questa era facile, vecchio, - esclama Tigre in tono ammirato,
cercando di imitarlo con un tiro lungo, a una mano
sola, che invece rimbalza come un razzo dal bordo dell'anello,
dove  arrivato con un arco troppo teso. Coniglio fa
suo il rimbalzo, ma poi non  pi in grado di muoversi, il
suo corpo pesa una tonnellata, i piedi hanno perso il collegamento
con la testa. Tigre si inserisce di slancio tra lui
e il canestro, chinandosi esattamente sul suo viso con un
ringhio viola, ma poi arretra un attimo, lasciandogli cogliere
un varco, un attimo di rilassamento in cui tornare
all'attacco, cos gioca un uno contro uno di forza, portandosi
dietro l'avversario sul fianco come uno sbatacchiante
sacco di carbone, andando in elevazione per puntare
a canestro. L'anello gli riempie il campo visivo, scende a
baciarlo sulle labbra, non pu sbagliare.
Sale, sale, sempre pi su, verso lo sbrindellarsi delle nuvole.
Il torso viene improvvisamente lacerato da un dolore
terribile, da un gomito all'altro. Harry si sente esplodere
dall'interno mentre qualcosa di immenso lo afferra con
insistenza, e infine cade a terra privo di sensi. Afferrando
la palla mentre ricade attraverso il canestro, Tigre si sente
sbattere addosso un corpo, come per un fallo intenzionale.
Poi vede il vecchio omone bianco, con un'aria strozzata e
un'espressione in faccia quasi da addormentato, che crolla a
terra senza un suono, come una bambola di stracci lasciata
cadere. Resta l in piedi esterrefatto sopra il corpo caduto,
con quei bermuda a quadri, le Nike da passeggio nuove di
zecca, la camicia azzurra da golf con un logo composto da
due V intrecciate. Una guancia del volto svenuto, paonazzo,
 coperta da un velo appiccicaticcio di fine polvere di
argilla, un'ombra, come met della maschera di un clown.
- Era facile, - ripete il ragazzo, inebetito dallo shock.
L'impulso a scappare gli piomba nell'intimo come una
cascata, svuotandogli la testa di ogni pensiero pratico. Non
vuole grane con nessuno, lui. Recuperato dall'estremit
della panca il suo zaino, di quelli molto piccoli che un boy
scout potrebbe usare per un'escursione di una sola notte, se
la batte a passo deciso reggendolo stretto al petto insieme
alla palla. Poi, arrivato a met dell'isolato, attacca a correre
sotto un cielo profondamente inquieto. Ecco arrivare
un aereo che va abbassandosi lungo una lenta diagonale.
Visto dall'alto, con gli arti spalancati e piegati, Harry
appare solo su quel campo come il sole in cielo, in mezzo
alla sua arena di nubi. Passa un po' di tempo. Ma finalmente
la rete dell'assistenza scatta: qualcuno che da una
delle case sui bordi del campo giochi stava osservando la
scena nascosto dietro la tenda di una finestra ha chiamato
il 911. E qualche minuto dopo, pi di uno degli anziani poveri
tappati nelle loro piccole stanzette per evitare rischi,
con il televisore come unico amico, scambia le sirene che
accorrono per un allarme anti uragano, convincendosi che
la tempesta abbia deviato dal South Carolina per puntare
di nuovo verso di loro.
- L'infarto sembra transmurale, - dice il dottor Olman a
Janice, chiarendo: - Esattamente attraverso quella dannata
parete Quindi cerca di spiegarle con la pelle e la carne
del pugno la differenza che c' tra questo tipo di infarto e
quello subendocardico, con il quale si pu convivere. - Il
ventricolo sinistro  completamente andato, signora, -
aggiunge. - A mio parere, dopo la procedura attuata su a
Nord si  riformata una stenosi totale -. Il suo faccione, con
quel naso a becco bruciato dal sole e la sporgente mascella
australiana, rivolge a Janice, piena di sonno e di dolore,
uno sguardo confuso. Tutto quell'agitarsi delle sue mani,
quasi stesse tentando di rivoltare Harry come un guanto
a suo beneficio, ora che  troppo tardi. - Per un by-pass
ormai  troppo tardi, - sbuffa quasi il dottor Olman, imponendo
con qualche fatica alla propria voce il morbido
accento meridionale acquisito. - Anche se per un miracolo
dovesse superare l'attuale trauma, signora, l dove lei e io
abbiamo un muscolo sano e flessibile lui non avrebbe altro
che un grumo di tessuto cicatriziale. Arterie e valvole
si possono sostituire, ma non esiste ancora un succedaneo
del muscolo cardiaco vivo -. Il medico trasuda irritazione
controllata, come un golfista che abbia sbagliato tre putt
corti uno dietro l'altro.  talmente giovane, pensa Janice
stordita, che se i suoi pazienti muoiono d la colpa a loro.
Pensa che lo facciano soltanto per rendere pi difficile il
suo lavoro.
Dopo la visita dei poliziotti di Penn Park la sera prima
(quanto sembravano giovani anche loro, e spaventati
di dover portare una cos brutta notizia: visto che non rispondeva
nessuno n al numero del condominio n a quello
fornito dal servizio informazioni in base all'indirizzo della
patente, l'ospedale di De Leon aveva finito con il telefonare
a loro; infatti Janice era in giro per far vedere alcune
case a una giovane coppia venuta da fuori, un edificio a
piani sfalsati a Brewer Heights, dove vivevano un tempo i
Murkett, e una vecchia fattoria di arenaria su verso Oriole;
la polizia, con le luci azzurre dei lampeggianti che andavano
a lambire le pareti in pietra calcarea, era arrivata nel
vialetto proprio nel momento in cui lei rientrava in casa)
e le telefonate per raggiungere Mim - che non rispondeva
neanche lei - e per trovare posto per s e per Nelson su
un qualsiasi volo notturno per la Florida, con la Eastern
quasi sempre in sciopero e tutti i voli in arrivo o in partenza
da Atlanta annullati o in ritardo a causa dell'uragano,
pi la corsa in auto verso Filadelfia sud e l'aeroporto,
miglia e miglia di lavori in corso sulla Schuylkill Expressway,
tra un'infinita confusione di blocchi stradali con il
nastro catarifrangente, al punto che Nelson aveva preso
un'uscita che li aveva mandati a finire in pieno centro,
esattamente di fianco alla Independence Hall - tutto era
parso succedere in un minuto -, pi le ore e ore di attesa
senza nient' altro da fare se non calmare Nelson e leggere
i giornali abbandonati da chiss chi sui sedili di plastica,
oltre naturalmente a ricordare Harry in tutti i modi
possibili, per esempio com'era quando lo aveva visto per
la prima volta nei corridoi delle superiori e in campo alle
partite di basket, ricco di gloria e biondo (sembrava fatto
di marmo); poi, al loro arrivo, notare come fosse ordinato
l'appartamento, se si eccettuavano le pile di vecchi giornali
che non voleva mai buttare via e le briciole di schifezze
alimentari di cui era cosparsa la poltrona di vimini: ma
in ogni caso in camera da letto non c'era nessuna traccia
di un'altra donna, soltanto il libro che gli aveva regalato
lei stessa l'ultimo Natale, con quel veliero in copertina, e
Nelson li accanto a lei che reagiva in maniera esagerata a
qualsiasi cosa, al punto che avrebbe quasi preferito che l'avesse
lasciata venire l da sola - dopo un po' la madre che
 in te muore esattamente come il muscolo cardiaco, immagina -,
e le poche ore di sonno sfilacciato, finite troppo
presto quando un ragazzo ha cominciato a falciare i green
e i golfisti si sono messi a giocare, e ancora con Nelson che
a colazione si lamentava nientemeno perch non c'erano i
Frosted Flakes ma soltanto questa crusca di cereali che sa
di biada per cavalli; insomma, dopo questo po' po' di roba
lei si sentiva esattamente come il marito alla fine del lungo
viaggio in auto durante il weekend del Labor Day: come
se le avessero martellato tutto il corpo con dei sacchetti di
sabbia. Fuori nel corridoio il giornale era stato consegnato
alla porta come in una giornata qualsiasi.
Hugo martella il South Carolina.
Il dottor Morris padre deve aver saputo che lei  l in
ospedale, eccolo infatti arrivare nella sala d'aspetto della
terapia intensiva cardiologica con un'aria da cui sembra
non stia niente bene neanche lui, pieno di macchioline e
mal rasato, con addosso un completo marrone non stirato.
Le prende la mano, la guarda dritto negli occhi attraverso
gli occhiali senza montatura e le dice: - Prima o poi arriva
il momento, - concetto che per lui va benissimo, visto
che  sugli ottanta, o perlomeno sui settantacinque. - 
venuto da me qualche giorno fa, e quello che gli ho sentito
al torace non mi  piaciuto per niente, ma con una menomazione
del genere si pu campare due settimane come
vent'anni, chi pu dirlo? Pu dipendere da come si agisce.
Sembrava essere un po' sofferente. Abbiamo convenuto
che doveva trovarsi qualcosa da fare: era troppo giovane
per essere gi in pensione.
Da quando sono comparse le luci blu della polizia gli
occhi di Janice sono costantemente pieni di lacrime, che
questa osservazione e i modi saggi e cortesi del vecchio
rinnovano. Va a finire che il dottor Morris si  occupato
di Harry pi di lei. In un certo senso, dopo quelle fugaci
visioni di lui ardente di luce propria sul campo di basket,
lei ha lentamente cessato di vederlo, era diventato invisibile.
- Ha parlato di me? - chiede, domandandosi se Harry
ha rivelato che erano separati.
I penetranti occhi da scozzese del vecchio medico la trapassano
per un attimo. - Con molto affetto, - le risponde.
A quell'ora del mattino, poco dopo le nove, mentre ancora
per i corridoi corrono i carrelli pieni dei vassoi sporchi
della prima colazione, nella sala d'aspetto dell'unit di
pronto intervento cardiaco non c' nessun altro; lo stesso
Nelson, nella sua agitazione, continua ad andarsene: per
telefonare a Pru, per correre al bagno, per prendere una
tazza di caff e un po' di Frosted Flakes in un self Service
che ha scoperto in un'altra ala. La sala d'aspetto  angusta,
con una sola finestra che d sul parcheggio, e umida ai
bordi per effetto degli irrigatori che durante la notte hanno
innaffiato il prato. Ci sono un tavolino basso pieno di
riviste per lo pi religiose, un divanetto con lo schienale
rigido, sedili e lampade tubolari con i paralumi in plastica,
non vogliono che ti senta troppo a tuo agio, vogliono
tenersi i pazienti tutti per s. Sola in quel limbo, Janice
pensa che forse  il caso di pregare per la guarigione di
Harry, per un miracolo, ma quando poi chiude gli occhi
per farlo si trova davanti un muro su cui non vede nulla.
Stando al dottor Olman, anche nel caso che sopravviva,
suo marito non sar mai pi quello di una volta; come ha
detto il dottor Morris: Prima o poi arriva il momento.
Harry ha raggiunto presto la piena fioritura: quando lei 
finalmente arrivata a conoscerlo, da Kroll, stava gi declinando,
anche se le cose sono migliorate nel momento in
cui i soldi prodotti dal terreno hanno cominciato a essere
loro. D'altra parte, senza di lui potr senz'altro vendere
la casa di Penn Park. Buon Dio, buon Dio, prega. Fa' ci
che ritieni giusto.
Sulla porta aperta compare una giovane infermiera di colore,
che con voce bassissima ma con un bel sorriso bianco
la informa: - Ha ripreso conoscenza, - guidandola nel reparto
di terapia intensiva che lei ricorda ancora dal dicembre
scorso, con quella scrivania semicircolare che sembra
la torre di controllo di un aeroporto, piena di monitor su
cui, in forma di tante saltellanti linee arancione, si vede
il battito cardiaco di ciascun paziente; sui tre lati ci sono
le file di anguste camerette singole con le pareti frontali
di vetro. Quando finalmente vede il suo Harry a letto in
una di esse, al di l della parete di vetro, bianco come le
lenzuola e con tutti quei tubi e quei fili che gli entrano in
corpo o ne sbucano, si sente prendere alla sprovvista da
un'emozione talmente forte da temere per un secondo di
dover vomitare, una travolgente ondata di dolore insieme
alla terribile consapevolezza di avere subito una perdita
tremenda, paragonabile soltanto a quel giorno in cui ha
affogato per disgrazia la sua amata piccina. Lei non aveva
davvero intenzione di non perdonarlo mai pi, aveva deciso
di chiamarlo, ma il tempo era scappato via e insistere
nel silenzio era diventato una specie di droga. Come ha potuto
il suo cuore indurirsi fino a quel punto nei confronti
di un uomo che nel bene e nel male  salito all'altare per
rimanere al suo fianco tutta la vita? In realt a sbagliare
non  stato lui ma Pru, quale uomo avrebbe saputo resistere?
Lei, Pru e Nelson hanno analizzato la questione fino
al limite dell'esaurimento. Le bastava sapere che una cosa
simile non si sarebbe ripetuta e di avere una vita propria
di cui occuparsi. Invece  successo questo. Proprio adesso.
Lui le dava della stupida, e infatti  vero che era pi lenta
di lui, persino a capire s stessa, ma stava cominciando a
rispettarla, nonostante per lui fosse difficile rispettare una
donna, colpa della madre, donna odiosa. Sebbene ai tempi
del corteggiamento, al Kroll, i loro genitori fossero ancora
vivi tutti e quattro, in realt era come se fossero orfani, lui
persino pi di lei. In lei aveva visto qualcosa che lo aveva
fatto bloccare per un attimo. E lei lo rivuole l, recuperato
dall'elemento in cui sta affondando, lo desidera talmente
che potrebbe mettersi a vomitare: le fughe, Pru, Thelma
e tutto il resto, qualsiasi cosa,  spazzato via dall'enormit
del suo essere steso l, inerme, irrecuperabile.
L'infermiera apre la porta scorrevole. Sopra i tubi celeste
dell'ossigeno gli occhi azzurri sono aperti, ma Harry
sembra non sentire. Lui la vede, sua moglie, piccola, con
quella carnagione bronzea, ostinata nel taglio della fronte
e della bocca, che piange come una fontana e parla di perdono.
- Ti perdono, - continua a dire, ma lui non ricorda
affatto per che cosa. Giace l, immerso in un elemento
meraviglioso, un letto di felice assenza di sensazioni attraverso
cui di quando in quando penetra una punta di
dolore. Ascolta Janice che piagnucola, meravigliandosi di
quanto possa diventare piccola quando si siede sulla sedia
a rotelle imbottita dell'ospedale, piccola come un oggetto
dentro una palla di cristallo con la neve, per pi aggraziata,
delicata come una ragnatela, in ogni piega del viso e
dello stazzonato abito grigio da venditrice. Lei lo perdona
e lui la ringrazia, o pensa di farlo. Poi gli pare che lei gli
prenda la mano. La coscienza va e viene, e lui si stupisce
che .negli intervalli il mondo sia comunque tenuto sotto
controllo, esattamente come  avvenuto nei secoli prima
che nascesse. Sente una terribile secchezza in gola, gi in
fondo, ma sa che  una sensazione passeggera, ci penseranno
i medici. Janice sembra una delle figure luminose
del suo sogno, in quella strana festa. Pensa di raccontarle
di Tigre, di dirle ho vinto, ma poi l'impulso passa. E piacevolmente
stanco. Chiude gli occhi. La caverna rossa che
pensava avesse un solo passaggio sul davanti, per entrare e
per uscire, si scopre che invece ne ha uno anche in fondo.
La familiare e amata figura di sua moglie  stata sostituita
da quella di Nelson, infelice anche lui. - Non le hai
parlato, pap, - lamenta il ragazzo. - Ha detto che la fissavi
senza dire niente.
Okay, pensa lui, che cos'altro sto facendo di sbagliato?
Gli spiace per ci che gli ha fatto un tempo, ma in questo momento gli sta facendo un favore, anche se Nelson non sembra capirlo.
- Non riesci a dire niente? Parlami, pap! - sta urlando il ragazzo, o forse sta cercando di non urlare, con la faccia pallida per la tensione, mentre una domanda indicibile gli ha torto i peli di un sopracciglio, facendoglieli crescere al contrario. Lui vorrebbe sollevarlo da tanta pena. Nelson, vorrebbe dirgli, una sorella ce l'hai.
Riesce a dirlo o no? L'espressione tesa e ansiosa del figlio non  cambiata. Quello che dice subito dopo, per, dimostra che potrebbe aver colto la parola sorella. - A zia Mim abbiamo telefonato, pap, verr il pi presto possibile.
Deve cambiare aereo a Kansas City!
Dall'espressione e dal tono acuto della voce si capisce che il ragazzo sta gridando per vincere un vento furibondo che gli soffia contro dalla direzione del padre. - Non morire, pap, no! - grida, e poi si lascia andare all'indietro sulla sedia, sempre con dipinta in viso quella domanda e con gli occhi scuri che splendono come due astri. Una domanda che non deve lasciare in sospeso in quel modo, il ragazzo dipende da lui.
- Be', Nelson, - replica, - sai che cosa ti dico? Non  poi tanto male. Quindi Coniglio pensa che dovrebbe magari dire qualcos'altro, il ragazzo sembra in disperata attesa, ma basta cos. Forse. Cio, senz'altro, basta.
...
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...
FINE.